Speciale Campiello 2017, alla scoperta de “La città interiore” di Covacich

La città interiore – Mauro Covacich
(La Nave di Teseo)

9788893441070_0_0_0_80Per spiegare l’entità di un libro come questo, finalista al Premio Campiello 2017, basterebbe forse analizzarne le informazioni primarie, quelle che emergono già dalla copertina. La casa editrice è La Nave di Teseo, nata da pochi anni e gestita da Elisabetta Sgarbi, che in Italia rappresenta un esempio consapevole e di successo della lotta alla grande e corrotta editoria con contenuti di qualità. L’autore è Mauro Covacich, triestino di nascita e già nel nome intellettuale di frontiera: per metà italiano, per metà di un’area che è contemporaneamente quella slovena e croata – quella oltre Italia, in due parole.

Il titolo della storia è La città interiore, che subito allude al fatto che un luogo fisico sia al centro delle vicende, pur trasformandosi in una figura diversa, collegata all’emotività, all’esperienza personale, alla cultura… E alla Storia con la maiuscola, come ci suggerisce la copertina. Un bosco e due bambini, lei con un vestitino e lui con una divisa militare, che alle spalle hanno uno specchio in cui il riflesso di entrambi li mostra già adulti.

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Speciale Campiello 2017: “L’Arminuta”, il romanzo che non riuscirete a smettere di leggere

“L’Arminuta”, di Donatella Di Pietrantonio

Ci sono storie che toccano i punti più profondi dell’animo umano e li rimescolano. Sono storie che stravolgono le convinzioni di chi le legge, creano una nuova mappa di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e costruiscono ricordi così vividi che sembra di averli vissuti in prima persona. L’Arminuta, l’ultimo libro di Donatella Di Pietrantonio edito da Einaudi, racconta una di queste storie. Continua a leggere

Speciale Campiello 2017: “La ragazza selvaggia” di Laura Pugno

La ragazza selvaggia di Laura Pugno (Marsilio) è uno dei cinque romanzi finalisti al Premio Campiello 2017. La nostra recensione:

La ragazza a cui il titolo fa riferimento è Dasha, scomparsa ormai da dieci anni in condizioni mai del tutto chiarite. In una fredda notte di dicembre, Dasha viene ritrovata in un bosco, è ferita e ha perso i sensi. A farne la scoperta è Tessa, biologa, che vive in un container nei boschi di Stellaria per svolgere studi e osservazioni. Tessa aveva già incontrato Dasha altre volte, aveva visto i suoi nascondigli nel bosco, ma mai ne aveva dato notizia, forse perché consapevole che lo stato selvaggio di Dasha era ormai irreversibile. Eppure, la notte del 22 dicembre, quando la ritrova ferita e priva di sensi, non può esimersi dall’entrare in contatto con lei per prestarle soccorso. Continua a leggere

Intervista a Francesca Manfredi, Premio Campiello Opera Prima con “Un buon posto dove stare”

cover_ManfrediI racconti in Italia non vendono”, sostengono agenti letterari, editori, responsabili del mercato del libro. Sta di fatto, però, che quando sono scritti bene vincono almeno un buon premio letterario.

È il caso di Francesca Manfredi, ex allieva presso la Scuola Holden e ora insegnante di Narrazione nella stessa struttura a soli 29 anni, che quest’anno ha pubblicato con La Nave di Teseo il suo primo libro: Un buon posto dove stare. Ha partecipato al Premio Campiello 2017 con i suoi 11 racconti ed è stata la vincitrice della sezione Opera Prima, ottenendo peraltro l’immediato apprezzamento della critica.

Oggi scambiamo quattro chiacchiere con lei a proposito della sua opera e della sua professione di scrittrice e insegnante.

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