Premio Campiello ’18: il visionario “La galassia dei dementi” di Cavazzoni

La galassia dei dementi, Ermanno Cavazzoni
(La nave di Teseo – 2018)

 

la-galassia-dei-dementiIn un futuro lontano lontano, in una galassia vicina vicina – cioè questa qui – vive una popolazione di umani ai quali di umano è rimasto molto poco. Sono grassi, pigri, quasi incapaci di grandi spostamenti; collezionano oggetti di dubbia utilità o rilevanza storica – come le grucce per gli abiti – credendo che invece siano testimonianze storiche di un mondo lontano. In questo modo fingono un attaccamento storico ad una civiltà che non è più la loro, credendo di conoscerla ma senza averne vera competenza.
È il nuovo modo di essere radical chic, per utilizzare un’espressione che ultimamente piace molto. Questa nuova generazione si affida – fisicamente e sentimentalmente – a dei droidi di varia generazione, c’è chi si può permettere i modelli nuovi e chi no. Continua a leggere

Premio Campiello ’18: “Le vite potenziali” di Francesco Targhetta

Le vite potenziali, Francesco Targhetta
(Mondadori, 2018)

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I trentacinque-quarant’anni sono, lo attesta a più riprese la nostra tradizione letteraria, un momento delicato della vita di ciascuno
. Nel suo romanzo d’esordio, Le vite potenziali, edito da Mondadori (2018), Francesco Targhetta descrive quel malessere che tre uomini a metà della loro vita percepiscono ogni mattina guardandosi allo specchio.
Non sapere cosa sono diventati e quale significato dare alla loro vita è il problema di Alberto, GDL e Luciano: la loro affermazione nella azienda informatica Albecom come fondatore (il primo), brillante esperto di marketing (il secondo), apprezzato programmatore (il terzo) non sembra sufficiente. Continua a leggere

Campiello 2018: “Mio padre la rivoluzione” rovescia la realtà

Mio padre la rivoluzione, Davide Orecchio
(minimun fax, 2017)

 

imageRaramente mi capita di non saper decidere se un libro mi ha convinto o meno, eppure questo è accaduto con Mio padre la rivoluzione, finalista al Premio Campiello. Dopo averne concluso la lettura, pur essendomi riservata alcuni giorni per riflettere sono ancora preda dell’indecisione.

L’opera di Davide Orecchio si distingue da subito per la sua struttura: Mio padre la rivoluzione non è un romanzo, bensì una raccolta di dodici racconti differenti per ambientazione (si passa dal Messico agli Stati Uniti, dalla Germania nazista all’Italia del dopoguerra) e personaggi (da Gianni Rodari a Lev Trockij, da Stalin a Hitler, da Togliatti a Bob Dylan). Continua a leggere

“Messia” ci porta nei meandri della magia religiosa del Sudamerica

Messia, AA. VV.
(Edizioni Wordbridge, 2018; trad. di V. Barca)

 

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La raccolta di racconti della quale sto per parlare ha come suo punto focale la religione, abbracciandone – quasi – ogni sfaccettatura. Da studentessa di filosofia e teologia, non poteva capitarmi una lettura migliore.

“Messia” è il secondo volume della collana Traviesa, un progetto nato in Sudamerica nel 2012 per creare uno scambio e un confronto tra un collettivo di giovani autori provenienti dai maggiori paesi dell’America Latina. Otto in tutto i numeri della collana, ognuno che affronta un tema specifico. La traduzione e la pubblicazione del progetto in Italia è dovuto a Edizioni Wordbridge. Continua a leggere

“Mani”: un On the road in Grecia tra Kerouac, Erodoto e Pausania

Mani – Viaggi nel Peloponneso, Patrick Leigh Fermor
(Adelphi, 2004 – Trad. F. Salvatorelli)

maniPatrick Leigh Fermor è una piacevolissima scoperta. L’esistenza avventurosa sua e di Joan – compagna di vita e di viaggio, dedicataria del testo – meriterebbe un articolo a sé. Inglesi, di buona famiglia, entrambi arruolati nella seconda guerra mondiale, talvolta con incarichi anche di rilievo – con una grande passione per i viaggi e per il mondo ellenico. Mani, come da sottotitolo, racconta di uno di questi viaggi, compiuto nella zona più arretrata, ostica, isolata e fiera della Grecia: l’estremo sud del Peloponneso, la regione del Mani, montuosa e aspra, che termina nel Capo Matapan. Continua a leggere

Il racconto dei racconti in una Napoli magica e femminile

Morfisa o l’acqua che dorme, Antonella Cilento
(Mondadori, 2018)

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Antonella Cilento torna ancora una volta nella sua Napoli. Se il suo ultimo romanzo, Lisario o il piacere infinito delle donne (finalista al Premio Strega 2014), aveva come sfondo la città spagnola del Seicento, Morfisa racconta una città dimenticata, ignota ai più: la Napoli dell’undicesimo secolo, capitale di un Ducato solo in teoria dipendente da Bisanzio.

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“Donne in traduzione”, ovvero la traduzione delle donne da ogni punto di vista

Donne in traduzione, E. Di Giovanni, S. Zanotti (a cura di)
(Bompiani, 2018)

40b6642410a24a1384a6d8f545f5d905b08533Raccolta di saggi fresca di stampa, Donne in traduzione è in libreria dal 4 luglio e rappresenta una pietra miliare imprescindibile nell’evoluzione dei Cultural studies e dei Gender studies applicati ai Translation studies: un approfondimento, insomma, che riguarda a 360 gradi tanto la traduzione letteraria quanto l’universo della femminilità, oltre a quello della traduzione delle donne.

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Luna del mattino

Luna del mattino, Francesco Cattani
(Coconino Press, 2017)

Alle prime luci dell’alba di una mattina d’inverno, il padrone di un appartamento decide finalmente di riscuotere i soldi dell’affitto da due inquilini ritardatari.

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Din don…

Nessuno risponde.

Din don!

Tutto tace.

DIIIN DON!

Sembra che non ci sia davvero nessuno.

Ma il proprietario non è convinto che la casa sia vuota, e infatti trova i due affittuari intenti a svignarsela di soppiatto, calandosi da una finestra sul retro. Dopo una rocambolesca fuga, i due “maledetti parassiti” riescono a salire in macchina e si lasciano alle spalle il creditore imbestialito e fradicio di sudore. I due fuggiaschi sono Tommi, un ragazzo delle medie, e suo fratello maggiore Eddi, e in macchina sudano anche loro,  perché, nonostante la stagione, fa davvero caldo: gli esperti dicono che si tratta dell’inverno più caldo degli ultimi cent’anni.

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La delicatezza dell’esistenza umana narrata in “Storie di alberi e bonsai”

Storie di alberi e bonsai, di Alejandro Zambra
(Sellerio, 2018 – trad. di F. Biancatelli e M. Nicola) 

In Storie di alberi e bonsai, nell’arco di poche pagine si delineano con delicatezza ed eleganza le vicende esistenziali di sei personaggi: le vite dei primi tre (madre, figlia e patrigno) si snodano attraverso le reminiscenze e le fantasie di Juliàn in Vita privata degli alberi, il primo dei due lunghi racconti che compongono l’opera; gli altri tre personaggi (lui, lei e l’amica di lei) sono i protagonisti di Bonsai, il secondo racconto, già edito in Italia nella forma di un romanzo breve pubblicato nel 2007 da Neri Pozza. Ad accumunare le vicende narrate nei due racconti vi è il ruolo sempre centrale delle piante.
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Yukio Mishima: “Una virtù vacillante”

Una virtù vacillante, Yukio Mishima
(Einaudi – trad. L. Origlia)

una virtù vacillante_mishimaUna virtù vacillante fu pubblicato per la prima volta in Giappone nel 1957, a puntate, ed ebbe un successo così travolgente che il verbo vacillare diventò un sinonimo di cedere alla tentazione dell’adulterio e nello stesso anno di uscita dal romanzo fu tratto un film.

Cos’ha di tanto speciale questo libricino? Di certo non risulta attraente per la trama in sé: Setsuko, una giovane signora dell’alta borghesia di Tokyo, decide dopo anni di virtù coniugale di abbandonarsi all’adulterio, sperimentando le gioie e le sofferenze dell’amore.
Un tema già ampiamente sviscerato nella letteratura degli ultimi due secoli, basti pensare a Flaubert e alla sua Madame Bovary. Eppure, pur inserendosi nel solco di una tradizione già iniziata, Mishima ha creato qualcosa di nuovo e vivo, meritevole di passare alla storia.  Continua a leggere