Quel che Silone e Fontamara hanno ancora da raccontare – e insegnare

Non leggete Fontamara!
È un romanzo troppo vero e ancora attuale.
Non leggete Fontamara!
Non riuscirete a liberarvi del suo ricordo.
Non leggete Fontamara!
Ignazio Silone è uno scrittore tra i più grandi del ‘900 europeo.
Non leggete Fontamara!
O vorrete combattere le ingiustizie nella vita d’ogni giorno.

Non leggete Fontamara!
Perché Berardo Viola vive, i morti siamo noi.

Ho letto finalmente Fontamara, un classico spesso sottovalutato della nostra letteratura, e ne sono rimasto folgorato. Continua a leggere

8×8, il concorso letterario sui generis dell’agenzia Oblique

Per un aspirante scrittore, un autore emergente o anche solo per chi si diletta nella scrittura è bene conoscere il concorso 8×8 dell’agenzia letteraria Oblique. Già mesi fa lo scrittore e editor Vanni Santoni lo consigliava in questa nostra intervista.

Informandomi io stesso al riguardo, vagliando la possibilità di parteciparvi, mi sono accorto che effettivamente si tratta di un concorso molto particolare, forse unico nel suo genere, non solo per le modalità in cui si svolge, ma anche per le concrete opportunità che offre a coloro i quali vengono selezionati. Continua a leggere

Cinque curiosità e cinque rivisitazioni insolite di “Dieci piccoli indiani”

Cinque curiosità e cinque rivisitazioni insolite di “Dieci piccoli indiani”

dieci-piccoli-indiani-agatha-christieÈ ambientato su un’isola deserta, ha tanti personaggi quante vittime e la maniera in cui si verificano gli omicidi segue alla lettera i versi di una macabra filastrocca appesa alle pareti dell’unica casa presente sul luogo. Si tratta di dettagli noti al punto da essere ormai entrati nella cultura generale occidentale, per la quale Dieci piccoli indiani di Agatha Christie è un capolavoro indiscusso

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Elogio involontario di Milan Kundera

Ovvero: credevo fosse una recensione, invece era un panegirico.
Elogio imprevisto, a partire da una riflessione sulla raccolta Amori Ridicoli, della quale avrei dovuto fare una semplice recensione, ma così non è stato.

Amori Ridicoli di Milan Kundera è stato l’ultimo libro che ho letto nel 2017. Una raccolta di racconti che ha rappresentato l’esordio di uno degli scrittori più importanti del ‘900 e che stimo tra i miei autori preferiti.

Era da un po’ che non leggevo Kundera, forse un paio d’anni, prima dei quali avevo divorato sette suoi libri (cinque romanzi, un saggio e un testo teatrale), ma con la consapevolezza di aver fatto l’errore di non averli letti nell’ordine in cui sono stati scritti. Se in riferimento ad alcuni autori tale premura può rappresentare agli occhi di alcuni una pignoleria, ciò non vale per l’autore boemo. La ragione è insita nella particolare storia biografica di quest’uomo, che separa la sua produzione in due periodi: l’uno praghese e l’altro parigino, tant’è che alcune opere sono state scritte in ceco e altre in francese. (C’è anche una seconda ragione, ma del tutto personale, ovvero voler conoscere abbastanza bene quest’autore da avere coscienza della sua parabola artistica in senso cronologico). Continua a leggere

Il discorso di Grazia Deledda al conferimento del Nobel

Ricordare Grazia Deledda è un atto dovuto. Troppo spesso non lo fanno i libri di testo né i programmi scolastici né i più attenti professori di lettere nei licei. Ricordo che in cinque anni di liceo classico, mai uno dei miei professori ha parlato di Grazia Deledda. Del primo Novecento italiano si è trovato tempo e occasioni per spiegare Emilio Cecchi, Sergio Corazzini, Emilio Praga, Camillo Sbarbaro, eppure mai una parola per la scrittrice sarda.

Gli stessi editori ancora oggi trascurano la sua opera. Continua a leggere

Alle origini storiche dell’attuale crisi editoriale in Italia

Negli ultimi anni, mesi, giorni, in continuazione si discute dell’annoso problema della crisi dell’editoria. In Italia si legge poco, si comprano pochi libri, gli editori vedono spesso ridursi il proprio utile, eccetera eccetera eccetera, insomma, tutte cose di cui avete sentito e risentito parlare. Voglio dirvi altro.

Qualche giorno fa ero in una biblioteca universitaria a consultare quotidiani del Ventennio fascista. E mentre scorrevo le pagine di un Corriere della Sera del gennaio 1937 al fine di analizzare le notizie politiche di regime, mi imbatto – serendipity – in un ampio articolo nella pagina di cultura dal titolo:

BJ

Subito penso: 80 anni fa si discuteva della stessa questione di cui si discute oggi. Possibile non si sia fatto un passo avanti da allora? Continua a leggere

Scrivere per il web, le logiche del successo

Internet è quella piattaforma imparziale attraverso cui la categoria di “scrittore” si fa volubile ed effimera, dove chiunque può pubblicare qualunque cosa ed entrare in contatto con ogni potenziale pubblico. Non ci sono filtri, non ci sono limiti, esiste solo il singolo talento che si mette in gioco e cerca di raggiungere il successo. Il risultato è un universo, quella della letteratura del web, spesso malconsiderato e sottovalutato da chi rimane fedele alla purezza delle vie tradizionali di pubblicazione. Quasi come se in Internet la letteratura non fosse più arte.

Non è mio interesse discutere ora sulla fondatezza di questa prospettiva comune, ma vi posso riconoscere un innegabile fondo di verità: la letteratura tradizionale e quella concepita per la pubblicazione in Internet sono molto diverse tra loro e il successo delle singole opere dipende da strategie e logiche talvolta opposte. Continua a leggere