Storia putativa del più inconsueto romanziere americano vivente

Topeka School, Ben Lerner
(Sellerio, 2020 – trad. di M. Testa)

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Alcuni anni fa mi sono imbattuto in un libro che in quel momento era al centro di una tempesta di commenti, e mentre leggevo, steso sul letto di camera mia, attento a maneggiare il volume con cura per non rovinare la carta vergata degli spigoli, non lo sapevo. Mi approcciavo alla narrativa, e cerco di farlo ancora, con la maggiore purezza possibile: solo nella mia bolla, leggevo e basta, estraneo a quello che si diceva. Il libro si chiamava Nel mondo a venire, l’aveva scritto Ben Lerner, un americano; pochi mesi dopo l’avevo già dimenticato.

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Il senso profondo delle cose nascoste

Calce o delle cose nascoste, Raffaele Mozzillo
(effequ, 2019)

CalceCOVER02Svizzera, anni Sessanta del Novecento: con la stretta sulle norme migratorie che si fa sempre più serrata, imprenditori e lavoratori del Paese, terrorizzati di perdere il lavoro a causa degli stranieri italiani, continuano a gridare «prima gli svizzeri!», leitmotiv di quegli anni e slogan infelice di tanta politica nostrana fino a poco tempo fa. L’apice della xenofobia elvetica fu raggiunto con un referendum del 1970 che, se fosse passato, avrebbe costretto numerosi emigrati italiani a fare le valigie e tornare a casa. Il referendum non passò, ma ciò non mutò il clima d’odio che contraddistinse quel triste periodo da cui prende piede il nuovo romanzo di Raffaele Mozzillo, Calce o delle cose nascoste (effequ), che, a partire da questo particolare contesto politico-sociale, ci ricorda di un momento storico in cui ad essere visti come «sporchi brutti e cattivi» eravamo proprio noi italiani.

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Il “Taccuino” di Graziani – Il mondo di Girolamo (e un po’ anche il nostro)

Taccuino delle piccole occupazioni, Graziano Graziani
(Tunué, 2020)

copertina tunuéDurante questi giorni di clausura forzata mi è stata di conforto la lettura di Taccuino delle piccole occupazioni, romanzo di Graziano Graziani pubblicato da Tunué il 12 marzo, l’ultimo prima che tutto si fermasse per via della pandemia. Il libro parla proprio di una piccola reclusione dal mondo, quella di Girolamo Girolamoni, curioso personaggio del quale si delinea la visione della vita attraverso cinquantacinque brevi capitoli posti in ordine rigorosamente non cronologico. Si tratta di frammenti temporali della vita del protagonista che il lettore ricompone per ricostruirne la personalità. Continua a leggere

Tra storia e memoria: Marta Barone e la ricostruzione di un padre

Città sommersa, Marta Barone
(Bompiani, 2020)

«La leggenda tenta di spiegare l’inspiegabile», scrive Kafka in Prometeo, «e dal momento che proviene da un fondo di verità, deve finire nuovamente nell’inspiegabile».

Pare avere simile origine la fiamma che illumina la Città sommersa (Bompiani, 2020) di Marta Barone, scrittrice torinese già autrice di libri per ragazzi, che al suo esordio nella narrativa “adulta” si assesta tra i dodici semifinalisti del Premio Strega. Spiegare l’inspiegabile è, del resto, l’intenzione arcaica di ogni storia, come ben sanno i due protagonisti di questo romanzo, ovvero Marta, figlia, trentenne e voce narrante, e Leonardo Barone, padre, defunto, e oggetto dell’indagine. Perché se è vero che tutti i romanzi sono, in qualche modo, dei romanzi gialli, ne la Città sommersa quello dell’investigazione si impone come corso d’acqua principale da cui si dipanano i diversi effluenti dell’indeterminatezza del ricordo, dell’inattendibilità della parola, dell’ineffabilità dell’essere umano.

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“Mamma è matta, papà è ubriaco” e anche gli altri non sono proprio normali

Mamma è matta, papà è ubriaco, Fredrik Sjöberg
(Iperborea, 2020 – trad. di A. Berardini)

 

9788870916188_0_221_0_75Oltre alla scrittura, gli interessi e le passioni di Fredrik Sjöberg sono pressoché infiniti. Nella sua vita si è dedicato, a falsi alterne o in contemporanea, alla filatelia, al birdwatching, alla botanica, alla storia dell’arte, all’entomologia e a chissà quali altre branche del sapere umano che suscitano costantemente la sua irrequieta curiosità. Nonostante lui stesso cerchi spesso di sminuire la portata della sua conoscenza, è evidente che la testardaggine e la passione che mette in ciascuno di questi hobby lo portano a collezionare un repertorio di saperi ampio e incredibilmente approfondito. Ciascuno dei quali viene poi riversato nei suoi romanzi, che sono sempre una via di mezzo tra narrazioni fascinose e racconti concreti di fatti storici, traendo spunto dalla realtà che lo circonda e dalle sue svariate conoscenze. Continua a leggere

“Configurazione Tundra”, dove devi diventare come l’acqua

Configurazione Tundra, Elena Giorgiana Mirabelli
(Tunuè, 2020)

71Ht2IyZFeLUna città-mondo che è strutturata lungo un’unica, incessante linea; le cui case sono più scatole, e gli abitanti vi abitano come insetti: meramente per la propria sopravvivenza, senza senso di identità o appartenenza. Un sistema di ottimizzazione urbana e individuale nato e progettato a un certo punto della storia del progresso umano, teorizzato dalla brillante e asettica mente di Marta Fiani, madre e ingegnere del pensiero. Lo scopo di Tundra è uno e inderogabile: sistematizzare ogni aspetto della vita umana, renderlo calcolo, schema, in modo da prevenirne anomalie, errori, sprechi. Perché solo così la felicità può essere raggiunta. Continua a leggere

“Kintu”, la saga di una nazione

Kintu, Jennifer Nansubuga Makumbi
(66thand2nd, 2019 – trad. E. Benghi)

kintuEra da tempo che un libro non mi immergeva in un mondo e in una storia come è riuscito a fare Kintu, il romanzo d’esordio dell’ugandese Jennifer Nansubuga Makumbi. L’autrice ha conseguito un dottorato in scrittura creativa alla Lancaster University nel Regno Unito, questo romanzo è la sua tesi ed è stato pubblicato per la prima volta nel 2014. Dal 2019 Kintu è disponibile anche nelle librerie italiane, nelle traduzione di Emilia Benghi, per 66thand2nd. Continua a leggere

“Cadere”: storia di una famiglia cubana

Cadere, Carlos Manuel Álvarez
(SUR, 2020 – trad. di V. Colonnelli)

SURns37_Alvarez_Cadere_cover-409x617“Tutti abbiamo una casa. È lì che va sempre tutto storto.” È una citazione di Philip Roth, apre Cadere, il romanzo d’esordio del cubano Carlos Manuel Álvarez ed è una frase perfetta, che sarebbe in effetti sufficiente a contenere tutto il libro: la casa, la famiglia, sono ovunque, da noi come in America Latina, luoghi vacillanti, geografie di crepe, impalcature sul punto di crollare. La letteratura tuttavia non vive di aforismi e di assertività, ma di complesse costellazioni vitali, di dettagli: e tutto il romanzo di Álvarez si occupa infatti di mettere addosso a quella frase la carne, i muscoli, i nervi, il sangue. Continua a leggere

Significare l’ineffabile: “L’imitazione di una foglia che cade” di Luca Doninelli

L’imitazione di una foglia che cade, Luca Doninelli
(Aboca Edizioni, 2020)

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In semiotica, qualsiasi evento, anche il più ordinario, può comunicare, ovvero veicolare informazioni. Quando però queste informazioni non sono inerenti all’oggettività dell’evento, bensì alla sfera soggettiva di chi nell’evento riconosce una parte del proprio passato, allora il suddetto evento può mettere in comunicazione quel “qualcuno” di oggi con il suo “se stesso” di ieri. Ne consegue, quindi, tutta la trafila effetti che derivano dall’incontro. Ed è proprio un evento normale a fungere, ne L’imitazione di una foglia che cade, da causa scatenante della narrazione. Del libro non trovo molto da dire, in parte per le misure stringatissime entro le quali Doninelli ha inserito il romanzo, in parte perché leggendolo ho avuto la sensazione di incontrare spesso cose note, fin troppo familiari – nel bene e nel meno bene, se mi si accorda l’espressione. Continua a leggere

“Viale dei silenzi”: la ricerca di un padre nell’Europa contemporanea

Viale dei silenzi, Giovanni Agnoloni
(Arkadia, 2019)

9788868512262_0_0_626_75Roberto è un romanziere che intraprende un viaggio sulle tracce di suo padre, Alfredo, scomparso all’improvviso quattro anni prima. Non sa se è ancora vivo, se è svanito per volontà sua o altrui; sa soltanto che le ultime notizie sul suo conto provengono da Varsavia, dove l’uomo s’era recato per lavoro. Dunque le sue ricerche partono dalla Polonia, un paese che Agnoloni conosce molto bene, e pertanto descrive con cura di particolari. Eppure, quella che sembra destinata a restare una ricerca in solitaria, un errare solingo, si trasforma in qualcos’altro, allorché Roberto fa l’incontro di Erin, una giovane irlandese. Continua a leggere