Per un primo approccio al romanzo storico, un vademecum

Immaginate una libreria (che sia indipendente o appartenga a una grande catena). Al suo interno, un lettore o una lettrice scruta la sezione Narrativa storica: corruga la fronte, osserva stranito una copertina fluorescente che promette “l’indagine di un tribuno della plebe tra infidi senatori, bellissime patrizie, in un Colosseo insanguinato”, soppesa un Valerio Massimo Manfredi, trascura l’ennesima giovane fanciulla destinata a raccogliere topazi o a preparare infusi in una località esotica. Alla fine, mordendosi le labbra, si avvicina al bancone. Guardando in basso, sussurra: “Vorrei leggere un romanzo storico. Cosa mi consiglia?” Continua a leggere

Un altro articolo su “L’amica geniale” di cui non si sentiva il bisogno

DISCLAIMER: Questa non è una recensione, non è un articolo serio, ma non è neanche del tutto scherzoso. Come si evince dal titolo, è solo un’altra opinione non necessaria che non riesco a tenere per me stessa. Leggete a vostro rischio e pericolo. No spoiler. 

Decido di scrivere un articolo sulla quadrilogia de L’amica geniale di Elena Ferrante. L’ultimo episodio della serie tv tratta dal primo volume è andato in onda appena tre settimane fa e persino i miei conoscenti più insospettabili ne hanno visto almeno una scena. Non avrei mai pensato di poter intavolare una conversazione su uno dei miei libri preferiti durante il pranzo di Natale, ma è successo persino questo. È comprensibile, dunque, se adesso ho bisogno di scriverne, ma è una decisione pericolosissima. Continua a leggere

Le letture davvero memorabili del 2018

Le nostre letture migliori e peggiori dell’anno

Questo è il periodo dell’anno in cui le riviste e i blog letterari si divertono a fare liste e classifiche dei libri migliori pubblicati durante l’anno. Noi non vogliamo essere da meno, ma con due variazioni:

1. Dal momento che riteniamo necessario aver letto un numero statisticamente significativo di libri per poterne decretare i migliori in assoluto del 2018, ci limitiamo a segnalare i migliori tra i libri che ciascuno di noi ha letto quest’anno.
2. Accanto ai migliori, non possiamo far mancare anche i peggiori.

Molti dei libri citati sono usciti nel 2018, ma non solo, e non mancano i classici.
Cliccate su (RECE.) dove presente per leggere la recensione completa. Continua a leggere

“Antiche storie, le più antiche che ricordi”: uno sguardo all’Edda poetica

“Ogni uomo dev’essere di media saggezza:
non sia mai troppo sapiente;
nessuno cerchi di scrutare nel proprio destino:
meno preoccupata sarà la sua mente.”
(Hávamál, 56)

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Prime strofe della Völuspá dal Codex Regius 2365

“Edda Poetica” è il titolo che è stato attribuito nel XVII secolo a una silloge di carmi di vario genere contenuti in un codice pergamenaceo della fine del sec. XIII. Il periodo cui risale quest’attribuzione è per l’Europa un’età di recupero antiquario, recupero che in area scandinava assume tratti peculiari e prende il nome di Goticismo. Tra invenzione e ricerca delle proprie radici, gli studiosi si dedicavano alla raccolta di ogni tipo di fonti (documentarie e materiali) che potessero disvelare informazioni inedite sulle proprie Antichità. È su questo sfondo storico-culturale che un vescovo islandese, Brynjólfur Sveinsson, ritrovò il manoscritto, più tardi regalato all’allora re di Danimarca Federico III e ricollocato nella Biblioteca reale di Copenaghen con la segnatura di Codex Regius 2365 4to. Continua a leggere

“La terra morente” e Jack Vance: topos della letteratura fantastica – Pt. 1

Pubblichiamo oggi la prima parte di un intervento di Sergio Vivaldi  – tra i relatori del Sublime Simposio organizzato da Vanni Santoni – alla convention Stranimondi dell’ottobre scorso. Si tratta di una profonda e preziosa analisi de La terra morente di Jack Vance, opera magistrale della letteratura fantastica.

 

La Terra Morente è un’ambientazione ibrida, a metà tra fantastico e fantascienza, con una lunga storia che precede Jack Vance. Già La Macchina del Tempo di H. G. Wells si chiudeva con l’immagine di una Terra alla fine dei suoi giorni, e per questo ne viene considerato un precursore. Non si tratta di distopie post-apocalittiche, non ci sono le conseguenze di una catastrofe – politica o naturale o entrambe – da affrontare. Il mondo esiste in un futuro lontanissimo, in cui il tempo si è esaurito. Continua a leggere

La distopia siamo noi

Il passato e il presente delle distopie, tra realtà e letteratura

Quando alcuni scrittori, sin dal primo Novecento, iniziarono a concepire il luogo cattivo della letteratura, quale esito della depravazione e corruzione a cui l’umanità sembrava condannata, il futuro appariva indubbiamente una promessa enigmatica quanto drammatica. Quel futuro è già oggi, è il nostro presente se non il nostro passato – lontano è ormai il 1984 – e a ben guardarci intorno, con attenzione, possiamo notare ciò che a primo acchito non ci appare: che il luogo cattivo si annida ovunque intorno a noi, in ogni angolo, in ogni speranza, nascosto in agguato da qualunque direzione.
Viviamo nella “società del rischio”[1], siamo la generazione che, parafrasando Bauman, più di tutte fa esperienza di un eccessivo – quanto immotivato – senso di insicurezza ogni giorno[2]. E vien facile capire quant’è naturale che la distopia proliferi così tanto nella produzione artistica: dalla letteratura al cinema e alla televisione, dall’illustrazione ai videogiochi. Perché tutto oggi è distopia. La distopia siamo noi. Continua a leggere

Il sincretismo cristiano-pagano nelle leggende islandesi

Di tutti i paesi scandinavi, probabilmente l’Islanda è quello che suscita – da sempre – più curiosità. Remoto, piccolo, dominato da una natura aspra, dal ghiaccio e dal fuoco, situato in un’area che la mentalità classica, mediterraneocentrica, ha reputato per lungo tempo inabitabile: una terra di prodigi e creature fantastiche, a metà strada tra le Isole dei Beati e un mondo escluso dalla civiltà europea. Continua a leggere

Viaggio nel Mondo Piccolo di Giovannino Guareschi

La storia comincia subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, in un paesino imprecisato della Bassa*: il meccanico Giuseppe Bottazzi, detto Peppone (nomen omen) è stato eletto sindaco. Non sarebbe un evento eccezionale, se Peppone non fosse il primo sindaco comunista del paese. Eppure l’orientamento politico del sindaco sarebbe un problema, se il parroco fosse un ometto mingherlino, accomodante, interessato soltanto alle anime e alle preghiere; ma Don Camillo è un uomo di tutt’altra pasta: battagliero, atipico, non intende lasciare campo libero ai “bolscevichi”.

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