Ogni biblioteca è un paesaggio mentale

Come ordinare una biblioteca, Roberto Calasso
(Adelphi, 2020)

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Pagherei un biglietto per visitare la biblioteca di Calasso – anche solo un tour virtuale. Calasso che in queste pagine, pur di consueta cultura e spessore intellettuale, ci appare non tanto come colonna della storia dell’editoria italiana o come il saggista che conosciamo, bensì nelle vesti di bibliofilo. Certo un bibliofilo abbiente e di raffinata estrosità – che si aggiudica preziosi libri all’asta, che conserva cimeli da museo come la Lettera 22 di Brodskij –, ma al nocciolo un bibliofilo come tutti, come noi. Con aneddoti da raccontare, con una personale, rigorosa liturgia di usanze e protocolli da seguire nel proprio rapporto con i libri. Continua a leggere

I nostri primi 5 anni

Quando l’estate arriverà, e non manca che un mese, Il rifugio dell’ircocervo compirà cinque anni. È un traguardo che a dire il vero lascia basiti. Cinque anni possono sembrare pochi, ma se pensiamo a com’eravamo cinque anni fa, a com’era questo posto cinque anni fa, a quanto noi siamo cambiati, e con noi il rifugio (e l’ircocervo stesso, nelle sue diverse versioni), allora tutto acquisisce una nuova dimensione. Ecco che cinque anni subito appaiono più lunghi e densi, quasi come un’altra vita.

Da oggi, il sito, il logo e i nostri canali social hanno una nuova veste grafica, realizzata al solito da Sara Dealbera. L’ircocervo s’accinge a soffiare sulla sua candelina. Da oggi, e per le prossime settimane che ci accompagneranno all’estate, seguiranno delle iniziative, perché l’Ircocervo esige santificare le feste. Tanto buono e caro, gli si vuol bene, ma ha la tendenza a voler stare al centro dell’attenzione. Anche lui un vezzo deve pur averlo, no? Glielo concediamo.

Sarà un modo per condividere con tutti voi la gioia di questo traguardo. Lo attenderemo insieme,  ripercorrendo ciò che sono stati questi cinque anni, e, chissà, magari provando a riservarvi anche qualche altra sorpresa più avanti.
Intanto da domani, ogni weekend, sui nostri canali social faremo una rassegna degli articoli che in qualche modo hanno tracciato la storia della rivista, dal 2015 a oggi.

Restate sintonizzati…

“I topi del cimitero” e i racconti esoterici di Carlo H. De’ Medici

I topi del cimitero, Carlo H. De’ Medici
(Cliquot, 2019)

 

I-topi-del-cimitero-945x1401La storia editoriale di Carlo H. De’ Medici sembra di per sé un romanzo: così affascinante e incredibile che a volte, lasciandomi tentare da un eccessivo scetticismo, mi sono chiesto se il ritrovamento delle sue opere non sia uguale al ritrovamento delle teste di Modigliani nel Fosso Reale di Livorno.
L’edizione del 1921 di un suo romanzo, Gomòria, arriva nel 2017 alla casa editrice Cliquot, che recupera autori del passato. E da qui la storia ha inizio, con la pubblicazione del romanzo nel 2018 che ha destato parecchia attenzione; con ricerche sulla sua vita altrettanto degne di romanzo, che conducono a una villa a Gradisca d’Isonzo. Continua a leggere

La potenza narrativa di Olga Tokarczuk

Guida il tuo carro sulle ossa dei morti, Olga Tokarczuk
(Bompiani, 2020 – trad. di S. De Fanti)

c2bce7bde9e34aeaa9f882d97404746bNel presentare, in quarta di copertina, questo romanzo di Olga Tokarczuk, Bompiani parla di noir e soprattutto thriller. Con tutta probabilità, lo fa nel tentativo di risultare allettante a una certa, vasta porzione di pubblico, tuttavia con l’effetto distorto di allontanare chi non pratica questi generi, e cioè il vero lettore ideale dell’opera.
Ecco, io, che mai avevo letto prima la Premio Nobel polacca, e che non sono solito leggere thriller, mi sono approcciato a Guida il tuo carro sulle ossa dei morti con una certa diffidenza. E devo dire: per fortuna che alla diffidenza ho fatto prevalere la curiosità, perché si tratta di un romanzo interessantissimo e che col thriller non ha nulla a che fare. Continua a leggere

Manzoni e gli altri: il racconto degli oppressi nel romanzo italiano

Dai Promessi Sposi fino a Camilleri,
un unico grande romanzo tra storia e lotta sociale

 

Ho approfittato di questo tempo fermo per appacificarmi con I Promessi sposi. Dieci anni fa, al ginnasio, lo avevamo letto integralmente, sì, fino ad appena un terzo. Poi ne abbiamo interrotto la lettura. Non ricordo il motivo, fatto sta che dalla Monaca di Monza in poi avevo il vuoto più totale. L’ho (ri)letto e, in maniera inaspettata, ho trovato in quel romanzo che tanto dà noia a scuola una storia così avvincente che se fosse stata scritta oggi, Netflix ne avrebbe fatto una serie.
Ma la sorpresa più grande è stata scoprire un’opera diversa da quella comunemente ridotta a religione e Provvidenza, e non semplicemente capostipite del romanzo storico e di formazione.
Manzoni, io credo, è il precursore italiano anche di un’altra tradizione letteraria: quella dei Silone, Carlo Levi, Morante, Camilleri nel dare voce agli esclusi dalla Storia, nel sostenere le loro lotte sociali. Continua a leggere

“Gli dei notturni”: racconti onirici per narrare il Novecento

Gli dei notturni, Danilo Soscia
(minimum fax, 2020)

gli-dei-notturni-2242Due anni fa, appena terminata la sorprendente lettura di Atlante delle meraviglie (minimum fax, 2018), ebbi modo di scrivere: «Soscia è un illusionista che tira fuori dal suo cilindro letterario una meraviglia dopo l’altra, attraverso una scrittura di potente fantasia allucinogena capace di mistificare la realtà». Ero rimasto incantato soprattutto dal modo in cui sapeva riscrivere, reinventare la storia, come un evangelista apocrifo, narrando di personaggi reali, da Hitler a San Francesco, da Che Guevara a Gagarin, da Nietzsche a Gauguin.
Ho dunque accolto con un entusiasmo spropositato la recente pubblicazione della sua nuova raccolta di racconti, questa volta incentrata interamente su uomini e donne reali, attraverso cui fornire un affresco pittorico e inedito del ventesimo secolo. Continua a leggere

“Viale dei silenzi”: la ricerca di un padre nell’Europa contemporanea

Viale dei silenzi, Giovanni Agnoloni
(Arkadia, 2019)

9788868512262_0_0_626_75Roberto è un romanziere che intraprende un viaggio sulle tracce di suo padre, Alfredo, scomparso all’improvviso quattro anni prima. Non sa se è ancora vivo, se è svanito per volontà sua o altrui; sa soltanto che le ultime notizie sul suo conto provengono da Varsavia, dove l’uomo s’era recato per lavoro. Dunque le sue ricerche partono dalla Polonia, un paese che Agnoloni conosce molto bene, e pertanto descrive con cura di particolari. Eppure, quella che sembra destinata a restare una ricerca in solitaria, un errare solingo, si trasforma in qualcos’altro, allorché Roberto fa l’incontro di Erin, una giovane irlandese. Continua a leggere

“Solaris”: se la fantascienza filosofica incontra la mitologia greca

Il titolo Solaris non sarà certo nuovo ai cultori della fantascienza né tanto meno ai cinefili: i primi conosceranno questo romanzo di Stanisław Lem, pubblicato nel 1961, come uno dei classici del genere; i secondi avranno probabilmente visto la trasposizione di Tarkovskij del 1972. Io, in verità, l’ho conosciuto in procinto di partire per Cracovia, la città di Lem, ma questa è un’altra storia… importa che ho scoperto un romanzo definito non a torto tra i più belli, intelligenti e inquietanti del Novecento[1], nel quale l’ambientazione fantascientifica, innervata da reminiscenze di mitologia greca, diventa lo scenario perfetto per indagare filosoficamente e psicologicamente un oggetto ancor più complesso, inafferrabile e affascinante dell’universo stesso: l’essere umano – con la sua riserva di limiti. Continua a leggere

“L’imitazion del vero”, Sinigaglia e i varchi spazio-temporali

L’imitazion del vero, Ezio Sinigaglia
(TerraRossa, 2020)

 

fronte-copertina-limitazion-del-vero-sinigaglia-1Già un anno fa, quando scrissi del Pantarèi, che tornava in libreria dopo 34 anni di oblio, mi trovai a benedire la riscoperta di Ezio Sinigaglia. Quel romanzo era stato il suo esordio (era il 1985), un’opera complessa a cui aveva dedicato anni di lavoro. Tuttavia gli esiti della pubblicazione furono insoddisfacenti, e questo portò Sinigaglia alla decisione di non voler pubblicare più.
Nel tempo ha però continuato a scrivere, e l’ha fatto dunque senza la frenesia per le scadenze di consegna, senza il vincolo di contrattare le fattezze di un’opera con un editore. Tutto ciò ha permesso che Sinigaglia componesse un florilegio di opere audaci e particolarissime, che avremmo rischiato di perdere per sempre.
Fortunatamente queste opere vengono ora allo scoperto. Dopo Il Pantarèi, è la volta di un romanzo che definire sorprendente è dir poco: L’imitazion del verouna lunga novella boccaccesca narrata in una lingua arcaica ma fruibilissima, che racconta la passione e l’amore come mai probabilmente abbiate letto, e che è stata appena candidata al Premio Strega. Continua a leggere

Letteratura ed eversione: intervista alla scrittrice ceca Sylvie Richterová

La Primavera di Praga, l’invasione militare sovietica, il suicidio degli studenti in segno di protesta, la vita sotto il regime comunista, l’esilio in Italia, la sua amicizia con Milan Kundera, la caduta del Muro. Ma anche una riflessione sulle conseguenze universali della lettura, sul senso della storia come antidoto alla menzogna. Tutto ciò in una testimonianza commovente, preziosissima da un punto di vista storico e letterario insieme: ce la regala in questa inedita e bellissima intervista Sylvie Richterová, una voce potente e prestigiosa nella letteratura europea contemporanea.

Nata nel 1945 a Brno, città che ha dato i natali a molti grandi scrittori, Sylvie Richterová si è formata nello stesso clima culturale di autori eccellenti come Milan Kundera, Bohumil Hrabal, Václav Havel o il Premio Nobel Jaroslav Seifert. Con alcuni di loro ha condiviso l’esperienza dell’esilio, con altri quella delle pubblicazioni in samizdat (edizioni clandestine).
Ha fatto confluire la sua esperienza di vita in Che ogni cosa trovi il suo posto, opera recentemente tradotta e pubblicata da Mimesis. Si tratta di un romanzo corale e non autobiografico, che racconta la storia della Repubblica Ceca sotto il regime sovietico, e in parte anche dell’Italia (il rapimento Moro, ad esempio), attraverso le vicende di un arcipelago di personaggi. Continua a leggere