Il nuovo Otello e la magia dell’Oriente

Otello, il moro di Valona, Ben Blushi
(Mimesis Edizioni, 2018)

coverIl titolo non deve trarre in inganno. Non stiamo parlando di un semplice remake dell’opera di Shakespeare. Sono stati mantenuti alcuni elementi dell’Otello originale (il “moro”, i nomi dei personaggi), ma Otello, il moro di Valona è un lavoro originale, con una propria identità e una propria indipendenza. Continua a leggere

Il coraggio delle “Donne che parlano” raccontato da Miriam Toews

Donne che parlano, di Miriam Toews
(Marcos y Marcos, 2018 – trad. M. Balmelli)

Donne-che-parlano_webBolivia, 2011: diventa un caso nazionale la condanna di un gruppo di uomini della colonia mennonita di Manitoba, colpevoli di aver narcotizzato e stuprato sistematicamente per anni le donne della loro comunità. Donne che parlano, l’ultimo romanzo di Miriam Toews edito da Marcos y Marcos nella traduzione di Maurizia Balmelli, è – secondo le parole dell’autrice stessa – insieme una risposta narrativa a questi fatti di vita vissuta e un atto di immaginazione femminile. Continua a leggere

“The Children Act” e i suoi dilemmi morali

La ballata di Adam Henry, Ian McEwan
(Einaudi, 2016 – trad. di S. Basso)

la ballata di Adam Henry copertinaThe Children Act, titolo originale del romanzo di McEwan, torna a far parlare di sé quando Richard Eyre ne dirige l’attesa trasposizione cinematografica. Sul grande schermo, il volto di Emma Thompson esprime tutta la rigidezza morale, la fierezza e le ambiguità di Fiona Maye: un giudice rispettato, una moglie tradita, un piccolo gioiello di complessità psicologica attorno a cui prende forma, tassello dopo tassello, La ballata di Adam Henry. Continua a leggere

Il diritto alla “Disobbedienza” nell’esordio di Naomi Alderman

Disobbedienza, di Naomi Alderman
(nottetempo, 2018 – trad. M. Baiocchi)

disobbedienzaEra il 2006 quando Disobbedienza, il romanzo d’esordio di Naomi Alderman, veniva pubblicato per la prima volta: sarebbe valso all’autrice inglese il prestigioso Orange Award for New Writers e il premio del Sunday Times come giovane scrittrice dell’anno. Questo ottobre, l’opera è stata ripubblicata da nottetempo nella traduzione di Maria Baiocchi in contemporanea con l’uscita delle sale del film omonimo del Premio Oscar Sebastián Lelio.

Di Naomi Alderman avevo già letto e apprezzato Ragazze elettriche, l’atmosfera di Disobbedienza, sebbene guidata dalla stessa prosa impetuosa e avvolgente, è invece totalmente diversa. Le atmosfere distopiche di Ragazze elettriche lasciano qui spazio al mondo altrettanto esotico, ma ben più reale, della comunità ebraica ortodossa di Hendon, entro la quale l’autrice stessa è nata e cresciutaContinua a leggere

Per favore, risolvete il problema morte: “Essere una macchina” di Mark O’Connell

Essere una macchina, Mark O’Connell
(Adelphi, 2018 – trad. Gianni Pannofino)

oconnellSono passati solo pochi giorni da quando vi abbiamo parlato di The game di Alessandro Baricco. Il saggio dello scrittore torinese condivide più di un aspetto con Essere una macchina, opera prima del giornalista e scrittore irlandese Mark O’Connell. In particolare, ad accomunare i due libri è il macro-tema della riflessione sulla tecnologia e sui suoi rischi, nonché sulle motivazioni degli artefici (tutti ingegneri, maschi, bianchi e americani) della “rivoluzione digitale”. L’obiettivo su cui è puntata l’analisi di O’Connell, tuttavia, è meno generale e più inquietante.

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La strada della vita

La strada della vita, Marco Nizzoli e Giovanna Furio
(Oblomov Edizioni-La Nave di Teseo, 2018)

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Ventidue giugno millenovecentoquarantuno, si accende la miccia dell’operazione Barbarossa: il Terzo Reich dichiara guerra all’Unione Sovietica e le truppe del Führer si riversano sui territori russi, devastandoli. A fine agosto, le armate naziste arrivano sulle sponde della Neva; a settembre, queste sono bloccate alle porte di Leningrado, obiettivo cruciale dell’offensiva a nord. Ma la strategia viene modificata in corso d’opera, dato che il quartier generale della Wehrmacht decide di prendere la città d’assedio e, di conseguenza, i cittadini per fame. Il conflitto si arresta e implacabile arriva l’inverno russo, lo stesso Generale Inverno che centoventinove anni prima aveva dilaniato i ranghi francesi guidati da Napoleone e che ora mette a dura prova sia gli assedianti, che gli assediati. La rapidità del Blitzkrieg viene come congelata dal freddo blizzard, e seguono mesi interminabili di bombardamenti e gelo, che riducono i cittadini allo stremo, perché l’accerchiamento della città ha bloccato ogni via di approvvigionamento: viene così costruita la Strada della Vita, una via ghiacciata di collegamento tra Leningrado e il lago Ladoga e che permette l’arrivo dei rifornimenti e l’evacuazione dei civili.

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“Quando verrai sarò quasi felice”, ovvero la corrispondenza Moravia-Morante

Quando verrai sarò quasi felice, Alessandra Grandelis (a cura di)
(Bompiani, 2016)

Un volume unico che racchiuda, nel periodo compreso fra il 1947 e il 1983, una storia d’amore e due intere esistenze: ecco l’intenzione sottesa a Quando verrai sarò quasi felice, volume edito da Bompiani nel 2016 e curato da Alessandra Grandelis, che da anni si occupa di ricostruire l’epistolario di Alberto Moravia in collaborazione con le eredi dello scrittore e con l’Associazione Fondo Alberto Moravia di Roma. Al suo interno, le lettere inviate dallo scrittore a Elsa Morante.

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“La custodia dei cieli profondi” e il Matto che se ne assume l’onere

La custodia dei cieli profondi, Raffaele Riba
(66thand2nd, 2018)

 

La custodia dei cieli profondiGabriele nella sua vita è stato un figlio, un fratello, un custode, forse persino un padre. Ora è il Matto, e da matto ci racconta la storia sua, della sua famiglia e di quel “pianeta periferico” chiamato Cascina Odessa, che in realtà non è altro che una casa costruita dal nonno, lontano dalle grandi metropoli e dalla vita cittadina. Qui si consumano le tre fasi dell’esistenza di un uomo che nella sua intelligenza e sensibilità non riesce comunque ad abbandonare le radici su cui è cresciuto, nonostante il resto del mondo muti e si evolva in qualcosa di nuovo e distante. Continua a leggere

“Come belve feroci”, il titolo perfetto per il romanzo di Alemanno

Come belve feroci, Giuseppe Alemanno
(Las Vegas Edizioni, 2018)

 

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La famiglia Sarmenta viene colpita da una violenta tragedia: Paolo e Enza Sarmenta vengono brutalmente squartati da Costantino Ròchira. Della famiglia Sarmenta si salvano il figlio Massimo, gli zii e il cugino Salvo.
Comincia così, senza giri di parole né fronzoli, il romanzo della fuga e della vendetta dei superstiti Sarmenta contro Ròchira. Un romanzo ambientato nella Puglia più profonda, ma che potrebbe tranquillamente essere l’America spietata dei romanzi di McCarthy, considerando le tinte pulp e noir che prende questa storia così spietata e grottesca, che ricorda per certi versi il film “Non è un Paese per vecchi”.  Continua a leggere

“Magellano”: il romanzo della prima circumnavigazione del globo

Magellano, Gianluca Barbera
(Castelvecchi, 2018)

 

9788832823462_0_0_0_75Sono sempre stato affascinato dalle storie di mare, che fossero i viaggi di Ulisse o degli argonauti, oppure quelli raccontati da Stevenson e Conrad; da quei romanzi epici e avventurosi, che ti facciano sentire il vento salso dell’oceano sul viso, che ti proiettino nella lotta atavica tra l’uomo e la natura. Per queste ragioni sono stato attirato dall’ultimo romanzo di Gianluca Barbera, pubblicato da Castelvecchi poco prima dell’estate. La storia di un viaggio per mare si fonde qui con la grande Storia e con la vita di un esploratore quale Magellano. Continua a leggere