Se anche il pendolarismo è poesia: “Le cose imperfette”

Le cose imperfette, Gianni Montieri
(LiberAria, 2019)

le cose imp.fLe cose imperfette è un libricino snello, agile, veloce. Un libretto leggero che si scandisce in tre capitoli: Lettere aperte al fronte sudamericano, Le persone rimaste, Previsioni di marea. Una raccolta di poesia, ma non propriamente poesia. Prosa poetica è una definizione più accurata, e tuttavia anch’essa in alcuni passaggi stona, sembra fuori posto. Le cose imperfette è una raccolta di momenti strappati alla banalità del quotidiano. Momenti tristi, felici, malinconici, momenti di preoccupazione, di mancanza, di curiosità, di quesiti esistenziali. Continua a leggere

Romanzando un indovinello di logica: “Il detenuto zero”

Il detenuto zero, Yiannis Karvelis
(Voland, 2019 – trad. G. Dilillo)

 

91286f88b99a5c4fcc83a2342da661a2_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyEsiste un carcere di massima sicurezza, ufficialmente chiamato “Isolamento”, frutto dell’ingegno di un gruppo di matematici dalle spiccate capacità intellettive. Evadere è pressoché impossibile. Il carcere è costituito da un numero N di celle poste in ordine progressivo ed ermeticamente isolate, dove è resa impossibile qualsiasi tipologia di comunicazione, sia tra detenuti sia con l’esterno.

Ora presta attenzione, che l’indovinello si complica: mettiamo che tre individui, consapevoli del funzionamento del sistema di Isolamento e menti brillanti, vengano rinchiusi in questo carcere per la prima volta dalla sua inaugurazione. Ciascuno di loro è destinato a una cella, il cui numero però non gli viene rivelato. L’unico modo per aprire la porta di ciascuna cella è quella di digitare sul tastierino il suo numero corrispondente. Un tastierino è posto fuori dalla porta, mentre l’altro, per motivi legati a fattori di sicurezza, è inserito all’interno. L’unico modo in cui un detenuto può uscire è che scatti il sistema di allarme: in tal caso viene rivelato a tutti i prigionieri il numero della propria cella, così che possano inserire il dato e aprire le porte. Attenzione: il sistema funziona solo se tutti i detenuti digitano il numero corretto nello stesso momento. È chiaro fin qui? Bene. Continua a leggere

“Il pozzo”: nelle profondità della vita interiore

Il pozzo, Regīna Ezera
(Iperborea, 2019 – trad. M. Carbonaro)

regina ezeraDue anni fa abbiamo iniziato a esplorare il territorio della letteratura lettone con Il latte della madre di Nora Ikstena (Voland) e abbiamo chiacchierato con la traduttrice Margherita Carbonaro dei suoi progetti futuri per diffondere le opere letterarie di questo Paese in Italia: è in questa occasione che abbiamo sentito parlare per la prima volta di Regīna Ezera, voce autorevole della letteratura baltica, e de Il pozzo, il suo capolavoro, ora nelle librerie italiane per Iperborea. Continua a leggere

Il rivale necessario: Scavare di Giovanni Bitetto

Scavare, Giovanni Bitetto
(Graffi-Italosvevo Editore, 2019)

scavare copertinaIl romanzo d’esordio di Giovanni Bitetto ha l’aria di essere il frutto di un lungo lavoro. Scavare è il soliloquio di un maturo scrittore nichilista. Il suo rivale, un filosofo marxista di fama mondiale, è morto, e lo scrittore vuole porgergli l’ultimo, definitivo saluto rievocando la storia del loro rapporto, storia di una vita intera. Un racconto fatto di frammenti di memoria, riflessioni e discorsi, che si dipana nel tempo di tutta una notte, quella del funerale. Continua a leggere

Dogmadrome: far finta di esser reali

Dogmadrome, Lorenzo Mò
(Eris Edizioni, 2019)

Copertina-Dogmadrome_webDogmadrome: il titolo del fumetto è senza dubbio accattivante, con la sua grafica metal imperiosa. Incuriositi, decidiamo di aprire il volume; così, senza troppi convenevoli, ci ritroviamo immersi in un combattimento a cui prendono parte un guerriero con le fattezze di un mastino antropomorfo, uno stregone dalla pelle verdastra e un piccolo folletto. Loro tre sono i protagonisti della storia, ben riconoscibili fin dalla copertina. Al di là della stravaganza del loro aspetto – comunque “normale” in un universo fantasy in cui tutto è possibile – ciò che è davvero strano e salta all’occhio sono i nomi dei tre personaggi, insoliti per degli eroi dell’epica: Fede, Gianni e Edo. Fin da subito ci accorgiamo che c’è qualcosa che non quadra: infatti, il trio viene costantemente sottoposto a sfide stupide e prive di qualunque fondamento logico, come se in quel momento la ragione stessa dell’Universo avesse deciso di prendersi una pausa. Ogni dubbio viene finalmente dissipato quando i tre protagonisti, stanchi di tutte quelle assurdità, si arrabbiano e cominciano a urlare verso il cielo insultando un certo Paro.

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Appunti di un millennial alla corte di Veronesi

Il colibrì, Sandro Veronesi
(La Nave di Teseo, 2019)

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Premessa. In questo articolo non troverete la dicitura romanzo borghese. Non si parlerà del posto che Sandro Veronesi occupa nella cosmologia della letteratura italiana, né di quello del suo nuovo libro Il colibrì. Non si parlerà di quanto il romanzo sia formidabile (lo è), non si parlerà di quanto l’autore sia formidabile (lo è). L’idea è che potete trovare in giro gente più qualificata per farlo (e infatti molti l’hanno già fatto). Ciò che posso fare io, da millennial aspirante scrittore, è stilare una lista delle cose che ho deciso di rubare. Il furto in letteratura è infatti un gesto nobile; quando ci si confronta con i padri diventa anche doveroso. E Veronesi lo si può considerare un padre letterario della mia generazione – anche in senso anagrafico: lui ha sessant’anni, io ne ho ventiquattro. Potrei essere suo figlio.

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La leggenda del mercante di fucili

L’isola dei fucili, Amitav Ghosh
(Neri Pozza, 2019 – trad. A. Nadotti e N. Gobetti)

 

isola dei fucili 01In un’antica India leggendaria, Bonduki Sadagar, il mercante di fucili, s’inimica la dea Manasa Devi rifiutando di diventare suo devoto. Furibonda, la dea non gli concede un solo attimo di pace: signora e padrona dei serpenti, tramite le sue creature inizia a perseguitare il ricco mercante, costringendolo alla fuga. L’uomo crede di riuscire a trovare pace sull’Isola dei fucili, dove si dice non esistano serpenti, ma Manasa Devi riesce a raggiungerlo comunque. La sua fuga disperata lo spinge tra le grinfie dei pirati, che lo conducono sull’Isola delle catene per venderlo come schiavo. Pur di essere liberato, il ricco mercante promette alla dea di diventare suo devoto e di costruire per lei un tempio in Bengala. Continua a leggere

Heimat: novecento radici di un albero genealogico

Heimat, Nora Krug
(Einaudi, 2019 – trad. Giovanna Granato)

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Nora Krug è un’autrice e illustratrice nata in Germania nel 1977, più di tre decenni dopo la fine della seconda guerra mondiale e la caduta del regime nazista. Fin da piccola si rende conto di quanto la Storia recente graviti attorno alla sua famiglia e alla sua vita. Lo spettro della Guerra è una presenza fissa, enorme, silenziosa, inquietante, che, agli occhi della bambina, si manifesta proprio attraverso ciò che gli adulti non vogliono dire, o ciò che si vergognano ad ammettere, in un certo senso. Era chiaro, poco tempo prima doveva essere successo qualcosa di atroce. Continua a leggere

Pino Pinelli: una storia prima della Storia

Pinelli, una storia, Paolo Pasi
(Elèuthera, 2019)

Dare un senso alla vita può condurre a follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquietudine e del vano desiderio –
è una barca che anela il mare eppure lo teme.
(Antologia di Spoon River, epitaffio di George Gray)

La storia dell’anarchico Giuseppe Pinelli, accidentalmente morto precipitando da una finestra della Questura di Milano la notte tra il 15 e il 16 dicembre del 1969, è stata spesso raccontata non a partire dal suo inizio, ma dalla sua tragica fine. Profluvi d’inchiostro si son versati negli anni per cercare di chiarire le circostanze della sua morte, ma in pochi si sono spesi nel tentativo di ridare dignità alla persona prima che questa diventasse, suo malgrado, personaggio e simbolo di uno dei periodi più oscuri della nostra Storia recente. Riesce nell’impresa, tutt’altro che semplice in verità, il giornalista e scrittore Paolo Pasi, autore di Pinelli, una storia (Elèuthera, 2019).

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