Vivian, la Mary Poppins che scattava fotografie

Vivian, Christina Hesselholdt
(Chiarelettere Editore, 2018 – trad. I. Basso)

 

vivianVivian Maier è oggi considerata una delle più talentuose antesignane della “street photography”: un’autrice dalla straordinaria sensibilità che ritraeva la vita così come le si presentava davanti, facendo della quotidianità un’opera d’arte. Decenni di storia americana (i primi scatti risalgono agli anni ’40) vengono documentati da un vastissimo – e ancora incompleto –  repertorio di fotografie, che ritrae New York e Chicago in tutte le sue sfaccettature. Dai quartieri poveri alla vita della classe benestante, tra donne in abiti vistosi e umili mendicanti, bambini sporchi e bambini eleganti, afroamericani e anziani immigrati, case in demolizione e ragazzi che giocano per le strade. Continua a leggere

“Quando c’era l’URSS”, viaggio nella storia culturale sovietica

Quando c’era l’URSS, G.P. Piretto
(Raffaello Cortina Editore, 2018)

Un bilancio culturale, un’immersione nella vita quotidiana, un’indagine iconografica: è questo e molto altro Quando c’era l’URSS, il nuovo saggio di Gian Piero Piretto edito da Raffaello Cortina Editore su una leggenda storico-politica lunga quasi un secolo, che è iniziata con la rivoluzione d’ottobre a Pietrogrado nel 1917 e che, all’insegna di un comunismo nel frattempo trasformato, è finita dopo due guerre mondiali e una Guerra Fredda nel 1991, a Mosca.

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L’implicita richiesta di Emanuela Cocco al lettore in “Tu che eri ogni ragazza”

Tu che eri ogni ragazza, Emanuela Cocco
(Wojtek Edizioni, 2018)

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Vi è una distanza incolmabile tra noi e il fuori, tra le cose che sono nostre – come il dolore, l’amore, la rabbia, la pietà, le scelte – e le cose che appartengono al mondo esteriore.
A volte capita di guardare al di là e di non sentirsi parte di nessun luogo: un esterno sembra essere inconcepibile.
Altre volte  – anzi la maggior parte del tempo – siamo invece immersi nell’esterno e lo abitiamo senza pensarci. Il problema, forse, comincia quando si instaura il pensiero sulla soglia: su cosa sia il fuori e cosa sia il dentro, su cosa contengano questi due mondi che a volte si incontrano e a volte, invece, lottano. Continua a leggere

Maria e il Diavolo, una favola cupa

Come si sta al mondo, Davide Martirani
(Quodlibet, 2018)

coverUna città (una qualunque, senza nome), un appartamento soffocante, una vecchia cui badare, una costellazione di donne dell’Est Europa, più o meno giovani. Il mondo in cui vive Maria, protagonista riservata e obbediente, fa presagire una vicenda sottotono, a una storia di piccole disperazioni, umile, dimessa. Nulla di più lontano dalla realtà. Continua a leggere

“La prima vita di Italo Orlando”: il ragazzo dei prodigi

La prima vita di Italo Orlando, Carola Susani
(Minimum Fax, 2018)

6e4c57cbd0«Gli si sollevava il petto, giallastro come un pollo senza piume; non aveva niente addosso. Tutt’attorno, l’erba era rinsecchita, di un colore grigio, marrone alle punte: sembrava più l’effetto di un agente chimico che non del fuoco. Davvero stupefacente era che respirasse.»

Così la narratrice descrive l’apparizione di quello strano ragazzo che di lì a poco sarebbe stato battezzato come Italo Orlando. Viene ritrovato in un mandorleto, dorme, pare morto. Irene e suo padre si occupano subito di lui, lo portano in casa, e la loro vita non sarà più la stessa.
Ma chi è davvero quel ragazzo apparso dal nulla come piovuto dal cielo? Perché pare non avere memoria? Da dove arriva? Non è del luogo, eppure parla un dialetto molto simile al loro. Continua a leggere

“E Baboucar guidava la fila”, per una nuova letteratura migrante

E Baboucar guidava la fila, di Giovanni Dozzini
(2018, minimum fax)

e baboucar guidava la filaDietro la frenetica e rassicurante normalità della vita quotidiana nell’Italia sonnacchiosa del 2018 c’è ancora uno spazio in cui ogni gesto è ammantato dalla solennità e dalla difficoltà proprie della trama di un romanzo. In questo spazio vivono i richiedenti asilo. È di questo che parla “E Baboucar guidava la fila”, l’ultima opera di Giovanni Dozzini edita da minimum fax. Continua a leggere

Schizzi di realtà potenziale: “I sogni di un digiunatore” di Paolo Albani

I sogni di un digiunatore e altre instabili visioni, Paolo Albani
(Exorma, 2018)

Albani_COP_sitoNon è facile cominciare a parlare di un libro tanto sfuggente e tanto insistentemente diverso. Il racconto, già di per sè, è una forma narrativa destinata a lasciare molte domande aperte, ad adombrare più che a rivelare il suo spirito e la sua essenza. Se poi, come ne I sogni di un digiunatore, i racconti assumono la forma di brevissimi schizzi di realtà, di avanzi e ossicini rubati alla tavola imbandita del possibile, senza nessuna pretesa di coerenza nè – figuriamoci! – di senso, allora il primo approccio non può che lasciare disorientati. Il lettore è costretto bruscamente e in maniera ineludibile a compiere una concessione preliminare: stare al gioco che Paolo Albani suggerisce, abbandonandosi alla leggerezza di una comicità ora più colta, ora più popolaresca e surreale, ma sempre assolutamente priva di ogni morale, motivo o rilevanza.

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“Orrore”: horror per errore

Orrore, Pietro Grossi
(Feltrinelli, 2018)

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Non so neppure io perché ho deciso di leggere questo libro. Mi ha attirato con la sua copertina sgargiante dallo scaffale delle novità in biblioteca e mi sono detto: un horror italiano? Non è proprio un genere tipico della nostra letteratura, l’horror. E così, incuriosito, ho iniziato a leggere il romanzo. Non avrei dovuto: in fondo c’erano tante soluzioni più appaganti per sprecare il mio tempo.

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