Letture per viaggiare in tempi di peste

Quando arriva l’estate, mi piace dedicarmi a due letture in particolare: i classici e i libri di viaggio. Quest’anno poi viaggiare è meno semplice del solito, molti hanno dovuto rinunciare alle vacanze, e allora dei buoni libri, insieme a una certa capacità di immedesimazione, possono aiutare a visitare comunque posti lontani, a calarsi in atmosfere esotiche. Questo articolo ha dunque la semplice, banale intenzione di dare qualche consiglio di lettura, tra quei libri che in questa e nelle precedenti estati ho letto (e apprezzato) per viaggiare. C’è un po’ di tutto: libri di viaggio (veri e falsi), ma anche romanzi d’avventura, reportage, saggi. Continua a leggere

La grande abbuffata dell’Italia 2020: “I divoratori” di Stefano Sgambati

I divoratori, Stefano Sgambati
(Mondadori, 2020)

È una sera di pioggia a Milano, la sera in cui il lussuoso Palazzo Senso, prestigioso ristorante del celebre chef Franco Ceravolo, ha l’onore di ospitare a cena nientemeno che Daniel William King, accompagnato da sua moglie Sally Parson. Tutti gli occhi sono puntati su di loro, o meglio su di lui, semplicemente «l’uomo più bello che si sia mai visto»: e dunque flash, giornalisti, traffico in tilt, fan impazziti. Continua a leggere

Su LOT o la feroce bellezza delle periferie di Bryan Washington

LOT, Bryan Washington
(Racconti Edizioni, 2020 – Trad. Emanuele Giammarco)

Riconosciuto dalla critica internazionale e da numerosi premi come uno dei casi letterari più interessanti degli anni recenti, LOT, esordio dello scrittore statunitense classe 1993 Bryan Washington pubblicato dalla Atlantic nel 2019, dopo il clamoroso successo di pubblico ottenuto negli States, è finito in breve tempo per valicare i confini d’Oltreoceano, approdando prima in Gran Bretagna e poi in Italia, grazie alla pubblicazione in lingua italiana curata da Racconti Edizioni con la preziosa traduzione di Emanuele Giammarco.

Continua a leggere

“La casa e il mondo”: cronaca del dentro e del fuori

La casa e il mondo, Rabindranath Tagore
(Fazi, 2020 – trad. di S. Terziani)

casa-mondoLa storia di ogni scrittore è la storia di un dentro e di un fuori. Prendiamo Dickens: l’attenzione evidente che dedicava alla sua città, al suo Paese. Pare inverosimile credere che non abbia voluto fare un ritratto della società a lui contemporanea, almeno di come lui la vedeva – che non abbia avuto la seppure inconscia ambizione di narrare con dignità ed esattezza da sociologo, sebbene non fosse altro che un cantastorie. Questa vocazione esteriore, potremmo dire sociale, e forse in fin dei conti politica, esiste sempre, nei grandi scrittori, anche quando non è dichiarata, ma è sempre la faccia di una medaglia: di cui il retro è indubbiamente una visione interiore, un fuoco sentimentale, un centro palpitante e intimo, in altre parole un cuore umano. Continua a leggere

“Ada brucia” e le complicazioni dell’amore

Ada brucia, di Anja Trevisan
(effequ, 2020)

AdaBrucia_Prima011980: Rino ha 25 anni, vive in un paesino dell’Umbria e fa l’orologiaio come suo nonno. Da lui ha ereditato una casa isolata tra i boschi, un forte senso della giustizia e una collezione di libri per bambini. È un giovane timido e peculiare, non ha molti amici e la sua esistenza è solitaria e abitudinaria. Ha un segreto: l’emozione incontenibile che lo coglie davanti alle bambine. Inizia così Ada brucia, l’esordio di Anja Trevisan pubblicato da effequ. Continua a leggere

Il mondo nuovo, coloratissimo e violento di Aleš Kot e Tradd Moore

Il nuovo mondo, Aleš Kot, Tradd Moore, Heather Moore
(Saldapress, 2020 – trad. di M. Innocenti)

nuovo-mondo-saldapressIl nuovo mondo immaginato da Aleš Kot e disegnato da Tradd Moore è una distopia, e come tutte le distopie più catastrofiche ha delle origini (letteralmente) esplosive: nel 2037 gli Stati Uniti diventano infatti bersaglio di un bombardamento nucleare ad opera di un milite ignoto, cui segue un periodo di guerra e invasione da parte di diverse potenze straniere, fino alla totale perdita di autonomia dell’America. L’unica realtà nazionale che riesce a mantenere l’indipendenza è la Nuova California, un glorioso, scintillante, psichedelico enclave circondato da immense mura dove le persone vivono felici e contente nel rispetto dei veri valori americani. Un paradiso. Morboso, alienante e violento, ma pur sempre un paradiso. Continua a leggere

Il romanzo dei “miseri sbalorditi mortali” di Ade Zeno

L’incanto del pesce luna, Ade Zeno
(Bollati Boringhieri, 2020)

ade-zeno-lincanto-del-pesce-luna-9788833932194-4-355x540Mi auguro che L’incanto del pesce luna vinca il Campiello: il romanzo di Ade Zeno, già finalista di questo premio, è infatti una delle migliori pubblicazioni del 2020, nonché un romanzo di altissimo livello.

Il protagonista della storia è Gonzalo, cerimoniere presso la Società per la Cremazione. Per lui la morte è solo un evento, e il suo ruolo è recitare il lutto e il cordoglio quando sono le altre persone ad averci a che fare. Gonzalo è un eccezionale necroforo: recita ad alta voce salmi e poesie, empatizza con i famigliari dei morti, e, insomma, fa un lavoro che ama e in cui si diverte. Rispettato da tutti gli altri colleghi, per Gonzalo non c’è differenza tra la vestizione di  un bambino morto in un incidente, la sepoltura di un grassone infartato o la cremazione del corpo di una supermodella famosissima: i morti sono morti e basta, prima o poi finiamo tutti nello stesso posto. Continua a leggere

Un piccolo passo per un uomo: l’ordine e il caos in “Febbre da fieno” di Stanisław Lem

Febbre da fieno, Stanisław Lem
(Voland, 2020 – Trad. L. Pompeo)

Capita che la letteratura di genere riesca a dare i suoi migliori risultati quando si trova a confrontarsi con i limiti che le sue stesse regole le impongono. In ragione della sua struttura “meccanica”, il genere giallo lascia allo scrittore una libertà soltanto relativa nella variazione di intreccio e fabula. Da qui il bisogno avvertito da alcuni autori di servirsi degli stilemi del giallo con lo scopo di scardinarli per intraprendere una riflessione al di là del genere. Febbre da fieno rientra in questa categoria di romanzi. Continua a leggere

“Una persona sensibile” di Topol e il cuore caotico d’Europa

Una persona sensibile, Jáchym Topol
(Keller editore, 2020 – Trad. Laura Angeloni) 

1000-web-9788899911546.MAIN_ (2)Spesso è proprio dalla periferia che provengono le idee più fertili, come se la lontananza dai luoghi dei “grandi fatti” permettesse di leggere quello che accade con sguardo più lucido, anche rispetto a chi vive al centro degli avvenimenti; è proprio dalla periferica (seppur geograficamente centrale) Repubblica Ceca che giunge Una persona sensibile di Jáchym Topol (edito da Keller e tradotto da Laura Angeloni), divertente e raffinata rappresentazione di un’Europa nel caos attraverso le rocambolesche vicende di una famiglia di artisti itineranti sui generis: il papà Micio, poeta dissidente durante il comunismo con un passato in manicomio, la mamma Soňa, senza un occhio, alcolista e tossicodipendente, infine due figli, un ragazzo (che non parla, senza nome) e il suo fratellino (un neonato che non piange, anch’esso innominato). Insomma, una manica di disperati (quasi) senza arte né parte, che sfuggono all’intolleranza scatenatasi in un festival di Bristol e che ritornano in patria, a Poříčí, presso il fiume Sázava, facendo un giro molto lungo: Monaco, Budapest, l’Ucraina e la Slovacchia. Continua a leggere

Tra «bloomsburiani» e metamorfosi in La signora trasformata in volpe

La signora trasformata in volpe, David Garnett
(Adelphi, 2020 – trad. di S. Pareschi)

lady into foxDopo alcune edizioni italiane dal 1957 in poi, Adelphi ripubblica, con la traduzione di Silvia Pareschi, il racconto dell’autore inglese David Garnett La signora trasformata in volpe. La short-story, uscita per la prima volta nel 1922, nasce come prodotto di una fantasticheria: pare che Garnett immaginasse spesso sua moglie nelle sembianze di una volpe, e il titolo all’inizio doveva essere semplicemente The Metamorphosys of Mrs Tebrick, ma poi, influenzato dall’incisione Daphne mouée en laurier contenuta in un libro di Ovidio che aveva a casa, l’autore scelse il più evocativo Lady Into Fox [1].

Continua a leggere