Il nostro 2018: bilanci, statistiche e curiosità

Un anno di rivoluzioni

Il 2018 era iniziato con la consapevolezza che l’anno appena trascorso aveva rappresentato grandi cambiamenti. Nel 2017, infatti, il Rifugio dell’Ircocervo aveva cambiato veste: da blog personale, composto da sole due persone, era diventato un blog collettivo, accogliendo alcuni amici.

Ora, a un anno di distanza, ci sembra addirittura di aver appena vissuto un anno non di cambiamenti, bensì di rivoluzioni. Un termine esagerato, forse, ma ai nostri occhi appropriato. Continua a leggere

Le letture davvero memorabili del 2018

Le nostre letture migliori e peggiori dell’anno

Questo è il periodo dell’anno in cui le riviste e i blog letterari si divertono a fare liste e classifiche dei libri migliori pubblicati durante l’anno. Noi non vogliamo essere da meno, ma con due variazioni:

1. Dal momento che riteniamo necessario aver letto un numero statisticamente significativo di libri per poterne decretare i migliori in assoluto del 2018, ci limitiamo a segnalare i migliori tra i libri che ciascuno di noi ha letto quest’anno.
2. Accanto ai migliori, non possiamo far mancare anche i peggiori.

Molti dei libri citati sono usciti nel 2018, ma non solo, e non mancano i classici.
Cliccate su (RECE.) dove presente per leggere la recensione completa. Continua a leggere

“La prima vita di Italo Orlando”: il ragazzo dei prodigi

La prima vita di Italo Orlando, Carola Susani
(Minimum Fax, 2018)

6e4c57cbd0«Gli si sollevava il petto, giallastro come un pollo senza piume; non aveva niente addosso. Tutt’attorno, l’erba era rinsecchita, di un colore grigio, marrone alle punte: sembrava più l’effetto di un agente chimico che non del fuoco. Davvero stupefacente era che respirasse.»

Così la narratrice descrive l’apparizione di quello strano ragazzo che di lì a poco sarebbe stato battezzato come Italo Orlando. Viene ritrovato in un mandorleto, dorme, pare morto. Irene e suo padre si occupano subito di lui, lo portano in casa, e la loro vita non sarà più la stessa.
Ma chi è davvero quel ragazzo apparso dal nulla come piovuto dal cielo? Perché pare non avere memoria? Da dove arriva? Non è del luogo, eppure parla un dialetto molto simile al loro. Continua a leggere

“Orrore”: horror per errore

Orrore, Pietro Grossi
(Feltrinelli, 2018)

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Non so neppure io perché ho deciso di leggere questo libro. Mi ha attirato con la sua copertina sgargiante dallo scaffale delle novità in biblioteca e mi sono detto: un horror italiano? Non è proprio un genere tipico della nostra letteratura, l’horror. E così, incuriosito, ho iniziato a leggere il romanzo. Non avrei dovuto: in fondo c’erano tante soluzioni più appaganti per sprecare il mio tempo.

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La distopia siamo noi

Il passato e il presente delle distopie, tra realtà e letteratura

Quando alcuni scrittori, sin dal primo Novecento, iniziarono a concepire il luogo cattivo della letteratura, quale esito della depravazione e corruzione a cui l’umanità sembrava condannata, il futuro appariva indubbiamente una promessa enigmatica quanto drammatica. Quel futuro è già oggi, è il nostro presente se non il nostro passato – lontano è ormai il 1984 – e a ben guardarci intorno, con attenzione, possiamo notare ciò che a primo acchito non ci appare: che il luogo cattivo si annida ovunque intorno a noi, in ogni angolo, in ogni speranza, nascosto in agguato da qualunque direzione.
Viviamo nella “società del rischio”[1], siamo la generazione che, parafrasando Bauman, più di tutte fa esperienza di un eccessivo – quanto immotivato – senso di insicurezza ogni giorno[2]. E vien facile capire quant’è naturale che la distopia proliferi così tanto nella produzione artistica: dalla letteratura al cinema e alla televisione, dall’illustrazione ai videogiochi. Perché tutto oggi è distopia. La distopia siamo noi. Continua a leggere

L’editoria che non si arrende: intervista a Pigola di “Divergenze”

In Italia, alle porte del 2019, capita ancora quello che si crede non più possibile, appartenente a un passato lontano: ovvero che il magazzino di un editore divenga oggetto di un attacco da parte di piromani e che dei libri venga fatto un rogo. Un biglietto lasciato sul posto dagli autori del gesto recita: Chi fa cultura non fa politica!
È capitato lo scorso 31 ottobre alla giovanissima casa editrice Divergenze, che, tra le altre cose, si propone egregiamente di riportare in libreria autori del passato che nelle librerie mancano da decenni o più e dei quali si è persa traccia. Tra questi autori da (ri)scoprire c’è anche l’ignota Rosa Mangini, il cui manoscritto inedito del 1941, La rivoluzione, forse domani, è stato rinvenuto in maniera incredibile, e rappresenta una storia di Resistenza prima della Resistenza. Il libro verrà pubblicato nei prossimi giorni. Continua a leggere

Frankenstein: la verità storica e le origini italiane

«Con un’ansia che assomigliava all’angoscia, raccolsi attorno a me gli strumenti atti a infondere la scintilla di vita nell’essere inanimato che giaceva ai miei piedi. Era già l’una del mattino; la pioggia batteva sinistra sui vetri e la candela avrebbe presto dato i suoi ultimi guizzi, quando, alla luce che stava per spegnersi, vidi aprirsi i foschi occhi gialli della creatura; un ansito e un moto convulso le agitarono le membra.»*

Con queste parole il dott. Victor Frankenstein descrive al Capitano Walton il momento in cui la sua creatura ha preso vita. L’idea per l’esperimento era venuta a Victor, per sua ammissione, ascoltando teorie sull’elettricità e il galvanismo. Le stesse teorie che avevano ispirato alla diciottenne Mary Shelley il soggetto di quello che sarebbe diventato uno dei classici della letteratura, destinato a cambiare l’immaginario letterario e culturale del gotico e dell’orrore. Proprio queste teorie, che portano il nome del bolognese Luigi Galvani, rappresentano il ponte tra l’Italia e Frankenstein.
Quello che qui racconterò, tuttavia, non ha a che fare semplicemente con teorie scientifiche, e non è estraneo al macabro. Continua a leggere

“Magellano”: il romanzo della prima circumnavigazione del globo

Magellano, Gianluca Barbera
(Castelvecchi, 2018)

 

9788832823462_0_0_0_75Sono sempre stato affascinato dalle storie di mare, che fossero i viaggi di Ulisse o degli argonauti, oppure quelli raccontati da Stevenson e Conrad; da quei romanzi epici e avventurosi, che ti facciano sentire il vento salso dell’oceano sul viso, che ti proiettino nella lotta atavica tra l’uomo e la natura. Per queste ragioni sono stato attirato dall’ultimo romanzo di Gianluca Barbera, pubblicato da Castelvecchi poco prima dell’estate. La storia di un viaggio per mare si fonde qui con la grande Storia e con la vita di un esploratore quale Magellano. Continua a leggere

L’Ircocervo avrà una rivista!

Cari amici lettori, abbiamo una notizia importantissima da darvi!
(Ma forse l’avrete già intuita dal titolo.)

Il Rifugio dell’Ircocervo avrà una rivista di racconti. È nata L’ircocervo!

E noi siamo felici, galvanizzati, emozionati, pieni di entusiasmo. Abbiamo tanta voglia di spiegarvi come mai abbiamo preso questa decisione e raccontarvi quello che faremo. Se anche a voi va, correte a leggere la pagina apposita, la trovate nel menù del sito oppure più semplicemente cliccando qui!

locandina ircocervo