Campiello 2018: “Mio padre la rivoluzione” rovescia la realtà

Mio padre la rivoluzione, Davide Orecchio
(minimun fax, 2017)

 

imageRaramente mi capita di non saper decidere se un libro mi ha convinto o meno, eppure questo è accaduto con Mio padre la rivoluzione, finalista al Premio Campiello. Dopo averne concluso la lettura, pur essendomi riservata alcuni giorni per riflettere sono ancora preda dell’indecisione.

L’opera di Davide Orecchio si distingue da subito per la sua struttura: Mio padre la rivoluzione non è un romanzo, bensì una raccolta di dodici racconti differenti per ambientazione (si passa dal Messico agli Stati Uniti, dalla Germania nazista all’Italia del dopoguerra) e personaggi (da Gianni Rodari a Lev Trockij, da Stalin a Hitler, da Togliatti a Bob Dylan). Continua a leggere

“Messia” ci porta nei meandri della magia religiosa del Sudamerica

Messia, AA. VV.
(Edizioni Wordbridge, 2018; trad. di V. Barca)

 

traviesa

La raccolta di racconti della quale sto per parlare ha come suo punto focale la religione, abbracciandone – quasi – ogni sfaccettatura. Da studentessa di filosofia e teologia, non poteva capitarmi una lettura migliore.

“Messia” è il secondo volume della collana Traviesa, un progetto nato in Sudamerica nel 2012 per creare uno scambio e un confronto tra un collettivo di giovani autori provenienti dai maggiori paesi dell’America Latina. Otto in tutto i numeri della collana, ognuno che affronta un tema specifico. La traduzione e la pubblicazione del progetto in Italia è dovuto a Edizioni Wordbridge. Continua a leggere

“Mani”: un On the road in Grecia tra Kerouac, Erodoto e Pausania

Mani – Viaggi nel Peloponneso, Patrick Leigh Fermor
(Adelphi, 2004 – Trad. F. Salvatorelli)

maniPatrick Leigh Fermor è una piacevolissima scoperta. L’esistenza avventurosa sua e di Joan – compagna di vita e di viaggio, dedicataria del testo – meriterebbe un articolo a sé. Inglesi, di buona famiglia, entrambi arruolati nella seconda guerra mondiale, talvolta con incarichi anche di rilievo – con una grande passione per i viaggi e per il mondo ellenico. Mani, come da sottotitolo, racconta di uno di questi viaggi, compiuto nella zona più arretrata, ostica, isolata e fiera della Grecia: l’estremo sud del Peloponneso, la regione del Mani, montuosa e aspra, che termina nel Capo Matapan. Continua a leggere

La delicatezza dell’esistenza umana narrata in “Storie di alberi e bonsai”

Storie di alberi e bonsai, di Alejandro Zambra
(Sellerio, 2018 – trad. di F. Biancatelli e M. Nicola) 

In Storie di alberi e bonsai, nell’arco di poche pagine si delineano con delicatezza ed eleganza le vicende esistenziali di sei personaggi: le vite dei primi tre (madre, figlia e patrigno) si snodano attraverso le reminiscenze e le fantasie di Juliàn in Vita privata degli alberi, il primo dei due lunghi racconti che compongono l’opera; gli altri tre personaggi (lui, lei e l’amica di lei) sono i protagonisti di Bonsai, il secondo racconto, già edito in Italia nella forma di un romanzo breve pubblicato nel 2007 da Neri Pozza. Ad accumunare le vicende narrate nei due racconti vi è il ruolo sempre centrale delle piante.
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Princesa e le altre: una nuova vita per le donne di De André

Princesa e altre regine, a cura di Concita De Gregorio
(Giunti Editore, 2018)

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Le donne e Fabrizio de André. Le donne di Fabrizio de André: Princesa, Madama Dorè, Marinella, Bocca di Rosa – per nominare soltanto le più celebri. Il progetto Princesa, curato da Concita De Gregorio con la collaborazione di scrittrici, fotografe e artiste, si è posto l’obiettivo di dare una vita nuova alle figure femminili create dal cantautore ligure.

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Perdersi tra le vie di “Barcelona desnuda”

Barcelona desnuda, di Amaranta Sbardella
(Exòrma Edizioni, 2018)

Barcellona, Raval. Un giovane stagista è impegnato nella disperata ricerca di alcune schede, da lui stesso minuziosamente compilate, con cui da giorni lavora alla catalogazione e all’archiviazione di opere letterarie inerenti alla città di Barcellona. Mancano all’appello quelle dedicate ad alcuni dei più significativi personaggi della letteratura spagnola: da Pepe Carvalho, l’arguto detective della saga di Montalbán, fino alla piccola Cecìlia di Via delle Camelie, passando per Andrea, protagonista di Nada – ma anche il gatto Belzebù, la “Colombella” Natàlia e tanti altri. Al di là della disperazione dello sfortunato stagista, la fuga dal catalogo della biblioteca è un gesto di noncurante anarchia con cui i grandi nomi della narrativa spagnola intendono riappropriarsi della loro libertà, disperdersi tra le vie di Barcellona e lasciarsi travolgere dalle sue metamorfosi, dalla sua atmosfera, dai ricordi dei tempi passati. Continua a leggere

#PremioStrega18: “Dal tuo terrazzo si vede casa mia” della rivelazione Elvis Malaj

Dal tuo terrazzo si vede casa mia, Elvis Malaj
(Racconti Edizioni, 2017)

Elvis Malaj è nato in Albania nel 1990, è arrivato in Italia nel 2005 e dodici anni più tardi ha pubblicato il suo esordio, in italiano, Dal tuo terrazzo si vede casa mia, per il quale è arrivato nei 12 semifinalisti del Premio Strega 2018.
Non si inizia mai una recensione con la biografia dell’autore, ma in questo caso l’eccezione è necessaria. I dodici racconti che compongono la raccolta, sin dalle primissime frasi, infatti, svelano che ciò che stiamo leggendo è differente: spesso, per quanto interessanti possano essere dei racconti o romanzi che leggiamo, questi potrebbero essere scritti dal loro autore così come da chiunque altro; Dal tuo terrazzo si vede casa mia, invece, è così pregno di peculiarità stilistiche e tematiche da non poter ammettere che un unico autore – e il lettore esigente non può che gioirne. Continua a leggere

Uccidendo la realtà – il mosaico della follia di Laiseca

Uccidendo nani a bastonate – Alberto Laiseca
(Edizioni Arcoiris, 2017)

Ci sono due sole persone che possono leggere un libro simile. Il primo tipo: una persona enciclopedica. L’altro tipo: tutti gli altri.
La persona enciclopedica vedrà saziata la sua sete di stimoli e citazioni, trovando riferimenti ad arte, letteratura, filosofia e storia. Il resto della gente, semplicemente, vedrà saziata la sua sete di fantastico e provocazione. Ciò che accomuna queste due tipologie di lettori è che, finito il libro, saranno entrambi molto confusi.

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Il mondo attraverso lo Stereoscopio di Rodolfo Wilcock

Lo stereoscopio dei solitari, Juan Rodolfo Wilcock
(Adelphi)

 

lo stereoscopio dei solitari_copertinaQuelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira: ogni volta che incontro un libro di questo tipo mi riconosco un po’ di più in questa citazione di Salinger. Nel mio caso, il rimanere senza fiato è letterale: ho bisogno di chiudere il libro ogni quattro o cinque pagine e pensare a quello che ho letto, chiedendomi sempre più perplessa come è stata concepita una trama, una frase, un colpo di scena.

Ho provato questa sensazione leggendo Lo stereoscopio dei solitari, raccolta di racconti di Juan Rodolfo Wilcock edita da Adelphi il cui titolo aveva catturato la mia attenzione non appena l’ho scorto in libreria. Tuttavia, quando ho iniziato a raccogliere informazioni su Wilcock ho avuto sempre più dubbi sul fatto che davvero avrei voluto essere sua amica: il ritratto dello scrittore che emerge dalla sua biografia e dalla sua opera è quello di un misantropo, cupo, conservatore, assolutamente geniale e quindi incomprensibile. Continua a leggere