“La vita davanti a sé”: il romanzo caleidoscopico d’un autore inesistente

La vita davanti a sé, Emile Ajar (Romain Gary)
(Neri Pozza, 2016 – trad. di G. Bogliolo)


La pubblicazione nel 1975 diLa vita davanti a sé” fu accolta in Francia come un caso editoriale, destinata a ispirare film e a diventare un classico della letteratura francese. Il suo autore era un perfetto sconosciuto, Emile Ajar. Ma in verità, Emile Ajar non esisteva. Si scoprì soltanto nel 1981, quando il vero autore, Romain Gary, Prix Goncourt nel ’56, era già morto, suicida, lasciando un biglietto: “Mi sono divertito abbastanza.”

Nel 1975 la critica riteneva Gary uno scrittore finito, fallito, ormai vecchio, ma egli trovò un modo per dimostrare che così non era: inventò una nuova identità, scrisse un’opera diversissima dal suo solito, e fu osannato e poi consacrato – proprio da quei critici con lui impietosi – come vincitore del Prix Goncourt (per la seconda volta, cosa che da regolamento del prestigioso premio non è possibile).
Gary è stato un genio e un mistificatore, e tutto questo basterebbe a rendere interessante La vita davanti a sé, se non fosse ch’è anche un romanzo meraviglioso.
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Álvaro Enrigue indaga il limite estremo dell’arte

La morte di un artista, di Álvaro Enrigue
(La Nuova Frontiera, 2018 – trad. G. Maneri)

la morte di un artista_copertinaNel panorama della letteratura messicana contemporanea, Álvaro Enrigue è un autore irrinunciabile. Per convincersene basterebbe anche solo dare un’occhiata al suo curriculum: apprezzato da colleghi quali Carlos Fuentes, tradotto in diverse lingue e considerato uno dei più influenti scrittori contemporanei in lingua spagnola, ha esordito a soli ventisette anni con un’opera che è stata in seguito inserita tra le opere chiave del ventesimo secolo per la letteratura messicana.

Se tutto questo non dovesse bastare, basterebbe affidarsi proprio alle pagine della sua prima opera, La morte di un artista – recentemente pubblicata in Italia da La Nuova Frontiera nella traduzione di Gina Maneri – per convincersi che Enrigue è un autore a cui ci si può affidare.  Continua a leggere

L’adolescenza in un tuffo lungo la Corniche Kennedy

Corniche Kennedy, Maylis de Kerangal
(Feltrinelli, 2018 – trad. M. Baiocchi)

corniche kennedyMaylis de Kerangal, già nota al pubblico italiano con Riparare i viventi, Nascita di un ponte e Lampedusa, è da poco arrivata in libreria con Corniche Kennedy sempre pubblicato da Feltrinelli. Il romanzo, uscito in Francia una decina di anni fa, è ora disponibile nella traduzione di Maria Baiocchi.

A Marsiglia, lungo la Corniche Kennedy, una delle strade panoramiche più belle della regione, tutti i giorni dei ragazzini si riuniscono su una scogliera a picco sul mare, “la Piatta”. Da lassù si tuffano in acqua e gridano la loro presenza, arroganti, spregiudicati, pieni di vita, con movenze pompose e artificiali, la gestualità tipica dell’adolescenza. Vengono dalle cités, sono nati nelle case popolari dei quartieri nord in famiglie sfaldate, figli di immigrati, con genitori in galera o disoccupati o che lavorano troppo. Hanno la povertà incollata addosso, già traditi e delusi. Soprattutto, non hanno niente da perdere. Continua a leggere

“Credere al meraviglioso”, ovvero riscoprire la bellezza e la forza della vita

Credere al meraviglioso, Christophe Ono-dit-Biot
(Bompiani, 2018 – Trad. di B. Capatti)

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Per riuscire a muovere qualche passo verso il futuro è dal passato che si deve ripartire
, prima ancora di fare pace con il presente e di stabilire in quale di questi tre momenti archetipici si vuole abitare. Credere al meraviglioso, romanzo con il quale Christophe Ono-dit-Biot torna in libreria dopo Immersione, sembra volere trasmettere proprio questo messaggio.

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“La treccia” di Laetitia Colombani: un début prodige

La treccia, Laetitia Colombani
(Editrice Nord, 2018 – Trad. C. Turla)

 

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“La treccia” è un libro che non ho scelto. Mi è stato regalato da un’amica; la prima cosa che ho pensato, curiosamente, quando l’ho scartato, è che probabilmente io non l’avrei comprato. Con questo non voglio dire che la mia amica non mi conosca; aveva dei motivi per sceglierlo. Intendo dire invece che la copertina dai toni pastello, abbinata al deciso contrasto di rosso e nero di titolo e sottotitolo (“tre donne – tre continenti – tre destini intrecciati”) e alla fascetta che decantava l’esordio da record dell’autrice, non mi ispirava particolarmente la lettura. Ho dovuto parzialmente ricredermi. Continua a leggere

“Vent’anni”: la necessità di riscoprire Corrado Alvaro

Vent’anni, Corrado Alvaro
(Treves, 1930 / Bompiani, 2016)

Ogni generazione ha i suoi vent’anni, e ogni generazione ha i suoi traumi.
Corrado Alvaro – potremmo definirlo un classico dimenticato del primo Novecento, autore meritevole d’essere riscoperto – racconta i vent’anni e i traumi della sua generazione in un’opera che per lungo tempo è stata il manifesto, il documentario di un’epoca. Lo fa con l’acume di chi, al pari di pochi grandi letterati italiani, sa cogliere e decifrare i notevoli mutamenti in atto nella sua società prima di storici, sociologi e politologi, tanto da renderlo giustamente uno dei cantori della vera Italia. Continua a leggere

L’animale femmina: un inno contro lo misoginia

L’animale femmina, Emanuela Canepa

(Einaudi, 2018)

“Un romanzo compiuto, maturo, di esemplare nitidezza nella struttura e incisivo nella lingua”: con queste parole la giuria del Premio Calvino 2017 ha decretato all’unanimità la vittoria di L’animale femmina, recentemente pubblicato da Einaudi. Nell’opera della Canepa, una certa ingenuità tecnica viene controbilanciata dalla piena maturità contenutistica, che consente all’autrice di dare corpo a un tema denso e difficile come la misoginia in una struttura narrativa efficace e convincente. Continua a leggere

Niels Lyhne: il ritratto di una e mille nostalgie

Niels Lyhne, Jens Peter Jacobsen
(Iperborea, 2017 – Trad. M. Svendsen Bianchi)

NIELS2Jens Peter Jacobsen doveva essere una persona malinconica. Solo le persone malinconiche sanno descrivere così bene la loro malinconia. E la nostalgia, che è sua parente stretta. E i lettori malinconici sanno rendersi conto di quando una malinconia è raccontata da un proprio simile. Io sono un prototipo di lettore malinconico. Continua a leggere

Premio Calvino 2018: intervista al vincitore Filippo Tapparelli

Quando, nel 1985, Norberto Bobbio, Natalia Ginzburg, Lalla Romano e altri estimatori e amici di Italo Calvino fondarono in suo onore il Premio Calvino immaginavano che sarebbe rimasto per trent’anni un punto di riferimento irrinunciabile per gli aspiranti scrittori italiani?

Dopo trent’anni la tradizione del Premio è ormai consolidata. Ha scoperto scrittori del calibro di Marcello Fois, Francesco Piccolo e Paola Mastrocola e ancora oggi i vincitori e i finalisti trovano posto nel panorama editoriale italiano: pensiamo ad esempio a Cesare Sinatti, autore de La Splendente, recentemente pubblicato da Feltrinelli.  Continua a leggere

Chi saranno i cinque finalisti del Premio Strega 2018?

Tutte le recensioni della dozzina!

Mancano poche ore ancora alla proclamazione dei cinque super finalisti del Premio Strega 2018. L’annuncio nella serata del 13 giugno.
E allora, come ingannare il tempo? Conoscendo e scoprendo le 12 opere candidate, ovvio.
Cliccate sulla copertina del libro per leggere la nostra recensione!

1. Marco BalzanoResto qui, Einaudi

resto qui_cop Continua a leggere