Eredità scomode di famiglie disfunzionali

Eredità, di Vigdis Hjorth
(Fazi Editore, 2020 – trad. M. Podestà Heir)

ereditaPossiamo davvero esistere al di là della nostra famiglia o siamo l’inevitabile conseguenza di ciò che ci viene fatto durante l’infanzia?
Questa e altre domande vengono sollevate dalle pagine di Eredità, il romanzo con cui la scrittrice norvegese Vigdis Hjorth ha raggiunto la fama mondiale, ora nelle librerie italiane per Fazi Editore nella traduzione di Margherita Podestà Heir. Continua a leggere

Il mondo solo come un sogno: sulla poesia di Gisella Genna

Quarta Stella, Gisella Genna
(Interno Poesia, 2020)

gggggDire del dolore del mondo con grazia è la spontanea ambizione di Gisella Genna nel suo libro d’esordio Quarta stella, pubblicato da Interno Poesia: una raccolta poetica di assoluto valore che permette all’autrice milanese di collocarsi di diritto fra i poeti e le poetesse più interessanti fra quelli nati e nate negli anni ‘70, una generazione segnata dall’ardua ricerca di un equilibrio fra qualità delle cose (Pasolini) e qualità delle parole (Sanguineti), e dalla divisione fra poesia lirica e sperimentale, categorie d’analisi ancora tutt’oggi in voga nonostante la dispersione testuale e autoriale caratterizzante l’universo della poesia contemporanea italiana. Come le migliori autrici di poesia, Genna si colloca nel mezzo, senza aderire totalmente a nessuno dei due schemi, e rifuggendo al contempo agli Scilla e Cariddi della retorica e del poetese.

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“Il nome della madre”, ovvero come raccontare un’assenza

Il nome della madre, Roberto Camurri
(NNE, 2020)

1790687330Chi ha letto l’opera prima di Camurri, A misura d’uomo, potrebbe divertirsi a cercare somiglianze e differenze con Il nome della madre. Di simile c’è l’ambientazione, Fabbrico, città natale dell’autore, che non sembra mai né bella né brutta, né felice né triste, e i suoi abitanti sono gli abitanti di qualsiasi piccola cittadina italiana, eppure pare quasi che entrambe le storie potrebbero essere raccontate solo tra le sue strade, nei suoi bar, nelle sue case. È simile lo stile, fortemente ancorato a quello che i personaggi vedono, sentono, fanno e pensano. Ma il vero filo rosso tra le due opere è la loro forte aderenza al reale, all’umanità assoluta dei personaggi, al loro essere quasi concreti. Continua a leggere

L’avventura burocratica del tesoro del Cigno Nero

Il tesoro del Cigno Nero, Guillermo Corral & Paco Roca
(Tunué, 2020 – trad. D. Fiocco)

cigno_cover_HR_rgb-600x846 Nel maggio del 2007, da qualche parte nei pressi dello stretto di Gibilterra, la nave Explorer della più importante società mondiale di recupero tesori, Ithaca Deep Sea, rinviene un relitto maestoso e riporta in superficie 17 tonnellate di monete d’oro e d’argento. Frank Stern, a capo di Ithaca, non ha voluto rivelare alla stampa nessun dettaglio sulla localizzazione o sull’identificazione del relitto, che viene attribuito a un misterioso vascello leggendario chiamato “Cigno Nero”. I sospetti sul ritrovamento iniziano a serpeggiare in giro per il globo, e si insinuano persino negli uffici ricolmi di scartoffie del Ministerio de Cultura di Spagna. Secondo alcuni, infatti, il Cigno Nero potrebbe essere in realtà una fregata spagnola, e il ministro non vuole certo lasciarsi scappare questo immenso cimelio della storia della nazione.

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Ogni biblioteca è un paesaggio mentale

Come ordinare una biblioteca, Roberto Calasso
(Adelphi, 2020)

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Pagherei un biglietto per visitare la biblioteca di Calasso – anche solo un tour virtuale. Calasso che in queste pagine, pur di consueta cultura e spessore intellettuale, ci appare non tanto come colonna della storia dell’editoria italiana o come il saggista che conosciamo, bensì nelle vesti di bibliofilo. Certo un bibliofilo abbiente e di raffinata estrosità – che si aggiudica preziosi libri all’asta, che conserva cimeli da museo come la Lettera 22 di Brodskij –, ma al nocciolo un bibliofilo come tutti, come noi. Con aneddoti da raccontare, con una personale, rigorosa liturgia di usanze e protocolli da seguire nel proprio rapporto con i libri. Continua a leggere

Le isole di Norman e dintorni

Le isole di Norman, Veronica Galletta
(Italo Svevo – Gaffi, 2020)

isoleQuando la giuria del Campiello ha dichiarato Le isole di Norman vincitore del premio Opera Prima, la mia sorpresa è stata tanta. Proprio in quel momento, stavo tenendo quel libro dalle mani, lo stavo leggendo per farne oggetto della mia prossima recensione. È stata una vittoria inattesa, e un attimo straniante. Continua a leggere

La storia di un mondo e della sua fine: “L’erede di Montezuma” di Carlo Coccioli

L’erede di Montezuma, Carlo Coccioli
(Lindau, 2020)

Prima dell’opera, l’autore. Carlo Coccioli è nato a Livorno il 15 maggio del 1920 e, dopo una lunga e densa vita, è morto a Città del Messico il 3 agosto del 2003. Se questo nome vi dice poco o niente, non c’è da preoccuparsi: non è necessario flagellarsi per la propria mancanza, né annuire in silenzio, fingendo di conoscerlo. Per tutta una serie di motivi (in brevissimo, trattasi di intellettuale politicamente e sessualmente eretico, irrequieto, quasi nomade sul piano letterario, religioso, geografico e allergico, infine, al corporativismo), e nonostante l’apprezzamento di numerosi e più fortunati colleghi (Malaparte, Tondelli, Siti, ma l’elenco potrebbe allungarsi), Coccioli è stato riposto per anni in un angolo del canone italiano. Continua a leggere

“Pignolerie”, le poesie come non ve le hanno mai raccontate

Pignolerie, Alberto Piancastelli
(Quodlibet Compagnia Extra, 2020)

pignolerieProbabilmente ognuno di noi ha avuto un compagno di classe che metteva in discussione gli insegnamenti impartiti dalle nostre care maestre, facendo domande che noi stessi ci ponevamo, ma che non osavamo esternare. Ebbene, Pignolerie di Alberto Piancastelli (Quodlibet Edizioni, Compagnia Extra) dà voce proprio a questo compagno di classe irriverente. Ogni capitolo del libro analizza in modo certosino le classiche poesie della letteratura italiana che abbiamo imparato a memoria a scuola (Foscolo, Carducci, Leopardi e compagnia bella), scoprendovi una marea di incongruenze e assurdità. Esperto di fisica, diritto, zoologia e molto altro, il critico Piancastelli è ossessionato dalla misurazione di ogni dato (non a caso è architetto di professione). Egli tralascia del tutto l’apparato retorico e simbolico del testo poetico, che analizza alla lettera attingendo scrupolosamente da codici giuridici, carte geografiche e leggi fisiche. Procede passo per passo, elabora calcoli e ipotesi come uno scienziato che cerca di indagare un fenomeno naturale. Continua a leggere

Baldwin Unchained: su Dio, sull’amore e sulla libertà universale

La prossima volta il fuoco, James Baldwin
(Fandango Libri, 2020) – Trad. Attilio Beraldi

La prossima volta il fuoco è la quarta pubblicazione di un libro di James Baldwin (1924-1987), in edizione italiana, da parte di Fandango Libri, dopo La stanza di Giovanni nel 2017, Se la strada potesse parlare nel 2018, e Un altro mondo nel 2019. La scelta di Fandango di pubblicare in lingua italiana l’intera opera di Baldwin si inserisce all’interno di un’atmosfera di rinnovato interesse internazionale nei confronti dello scrittore originario di Harlem: in particolare, grazie al successo di critica e di pubblico del film I Am Not Your Negro (2016) di Raoul Peck, candidato al premio Oscar come miglior documentario e incentrato sulla figura e sull’opera di Baldwin, il mondo accademico e i lettori di tutto il mondo stanno riscoprendo l’autore harlemita non più solo in quanto fenomeno letterario ma sotto una nuova luce legata al suo essere uno scrittore politico essenziale per poter rileggere e comprendere la modernità in chiave postcoloniale, ossia analizzando il razzismo imperante come fenomeno strutturale alle relazioni sociali capitalistiche e in quanto dispositivo di sfruttamento delle masse subalterne attraverso cui il sistema neoliberista riesce a riprodurre sé stesso.

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“Jón”, la natura e il futuro dell’Islanda

“Jón & le missive che scrisse alla moglie incinta mentre svernava in una grotta & preparava il di lei avvento & dei nuovi tempi”, Ófeigur Sigurðsson
(Safarà Editore, 2020 – trad. S. Cosimini)

jonÈ possibile che non abbiate mai sentito nominare Jón Steingrímsson prima d’ora, ma in Islanda questo pastore vissuto nel Settecento è una vera e propria celebrità. Nato in una famiglia povera nel nord del Paese nel 1728, Jón completò gli studi grazie a un benefattore colpito dalla sua viva intelligenza e divenne diacono in un monasterio. La sua vicenda si fa poi avventurosa: l’amministratore del monastero, violento e alcolizzato, muore misteriosamente e pochi mesi dopo Jón ne sposa la ricca vedova, Þórunn.

La coincidenza tra gli eventi, unita al fatto che Þórunn partorisce una figlia evidentemente concepita prima del matrimonio, favorisce le accuse che incolpano il diacono dell’omicidio dell’amministratore. Jón, pur assolto da tutte le accuse, decide di lasciare la sua terra e di trasferirsi a sud del Paese. Qui la sua figura entra nell’epica popolare quando, il 20 luglio 1783, la colata lavica del vulcano Laki si ferma appena prima di distruggere la chiesa in cui Jón stava tenendo un appassionato sermone: da allora sarà noto come pastore del fuoco. Continua a leggere