Perdersi tra le vie di “Barcelona desnuda”

Barcelona desnuda, di Amaranta Sbardella
(Exòrma Edizioni, 2018)

Barcellona, Raval. Un giovane stagista è impegnato nella disperata ricerca di alcune schede, da lui stesso minuziosamente compilate, con cui da giorni lavora alla catalogazione e all’archiviazione di opere letterarie inerenti alla città di Barcellona. Mancano all’appello quelle dedicate ad alcuni dei più significativi personaggi della letteratura spagnola: da Pepe Carvalho, l’arguto detective della saga di Montalbán, fino alla piccola Cecìlia di Via delle Camelie, passando per Andrea, protagonista di Nada – ma anche il gatto Belzebù, la “Colombella” Natàlia e tanti altri. Al di là della disperazione dello sfortunato stagista, la fuga dal catalogo della biblioteca è un gesto di noncurante anarchia con cui i grandi nomi della narrativa spagnola intendono riappropriarsi della loro libertà, disperdersi tra le vie di Barcellona e lasciarsi travolgere dalle sue metamorfosi, dalla sua atmosfera, dai ricordi dei tempi passati. Continua a leggere

#PremioStrega18: “Dal tuo terrazzo si vede casa mia” della rivelazione Elvis Malaj

Dal tuo terrazzo si vede casa mia, Elvis Malaj
(Racconti Edizioni, 2017)

Elvis Malaj è nato in Albania nel 1990, è arrivato in Italia nel 2005 e dodici anni più tardi ha pubblicato il suo esordio, in italiano, Dal tuo terrazzo si vede casa mia, per il quale è arrivato nei 12 semifinalisti del Premio Strega 2018.
Non si inizia mai una recensione con la biografia dell’autore, ma in questo caso l’eccezione è necessaria. I dodici racconti che compongono la raccolta, sin dalle primissime frasi, infatti, svelano che ciò che stiamo leggendo è differente: spesso, per quanto interessanti possano essere dei racconti o romanzi che leggiamo, questi potrebbero essere scritti dal loro autore così come da chiunque altro; Dal tuo terrazzo si vede casa mia, invece, è così pregno di peculiarità stilistiche e tematiche da non poter ammettere che un unico autore – e il lettore esigente non può che gioirne. Continua a leggere

Uccidendo la realtà – il mosaico della follia di Laiseca

Uccidendo nani a bastonate – Alberto Laiseca
(Edizioni Arcoiris, 2017)

Ci sono due sole persone che possono leggere un libro simile. Il primo tipo: una persona enciclopedica. L’altro tipo: tutti gli altri.
La persona enciclopedica vedrà saziata la sua sete di stimoli e citazioni, trovando riferimenti ad arte, letteratura, filosofia e storia. Il resto della gente, semplicemente, vedrà saziata la sua sete di fantastico e provocazione. Ciò che accomuna queste due tipologie di lettori è che, finito il libro, saranno entrambi molto confusi.

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Il mondo attraverso lo Stereoscopio di Rodolfo Wilcock

Lo stereoscopio dei solitari, Juan Rodolfo Wilcock
(Adelphi)

 

lo stereoscopio dei solitari_copertinaQuelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira: ogni volta che incontro un libro di questo tipo mi riconosco un po’ di più in questa citazione di Salinger. Nel mio caso, il rimanere senza fiato è letterale: ho bisogno di chiudere il libro ogni quattro o cinque pagine e pensare a quello che ho letto, chiedendomi sempre più perplessa come è stata concepita una trama, una frase, un colpo di scena.

Ho provato questa sensazione leggendo Lo stereoscopio dei solitari, raccolta di racconti di Juan Rodolfo Wilcock edita da Adelphi il cui titolo aveva catturato la mia attenzione non appena l’ho scorto in libreria. Tuttavia, quando ho iniziato a raccogliere informazioni su Wilcock ho avuto sempre più dubbi sul fatto che davvero avrei voluto essere sua amica: il ritratto dello scrittore che emerge dalla sua biografia e dalla sua opera è quello di un misantropo, cupo, conservatore, assolutamente geniale e quindi incomprensibile. Continua a leggere

Il vizio di smettere: i racconti di Michele Orti Manara

Il vizio di smettere, Michele Orti Manara
(Racconti Edizioni, 2018)

oerticoUn giornalista televisivo che picchia un intervistato in diretta – ovvero un tipo collegato da cavi al cielo;
un’anziana fuori di ragione che attende per strada alle tre di notte una pattuglia che non arriverà;
una coppia incapace di definire il suo rapporto;
un gatto che chiede al suo padrone di fare un punto della loro relazione;
due amici che vivono momenti di inaspettata intimità fino a quando l’altro parte per comprarsi una fazenda in Brasile;
due compagne che devono decidere chi nella coppia dev’essere a partorire;
una ragazza col vizio di smettere…

Questi e molti altri, vari, sono i personaggi – raffigurati in copertina da Francesca Protopapa – che si muovono nei sedici racconti che compongono la raccolta di Michele Orti Manara. Ci aveva parlato di lui il suo editore, Emanuele Giammarco di Racconti, in una recente intervista, e mi è sorta abbastanza curiosità da decidere di leggerlo. Continua a leggere

Atlante delle meraviglie

Atlante delle meraviglie, Danilo Soscia
(Minimum Fax, 2018)

 

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Arriviamo subito al dunque: i racconti di Danilo Soscia sono davvero un atlante delle meraviglie – un titolo quanto mai idoneo e perfetto.
Leggerli equivale a compiere un trip immaginifico nei secoli e nelle latitudini, da Itaca a Rio de Janeiro, dall’Unione Sovietica a Betlemme, dal Giardino dell’Eden alla Repubblica Popolare Cinese, e ancora Cuba, Panama, Parigi, Tunisi, e anche lavanderie a gettoni, carceri, allevamenti di conigli, sontuosi palazzi, porcili, campi di battaglia… Continua a leggere

Tre vite di Marguerite Yourcenar

Come l’acqua che scorre, Marguerite Yourcenar
(Einaudi)

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I tre racconti che si raccolgono in questo libro (ultima edizione Einaudi 2014) furono pensati, in  parte stesi e pubblicati, da una Marguerite Yourcenar ventenne. Nella forma in cui li conosciamo ora tuttavia apparvero solamente nel 1981: l’autrice morirà sei anni dopo. Un dato biografico forse in armonia con quanto la raccolta ha da dire.

Ciò che rende questi tre racconti un unico libro, al di là di alcuni personaggi o ambienti ricorrenti, è il fluire della vita. I personaggi si confrontano, ognuno a suo modo, sull’enigma indecifrabile che stringe insieme la vita e la morte, in una ricerca che forse vuol dire che il senso dell’esistenza sta proprio nel cercarne un significato. Continua a leggere

L’America rude e aspra di Chris Offutt

Nelle terre di nessuno, Chris Offutt
(Minimum Fax – Trad. Roberto Serrai)

Violenta, brutale, spietata: tale è la periferia americana di Chris Offutt (1958). Uno degli scrittori statunitensi contemporanei più apprezzati in patria, viene adesso tradotto per la prima volta in Italia da Minimum Fax, che pubblicherà la sua intera opera.

Copertina Chris Offutt

Nelle terre di nessuno  è stato il suo esordio nel 1992.
Nove racconti nei quali il vero, costante protagonista è un Kentucky desolato e rude, un coccio rotto di bottiglia, come ben rappresentato dalla bella illustrazione di Patrizio Marini in copertina.
Tra risse, sparatorie, bevute, incontri con bestie nei boschi, umiliazioni e vendette, le storie si susseguono dominate da personaggi sporchi di terra, di sangue e sudore, disillusi, privi ormai di speranza e di pietà, che cadono, Continua a leggere

Alla scoperta del nord Europa con le “Fiabe lapponi” di Iperborea

Fiabe lapponi – trad. di B.Berni
(Iperborea)

20160722181000_fiabeSe è vero che ogni lingua riflette la cultura di un popolo, è altrettanto vero che la stessa cultura è riflessa anche dalle leggende più radicate nell’immaginario collettivo di una specifica area geografica. L’Europa è al riguardo una fonte inesauribile e variegata di sistemi mitologici e di antiche radici popolari, che sono arrivate fino a noi talvolta sotto forma di narrazioni orali e che altre volte sono state invece organizzate in vere e proprie fiabe.

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“I rifugiati”, storie di fantasmi e identità ibride

I rifugiati, Viet Thanh Nguyen
(Neri Pozza)

Nguyen è arrivato in America all’età di quattro anni, tra le file dei profughi vietnamiti reduci della guerra. Il suo esemplare percorso di studi l’ha portato a occupare la cattedra di inglese, letteratura americana e studi etnici alla University of Southern California, in un naturale processo d’integrazione nei parametri della cultura statunitense in nome del quale può definirsi a tutti gli effetti “americano”. Eppure quel retroscena biografico familiare che fonda le sue radici in un paese dalla storia dura e controversa fa parte di Nguyen quanto Los Angeles, una “doppia identità” che emerge in forma esplicita tanto nelle interviste da lui rilasciate, quanto nella sua produzione letteraria. Non a caso il Simpatizzante, suo primo romanzo e vincitore del premio Pulitzer 2016 per la narrativa, è incentrato sulla distruttiva guerra combattuta in Vietnam. Continua a leggere