La notte dell’uccisione del maiale, di Magda Szabó

La notte dell’uccisione del maiale, Magda Szabó
(Edizioni Anfora, 2018 – trad. Francesca Ciccariello)

In Lezioni di Letteratura (1982), Vladimir Nabokov – parlando della Metamorfosi di Franz Kafka – spende due parole sul concetto di realtà, affermando che quando l’esistenza oggettiva diventa «un guscio rotto e vuoto» a causa della realtà soggettiva eccessivamente influente, l’unico modo per ricomporla è prendere «diversi mondi individuali, mescolarli bene insieme, raccogliere una goccia di questa miscela e chiamarla realtà oggettiva»; è la stessa operazione, difficoltosa e edificante insieme, che Magda Szabó richiede al lettore della Notte dell’uccisione del maiale (Edizioni Anfora, 2018), chiamato a ricostruire le vicende di una storia familiare fondata su quella particolare avversione profonda che, come il tartaro attaccato alle gengive, si indurisce sempre più col passare del tempo: il rancore.
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Julian Barnes e il coraggio del luogo comune

L’unica storia, Julian Barnes
(Einaudi, 2018 – Trad. S. Basso)

«Abbiamo tutti un’unica storia da raccontare. […] E questa è la mia.»

Spara in alto, Julian Barnes. Trama di L’unica storia, in poche parole: un ragazzo di diciannove anni si innamora di una quarantenne, lei ricambia, si amano, poi si amano un po’ meno. Detto così, e considerata la premessa, è legittima una certa delusione. Viene da pensare che un autore di quel livello non può essersi accontentato di così poco, deve esserci per forza qualcosa, un punto di torsione che solleva il libro dal terreno del poco più che banale. Eppure questo romanzo è esattamente quello che sembra: duecentoquaranta pagine sulla storia d’amore, non sempre felice, di un ragazzo e di una quarantenne.
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L’arte, il male, la musica: conversazione con Andrea Tarabbia

Tarabbia - Madrigale senza suono cop.inddLa prima volta che ho sentito parlare di Gesualdo da Venosa, musicista assassino della sposa, è stato grazie all’omonima canzone di Franco Battiato, con testo del filosofo Manlio Sgalambro. Il senso della canzone dovrebbe fare riferimento a un rapporto tra arte e morale, sull’utilizzo di quest’ultima come lente per interpretare la prima. E così, la figura di Gesualdo, genio della musica ma anche autore di un efferato delitto, mi aveva sempre incuriosito. Quando ho scoperto che Andrea Tarabbia, autore che nel tempo avevo imparato ad apprezzare e stimare, aveva scritto un romanzo proprio sul principe Carlo Gesualdo, ne sono stato entusiasta. Il suo Madrigale senza suono ci porta nella Napoli a cavallo tra il ‘500 e il ‘600. Un romanzo dalle tinte fosche e gotiche, di demoni e di streghe; un perturbante gioco di specchi che indaga i temi del dolore e dell’arte, del male e del rapporto padri-figli, nel quale l’unica certezza è l’assenza di certezze.

Partiamo dal principio. Qual è il primo ricordo che hai di Carlo Gesualdo? E perché hai deciso di scriverne un romanzo?

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Chi legge fa male anche a te: digli di smettere. L’ipotesi inquietante di Giacomo Papi

Giacomo Papi, Il censimento dei radical chic
(Feltrinelli, 2019)

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«Il primo lo ammazzarono a bastonate perché aveva citato Spinoza durante un talk show». In copertina una chiazza di sangue si allarga sotto una poltrona; dalla poltrona spunta una mano che stringe ancora un libro color pastello, ragionevolmente Adelphi: è l’assaggio che offre di sé Il censimento dei radical chic, romanzo di Giacomo Papi uscito per Feltrinelli a febbraio, a chi si aggira distrattamente tra gli scaffali di un libreria. Continua a leggere

L’Ircocervo è online!

Ci siamo. Con tanta emozione vi annunciamo che finalmente il primo numero dell’Ircocervo è online!

L'IRCOCERVO copertina1Contiene sei racconti: due di autori affermati (un inedito di Gianfranco di Fiore e la prima traduzione italiana di Aimee Parkison) e quattro di brillantissimi autori che abbiamo selezionato attraverso una call, voci decise e originali, che non hanno avuto paura di uscire dallo zoo del racconto canonico per creare nuove e curiose creature mitologiche.

Gianfranco Di Fiore, già candidato al Premio Strega 2018 con Quando sarai nel vento, ci ha fatto dono di Vertigo, dedicato all’amico Andrea G. Pinketts che vi era molto legato. Vertigo è un racconto di immaginifica potenza che ci porta in una Atene post-apocalittica, e rappresenta il trampolino perfetto per tuffarsi alla scoperta del resto del numero.
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Come non scrivere, ovvero Semplice è bello

Come non scrivere, Claudio Giunta
(UTET, 2018)

Premessa: in questo momento provo una forte ansia da prestazione, e spero di non fare strafalcioni che mi farebbero finire tra gli esempi di Come non scrivere – parte seconda.

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Nel momento in cui comincio a scrivere, dalla tv arrivano queste parole: “Dal suo volto non mi pare… i suoi occhi mi dicono… che questo abito non la…”. Alzo lo sguardo, vedo un uomo che alza le mani e le agita, in evidente imbarazzo. Mi illumino: è l’occasione giusta per mettere in pratica i consigli di Giunta. Continua a leggere

West, la nausea dell’ignoto

West, Carys Davies
(Bompiani, 2019 – trad. G. Granato)

51V9LKcFb9L._SX355_BO1,204,203,200_.jpgNel 1739, nel fango salato del Kentucky vengono rinvenute le ossa di un mastodontico e sconosciuto animale. Qualche tempo dopo, nel 1815, l’eco di questa scoperta si amplifica e raggiunge le orecchie di Cy Bellman, un allevatore di muli emigrato dal Galles in Pennsylvania. L’uomo ne rimane completamente sconvolto: quella bestia è esistita e forse ne esistono ancora degli esemplari e forse abitano nei territori sconfinati e inesplorati del lontano West. Cy non pensa ad altro giorno e notte, sente un fremito dentro di sé, un richiamo magnetico. Alla fine, la forza di quell’emozione è troppo forte: si calca il cilindro in testa e parte alla ricerca di quegli animali ignoti, lasciando a casa la figlia Bess di dieci anni, accudita dalla zia Julie. Continua a leggere

Il coraggio della lingua: “Arenaria” di Paolo Teobaldi

Arenaria, Paolo Teobaldi
(E/O edizioni, 2019)

cover_9788833570846_2804_600<<E come farò a spiegarti che le cose non sono sempre state così come le vedi; o come le vedresti se mai venissi a camminare con me sulla strada panoramica o anche in bicicletta, seduta all’amazzone sulla canna della bici del pòr nònn, o magari con una biciclettina tutta tua, che io ti regalerò senza badare a spese, perchè ti direi subito di aprire i tuoi grandi occhi chiari, neanche tu fossi nata a Gradara.>>

Ha del commovente, la forma in cui il pesarese Paolo Teobaldi sceglie di confezionare questo suo ultimo dono letterario. Arenaria, che E/O ha dato alle stampe appena una decina di giorni fa ma che ha già ricevuto una candidatura allo Strega 2019, è scritto in veste di racconto memoriale; un affettuoso lascito composto da un nonno per la propria neonata nipote, di fronte al timore di dimenticare. Continua a leggere

“Le donne di troppo” sono ancora tra noi

le donne di troppoNascosto all’ombra di illustri contemporanei come Thomas Hardy, costretto a destreggiarsi in una Londra già vividamente reinventata da gente del calibro di Charles Dickens e William Thackeray e a maneggiare un tipo di trama tanto caro a Jane Austen, non c’è da sorprendersi se non avete mai sentito nominare George Gissing, romanziere vittoriano dalla vita tormentata cui la storia e la critica non hanno concesso una fama imperitura. Eppure Gissing è l’autore di uno dei romanzi più sorprendenti e moderni sulla questione femminile che siano mai stati scritti: si tratta di Le donne di troppo, che possiamo da un paio d’anni trovare in libreria nella traduzione di Vincenzo Latronico grazie alla casa editrice La tartaruga. Continua a leggere

Le memorie dell’ultimo schiavo

Barracoon, di Zora Neale Hurston
(66thand2nd, 2019 – trad. S. Antonelli) 

 

BarracoonZora Neale Hurston ha conosciuto Cudjo nel 1927, nell’ambito di uno studio sociologico e antropologico sulla cultura afroamericana. Giovane e promettente studiosa, la Hurston al tempo collaborava ancora con il suo mentore Frenz Boas, il padre dell’antropologia americana: era stato lui a insistere per farle ottenere una borsa di studio, al fine di raccogliere informazioni storiche sul folklore nero e per trascrivere la testimonianza di quello che era considerato l’ultima vittima della tratta atlantica degli schiavi africani, Cudjo. Continua a leggere