“L’invenzione dell’amore” brillante ed eccentrica di José Ovejero

L’invenzione dell’amore, José Ovejero
(Voland, 2018; trad. B. Arpaia)

È vero che sull’amore è già stato detto tutto, che i meccanismi da cui dipende sono rimasti uguali fin dalla notte dei tempi, ed è altrettanto vero che l’ultimo romanzo di José Ovejero, pubblicato in Italia da Voland nella traduzione di Bruno Arpaia, è una felice eccezione alla regola, dal quale sembrerebbe potere anzi germogliare l’idea che dell’amore non sappiamo mai niente, fino a quando non è lui a sorprenderci con forme e manifestazioni imprevedibili.

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“Nel ventre della balena”, a riscoprire Pinocchio da una prospettiva inedita

Nel ventre della balena, di Edward Carey
(La Nave di Teseo, 2018 – trad. di E. Malanga)

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Immaginate la storia di Pinocchio nelle sue diverse fasi, dal momento in cui Geppetto decide di fabbricare il burattino a quello in cui entrambi ritornano finalmente a casa. Ora, immaginate di scomporre la vicenda in parti sempre più piccole, finché ogni episodio non si trasforma in una storia a sé. Quello che fa Edward Carey ne Il ventre della balena è il risultato di questa operazione.

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“Maestoso è l’abbandono” e folgorante è l’opera di Sara Gamberini

Maestoso è l’abbandono, Sara Gamberini
(Hacca Edizioni, 2018)

copertina-libroMaestoso l’abbandono” è, prima di tutto, una storia in divenire. Una collezione di attimi in cui a regnare è l’illusione di un lunghissimo presente, raccontato in prima persona al passato. Una storia fuori dagli schemi, insomma, così scorrevole da non sembrare neppure pianificata, a tratti.

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“L’amore è potere, o almeno gli somiglia molto”, secondo il nigeriano Barrett

L’amore è potere, o almeno gli somiglia molto, A. Igoni Barrett
(66thand2nd, 2018, traduzione di M. Martino)

libro-BarrettL’amore è potere, o almeno gli somiglia molto è una raccolta di racconti fresca di stampa, ambientata per lo più nella cittadina immaginaria di Poteko e caratterizzata da un odore forte, di quello che si respira solo nei Paesi in cui il sole picchia forte, in cui la gente conosce bene i vicini di casa e in cui i legami fra il potere e l’amore sono effettivamente strettissimi, come anticipa già il titolo.

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“Donne in traduzione”, ovvero la traduzione delle donne da ogni punto di vista

Donne in traduzione, E. Di Giovanni, S. Zanotti (a cura di)
(Bompiani, 2018)

40b6642410a24a1384a6d8f545f5d905b08533Raccolta di saggi fresca di stampa, Donne in traduzione è in libreria dal 4 luglio e rappresenta una pietra miliare imprescindibile nell’evoluzione dei Cultural studies e dei Gender studies applicati ai Translation studies: un approfondimento, insomma, che riguarda a 360 gradi tanto la traduzione letteraria quanto l’universo della femminilità, oltre a quello della traduzione delle donne.

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L’amore ai tempi dei social network nel postmoderno “La casa di cartone”

La casa di cartone, Roberto Molitermi
(Quodlibet, 2018)

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Potrebbe succedere a tutti, a chiunque di noi: usciamo da una brutta relazione, aggiungiamo qualcuno a caso su un social network qualsiasi e iniziamo a scriverci. Ci piacciamo, ci incontriamo, ci baciamo. Ci innamoriamo, ci trasferiamo, ci raccontiamo tutto l’uno dell’altra, o l’una dell’altra, o l’uno dell’altro. Ed è così che inizia una storia nuova, ma che forse conosciamo già fino all’epilogo.

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“Il segreto di Pietramala”, un noir all’insegna della linguistica

Il segreto di Pietramala, Andrea Moro
(La Nave di Teseo, 2018)

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Elia Rameau arriva in Corsica quasi per caso. Vive a Parigi ed è un giovane ma affermato linguista, a cui hanno affidato da risolvere l’ultimo tassello di un mosaico non suo, di uno studio che non lo riguarda e che non lo emoziona nemmeno. Tutto quello che deve fare è raggiungere lo sperduto borgo di Pietramala e capire che lingua parlino laggiù. Peccato che, al suo arrivo, le cose non vadano come previsto.

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“Credere al meraviglioso”, ovvero riscoprire la bellezza e la forza della vita

Credere al meraviglioso, Christophe Ono-dit-Biot
(Bompiani, 2018 – Trad. di B. Capatti)

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Per riuscire a muovere qualche passo verso il futuro è dal passato che si deve ripartire
, prima ancora di fare pace con il presente e di stabilire in quale di questi tre momenti archetipici si vuole abitare. Credere al meraviglioso, romanzo con il quale Christophe Ono-dit-Biot torna in libreria dopo Immersione, sembra volere trasmettere proprio questo messaggio.

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“Guasti”, il toccante esordio di Giorgia Tribuiani con Voland

Guasti – Giorgia Tribuiani
(2018, Voland)

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“[…] guasto era il suo amore, guasta la ballerina, guasto era in fondo il destino di tutte le persone, immobili nelle loro esistenze come lei era stata immobile sull’altalena, che visitavano le sale e non capivano che in fondo stavano guardando il futuro, che prima o poi sarebbe toccato a loro, che la carica sarebbe finita e con quella ogni possibilità di muoversi o dondolare, e che forse non sarebbero mai stati dei plastinati, ma guasti senza alcun dubbio: senza alcun dubbio guasti”.

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“La mite”, l’irrequieto racconto di Dostoevskij nella nuova traduzione Adelphi

La mite – Fëdor Michajlovič Dostoevskij
(Adelphi, 2018, trad. di S. Vitale)

bf0eed52bb3bfe8b68498162af961bdf_w240_h_mw_mh_cs_cx_cyIspirato a un caso di cronaca, questo lungo racconto è stato pubblicato dall’autore nel 1876, nel numero di novembre del suo Diario di uno scrittore a cadenza mensile. In Italia è arrivato per la prima volta nel 1919 e, a partire dal secondo dopoguerra, è stato tradotto più di una volta: nel 1953 e poi nel 1962, nel 1974 e poi nel 1981, nel 1988 e nel 1995, nel 1997 e infine adesso, nel 2018, da Serena Vitale per Adelphi.

Una tale attenzione per una storia dopotutto breve, se paragonata ad altri capolavori di Dostoevskij e non solo, deve avere necessariamente una buona spiegazione, che in effetti andrebbe ricercata nel carattere stesso dell’opera.

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