L’inganno delle sciamane e la rivincita della gentilezza

L’inganno delle sciamane, Fumiko Enchi
(Safarà Editore, 2019 – trad. P. Scrolavezza)

namamiko_copFumiko Enchi è una delle voci più importanti del Novecento letterario giapponese: il suo lavoro è stato paragonato a quello di colleghi prestigiosi come Mishima e Tanizaki e i suoi romanzi le sono valsi diversi prestigiosi riconoscimenti in patria. In Italia, la sua opera comincia a essere conosciuta grazie alla casa editrice Safarà, che aveva già portato in libreria Onnazaka e che adesso ha reso disponibile in italiano Namamiko – L’inganno delle sciamane nella traduzione di Paola Scrolavezza. Continua a leggere

Vade retro Amazon!

 

Cosa stiamo sostenendo quando compriamo libri online?
E perché è di vitale importanza tornare nelle librerie fisiche (e magari indipendenti)?

 

Una libreria non è solo un insieme di volumi alle pareti: è presidio di idee, è agorà dell’incontro  e del confronto. La libreria è agitazione e fermento di cultura e relazioni, che fa crescere una via, un quartiere, un paese, una città. Basti pensare all’importanza che La Pecora Elettrica ha avuto nel quartiere di Centocelle a Roma, e i vili attacchi subiti lo dimostrano. Oppure si pensi al caso eclatante della storica Libreria Laterza a Bari, che nel primo Novecento è stata ritrovo di illustri esponenti dell’antifascismo meridionale, un luogo in cui organizzare dissidenza e resistenza politiche e culturali. L’effervescenza intellettuale che l’animava ha nutrito di linfa vitale l’intero capoluogo pugliese. Continua a leggere

Ha ancora senso scrivere saggi?

FinfinNel primo capitolo de La fine della fine della terra, una raccolta di saggi di Jonathan Franzen pubblicata l’anno scorso da Einaudi, l’autore americano si interroga sulla dimesione del saggio critico contemporaneo. Quella che segue è una mia riflessione, conseguente a una lettura che ha suscitato in me una semplice domanda: «ha ancora senso, oggi, scrivere un saggio?».
Per Franzen viviamo nell’epoca d’oro del saggio in quanto, scimmiottando i social media, anche il saggio parte dell’assunto che «anche la più piccola micronarrazione soggettiva meriti non solo un’annotazione privata, come in un diario, ma una condivisione con altra gente». Continua a leggere

Cari umani, provate a essere più gentili

Volpe 8, George Saunders
(Feltrinelli, 2019 – trad. di C. Mennella)

9788807033667_quarta.jpg.444x698_q100_upscaleGeorge Saunders non è uno scrittore per bambini. Ha scritto prevalentemente racconti – in particolare la bellissima raccolta Dieci dicembre – che nonostante la loro originalità si incastrano abbastanza bene in un certo panorama della letteratura americana (per adulti), e un solo romanzo, Lincoln nel Bardo, che gli è valso il Man Booker Prize. Se andate in libreria in cerca del suo nuovo Volpe 8, tuttavia, vi potrebbe capitare di girare a vuoto nel reparto della narrativa per una mezz’ora buona, magari trascinandovi dietro un confuso e affranto libraio, prima di accorgervi che dovete andare al piano di sotto (o di sopra). Nel reparto della letteratura per bambini. Continua a leggere

“NO”: femminismo per maschi

NO – Del rifiuto e del suo essere un problema essenzialmente maschile, Lorenzo Gasparrini
(Effequ, 2019)

NO_003 copyGrazie. Grazie, Lorenzo. Grazie, effequ. Grazie a tutti voi che in un modo o nell’altro avete collaborato alla nascita e alla pubblicazione di NO. Non ho dubbi, quando dico che questo libro era necessario. Non è più sufficiente – o più probabilmente non lo è mai stato – rivolgersi solo alle donne; forse, è persino deleterio.
Questo saggio pop ha il merito di condurre il lettore nell’altra metà del cielo. Soprattutto, dice una cosa semplice e rivoluzionaria: il maschilismo non libera il maschio. Il maschilismo ferisce il maschio*. Continua a leggere

Le storie (indubbiamente) vere e verissime di Cavazzoni

Storie vere e verissime, Ermanno Cavazzoni
(La nave di Teseo, 2019)

 

Schermata-2019-10-10-alle-14.56.52La raccolta si apre con una precisa avvertenza, un monito chiaro ed esplicito per tutti i potenziali lettori: in questa sua ultima opera, Cavazzoni intende raccontare la verità, soltanto la verità, nient’altro che la verità. Un’antologia di storie narrate senza alcuna distorsione fantastica, talmente autentiche che lo stesso autore si offre eventualmente di mettere a disposizione del lettore più scettico nome, cognome e contatti di tutti i personaggi coinvolti.

La tentazione di indagare ulteriormente su certe identità un po’ ambigue è alta, ma tutto sommato bastano poche pagine per accertare l’evidenza empirica: le Storie vere e verissime di Cavazzoni sono sicuramente autentiche. E se fanno ridere non è perché l’autore ha selezionato vicende particolarmente buffe, ma perché Cavazzoni è perfettamente in grado di far degenerare la narrazione verso lidi fantastici, irreali e satirici, senza per questo doversi scostare in alcun modo dalla verità dei fatti. Continua a leggere

La vita del Pitocco nelle Indie Perigliose

Nelle Indie Perigliose,  Alain Ayroles & Juanjo Guarnido
(Rizzoli Lizard, 2019)

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“Decisi di passare alle Indie, per vedere se, cambiando contesto e paese, la mia sorte sarebbe migliorata. E invece peggiorò perché – come Voi leggerete nella seconda parte – non è mai in grado di migliorare la propria condizione chi muta soltanto il paese e non la vita o le maniere.”

Con queste parole finisce il libro La vida del Buscón  (1626) di Francisco de Quevedo y Villegas, vale a dire la Vita del Pitocco. Il titolo completo sarebbe La storia della vita dell’imbroglione chiamato don Pablos, esempio per i vagabondi e modello per gli spilorci e racconta, per l’appunto, alcuni anni della vita di tale Pablos, un briccone della peggior specie che si guadagna da vivere truffando con scaltrezza il prossimo. L’intero libro è un continuo susseguirsi di astuzie e disavventure una dietro l’altra ed è stato concepito per essere la prima parte di una storia più ampia: si legge, infatti, che il seguito avrebbe dovuto raccontare di Pablos alla ricerca di fortuna nel Nuovo Mondo. Purtroppo, questo seconnon ha mai visto la luce. Ayroles e Guarnido decidono dunque di gettarsi nella lavorazione de Nelle Indie perigliose e di presentare così la loro versione a fumetti dell’inedita seconda parte della vita del Buscón.

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Bogotà39: un laboratorio della narrativa breve latinoamericana

Bogotà39, AA.VV.
(Edizioni Wordbridge, 2019)

d68bddac-e716-41df-83f9-2347e6051533Le raccolte di racconti di autori vari mi hanno sempre incuriosita e intimorita allo stesso tempo. È possibile trovare autori che ti lasciano senza fiato, quel tipo di sensazione di eccitazione nell’aver scoperto qualcosa di nuovo che nessuno conosce, e che vuoi improvvisamente condividere con tutti. Ma è altresì facile trovare pagine vuote, piene di parole ma senza contenuto, tanto che si può rimanere stupidi del fatto stesso che siano stati inseriti in una raccolta di racconti. Questo accade, a maggior ragione, quando la raccolta di racconti è molto estesa. Così, quando ho ricevuto Bogotà39, le mie sensazioni sono state contrastanti come al solito.

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“La proibizione”: il piacere del dominio e della sottomissione

La proibizione, Valentina Durante
(Laurana, 2019)

la-proibizione-221Avevo scoperto e apprezzato la prosa di Valentina Durante circa un anno fa, quando avevo letto Il ratto, Ofeliaun racconto giunto alla nostra redazione in anonimato e che sarebbe poi finito sul primo numero dell’Ircocervo.
Negli ultimi giorni, dagli scaffali della mia biblioteca, ho visto fare capolino il suo primo romanzo, che ho scoperto essere uscito in primavera. L’ho preso in prestito e ho incominciato subito a leggerlo: non è passato molto che ho iniziato a chiedermi, con sorpresa, perché nei mesi trascorsi non ne avessi sentito parlare, perché non lo avessi mai incontrato in libreria o tra i finalisti di un concorso letterario.
Sia chiaro: non mi stupisce il fatto che le dinamiche editoriali muovano i libri tra librerie e premi non necessariamente secondo il loro valore, e che per questo opere validissime spesso non ricevano la risonanza che meritano. È un destino frequente, ahimè; ma che si rivela ancora più ingiusto in casi come quello de La proibizione, che avrebbe meritato e merita un’attenzione e un riconoscimento decisamente maggiori. Continua a leggere

Le galassie tascabili di Etgar Keret

Un intoppo ai limiti della galassia, Etgar Keret
(Feltrinelli, 2019 – trad. A. Shomroni)

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Quando penso agli scrittori israeliani mi vengono in mente i grandi romanzieri contemporanei: Amos Oz, David Grossman, Abraham Yehoshua. Sono autori molto diversi tra loro, che hanno però in comune un certo amore per le complicazioni strutturali, la tendenza alle storie soffuse – talvolta ai limiti della pedanteria –, nonché l’abitudine a scrivere prevalentemente libri lunghi. Da qualche anno sta però emergendo – anche agli occhi di noi lettori italiani – una nuova generazione di scrittori. Su tutti Etgar Keret: uno che di faccia assomiglia a Mark Ruffalo, e che finora, in contraddizione con la genealogia letteraria che lo precede, ha scritto in sostanza solo brevissimi libri di racconti.

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