Il gotico di “Arruina” e il Grande Romanzo Meridionale

Arruina, Francesco Iannone
(Il Saggiatore, 2019)

Arruina-350x485Il sud non è una storia semplice. È una pietra sfaccettata che ogni volta che la lasci cadere atterra su un lato diverso. Non è facile da raccontare. È una materia inafferrabile, e forse proprio per questo nei romanzi degli scrittori meridionali, senza eccezioni, si trova sempre, dosata in quantità diverse, l’ambizione di afferrarla. È come il mito del Grande Romanzo Italiano: siamo in cerca di un Grande Romanzo Meridionale, e con ogni probabilità non diremo mai di averlo trovato. Continua a leggere

Cala, Calafiore!

Calafiore, Arturo Belluardo
(Nutrimenti, 2019)

Ci sono romanzi altamente digeribili, e ci sono romanzi che, a fine lettura, possono suscitare un disagio fisico così profondo da rendere indispensabile bere un bel bicchiere colmo d’acqua, limone e bicarbonato per mandare giù tutto quello che si è appena ingerito con gli occhi. Questo è il caso di Calafiore, l’ultimo romanzo di Arturo Belluardo pubblicato da pochi mesi per Nutrimenti, un libro di duecento pagine da ingurgitare in mezzo pomeriggio, sempre stando ben attenti a potenziali indigestioni.

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Carnaio: quei cadaveri venuti dal mare

Carnaio, di Giulio Cavalli
(Fandango Libri, 2018) 

CarnaioUn corpo riverso sulla nuda terra, portato a riva dalla corrente, scuro di pelle, ringrinzito dall’acqua, irrigidito dalla morte, privo di identità. È l’emblema dell’immaginario contemporaneo: uno degli uomini perduti nel Mediterraneo, simbolo di una tragedia umana e insieme cuore di un discorso politico sempre più acceso, che divide il Nord del mondo sulla scia di due ideologie. Quali problemi vengono prima, i nostri o i loro?

Carnaio parte da quest’immagine. Un uomo scuro di pelle portato dal mare, una casualità quasi curiosa che spezza la monotona quotidianità degli abitanti di una piccola e anonima cittadina italiana, DF. Poi però ne arriva subito un altro, e un altro ancora, e alla fine quei corpi tutti uguali diventano una piaga sociale impossibile da gestire. Un’onda anomala di cadaveri. Continua a leggere

L’incubo dei giorni che scompaiono

I giorni che scompaiono, Timothé Le Boucher
(Bao Publishing, 2019 – trad. Michele Foschini)

i-giorni-che-scompaiono-mockup-sito.jpgLubin è un giovane acrobata che lavora per una compagnia teatrale modesta. La sera di domenica 1 settembre, durante uno spettacolo, si rompe improvvisamente un sostegno di ferro e il ragazzo cade a terra battendo la testa. Niente di grave, dice lui, e a prima vista lo sembra davvero, se non fosse che al suo risveglio, Lubin si accorge che il calendario non segna lunedì 2 settembre, bensì martedì 3 settembre. In poche parole, è scomparso un giorno dalla sua vita.

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La labirintica natura della memoria umana

Labirinto, Burhan Sönmez
(nottetempo, 2019 – Trad. Nicola Verderame)

copertinaLabirinto è la storia di Boratin, un affascinante e talentuoso cantante blues che tenta il suicidio gettandosi dal Ponte sul Bosforo, sopravvive a questo gesto estremo e si risveglia in ospedale: se l’è cavata con qualche costola rotta, ma ha perso la memoria, e non riesce a ricordare non solo il motivo per cui aveva deciso di farla finita, ma tutto il suo passato e la sua identità. Dimesso dall’ospedale, Boratin è costretto a tornare alla vita di tutti i giorni, nonostante non sappia pià nulla della Istanbul in cui vive, dei suoi affetti e di se stesso. Continua a leggere

Eka Kurniawan e la quiete dopo la vendetta

Mia è la vendetta, Eka Kurniawan
(Marsilio, 2019 – trad. M. Rossari)

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Ad Ajo Kawir non diventa più duro. Non è che si sia stancato delle donne o che non gli piacciano più, semplicemente il pisello non gli tira. Tutto è iniziato anni fa. Da bravo adolescente voyeur, si appostava fuori dalle case per vedere la gente scopare; aveva individuato una donna che a una certa ora, puntuale, si spogliava: in giro si diceva che fosse pazza, non per questo era meno eccitante – almeno, Ajo la trovava decisamente eccitante, e allora si appostava ogni giorno vicino alla finestra per vederla nuda, si infilava una mano nei pantaloni, guardava, nient’altro. Una volta mentre spiava sono arrivati due poliziotti. Sono entrati in casa, hanno cominciato a violentare la donna. Ajo ha continuato a guardare, immobilizzato dal terrore, i due l’hanno beccato, l’hanno tirato dentro e l’hanno costretto a fare quello che facevano loro. Da quel momento, il pisello di Ajo Kawir non si è più svegliato.

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“L’ora del mondo”: un’ecologia nuova e antica

L’ora del mondo, Matteo Meschiari
(Hacca, 2019)

coverÈ difficile mettere per iscritto le impressioni suscitate da L’ora del mondo, ultimo romanzo del modenese Matteo Meschiari. Durante la lettura mi sono sentita lacerata da impulsi ed esigenze molto diverse tra loro: la prima e più semplice era quella di continuare a leggere. Dovevo sapere come sarebbe finita. A farle da contrappeso era la consapevolezza della brevità del libro (appena 174 pagine) e della velocità con cui l’avrei concluso. Mi sono quindi sforzata di centellinarlo, mi sono imposta di leggerne tuttalpiù due capitoli al giorno. Continua a leggere

Fantasia e tradizione in Il Levante di Cărtărescu

Il Levante, di Mircea Cărtărescu
(Voland, 2019 – a cura di Bruno Mazzoni)

il levante copertinaIn un mondo senza confini e in un XIX secolo che vive nell’atemporalità dei racconti epici, il giovane Manoil sogna la rivolta. Il popolo della Valacchia è, infatti, da troppo tempo piegato dai soprusi dei crudeli fanarioti: occorre un giovane coraggioso e dai forti ideali di libertà e giustizia che possa guidare la sua gente verso la riconquista contro i despoti. Manoil dovrà trovare aiutanti e compagni, viaggiando in lungo e in largo per tutto l’Oriente, unendo le sue forze al pirata greco Iogurta, alla sua ammaliante sorella Zendaia, a un furfante francese e a un erudito soprannominato “l’Antropofago”, in un’avventura ai limiti del realistico, nonché della fantasia. Continua a leggere

Biliardo sott’acqua: polifonia di anime in lutto

Biliardo sott’acqua, di Carol Bensimon
(Tunué, 2019 – trad. di D. Petruccioli)

biliardoAntônia non sarebbe dovuta morire. Era troppo giovane, troppo intelligente, troppo coscienziosa per finire fuoristrada in un modo così ridicolamente comune da rasentare l’ovvio. Una ragazza ubriaca, una strada pericolosa, una notte poco luminosa. I giovani d’oggi non sanno controllarsi. Eppure Antônia non era così.

Lo sanno bene Bernardo, Camilo, il Polacco e tutti gli altri personaggi che con la loro voce accompagnano il lettore tra le pagine di un potente romanzo corale. Continua a leggere

La costruzione di un’identità difficile: “Accerchiamento”

Accerchiamento, Carl Frode Tiller
(Stilo Editrice, 2018 – Trad. Margherita Podestà Heir)

 

tillerAccerchiamento è il primo romanzo edito in Italia del norvegese Carl Frode Tiller. Ha visto la luce nel 2007 e nello stesso anno si è aggiudicato il Norwegian Critics Prize for Literature e il Brage Prize, mentre due anni dopo ha vinto il Premio letterario dell’Unione Europea. Una scoperta tarda, dunque, quella di questo autore da parte dell’Italia; non c’è che da augurarsi che anche gli altri suoi scritti conoscano quanto prima una traduzione in lingua nostrana. Continua a leggere