“Per chi è la notte” tra amicizia e orrore

Per chi è la notte, Aldo Simeone
(Fazi editore, 2019)

coverPer poter parlare di Per chi è la notte è necessario che io parta dalla fine. Più precisamente, dai ringraziamenti. È in questa sezione che l’autore svela l’interessante genesi del romanzo.
Il libro, infatti, nasce da una suggestione, da una vicenda storica che ben si presta come base per un racconto. Il paese di Bosconero si ispira infatti a Fabbriche di Careggine, un paese fantasma della provincia di Lucca. Il piccolo borgo di origine medievale, ormai quasi spopolato, fu abbandonato nel 1947 e sommerso dalle acque, a causa della costruzione di una diga, nel 1953. Ma se questa premessa può far scattare qualcosa nel lettore, e fargli pensare a Resto qui di Marco Balzano – anch’esso incentrato su un paese sommerso, in questo caso Curon –, Per chi è la notte non si limita ad arricchire la realtà, ma getta un ponte verso il sovrannaturale e il folklore.
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Il gotico di “Arruina” e il Grande Romanzo Meridionale

Arruina, Francesco Iannone
(Il Saggiatore, 2019)

Arruina-350x485Il sud non è una storia semplice. È una pietra sfaccettata che ogni volta che la lasci cadere atterra su un lato diverso. Non è facile da raccontare. È una materia inafferrabile, e forse proprio per questo nei romanzi degli scrittori meridionali, senza eccezioni, si trova sempre, dosata in quantità diverse, l’ambizione di afferrarla. È come il mito del Grande Romanzo Italiano: siamo in cerca di un Grande Romanzo Meridionale, e con ogni probabilità non diremo mai di averlo trovato. Continua a leggere

“Il poeta muto e altro”: L’esordio di Vittorio Parpaglioni

Il poeta muto e altro, Vittorio Parpaglioni
(I Quaderni del Battello Ebbro, 2019)

Il poeta muto e altro è il libro di esordio di Vittorio Parpaglioni, giovane poeta proveniente dalla Capitale. Molte sono le tematiche che vengono toccate all’interno del libro, tra cui spicca il tema dalla giovinezza di memoria rimbaudiana, evidente dagli stilemi che palesano questo substrato. Il libro si divide in due sezioni: la prima delle prose poetiche, il poeta muto, e la seconda di poesie. Continua a leggere

“Friday Black”: se l’umanità è perduta, tanto vale riderci sopra

Friday Black, di Nana Kwame Adjei-Brenyah
(Sur, 2019 – traduzione M. Testa)

 

Friday BlackBlack Friday, il venerdì nero. Un’usanza di origini americane esportata in tutte le principali società capitalistiche del mondo: ecco allora che una volta l’anno i negozi offrono le loro merci a prezzi stracciati, in un’unica giornata di acquisti folli che inaugura lo shopping natalizio e svuota le riserve dei magazzini. Il Black Friday è il simbolo del capitalismo più sfrenato, la festa anti-spirituale della mercificazione, il carnevale delle grandi corporation, e il titolo perfetto per una raccolta di racconti satirici e grotteschi come quella di Nana Kwame Adjei-Brenyah. Continua a leggere

“Materia”, il romanzo per chi non ama le letture a senso unico

Materia – la fuga degli elementi, Jacopo La Forgia
(Effequ, 2019)

Materia_NewCover03Materia – la fuga degli elementi è l’esordio targato effequ di Jacopo La Forgia, classe 1990, fotografo, precedentemente apparso su riviste del calibro di Cadillac Magazine e CrapulaClub. Si tratta di un libretto molto agile con una testa di elefante sommersa per metà in copertina, alle spalle la sagoma di una città e una falce di luna in un cielo color terra. Lo diciamo subito: non è un romanzo adatto a chi ama la linearità e desidera riporre un volume con la certezza di aver disambiguato ogni interrogativo. Continua a leggere

Emanuele Altissimo e la tecnica del palleggio narrativo

Luce rubata al giorno, Emanuele Altissimo
(Bompiani, 2019)

65fb0fa0a3704dbca4728f95d3d4fd37-MZ72WGGYA chi scrive capita di provare l’odio letterario: una forma frustrante e genuina di ammirazione. È quello che ho provato leggendo per la prima volta Altissimo. Si trattava, nello specifico, di due racconti recuperati dal web: il primo parlava di un bambino che non sa leggere l’orologio, nel secondo c’erano dei serpenti in una lavatrice. Erano racconti brevissimi, in cui poco o niente veniva detto – seguivano con eleganza la filosofia della scrittura-iceberg: una piccola punta visibile, il resto sotto la superficie – e proprio per questo funzionavano da dio. Se la scrittura fosse una partita a scacchi, diciamo, Altissimo sarebbe uno che vince in tre mosse secche.
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La dicotomia nevrotica ne “Il giorno della nutria”

Il giorno della nutria, Andrea Zandomeneghi
(Tunué, 2019)

Ogni libro è un tentativo di comprendere cosa voglia dire scrivere, e perché si scrive. Sotto la superficie di una trama, ogni autore ci sta parlando della sua personale mistica della letteratura, del modo cioè in cui egli vive l’esperienza del mondo attraverso la scrittura.

Il romanzo si presenta come un processo investigativo: Davide, nevrotico sofferente di una cefalea cronica, vive in casa con la madre malata di Parkinson, il nipote, la domestica Dorota e il figlio di lei. Un giorno, a seguito di una notte alcolica trascorsa a giocare a poker, Davide scopre il cadavere scorticato di una nutria e si convince che questo sia il simbolo di una sua colpa, che qualcuno abbia cercato di punirlo per qualcosa. Comincia così un’escalation di dubbi su ogni persona vicina a Davide, ricadendo continuamente in una lunga serie di paranoie e nevrosi. Continua a leggere

Pensare con la propria testa: quanto è costato a Tara Westover

L’educazione, Tara Westover
(Feltrinelli 2018 – Trad. S. R. Sperti)

educazioneNel 2018 una sorta di caso letterario si è verificato negli Stati Uniti. La giovane scrittrice Tara Westover ha raggiunto con il suo primo romanzo una notorietà straordinaria e numerosi riconoscimenti; L’educazione, pubblicato in Italia da Feltrinelli, è tradotto in decine di lingue.

L’educazione è un’autobiografia: la protagonista è Tara Westover, nata e cresciuta nell’Idaho in una famiglia di mormoni oltranzisti, impegnati in una lotta secolare contro lo Stato nell’attesa dei Giorni dell’Abominio. Continua a leggere

La vita e le morti di Emily Brontë in chiave “mazziniana”


Centinaia di inverni, la vita e le morti di Emily Brontë, Sara Mazzini
(Jo March, 2019)

Due settimane fa ero a Pomigliano per la presentazione del libro di Sara Mazzini: Centinaia di inverni, la vita e le morti di Emily Brontë, dove ho avuto il piacere di poter ascoltare l’autrice, che ormai mi piace pensare sia anzitutto un’amica. Forse non sarò in grado di parlare di questo libro come ne hanno parlato lei e gli amici di CrapulaClub (Alfredo Zucchi, Luca Mignola e Antonio Russo De Vivo) che erano lì quella sera; forse non saprò incitarvi a porvi le giuste domande sul testo – in particolare ce n’è una, ma che mi riservo per la fine di questo pezzo – ma voglio provare a darvi la dimensione e la cifra di questo romanzo (apparentemente) biografico. Continua a leggere

Storie invernali di lupi e vite sfiorate in una Berlino contemporanea

In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo, Roland Schimmelpfennig
(Fazi, 2019 – trad. Stefano Jorio)

in-un-chiaro-gelido-mattino-di-gennaio-allinizio-del-ventunesimo-secolo-672x1024In uscita oggi per Fazi, In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo si rivela all’altezza del suo titolo affascinante. Il romanzo segue le vicende di una pletora di personaggi diversi, fra i quali sono resi riconoscibili fin dall’inizio gli attori principali. Fra loro si aggira un lupo. Un lupo sfuggente, solitario, che appare e scompare qua e là senza mai lasciarsi guardare troppo a lungo, né tantomeno catturare; sebbene non manchino propositi umani di riuscire in questa impresa. Continua a leggere