La fantascienza prima della fantascienza: il viaggio sotterraneo di Niels Klim

Il viaggio sotterraneo di Niels Klim, Ludvig Holberg
(Adelphi, 1994 – Trad. Bruno Berni)

niels5Il viaggio sotterraneo di Niels Klim fu pubblicato originariamente in latino (Nicolai Klimii Iter Subterraneum) a Lipsia tra il 1740 e il 1741, da un autore che preferì per il momento restare anonimo, anche se non dovette passare molto tempo prima che la paternità del testo cominciasse ad essere nota prima nei circoli colti dell’epoca e poi anche al di fuori di essi. Ludvig Holberg, infatti, negli anni ’40 del diciottesimo secolo era già famoso in patria e all’estero come autore di opere storiche e di commedie. Egli nacque nel 1684 a Bergen, al tempo parte del Regno di Danimarca-Norvegia, e studiò a Copenaghen, prima di viaggiare, come da consuetudine, in lungo e in largo per l’Europa allo scopo di completare la propria formazione. Considerato il padre della letteratura danese, fu uomo dottissimo e degno figlio della sua epoca. Scelse di dare alle stampe il Klim in forma anonima per evitare ripercussioni da parte del Regno danese, severamente pietista, dove in quegli anni vigeva una rigida censura. Continua a leggere

Luci e ombre di un campione: la tragedia di Kid Pambelé

L’oro e l’oscurità, Alberto Salcedo Ramos
(Alessandro Polidoro Editore, 2019 – trad. Alberto Bile)

coverPremessa: pur non essendo né una persona sportiva, né un’appassionata di sport, i romanzi, i documentari, i film dedicati alla vita dei grandi atleti mi affascinano terribilmente. Che sia Formula 1, ginnastica artistica, pugilato, motociclismo, calcio, ripercorrere le tappe della carriera di un campione mi entusiasma. E mi ritrovo seduta sul divano, lo sguardo fisso, ipnotizzata.
La scelta di leggere L’oro e l’oscurità, un’opera dedicata a un pugile colombiano – Kid Pambelé – che non avevo mai sentito nominare, deriva proprio dal desiderio di immergermi nella vita di un uomo eccezionale, di rubarne i sacrifici, i trionfi, il dramma. Continua a leggere

Il surreale viaggio di una donna e della sua valigia

Mio padre era un uomo sulla terra e in acqua una balena, di Michelle Steinbeck
(Tunué, 2019 – trad. H. Basso)

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Ci sono infiniti modi di raccontare una storia, soprattutto se lo spunto di partenza mira alla più limpida semplicità. In questo specifico caso abbiamo una donna, Loribeth, che deve fare i conti con il trauma dell’abbandono del padre, il quale non aveva mai voluto figli, e non era riuscito a sopportare il peso di prendersi cura di ben due bambini. Con il suo romanzo d’esordio, l’autrice decide di indagare i risvolti più destabilizzanti dell’abbandono proiettando il lettore direttamente nella mente di Loribeth, in un percorso surreale che ricalca le immagini sconnesse di un sogno.
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“Macchine come me”: ritratto di famiglia con androide

Macchine come me, Ian McEwan
(Einaudi, 2019 – trad. di S. Basso)

978880624184GRAGarry Kasparov è un russo abbastanza famoso per essere uno dei giocatori di scacchi più forti di sempre. È stato campione del mondo, ininterrottamente, dal 1985 al 2000, e in un giorno del 1996, quando sembrava che non ci fosse nessuno sulla faccia della terra in grado di batterlo, gli hanno messo davanti un grosso scatolone che si chiamava Deep Blue: si trattava di un computer progettato dalla IBM per giocare a scacchi: la funzione per cui era stato programmato era quella di vincere. Continua a leggere

“Io sono la bestia”: storia di mafia, dolore e violenza

Io sono la bestia, di Andrea Donaera
(NN Editore, 2019) 

 

io-sono-la-bestiaTutto comincia da una minaccia di morte. C’è un uomo, Mimì, fermo davanti alla bara di suo figlio, circondato da persone affrante, e vorrebbe solo poterle ammazzare tutte. Ha una pistola in mano, Mimì. Allora spara, colpisce la bara e terrorizza gli ospiti, ferendosi inavvertitamente a un occhio.

Mimì è il capo della Sacra, un mafioso corroborato da una vita di violenze e brutalità, che per la prima volta vive sulla sua pelle il ruolo pubblico della vittima. Improvvisamente  sembra che anche lui abbia il diritto di soffrire. Solo che Mimì non se ne fa niente della pietà e delle lacrime altrui; lui ha bisogno di trovare un modo per liberarsi del peso del suicidio di suo figlio, gli serve un capro espiatorio da condannare, una scusa per spargere violenza, rabbia e sangue. Come una bestia. Continua a leggere

“La clausola del padre”: gioie e nevrosi di ordinaria familiarità

La clausola del padre, Jonas Hassen Khemiri
(Einaudi, 2019 – Trad. Katia De Marco)

 

pappaklausulenLa clausola del padre, pubblicato da Einaudi lo scorso 3 settembre, è l’ultimo romanzo di Jonas Hassen Khemiri, giovane scrittore e drammaturgo tunisino-svedese già parecchio noto in patria e affermatosi, tra l’altro, nel panorama letterario italiano grazie all’inclusione del suo Tutto quello che non ricordo (Iperborea) nella cinquina finalista del Premio Strega Europeo 2017. Alla quinta prova come romanziere, Khemiri sceglie di realizzare un testo corale, una saga familiare, riprendendo e arricchendo di sfaccettature e declinazioni temi che ha già dimostrato di avere a cuore in opere precedenti. Continua a leggere

Kaho Nashiki e io – triste fine di un flirt estivo

Un’estate con la Strega dell’Ovest, Kaho Nashiki
(Feltrinelli, 2019 – trad. Michela Riminucci)

coverNegli anni sono diventata molto selettiva con gli acquisti. Prima di comprare un libro devo analizzarlo, annusarlo, leggere un estratto; in libreria lo prendo in mano, lo soppeso, lo valuto inarcando le sopracciglia. Se ho un minimo dubbio, il libro torna sullo scaffale. Per questo motivo non compro praticamente niente… ma c’è un’eccezione: gli acquisti estivi.
Ogni estate, per un motivo o per l’altro, finisco in una libreria a comprare due o tre libri accuratamente selezionati. Continua a leggere

Sillabario dell’amor crudele: una tragicommedia grottesca

Sillabario dell’amor crudele, di Francesco Permunian
(Chiarelettere, 2019)

 

permunianOK-1Teodoro ha deciso di lasciare ai posteri un elaborato compendio della sua vita, scritto su grossi fogli di carta da pesce e catalogato tramite lettere dell’alfabeto. Ne deriva il Sillabario dell’amor crudele, un’autobiografia in 26 parti dall’ordine totalmente arbitrario, in cui Teodoro racconta la sua triste vita da nano in un orfanotrofio per bambini deformi. Abusato dai preti, rinnegato dai genitori, abbandonato dalla moglie, svilito da chiunque lo abbia incontrato, il nostro protagonista guida la folle parata di personaggi carnevaleschi che affollano le pagine dell’opera di Permunian. Continua a leggere

Quando la letteratura abbatte confini: “Più silenzioso dell’acqua”

Più silenzioso dell’acqua, di Berislav Blagojević
(2019, Stilo Editrice – trad. D. Capasso)

Guardammo in silenzio il pavimento fino alla fine della canzone. Quindi mi raccontò che era figlio di un serbo e di una croata, che i genitori avevano divorziato e che si erano battuti con tutte le forze per avere l’affidamento su di lui. Ridendo mi disse che per merito della sentenza del giudice si trovava lì insieme con noi, da questa parte della trincea. Perché se per caso il giudice lo avesse affidato alla madre, probabilmente ora ci staremmo guardando attraverso il mirino del fucile. [p. 70]

acqua stiloStilo editrice è una delle tre case editrici italiane vincitrici del bando di Europa Creativa finanziato dal programma di Traduzioni Letterarie della Comunità Europea con il progetto Voices from European peripheries. Literature, lost and rediscovered identity, che consiste nella traduzione di sei opere narrative di autori residenti in Stati a margine della comunità europea  o con essa confinanti.

I temi fondamentali che legano insieme le opere scelte sono le fratture che caratterizzano l’Occidente, la ricerca di un’identità forte e coesa per l’Europa, i problemi della periferia che tendono a ripercuotersi al centro e ad alimentare nazionalismi e populismi. Continua a leggere

“Nel profondo”: come fare buon uso dei classici

Nel profondo, Daisy Johnson
(Fazi editore, 2019 – trad. S. Tummolini)

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In genere diffido delle riscritture dei classici: in una biblioteca per generi le collocherei tra i libri scritti dai giornalisti e i romanzi rosa, nell’angolo più scomodo che tanto non frequenterei mai. Lo penso davvero: ma mettendolo nero su bianco mi accorgo di come il pregiudizio mi faccia meschino – la saccenteria che si trasforma in pura e semplice ignoranza – allora mi sforzo di ragionare meglio, capire perché questi rimaneggiamenti contemporanei di tragedie greche, drammi shakespeariani e simili non mi sono mai piaciuti, e mi rendo conto che il motivo è semplicemente questo: mi annoiano. So già di cosa stiamo parlando e come andrà a finire; mi passa ogni appetito.

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