La maternità spiegata ai qualunquisti: “Fino all’alba” di Carole Fives

Fino all’alba, Carole Fives
(Einaudi Editore, 2020 – trad. M. Botto)

finoallalbaMentre leggevo Fino all’alba, il romanzo che è valso all’autrice Carole Fives la finale al Prix Médicis e al Prix Wepler e che è ora disponibile in italiano per Einaudi Editore nella traduzione di Margherita Botto, non potevo evitare di pensare a un quadro che ho visto l’estate scorsa in vacanza a Vienna, Le cattive madri di Giovanni Segantini.

In un purgatorio ghiacciato, da alberi spogli spuntano teste di bambini che si avvinghiano ai seni delle loro madri e le intrappolano in un groviglio di rami. È l’inferno delle donne che hanno abortito, o che hanno rinunciato al loro ruolo di madri – che per Segantini, orfano della sua fin da bambino, era l’unica condizione possibile per una donna – in nome della libertà sessuale. Continua a leggere

Sulle fiabe postmoderne di Margaret Atwood

L’uovo di Barbablù, 2020
(Racconti Edizioni, Trad. Gaja Cenciarelli)

«Non è la prima volta che penso di non essere venuta al mondo come tutti gli esseri umani, bensì di essere uscita da un uovo schiuso». Questa frase di Margaret Atwood, fra le più autobiografiche e personali mai scritte dall’autrice canadese, racchiude in sé tutto il senso de L’uovo di Barbablù, raccolta di racconti incentrata sui temi legati al disadattamento, all’incomunicabilità e alla soggezione vissute dalle donne all’interno di quelle relazioni amorose e familiari che, in ultima istanza, sono sempre, come ben dimostrato dalla Atwood, relazioni di potere.

Continua a leggere

“Azzorre”: il pellegrinaggio laico di Cecilia M. Giampaoli

Azzorre, Cecilia M. Giampaoli
(Neo Edizioni, 2020) 

È l’8 febbraio del 1989 quando un aereo partito da Bergamo e diretto in Repubblica Dominicana si prepara a far scalo a Santa Maria, piccola isola dell’arcipelago delle Azzorre. E sono le 13:08 quando lo stesso aereo si schianta su un versante del Pico Alto, una collina che si alza per soli 590 metri sopra il livello del mare. Nessun sopravvissuto: muoiono equipaggio e passeggeri, in tutto 144 persone. Tra queste, il padre di Cecilia (lei in quegli istanti si trovava a scuola, faceva le elementari, aveva sei anni).

Nel giugno 2014, dopo venticinque anni di vita senza un padre, Cecilia Maria Giampaoli decide di tornare (chissà perché vien da scrivere “tornare”, Cecilia sull’isola non c’era mai stata prima, eppure il suo viaggio ha qualcosa a che fare col ritorno, con nostos e algos, insomma con la nostalgia) sull’isola di Santa Maria. Sei anni dopo, nel giugno del 2020, leggiamo il racconto di quel viaggio nel suo esordio, Azzorre, appunto, pubblicato dalla vulcanica (già che siamo in tema) Neo Edizioni. Continua a leggere

L’orrore generazionale nel romanzo di Matteo Grilli

Crocevia di punti morti, Matteo Grilli
(Effequ, 2020)

CroceviaDPM_copertinaLa parte che preferisco di It sono quei capitoli iniziali in cui i ragazzi, ormai diventati grandi, ricevono le chiamate del loro unico amico rimasto a Derry e scoprono che quella cosa con cui hanno combattuto da piccoli è tornata. Adoro quelle pagine perché sono l’inizio della storia, ovviamente, e quindi caricano una tensione che ci farà tirare dritto fino alla fine del romanzo; ma non solo: mi piacciono perché sono dei magnifici ritratti. Raffigurano con poche pennellate la vita di alcuni adulti, lasciando intendere con altrettanta efficacia, senza spiegare troppo, i bambini che sono stati. Continua a leggere

La politica degli scarafaggi, ovvero come McEwan vede la Brexit

Lo scarafaggio, Ian McEwan
(Einaudi, 2020 – trad. di S. Basso)

9788806245818_0_221_0_75Tutti conoscono, sia anche solo per fama, la storia di Gregor Samsa: Franz Kafka ha narrato la sua metamorfosi da commesso viaggiatore a scarafaggio in uno dei racconti più celebri della letteratura del Novecento. Oltre cent’anni dopo, Ian McEwan dà vita al suo fratello spirituale Jim Sams, nato scarafaggio ma misteriosamente tramutato in un essere umano. Jim però non è un lavoratore di media categoria, non ha una routine da pendolare né lo spirito stacanovista e devoto all’ordine sociale di Gregor Samsa. Jim è il primo ministro inglese: ammanicato con gli intrighi di governo, facile all’ubriacatezza, manipolatore e ipocrita per necessità. Continua a leggere

Gian Arturo Ferrari, un “ragazzo italiano” alla ricerca della propria identità

Ragazzo italiano, Gian Arturo Ferrari
(Feltrinelli Editore, 2020)

ragazzo italianoNon è mai troppo tardi per iniziare a scrivere romanzi, soprattutto per uno che ha alle spalle una vita intera nell’editoria come Gian Arturo Ferrari, ex direttore generale di Mondadori, che esordisce ultrasettantenne con Ragazzo italiano, edito da Feltrinelli e nella cinquina (pardon, sestina) del Premio Strega di quest’anno. Ferrari racconta tre lustri di storia italiana dal dopoguerra sino ai primi anni Sessanta attraverso tre fasi della vita di Ninni, che seguiamo nell’infanzia, nella pubertà e nell’adolescenza; co-protagonisti sono i luoghi della vita di Ninni, i quali rappresentano tre volti dell’Italia di quegli anni: l’Emilia rurale e contadina di Querciano, l’industria lombarda di Zanegrate e infine la Milano che si avvia verso il boom economico.

Continua a leggere

“Il sistema del tatto” è l’immigrazione di una tribù piemontese

Il sistema del tatto, Alejandra Costamagna
(Edicola Ediciones, 2020)

Costamagna.ok_.1Ania è una ragazza cilena di origini piemontesi, da parte di padre. Un giorno, si ritrova a dover partire per l’Argentina per essere presente agli ultimi momenti del vecchio Augustìn. I due si conoscono: Ania era la chilenita che da bambina passava le vacanze nella località argentina di Campana, e leggeva sempre i libri che Augustìn prendeva in prestito dal suo amico Gariglio. Per Ania, il funerale di Augustìn è anche il riaffacciarsi del suo passato, che inevitabilmente la porta a prendere atto di un presente molto diverso da come lo immaginava. Continua a leggere

La guerra degli sconfitti: I padri e i vinti di Giovanni Mastrangelo

I padri e i vinti, Giovanni Mastrangelo
(La nave di Teseo, 2020)

Screenshot (125)Dal secondo conflitto mondiale fino agli anni ottanta, passando per il dopoguerra e per il terrorismo rosso, nel suo ultimo romanzo Giovanni Mastrangelo segue lo scorrere del Novecento tracciando un ponte con il nostro presente: la lotta partigiana non meno sanguinolenta di quella fascista, le contraddizioni di un’Italia pronta a rinnegare gli ideali fino ad allora sbandierati con orgoglio, la nascita di una nuova borghesia del consumo, la caduta del pensiero di sinistra, soffocato dal dilagare dell’eroina – raccontando un’epoca nei suoi punti cardine, I padri e i vinti svela i prodromi del nostro presente. Continua a leggere

Munnu: un ragazzo, il Kashmir, l’oppressione

Munnu: un ragazzo del Kashmir, Malik Sajad
(Add editore, 2020 – trad. J. Scassa)

MUNNU_webMunnu (ritratto nella copertina del libro qui a fianco) ha sette anni e vive in Kashmir. Fin da subito, si nota che il bambino non è come tutti gli altri: il suo corpo è ricoperto da una corta peluria setolosa e sulla sua testa svettano piccole corna da cervo. E non solo lui, ma pure i membri della sua famiglia, i suoi vicini di casa, i suoi amici e tutti gli altri kashmiri mostrano fattezze di cervi. Anzi, per essere precisi, sono ritratti come gli hangul, wapiti endemici del Kashmir e della regione nord dell’India confinante. Attualmente, questi animali sono a rischio estinzione. Per mezzo di questo parallelismo – che tanto ricorda il Maus di Art Spiegelman – l’autore del fumetto Malik Sajad mette fin da subito in luce l’aspra realtà degli abitanti della regione: è una popolazione devastata dalle continue occupazioni che nei secoli hanno ridotto a brandelli il territorio, a partire dai tempi della dinastia Moghul fino ad arrivare alle recenti rivendicazioni da parte di India e Pakistan, il vero oggetto della narrazione del volume.

Continua a leggere

“Il mare è rotondo”: l’amore e le avventure di un ragazzo albanese

Il mare è rotondo, Elvis Malaj
(Rizzoli, 2020)

4677975-9788817146395-285x424

La prima volta che vediamo Ujkan è su un gommone, vicino alla costa italiana: tra poco scenderà e cominceranno duecento pagine di un romanzo sull’immigrazione, sulla difficoltà di integrarsi, sui prevedibili ostacoli che ognuno incontra quando è costretto ad andarsene di casa e a ricominciare da qualche altra parte. Ujkan è immobile, guarda il mare; tutti gli altri si sono già tuffati. Scendi, gli dice lo scafista, ma Ujkan non scende. Se ne sta immobile mentre la sua storia lo aspetta a pochi passi.

Continua a leggere