“Il peso del legno” di Andrea Tarabbia: la nuova uscita della serie CroceVia di NN

Il peso del legno, Andrea Tarabbia
(NN editore, 2018)

 

Tempo fa avevo letto alcune pagine del blog di Andrea Tarabbia in cui l’autore si cimentava in interessantissime interpretazioni letterarie di episodi evangelici, confrontando i maggiori scrittori che nella storia della letteratura ne avevano parlato, tra cui Andreev, Lagerkvist, Berto. Avevo sperato, ma non mi sarei aspettato, che Tarabbia ne facesse un libro. Se oggi effettivamente esiste Il peso del legno, suppongo che il merito si debba in particolare ad Alessandro Zaccuri, curatore della innovativa serie CroceVia[1] per NN Editore, che ha riconosciuto l’interesse letterario di quelle riflessioni e attribuito proprio a Tarabbia la parola croce.

Ma prima che il lettore, confuso oppure fraintendendo, abbandoni l’articolo, è bene specificare cosa questo – gran bel – libro sia e cosa non sia, qual è il suo senso e quale no. Ma cos’è allora Il peso del legno? Continua a leggere

Premio Strega ’18: “Questa sera è già domani” di Lia Levi

Questa sera è già domani, Lia Levi
(E/O, 2018)

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Per lo speciale sui finalisti del Premio Strega, due settimane fa avevo recensito il più giovane degli autori in gara, Elvis Malaj. Senza mezze misure passo oggi all’autrice più esperta della dozzina, Lia Levi, arrivata alla letteratura solamente all’età di sessantatré anni (Premio Elsa Morante Opera Prima 1994) e che ormai vanta all’attivo un numero imprecisato di romanzi e libri per l’infanzia. Come la maggior parte della sua produzione, anche l’ultimo romanzo, Questa sera è già domanici porta in viaggio nella storia italiana. In particolare a Genova, nel 1938. Continua a leggere

Premio Strega Europeo ’18: “Hotel Silence” di Auður Ólafsdóttir

Hotel Silence, Auður Ava Ólafsdóttir
(Einaudi, 2018; trad. di S. Rosatti)

 

93c3e06280bb20fed70cee5f06ef4e1aUn uomo è ormai al giro di boa della sua vita. Jonas ha appena divorziato da sua moglie e lei gli ha comunicato che in realtà non ha alcun legame con la ragazza che per ventisei anni ha creduto sua figlia. Non è sua, è di qualcun altro, e questo significa che non avrà nessun discendente a sopravvivergli, nulla a impedirgli di cadere nell’oblio. Quell’oblio che invece attanaglia sua madre nella forma del morbo d’Alzheimer o più semplicemente della demenza. Improvvisamente crollano tutte le certezze di un’esistenza, la vita passata e la sopravvivenza futura perdono di senso e utilità. Ormai solo, senza legami, senza ragioni, perché continuare a vivere?
Una speranza c’è per ognuno, questo ci insegna la popolare scrittrice islandese Auður Ava Ólafsdóttir, che con Hotel Silence è nella cinquina finalista del Premio Strega Europeo 2018. Continua a leggere

#PremioStrega18: “Dal tuo terrazzo si vede casa mia” della rivelazione Elvis Malaj

Dal tuo terrazzo si vede casa mia, Elvis Malaj
(Racconti Edizioni, 2017)

Elvis Malaj è nato in Albania nel 1990, è arrivato in Italia nel 2005 e dodici anni più tardi ha pubblicato il suo esordio, in italiano, Dal tuo terrazzo si vede casa mia, per il quale è arrivato nei 12 semifinalisti del Premio Strega 2018.
Non si inizia mai una recensione con la biografia dell’autore, ma in questo caso l’eccezione è necessaria. I dodici racconti che compongono la raccolta, sin dalle primissime frasi, infatti, svelano che ciò che stiamo leggendo è differente: spesso, per quanto interessanti possano essere dei racconti o romanzi che leggiamo, questi potrebbero essere scritti dal loro autore così come da chiunque altro; Dal tuo terrazzo si vede casa mia, invece, è così pregno di peculiarità stilistiche e tematiche da non poter ammettere che un unico autore – e il lettore esigente non può che gioirne. Continua a leggere

5 capolavori sconosciuti e monumentali della letteratura europea

5 capolavori complessi e monumentali del ‘900 europeo, non conosciuti quanto meritano forse proprio a causa della loro complessità e lunghezza, che rendono la lettura spesso tutt’altro che facile. Eppure, malgrado lo sforzo, o proprio in virtù di esso, sono romanzi grandiosi che andrebbero letti.
Ecco le loro brevi recensioni per farvene un’idea accurata.

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Quel che Silone e Fontamara hanno ancora da raccontare – e insegnare

Non leggete Fontamara!
È un romanzo troppo vero e ancora attuale.
Non leggete Fontamara!
Non riuscirete a liberarvi del suo ricordo.
Non leggete Fontamara!
Ignazio Silone è uno scrittore tra i più grandi del ‘900 europeo.
Non leggete Fontamara!
O vorrete combattere le ingiustizie nella vita d’ogni giorno.

Non leggete Fontamara!
Perché Berardo Viola vive, i morti siamo noi.

Ho letto finalmente Fontamara, un classico spesso sottovalutato della nostra letteratura, e ne sono rimasto folgorato. Continua a leggere

“Solo gli alberi hanno radici”: un romanzo mitteleuropeo sudamericano

Solo gli alberi hanno radici, Juan Octavio Prenz
(La nave di Teseo, 2017; trad. B. L. Prenz)

 

Di Juan Octavio Prenz (1932) non avevo mai sentito parlare fino a quando la bellissima A15KZ66XgELcopertina di questo libro mi è balzata agli occhi in un vagabondaggio tra gli scaffali della biblioteca.
Il secondo aspetto che subito mi ha colpito è stato il blurb nel quale Claudio Magris, per me stimatissimo, definisce l’opera “una narrazione sanguigna e picaresca” e il suo autore “un mitteleuropeo sudamericano” dacché Prenz, nato e cresciuto al sud del mondo, figlio di un emigrato istriano in Argentina, ritorna dal Sud America in età adulta a Trieste dove tuttora vive.
Insomma, un autore in cui convivono la magica cultura latino-americana e l’altrettanto affascinante cultura mitteleuropea, ovvero due mondi letterari che a me personalmente incantano molto e i cui rispettivi cantori hanno scritto tra le pagine più belle che io abbia mai letto. Continua a leggere

Il vizio di smettere: i racconti di Michele Orti Manara

Il vizio di smettere, Michele Orti Manara
(Racconti Edizioni, 2018)

oerticoUn giornalista televisivo che picchia un intervistato in diretta – ovvero un tipo collegato da cavi al cielo;
un’anziana fuori di ragione che attende per strada alle tre di notte una pattuglia che non arriverà;
una coppia incapace di definire il suo rapporto;
un gatto che chiede al suo padrone di fare un punto della loro relazione;
due amici che vivono momenti di inaspettata intimità fino a quando l’altro parte per comprarsi una fazenda in Brasile;
due compagne che devono decidere chi nella coppia dev’essere a partorire;
una ragazza col vizio di smettere…

Questi e molti altri, vari, sono i personaggi – raffigurati in copertina da Francesca Protopapa – che si muovono nei sedici racconti che compongono la raccolta di Michele Orti Manara. Ci aveva parlato di lui il suo editore, Emanuele Giammarco di Racconti, in una recente intervista, e mi è sorta abbastanza curiosità da decidere di leggerlo. Continua a leggere