Il sincretismo cristiano-pagano nelle leggende islandesi

Di tutti i paesi scandinavi, probabilmente l’Islanda è quello che suscita – da sempre – più curiosità. Remoto, piccolo, dominato da una natura aspra, dal ghiaccio e dal fuoco, situato in un’area che la mentalità classica, mediterraneocentrica, ha reputato per lungo tempo inabitabile: una terra di prodigi e creature fantastiche, a metà strada tra le Isole dei Beati e un mondo escluso dalla civiltà europea. Continua a leggere

Viaggio nel Mondo Piccolo di Giovannino Guareschi

La storia comincia subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, in un paesino imprecisato della Bassa*: il meccanico Giuseppe Bottazzi, detto Peppone (nomen omen) è stato eletto sindaco. Non sarebbe un evento eccezionale, se Peppone non fosse il primo sindaco comunista del paese. Eppure l’orientamento politico del sindaco sarebbe un problema, se il parroco fosse un ometto mingherlino, accomodante, interessato soltanto alle anime e alle preghiere; ma Don Camillo è un uomo di tutt’altra pasta: battagliero, atipico, non intende lasciare campo libero ai “bolscevichi”.

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Frankenstein: la verità storica e le origini italiane

«Con un’ansia che assomigliava all’angoscia, raccolsi attorno a me gli strumenti atti a infondere la scintilla di vita nell’essere inanimato che giaceva ai miei piedi. Era già l’una del mattino; la pioggia batteva sinistra sui vetri e la candela avrebbe presto dato i suoi ultimi guizzi, quando, alla luce che stava per spegnersi, vidi aprirsi i foschi occhi gialli della creatura; un ansito e un moto convulso le agitarono le membra.»*

Con queste parole il dott. Victor Frankenstein descrive al Capitano Walton il momento in cui la sua creatura ha preso vita. L’idea per l’esperimento era venuta a Victor, per sua ammissione, ascoltando teorie sull’elettricità e il galvanismo. Le stesse teorie che avevano ispirato alla diciottenne Mary Shelley il soggetto di quello che sarebbe diventato uno dei classici della letteratura, destinato a cambiare l’immaginario letterario e culturale del gotico e dell’orrore. Proprio queste teorie, che portano il nome del bolognese Luigi Galvani, rappresentano il ponte tra l’Italia e Frankenstein.
Quello che qui racconterò, tuttavia, non ha a che fare semplicemente con teorie scientifiche, e non è estraneo al macabro. Continua a leggere

“L’uomo che uccise don Chisciotte” e il film che ha fatto rivivere il romanzo

È stato sulla bocca di critici e appassionati fin dal momento in cui è arrivato al Festival di Cannes, dopo 25 anni di traversie e di casualità sfortunate, eppure non è ancora chiaro se L’uomo che uccise don Chisciotte sia un film realmente di spessore, o solo l’ennesima, visionaria impresa di un Terry Gilliam che del genere fantastico e surreale è un vero e proprio mago.

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Percival Lowell e i canali di Marte: quando la letteratura incontra l’astronomia

 

Probabilmente pochi di voi hanno sentito il nome di Percival Lowell prima d’ora, ma nei primi anni del Novecento il suo lavoro aveva sull’opinione pubblica l’impatto che oggi possiamo attribuire a qualsiasi influencer. Questo dato è tanto più straordinario se si considera che Lowell non era un fashion blogger né un critico o un letterato, ma un astronomo.  Continua a leggere

Il rischio dell’irrilevanza: le riflessioni di Todorov sul futuro della letteratura

La letteratura in pericolo, Tzvetan Todorov
(2018, Garzanti – trad. E. Lana)

 

letteratura in pericoloUn vero e proprio allarme per il futuro della letteratura viene lanciato da Tzvetan Todorov, critico letterario e filosofo di fama internazionale, nato in Bulgaria nel 1939, naturalizzato francese  e morto a Parigi l’anno scorso. La letteratura in pericolo è il titolo di un suo libro uscito nel 2006 e che Garzanti ripubblica ora in nuova edizione. Dunque, perché la letteratura è in pericolo? La risposta a questa domanda è molto più interessante se preceduta da un’altra domanda: chi è Todorov, e che diritto ha di sostenere che la letteratura sia in pericolo? Continua a leggere

Chi vincerà questa sera il Campiello? Le recensioni dei finalisti

Questa sera, al Teatro la Fenice di Venezia, verrà proclamato il vincitore della LVI edizione del Premio Campiello, tra i massimi e più prestigiosi premi letterari italiani. Il Premio, sin dalla sua fondazione nel 1963, ha decretato vincitori i più importanti autori della letteratura italiana: Primo Levi, Giuseppe Berto, Ignazio Silone, Giorgio Bassani, Mario Rigoni Stern, Gesualdo Bufalino, e più recentemente Pontiggia, Murgia, Mazzantini e da ultimo, nel 2017, Donatella Di Pietrantonio.

E quest’anno? Sarà la già vincitrice dello Strega Helena Janeczek? Sarà il visionario Ermanno Cavazzoni? Oppure Le assaggiatrici di Rosella Postorino?
Scropriamo insieme le cinque opere finaliste attraverso le nostre recensioni! Continua a leggere

Bernard Quiriny: per una letteratura dell’assurdo e del surreale

Totalitarismi al femminile, inspiegabili morbi che mutano il colore della pelle umana dopo ogni rapporto sessuale, collezioni di libri dedicati alla noia o rinnegati dai loro stessi autori, popoli interi che trascorrono la loro esistenza scavando la terra e altri che, pur essendo ciechi, vivono sugli alberi. L’universo letterario dell’autore belga Bernard Quiriny (classe 1978) è un’intelligente miscellanea di elementi fantastici, parodie caustiche sulla nostra contemporaneità e pillole narrative votate all’assurdo e al contraddittorio: i suoi racconti giocano con l’eccentricità e l’inspiegabile attraverso stratagemmi stilistici apparentemente seriosi, come può esserlo la struttura dei trattati scientifici o quella tipica dei diari stilati da personalità intellettuali. Continua a leggere