Il Lettore fabbro del suo destino. Vivere e scegliere ai tempi del cognitariato

Cosa pensavi di fare?, Carlo Mazza Galanti
(Il Saggiatore, 2020)

La vita, suona persino banale sottolinearlo, pone di fronte a delle scelte. Ogni giorno, anche inconsapevolmente, incontriamo biforcazioni e crocicchi sul nostro cammino. A prescindere dal peso della decisione, talvolta siamo pervasi da quella che Kierkegaard avrebbe definito “angoscia del possibile”, ovvero quella condizione derivante dalla vertigine di libertà, dalle infinite possibilità di scelta. Dunque l’atto di decidere richiede, in pochi secondi o dietro lunga meditazione, di superare il travaglio interiore, i dubbi, le resistenze. È proprio quello che viene richiesto al lettore di Cosa pensavi di fare? di Carlo Mazza Galanti, presentato già nell’ironico sottotitolo come “romanzo a bivi per umanisti sul lastrico”. L’autore è all’esordio nella narrativa, ma è personaggio di spicco del panorama culturale italiano, essendo attivo su giornali e riviste (Il Tascabile, minima&moralia, il manifesto, Nuovi Argomenti) oltre che critico e traduttore editoriale. Nel 2019 ha curato il pregevole Scuola di demoni, libro di interviste incrociate ai due pesi massimi del Canone contemporaneo, Walter Siti e Michele Mari.

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Tre punti di vista sulla fine del mondo: intervista agli autori della “Trilogia della catastrofe”

TrilogiaDellaCatastrofe_COPERTINA-e1576872095477Trilogia della catastrofe è un libro molto particolare per diversi motivi.
Innanzitutto, è un testo composito, all’interno del quale gli editori hanno voluto comporre «qualcosa di più simile a una sinfonia che a un resoconto», scrivono nella premessa, poiché l’oggetto di cui si parla in questo libro, la catastrofe, sarebbe secondo loro impossibile da raccontare. Hanno quindi scelto di mettere insieme tre punti di vista, molto diversi tra loro e volutamente parziali, del tutto arbitrari rispetto a una rappresentazione assoluta della catastrofe. All’interno del volume troviamo quindi tre «movimenti»: il principio, il durante e la fine.

Ognuno di questi capitoli è affidato a un autore diverso, rispettivamente: Emmanuela Carbé, Jacopo La Forgia e Francesco D’Isa. Continua a leggere

Licantropia: ripensare l’uomo. Il trattato-ragnatela di Robert Eisler

Uomo diventa lupo, Robert Eisler
(Adelphi, 2019 – trad. R. Montanari)

eisler_lupoL’uomo è stato sempre un animale predatorio?

La banalità della risposta, quanto quella della domanda, porterebbe in inganno. Le lenti con cui Robert Eisler analizza il problema sono differenti e appartengono a varie discipline. In una caleidoscopica erudizione, Uomo diventa Lupo è un’opera che dimostra tanto l’abilità dell’autore nella padronanza degli argomenti trattati, quanto il suo pensiero originale. Continua a leggere

L’atomismo letterario, da Gospodinov a Manganelli

L’uomo è un essere senza inizio.
Gode, infatti, della particolare fortuna di non ricordare la genesi precisa della sua storia, su qualsiasi piano intersociale la si consideri: dall’infanzia, alla nascita della propria specie, dall’inizio del tutto. Immerso in questo divenire, l’uomo si ritrova come ad un inizio di un film: con una backstory soffusa alle spalle, senza sapere perché il regista o lo sceneggiatore abbia deciso che la sua pellicola ontologica avesse inizio in quel punto preciso. Una presa di coscienza del tutto casuale.

Partendo da questo presupposto, bisogna convenire, poi, che forse per contrappasso a questa particolarissima amnesia connaturata, l’uomo sia portato a creare opere finite: che hanno un principio, quindi una conclusione. Le strutture narrative sono l’esempio esatto del gioco tra finitezza e infinitezza. Infatti sorreggono in modo fisico l’impalcatura romanzata del libro, tutto il condominio di immagini e arabeschi letterari. Solitamente godono anche di poca attenzione nell’analisi di un’opera letteraria, passando giustamente in secondo piano rispetto alla critica classica.

L’esigenza di questo articolo è scrivere di alcune opere, collegate tra loro, che scardinano e rivoluzionano la struttura romanzesca, nonché l’intuizione dello schema narrativo [1] di stampo vogleriano. Quindi indagare una linea narrativa non convenzionale: l’ atomismo letterario. Continua a leggere

Quattro pezzi difficili su racconto e rivista

Un articolo dello scrittore Marco Marrucci sulla famigerata,
oscura, controversa ‘attualità della narrazione breve’

 

Qualche settimana addietro, nella domenica conclusiva di Firenze RiVista, ho avuto modo di partecipare a un tavolo di discussione apparecchiato da Il rifugio dell’ircocervo intorno al mistero, anguillesco e polimorfo, dell’attualità del racconto. A interrogare la sfinge, oltre a me, c’erano Luca Ricci, Francesco Quatraro di Effequ e gli ambasciatori dell’ircocervo Giuseppe Rizzi e Loreta Minutilli. Il rompicapo è stato aggredito (con una certa dose di temerarietà) sull’accidentatissimo versante editoriale e complicato dalla sostituzione della variabile libro, di per sé infida, con l’ancor più ostica variabile rivista.

Poca metafisica e molta praticità, dunque. Un’ermeneutica ribassata in favore delle sottigliezze operative e delle articolazioni di filiera. Geometri e anatomisti più che uomini di lettere.
Fin da subito l’incontro ha maturato una gagliarda attitudine da officina all’aperto o, se si preferisce, da laboratorio in vetrina. Sono state percorse vie che poi si sono rivelate budelli senza fondo. Sono stati approntati marchingegni che non hanno retto al collaudo. Si è martellato e analizzato e scalpellato e questionato e temprato e sintetizzato e alla fine l’ora di tempo si è consumata: abbiamo gettato alla rinfusa gli attrezzi sul banco di lavoro e disertato la manifattura senza aver brevettato alcuna soluzione.  Continua a leggere

Katherine Mansfield, la Baviera di ieri e quella di oggi

Un’esistenza fulminante, quella di Katherine Mansfield, nata nella Nuova Zelanda coloniale e trasferita in Inghilterra all’età di diciannove anni; la sua produzione non riesce a coprire che la seconda parte del primo ventennio del Novecento poiché lo stesso fece la sua vita, stroncata da una tubercolosi sfociata in pleurite. Frequentatrice di personaggi del calibro di Virginia Woolf (e come la Woolf sentimentalmente priva di confini), amò uomini e donne, restò incinta di un amico di famiglia e nel 1909 fu spedita dalla madre in una località termale bavarese, dove ebbe un aborto spontaneo nel tentativo di tirarsi giù da sola una valigia da un armadio. Continua a leggere

L’ircocervo in trasferta: tutto pronto per Firenze Rivista

Firenze Rivista è un festival organizzato da L’eco del Nulla in collaborazione con effequ e Black Coffee che, nello scenario delle Murate, mette in contatto riviste letterarie, editoria indipendente e lettori. Quest’anno, gaudium magnum, ci saremo anche noi!

A partire da oggi fino a domenica 22 ci potete trovare allo stand D4 presso “Le Murate PAC” con i due numeri de L’ircocervo e alcuni gadget a tema. Ma non solo.

Sabato 21, alle ore 15.00, ci spostiamo in Sala degli archi.
La nostra Loreta Minutilli presenta con l’autore Stefano Domenichini la raccolta di racconti “Storia ragionata della sartoria americana nel secondo dopoguerra e altre storie”, edita da Autori Riuniti.

Il giorno dopo è poi il momento del grande evento organizzato da noi.

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Un Tolkien come non l’avete mai visto in “Lettere da Babbo Natale”

Lettere da Babbo Natale, J.R.R. Tolkien
(
Bompiani, 2017 – trad. M. Respinti)

Se c’è un libro che andrebbe acquistato o regalato in cartaceo per riscoprire la magia del Natale, è quello nato per ragioni familiari in casa Tolkien negli anni che vanno dal 1920 al 1943: Lettere da Babbo Natale, che in Italia è arrivato in numerose edizioni e che per Bompiani è tornato in ristampa di recente. Carta spessa e lucida, illustrazioni e fotografie per un volume che raccoglie effettivamente una magia lunga un ventennio.

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“Quando c’era l’URSS”, viaggio nella storia culturale sovietica

Quando c’era l’URSS, G.P. Piretto
(Raffaello Cortina Editore, 2018)

Un bilancio culturale, un’immersione nella vita quotidiana, un’indagine iconografica: è questo e molto altro Quando c’era l’URSS, il nuovo saggio di Gian Piero Piretto edito da Raffaello Cortina Editore su una leggenda storico-politica lunga quasi un secolo, che è iniziata con la rivoluzione d’ottobre a Pietrogrado nel 1917 e che, all’insegna di un comunismo nel frattempo trasformato, è finita dopo due guerre mondiali e una Guerra Fredda nel 1991, a Mosca.

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Il ritorno di Murakami in libreria con “L’assassinio del commendatore”

L’assassinio del commendatore, Haruki Murakami
(Einaudi, 2018 – trad. A. Pastore)
 

«Dal maggio di quell’anno fino all’inizio dell’anno seguente vissi in montagna, all’imbocco di una stretta valle. L’estate a fondo valle pioveva senza sosta, ma sulle alture di solito faceva bel tempo. Questo grazie al vento che soffiava da sud, dal mare. Il vento portava nuvole gonfie d’acqua che si abbattevano sulla valle e ne risalivano i versanti scaricando la pioggia di cui erano gonfie. Dato che la casa in cui vivevo si trovava proprio su un crinale, succedeva spesso che nel giardino davanti splendesse il sole, mentre sul retro pioveva a dirotto. All’inizio mi pareva molto strano, ma col tempo mi ci ero abituato, anzi, finii per trovarlo normale». Basta l’incipit per dirlo: è proprio lui, Haruki Murakami.

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