Del tempo, dell’acqua, del resto: intervista alla traduttrice Silvia Cosimini

Il tempo e l’acqua, di Andri Snær Magnason
(Iperborea, 2020)

20200717133205_cover_tempoeacquaTra le pubblicazioni Iperborea di questo autunno figura Il tempo e l’acqua di Andri Snær Magnason, un libro straziante quanto necessario, tremendo, eppure ancora fiducioso. Uno di quei testi che tutti dovrebbero leggere: perché mette a fuoco con dolorosa precisione la crisi climatica, dando al contempo l’impressione di parlare di tutt’altro. È precisamente in questo “tutt’altro” che si annida la strategia di Magnason, abile narratore prestato alla divulgazione, che tra notti nuziali sul ghiacciaio, vecchie diapositive, invincibili passioni erpetologiche e monti sacri tibetani mostra al lettore come tutto sia collegato e molto, spaventosamente più vicino alla nostra vita di ogni giorno di quanto la fredda terminologia dei rapporti scientifici lascerebbe intuire. Ho potuto conversare di questo libro, dell’Islanda che ne è l’ambientazione principale, di ambiente, letteratura, e non solo, con la sua traduttrice Silvia Cosimini. Continua a leggere

Nella mente della scrittrice: Valentina Durante

Enne, di Valentina Durante
(Voland, 2020)

Giorgia Tribuiani, già autrice di Guasti (Voland) e collaboratrice con la Bottega di narrazione di Giulio Mozzi, inaugura la nuova rubrica “Nella mente dello scrittore“: interviste a scrittori e scrittrici che partono dalle loro opere per poi discutere del lavoro scrittorio vero e proprio: abitudini creative, le logiche dietro alle scelte linguistiche e di stile, e tutti aspetti “fisici” della narrazione come processo artigianale. L’ospite del primo appuntamento è Valentina Durante.

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La voce narrante dai margini: intervista (tardiva) a Jonathan Bazzi

Febbre, Jonathan Bazzi
(2019, Fandango)

Di Febbre di Jonathan Bazzi si è già detto tanto: il romanzo è stato vincitore di numerosi premi, finalista allo Strega 2020 ed è stato definito come un piccolo caso editoriale dell’ultimo anno e mezzo.
Nel suo libro di esordio, Jonathan racconta la sua storia, che è quella di un ragazzino cresciuto a Rozzano (un quartiere molto difficile della periferia milanese) e insieme quella di un giovane uomo che, un giorno, scopre di essere sieropositivo. I due piani narrativi si alternano, e l’effetto che ne deriva è quello di un racconto fortemente incentrato sulla sfera del dolore personale e dello sviluppo dell’io per mezzo di esso.

Ho voluto impostare questa (tardiva) intevista in primis per focalizzare alcuni aspetti di Febbre che, nei tam-tam delle recensioni e dei confronti con l’autore sospinti dal successo del romanzo, forse non sono stati individuati come meritavano. In particolare, il punto di congiunzione tra autobiografismo e rispecchiamento collettivo (elemento che, dato il plauso generale a Febbre, sembra perfettamente riuscito); il rapporto tra il dolore personale e la voce per rappresentarlo; infine, in che modo i pattern più formali come i piani narrativi rispecchiano una certa idea che Bazzi ha della sua realtà.

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Tradurre i silenzi: intervista a Claudia Tatasciore, traduttrice di “Darsi del tu”

La raccolta di racconti Darsi del tu, pubblicata quest’anno da Mimesis, è il folgorante esordio letterario della scrittrice ungherese Edina Szvonen, che nel 2015 è stata insignita del Premio Letterario dell’Unione Europea per la sua seconda raccolta Non c’è e non deve esserci (pubblicata sempre da Mimesis nel 2017). Szvoren esplora attraverso questi quindici racconti la difficoltà delle relazioni umane con un linguaggio unico e ricco di sperimentazioni narrative, che ci fa entrare nella disperazione dei personaggi che vivono in un Paese, l’Ungheria, forse ancora alla ricerca di sé stesso dopo la caduta del socialismo. La curiosa carica sperimentale del linguaggio che permea Darsi del tu mi ha spinto a porre alcune domande alla traduttrice in Italia di Edina Szvonen, la magiarista e germanista Claudia Tatasciore, che qui racconta cosa ha significato il lavoro sul testo originale.

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Come se scrivere avesse un senso. Valentina Maini e la sua mischia

La mischia è l’esordio di Valentina Maini, pubblicato per Bollati Boringhieri. La vicenda – per quel poco che è possibile liofilizzare (e a fatica) in forme di sinossi, riassunti e punti salienti – è il rapporto di due fratelli, Gorane e Jokin Moraza, figli di due terroristi baschi. La mischia è stato definito in tanti modi: “esplosivo”, “folgorante”, “sorprendente”. Etichette che sarebbero perfette, se non fosse che cercare di definire in modo certo questo romanzo è un’operazione fuorviante nonché opposta alla natura dell’opera stessa. Proprio per questo, l’unico aggettivo che mi sembra che La mischia possa sopportare è “esondante”.

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Tre punti di vista sulla fine del mondo: intervista agli autori della “Trilogia della catastrofe”

TrilogiaDellaCatastrofe_COPERTINA-e1576872095477Trilogia della catastrofe è un libro molto particolare per diversi motivi.
Innanzitutto, è un testo composito, all’interno del quale gli editori hanno voluto comporre «qualcosa di più simile a una sinfonia che a un resoconto», scrivono nella premessa, poiché l’oggetto di cui si parla in questo libro, la catastrofe, sarebbe secondo loro impossibile da raccontare. Hanno quindi scelto di mettere insieme tre punti di vista, molto diversi tra loro e volutamente parziali, del tutto arbitrari rispetto a una rappresentazione assoluta della catastrofe. All’interno del volume troviamo quindi tre «movimenti»: il principio, il durante e la fine.

Ognuno di questi capitoli è affidato a un autore diverso, rispettivamente: Emmanuela Carbé, Jacopo La Forgia e Francesco D’Isa. Continua a leggere

Intervista ad Andrea Pomella sul suo ultimo romanzo: “I colpevoli”

icolpevoliibsDopo Anni luce, selezionato nella dozzina del Premio Strega 2018, e L’uomo che trema, memoriale della propria malattia o, come l’autore definisce la depressione maggiore, «cattivo umore», lo scrittore romano Andrea Pomella torna in libreria con I colpevoli (Einaudi, 2020). Nel romanzo l’autore affronta il suo percorso di riconciliazione con la figura paterna allontanatasi ben trentasette anni prima a seguito di un divorzio burrascoso, costruendo così la sua personale lettera al padre e indagando concetti quali colpa, tradimento, vergogna alla luce della propria condizione di figlio prima perso, poi ritrovato. In quest’intervista l’autore ci racconta alcuni aspetti del suo libro, oltre che della sua scrittura.

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La scrittura dell’urgenza: intervista ad Alcide Pierantozzi

L’inconveniente di essere amati, Alcide Pierantozzi
(Bompiani, 2020)

l'inconveniente di essere amatiAlcide Pierantozzi ha esordito nel 2006, poco più che diciottenne. Io l’ho scoperto alcuni anni fa, con un libro pubblicato da Rizzoli che si chiamava Ivan il terribile. Mi ricordo che c’erano dentro Amici, la musica di Mariah Carey e dei Tokio Hotel; sono rimasto colpito dal fatto che i personaggi di quel romanzo parlavano come me. Quest’anno, dopo un periodo di silenzio, è uscito per Bompiani L’inconveniente di essere amati, il racconto di un cantautore, Paride, che torna da Milano nel luogo dove è nato, in Abbruzzo. Dopo averlo letto ho chiesto ad Alcide di concedermi un’intervista; volevo capire come si pone uno che scrive in quel modo. Abbiamo fatto una videochiamata su Facebook; lui era seduto sul divano in una felpa extralarge e ha risposto alle mie domande con una spontaneità che mi lasciava spesso disarmato. Allora ho pensato che la grandezza di un autore sta in questo: nel fatto che non mette alcun filtro, nel fatto che è le storie che racconta. Continua a leggere

Dialoghi con Anchise – Walter Siti (seconda parte)

La letteratura deve avere uno scopo? Come cambia la vita vincere il Premio Strega? E l’invidia per i colleghi o l’ambizione influenzano il modo di scrivere? E che consiglio può dare agli aspiranti scrittori?
Questo e anche molto altro nella seconda parte dell’intervista a Walter Siti (qui trovate la prima) per il progetto Dialoghi con Anchise: una vera e propria lezione di letteratura.
Potete anche scaricare la versione integrale per leggerla su altri dispositivi:  PDF  MOBI – EPUB

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Dialoghi con Anchise – Walter Siti (prima parte)

Diamo il via al progetto Dialoghi con Anchise, un ciclo d’interviste letterario-generazionali agli scrittori italiani più influenti degli ultimi vent’anni. Avevamo illustrato il progetto in questo articolo. Non si poteva che iniziare da un maestro: ecco dunque l’intervista a Walter Siti, a cura di Michele Maestroni e Pierpaolo Moscatello. Di seguito la prima parte; la seconda è già disponibile QUI.
Potete anche scaricare la versione integrale per leggerla su altri dispositivi:  PDF  MOBI – EPUB

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