Cinque curiosità e cinque rivisitazioni insolite di “Dieci piccoli indiani”

Cinque curiosità e cinque rivisitazioni insolite di “Dieci piccoli indiani”

dieci-piccoli-indiani-agatha-christieÈ ambientato su un’isola deserta, ha tanti personaggi quante vittime e la maniera in cui si verificano gli omicidi segue alla lettera i versi di una macabra filastrocca appesa alle pareti dell’unica casa presente sul luogo. Si tratta di dettagli noti al punto da essere ormai entrati nella cultura generale occidentale, per la quale Dieci piccoli indiani di Agatha Christie è un capolavoro indiscusso

Non a caso, il volume è addirittura all’undicesimo posto nella classifica dei libri più venduti della storia. Che abbiate già letto l’opera o meno, vi proponiamo cinque curiosità poco note e vi suggeriamo cinque rivisitazioni del romanzo a dir poco sui generis.

Curiosità

 1) Il titolo originale inglese era Ten Little Niggers, dato alle stampe per la prima volta nel 1939 e riferito a una canzone americana di Septimus Winner che era apparsa negli Stati Uniti nel 1868 e il cui contenuto ricordava la poesiola che appare nelle pagine del best-seller. Il titolo del brano era poi stato trasformato in Ten Little Indians, nel tentativo di risultare meno razzista, e lo stesso manoscritto della Christie cambiò nome nel momento in cui sbarcò nel Nuovo Continente, diventando And then there were none. Nella prima edizione italiana Mondadori, risalente al 1946, venne proposta una traduzione letterale del secondo titolo, che suonava dunque così: E poi non rimase nessuno. La versione fu mantenuta fino al 1977, quando risultò evidente che non aveva riscosso il successo sperato e venne allora cambiata in Dieci piccoli indiani.
In tedesco si è affermata una resa letterale dell’inglese, Und dann gabs keines mehr, mentre in spagnolo e in francese è rispettivamente Diez negritos e Dix petits nègres. La canzone di Winner, invece, è oggi nota come Ten little soldier boys.

10piccoliindiani2) Il sottogenere di questo giallo è codificato a tutti gli effetti dalla critica letteraria e prende il nome di enigma (o mistero) della camera chiusa, per via del fatto che l’assassinio in questione avviene in circostanze apparentemente impossibili – come quando viene trovata morta una persona in una camera chiusa a chiave dall’interno e priva di finestre.
Nel caso specifico, non solo tutti i protagonisti cadono l’uno dopo l’altro in un contesto nel quale solo loro vivono sull’isola, ma la loro morte riflette addirittura uno schema ben preciso ispirato ad alcuni terribili versi.
Espediente molto amato dai lettori, viene reso ancora più intrigante dall’assenza sul luogo del delitto di investigatori privati o polizia: i personaggi sono tutti potenziali carnefici o vittime, e fra loro non c’è nessuno che aiuti a fare luce sull’accaduto.

3) In inglese, i nomi dei proprietari della tenuta, ovvero della coppia che invita dieci ospiti a fargli visita nell’isola e che poi non si palesa, condannandoli però a subire i colpi di una fantomatica maledizione caduta ormai sulle loro teste, sono rispettivamente Ulick Norman Owen o Una Nancy Owen. Leggendo le rispettive iniziali e il cognome come se si trattasse di un’unica parola (U.N. Owen lui e U.N. Owen lui), la pronuncia è pressoché uguale al participio aggettivale unknown, ovvero sconosciuto.
Il dettaglio getta luce sul fatto che quello utilizzato sia in realtà lo pseudonimo di qualche oscura figura celata dietro le varie morti a catena.

4) Affinché l’intera trama sia credibile e si regga in piedi, era necessario che l’ambientazione fosse a sua volta assolutamente verosimile. Di conseguenza, l’autrice si è ispirata a un’isola tidale situata di fronte alla contea del Devonshire (nella Cornovaglia britannica), la cui struttura è paragonabile ai celebri Mont Saint-Michel francese, Castello Aragonese di Ischia in Italia o Castello di Methoni in Grecia.
A contraddistinguerli è una banda sabbiosa accessibile solo nei giorni di bassa marea (in gergo “tombolo”), che viene invece interamente ricoperta dall’acqua nel resto del tempo, rendendo impossibile qualsiasi spostamento di essere umani o merci a piedi. Nel libro la situazione è aggravata da una forte tempesta, durante la quale viene raccomandato di non muoversi con mezzi propri e che comporta l’interruzione dell’andirivieni delle imbarcazioni di servizio dalla costa.

agatha_christie_25) Oltre ad avere curato la stesura del romanzo, Agatha Christie ha partecipato attivamente alla trasposizione teatrale andata in scena nel 1939 stesso. In quell’occasione, la scrittrice e i produttori convennero nel modificare in maniera parziale la storia, per evitare che il pubblico ne venisse scombussolato o che addirittura non si presentasse in sala, nel sapere a priori di un finale tanto tragico.
Così, per ovviare anche al problema della resa sul palcoscenico di una conclusione ad effetto solo in un testo scritto, decisero di mantenere in vita Lombard e Vera, che sarebbero stati accusati di omicidio ma che, dopo l’esperienza a Nigger Island, si sarebbero innamorati l’uno dell’altra e si sarebbero finalmente riscattati.
Per di più, il cognome del generale Macarthur fu trasformato in McKenzie, dal momento che un noto generale MacArthur stava allora combattendo al fronte, diventando una figura di primo piano negli anni della Seconda Guerra Mondiale.

Adattamenti insoliti

 1) Film: Vergini corpi frementi, una rivisitazione del 1985 molto fedele al romanzo, se non fosse per… la chiave pornografica! Non a caso, la pellicola ha vinto gli AVN Award nel 1986 per la Best Couples Sex Scene;

2) Serie tv: piccolo capolavoro in tre episodi da un’ora e mezza ciascuno è la miniserie And then there were none, apparsa nel 2015 e commissionata dalla BBC. Inquietante e dettagliata, sebbene inaspettata nel finale;

3) Cartoni animati: ci hanno provato ne I Griffin (1×09) e in Detective Conan (ep. 219, alias 236-7-8 nella versione italiana), ma forse è il numero 72 di Lamù ad essere il più interessante, specialmente per la filastrocca di Mamma Oca e per un rimaneggiamento insolito della materia trattata;

800px-kyu_furukawa_teien_yokan4) Fumetti: si chiama Dieci piccoli caimani e fa parte della serie Pippo Reporter di Panini, ispirata all’opera in una chiave parzialmente umoristica e con due chicche da segnalare. Fra i dieci ospiti è presente una scrittrice di nome Agatha e i nomi dei proprietari sono trasposti in italiano come I.G. Noto;

5) Videogiochi: oltre a quello ufficiale del 2005, prodotto dalla The Adventure Company e denominato Agatha Christie: E non ne rimase nessuno, è stata pubblicata dalla 07th Expansion la serie in otto capitoli Umineko When They Cry, una sound novel giapponese scritta da Ryukishi07 e disponibile per Windows, macOS, PS3 e PSP.

(Eva Luna Mascolino)

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