Appunti sulla precarietà

Confidenza, Domenico Starnone
(Einaudi, 2019)

978880624356HIGHo aperto Confidenza con un po’ di timore; avevo in mente di farci un articolo a forma di elenco, in cui isolare un paio di consigli di scrittura possibilmente utili. L’autore è uno dei più importanti che abbiamo in Italia, da qualche anno ha conosciuto un notevole rilancio anche a livello internazionale: mi sentivo come nell’atto di entrare in un luogo sacro. Poi ho letto il romanzo. Non mi sono ricreduto, sia chiaro. Ma sono rimasto stupito da quanto poco si prestasse al lavoro di estrazione che avevo messo in programma. Spiegherò perché. L’elenco poi l’ho fatto, comunque, e comincia da qui. Continua a leggere

Romanzando un indovinello di logica: “Il detenuto zero”

Il detenuto zero, Yiannis Karvelis
(Voland, 2019 – trad. G. Dilillo)

 

91286f88b99a5c4fcc83a2342da661a2_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyEsiste un carcere di massima sicurezza, ufficialmente chiamato “Isolamento”, frutto dell’ingegno di un gruppo di matematici dalle spiccate capacità intellettive. Evadere è pressoché impossibile. Il carcere è costituito da un numero N di celle poste in ordine progressivo ed ermeticamente isolate, dove è resa impossibile qualsiasi tipologia di comunicazione, sia tra detenuti sia con l’esterno.

Ora presta attenzione, che l’indovinello si complica: mettiamo che tre individui, consapevoli del funzionamento del sistema di Isolamento e menti brillanti, vengano rinchiusi in questo carcere per la prima volta dalla sua inaugurazione. Ciascuno di loro è destinato a una cella, il cui numero però non gli viene rivelato. L’unico modo per aprire la porta di ciascuna cella è quella di digitare sul tastierino il suo numero corrispondente. Un tastierino è posto fuori dalla porta, mentre l’altro, per motivi legati a fattori di sicurezza, è inserito all’interno. L’unico modo in cui un detenuto può uscire è che scatti il sistema di allarme: in tal caso viene rivelato a tutti i prigionieri il numero della propria cella, così che possano inserire il dato e aprire le porte. Attenzione: il sistema funziona solo se tutti i detenuti digitano il numero corretto nello stesso momento. È chiaro fin qui? Bene. Continua a leggere

“Il pozzo”: nelle profondità della vita interiore

Il pozzo, Regīna Ezera
(Iperborea, 2019 – trad. M. Carbonaro)

regina ezeraDue anni fa abbiamo iniziato a esplorare il territorio della letteratura lettone con Il latte della madre di Nora Ikstena (Voland) e abbiamo chiacchierato con la traduttrice Margherita Carbonaro dei suoi progetti futuri per diffondere le opere letterarie di questo Paese in Italia: è in questa occasione che abbiamo sentito parlare per la prima volta di Regīna Ezera, voce autorevole della letteratura baltica, e de Il pozzo, il suo capolavoro, ora nelle librerie italiane per Iperborea. Continua a leggere

Il rivale necessario: Scavare di Giovanni Bitetto

Scavare, Giovanni Bitetto
(Graffi-Italosvevo Editore, 2019)

scavare copertinaIl romanzo d’esordio di Giovanni Bitetto ha l’aria di essere il frutto di un lungo lavoro. Scavare è il soliloquio di un maturo scrittore nichilista. Il suo rivale, un filosofo marxista di fama mondiale, è morto, e lo scrittore vuole porgergli l’ultimo, definitivo saluto rievocando la storia del loro rapporto, storia di una vita intera. Un racconto fatto di frammenti di memoria, riflessioni e discorsi, che si dipana nel tempo di tutta una notte, quella del funerale. Continua a leggere

Appunti di un millennial alla corte di Veronesi

Il colibrì, Sandro Veronesi
(La Nave di Teseo, 2019)

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Premessa. In questo articolo non troverete la dicitura romanzo borghese. Non si parlerà del posto che Sandro Veronesi occupa nella cosmologia della letteratura italiana, né di quello del suo nuovo libro Il colibrì. Non si parlerà di quanto il romanzo sia formidabile (lo è), non si parlerà di quanto l’autore sia formidabile (lo è). L’idea è che potete trovare in giro gente più qualificata per farlo (e infatti molti l’hanno già fatto). Ciò che posso fare io, da millennial aspirante scrittore, è stilare una lista delle cose che ho deciso di rubare. Il furto in letteratura è infatti un gesto nobile; quando ci si confronta con i padri diventa anche doveroso. E Veronesi lo si può considerare un padre letterario della mia generazione – anche in senso anagrafico: lui ha sessant’anni, io ne ho ventiquattro. Potrei essere suo figlio.

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La leggenda del mercante di fucili

L’isola dei fucili, Amitav Ghosh
(Neri Pozza, 2019 – trad. A. Nadotti e N. Gobetti)

 

isola dei fucili 01In un’antica India leggendaria, Bonduki Sadagar, il mercante di fucili, s’inimica la dea Manasa Devi rifiutando di diventare suo devoto. Furibonda, la dea non gli concede un solo attimo di pace: signora e padrona dei serpenti, tramite le sue creature inizia a perseguitare il ricco mercante, costringendolo alla fuga. L’uomo crede di riuscire a trovare pace sull’Isola dei fucili, dove si dice non esistano serpenti, ma Manasa Devi riesce a raggiungerlo comunque. La sua fuga disperata lo spinge tra le grinfie dei pirati, che lo conducono sull’Isola delle catene per venderlo come schiavo. Pur di essere liberato, il ricco mercante promette alla dea di diventare suo devoto e di costruire per lei un tempio in Bengala. Continua a leggere

L’inganno delle sciamane e la rivincita della gentilezza

L’inganno delle sciamane, Fumiko Enchi
(Safarà Editore, 2019 – trad. P. Scrolavezza)

namamiko_copFumiko Enchi è una delle voci più importanti del Novecento letterario giapponese: il suo lavoro è stato paragonato a quello di colleghi prestigiosi come Mishima e Tanizaki e i suoi romanzi le sono valsi diversi prestigiosi riconoscimenti in patria. In Italia, la sua opera comincia a essere conosciuta grazie alla casa editrice Safarà, che aveva già portato in libreria Onnazaka e che adesso ha reso disponibile in italiano Namamiko – L’inganno delle sciamane nella traduzione di Paola Scrolavezza. Continua a leggere

Cari umani, provate a essere più gentili

Volpe 8, George Saunders
(Feltrinelli, 2019 – trad. di C. Mennella)

9788807033667_quarta.jpg.444x698_q100_upscaleGeorge Saunders non è uno scrittore per bambini. Ha scritto prevalentemente racconti – in particolare la bellissima raccolta Dieci dicembre – che nonostante la loro originalità si incastrano abbastanza bene in un certo panorama della letteratura americana (per adulti), e un solo romanzo, Lincoln nel Bardo, che gli è valso il Man Booker Prize. Se andate in libreria in cerca del suo nuovo Volpe 8, tuttavia, vi potrebbe capitare di girare a vuoto nel reparto della narrativa per una mezz’ora buona, magari trascinandovi dietro un confuso e affranto libraio, prima di accorgervi che dovete andare al piano di sotto (o di sopra). Nel reparto della letteratura per bambini. Continua a leggere

“La proibizione”: il piacere del dominio e della sottomissione

La proibizione, Valentina Durante
(Laurana, 2019)

la-proibizione-221Avevo scoperto e apprezzato la prosa di Valentina Durante circa un anno fa, quando avevo letto Il ratto, Ofeliaun racconto giunto alla nostra redazione in anonimato e che sarebbe poi finito sul primo numero dell’Ircocervo.
Negli ultimi giorni, dagli scaffali della mia biblioteca, ho visto fare capolino il suo primo romanzo, che ho scoperto essere uscito in primavera. L’ho preso in prestito e ho incominciato subito a leggerlo: non è passato molto che ho iniziato a chiedermi, con sorpresa, perché nei mesi trascorsi non ne avessi sentito parlare, perché non lo avessi mai incontrato in libreria o tra i finalisti di un concorso letterario.
Sia chiaro: non mi stupisce il fatto che le dinamiche editoriali muovano i libri tra librerie e premi non necessariamente secondo il loro valore, e che per questo opere validissime spesso non ricevano la risonanza che meritano. È un destino frequente, ahimè; ma che si rivela ancora più ingiusto in casi come quello de La proibizione, che avrebbe meritato e merita un’attenzione e un riconoscimento decisamente maggiori. Continua a leggere