Dialoghi con Anchise

Un ciclo di interviste alle nostre madri e ai nostri padri letterari,
ideato da Pierpaolo Moscatello

 

PROLOGO

In un’altra vita tuo padre è Paul Auster o Mario Vargas Llosa; tua madre è Elena Ferrante. Fate cene di famiglia simili a lunghe interviste, ti raccontano dell’amicizia con altri scrittori, del rapporto con gli editor e con gli agenti, di quella prima presentazione andata male. Del tempo che c’è voluto e di quanto sia stato difficile: perché a vent’anni – scopri – erano esattamente come te. E questo ti consola.

Ti consolerebbe. Peccato che i tuoi genitori facciano mestieri che con la letteratura non hanno niente a che fare, e che di scrittori così importanti tu non ne conosca nemmeno uno – almeno non di persona. Li conosci dalle parole che hanno scritto, naturalmente, ma quelle adesso non ti bastano più: a rileggerle sono bellissime e indifferenti, ti scrutano dall’alto senza svelare il proprio mistero.

Noi del Rifugio siamo come te: aspiranti scrittori, aspiranti critici, o semplicemente lettori affamati; tutti intorno ai vent’anni, con il peso di molte domande sulle spalle. Da che parte deve andare la nostra generazione? Da dove iniziamo a costruirlo, il futuro? Sono scelte difficili, che il più delle volte ci lasciano dentro un senso di inadeguatezza. Ci vorrebbe qualcuno con cui parlarne: come quando, da piccoli, chiedevamo consigli alla mamma o al papà per le prime faccende d’amore.

Per questo abbiamo pensato di andare dai nostri padri e dalle nostre madri. Quelli letterari, però: gli uomini e le donne che hanno più o meno l’età dei nostri genitori e che hanno determinato il modo di scrivere in Italia degli ultimi vent’anni. Potremmo chiedere tutto – come hanno fatto a superare le difficoltà, le insicurezze, come hanno trovato la loro voce, come sono diventati quello che sono, quanta vita si nasconde dietro i loro romanzi più celebri.

Dialoghi con Anchise nasce da questo proposito. È un ciclo di interviste. Andremo in cerca dei più grandi scrittori italiani e tenteremo di strappare qualche rassicurazione, qualche certezza, ma anche qualche dubbio a cui non avevamo mai pensato. Soprattutto, ci faremo consegnare da ciascuno un testimone, un frammento sentimentale della letteratura italiana. Perché non importa se aspiriamo a diventare scrittori o semplicemente dei lettori migliori: in ogni caso dovremo fare i conti con quello che c’è stato prima – scegliere cosa lasciare indietro e cosa conservare.

Saremo come Anchise ed Enea, in fuga da Troia in fiamme: portando il peso dei padri sulle spalle inizieremo il cammino verso la nostra storia.

 

1° CAPITOLO
Walter Siti

sara dealbera ritratto di walter siti

Intervista a cura di Michele Maestroni e Pierpaolo Moscatello
Prima parte
Seconda parte
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