Il brutale risveglio di una madre

Brutale è il risveglio, Pascale Kramer
(Tunué, 2020 – trad. di L. Cisbani)

Il risveglio brutale di Alissa comincia più o meno una settimana dopo il suo trasferimento in un elegante residence con piscina, quando si rende conto di essere infelice. Eppure ha tutto quello che ha sempre desiderato: un marito giocherellone e attento, una casa tutta sua, e una bambina ancora piccolissima, di poche settimane, che dipende completamente da lei. Ha lasciato il lavoro perché è naturale così, e ora passa ogni istante della sua vita con la piccola Una, che sa solo piangere e poppare, mentre tutto attorno si sente il peso di un silenzio opprimente. A ventisette anni, Alissa realizza un passo alla volta che non desidera nulla di tutto ciò: non vuole davvero un marito giocherellone e attento, non vuole quella casa in un residence con piscina, e non vuole nemmeno Una.

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“Ma questo è il futuro e non importa”; un’adolescenza in Bolivia

Gli anni invisibili, Rodrigo Hasbún
(Sur, 2020 – trad. di G. Zavagna)

anni invGli anni invisibili è un romanzo che comincia in modo insospettabile, dal titolo sibillino il cui significato si lascia ricostruire e interpretare capitolo dopo capitolo. Un testo dall’inizio quasi pacifico, quasi lento, quasi normale. Fino a quando le cose cominciano a sprofondare in un precipizio vorticoso dove tutto confluisce e s’intreccia, indissolubile come una condanna. Continua a leggere

La vita vissuta dietro l’orrore: “La moglie del Colonnello”

La moglie del Colonnello, Rosa Liksom
(Iperborea, 2020 – trad. D. Sessa)

Quando studiavo storia, non ho mai dedicato più di un pensiero fugace a personaggi come Eva Braun e Claretta Petacci: la parte razionale e riflessiva di me ha sempre saputo che dovevano esser state delle persone con pensieri, emozioni e sentimenti complessi; ma l’altra parte, quella irrazionale e severa, non riusciva a dare spessore in alcun modo alle donne che avevano abbracciato gli ideali di Hitler e Mussolini fino alla morte. Non mi sono mai avvicinata alla letteratura e alla cinematografia sul loro conto e non mi aspettavo che La moglie del colonnello, recente uscita di Iperborea firmata da Rosa Liksom e tradotta da Delfina Sessa, mi mettesse con forza nella testa della compagna di un gerarca nazifascista.

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“Gli affamati” di Insolia: un esordio che non convince

Gli affamati, Mattia Insolia
(Ponte alle Grazie, 2020)

Due giovani fratelli, Paolo e Antonio, vivono da soli in un paesino siciliano. Paolo, il maggiore, fa il muratore, è perennemente in contrasto con il capocantiere e conduce una battaglia interiore con la sua rabbia; Antonio è più ingenuo, a differenza del fratello non ha imparato a farsi rispettare, o più semplicemente non è riuscito ancora ad adattarsi alle asprezze della vita. Su di loro incombe la fuga di una madre che ha scelto un’altra vita e l’assenza di un padre alcolizzato, che anche da morto dà pensiero: per quello che è stato e che i suoi figli non vogliono diventare. Così si presenta l’esordio di Mattia Insolia, catanese classe 1995, che sta facendo parlare di sé grazie soprattutto all’endorsement e alle lodi di Teresa Ciabatti.

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Dio nella macchina: La fabbrica dell’Assoluto di Karel Čapek

La fabbrica dell’Assoluto, Karel Čapek
(Voland, 2020 – a cura di Giuseppe Dierna)


assolutoA buona ragione, lo scrittore, giornalista e drammaturgo Karel Čapek viene tutt’oggi considerato uno degli autori cechi più importanti della prima metà del Novecento. Dopo l’opera teatrale R.U.R. (1920-21), in cui compare per la prima volta il fortunato termine robot (dal ceco robota, che significa ‘lavoro forzato’), Čapek torna a trattare la fantascienza con La fabbrica dell’Assoluto (Voland, 2020), uscito prima a puntate su rivista e poi in volume nel 1922 col sottotitolo di Romanzo-feuilleton.

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La grande abbuffata dell’Italia 2020: “I divoratori” di Stefano Sgambati

I divoratori, Stefano Sgambati
(Mondadori, 2020)

È una sera di pioggia a Milano, la sera in cui il lussuoso Palazzo Senso, prestigioso ristorante del celebre chef Franco Ceravolo, ha l’onore di ospitare a cena nientemeno che Daniel William King, accompagnato da sua moglie Sally Parson. Tutti gli occhi sono puntati su di loro, o meglio su di lui, semplicemente «l’uomo più bello che si sia mai visto»: e dunque flash, giornalisti, traffico in tilt, fan impazziti. Continua a leggere

“La casa e il mondo”: cronaca del dentro e del fuori

La casa e il mondo, Rabindranath Tagore
(Fazi, 2020 – trad. di S. Terziani)

casa-mondoLa storia di ogni scrittore è la storia di un dentro e di un fuori. Prendiamo Dickens: l’attenzione evidente che dedicava alla sua città, al suo Paese. Pare inverosimile credere che non abbia voluto fare un ritratto della società a lui contemporanea, almeno di come lui la vedeva – che non abbia avuto la seppure inconscia ambizione di narrare con dignità ed esattezza da sociologo, sebbene non fosse altro che un cantastorie. Questa vocazione esteriore, potremmo dire sociale, e forse in fin dei conti politica, esiste sempre, nei grandi scrittori, anche quando non è dichiarata, ma è sempre la faccia di una medaglia: di cui il retro è indubbiamente una visione interiore, un fuoco sentimentale, un centro palpitante e intimo, in altre parole un cuore umano. Continua a leggere

“Ada brucia” e le complicazioni dell’amore

Ada brucia, di Anja Trevisan
(effequ, 2020)

AdaBrucia_Prima011980: Rino ha 25 anni, vive in un paesino dell’Umbria e fa l’orologiaio come suo nonno. Da lui ha ereditato una casa isolata tra i boschi, un forte senso della giustizia e una collezione di libri per bambini. È un giovane timido e peculiare, non ha molti amici e la sua esistenza è solitaria e abitudinaria. Ha un segreto: l’emozione incontenibile che lo coglie davanti alle bambine. Inizia così Ada brucia, l’esordio di Anja Trevisan pubblicato da effequ. Continua a leggere

Il romanzo dei “miseri sbalorditi mortali” di Ade Zeno

L’incanto del pesce luna, Ade Zeno
(Bollati Boringhieri, 2020)

ade-zeno-lincanto-del-pesce-luna-9788833932194-4-355x540Mi auguro che L’incanto del pesce luna vinca il Campiello: il romanzo di Ade Zeno, già finalista di questo premio, è infatti una delle migliori pubblicazioni del 2020, nonché un romanzo di altissimo livello.

Il protagonista della storia è Gonzalo, cerimoniere presso la Società per la Cremazione. Per lui la morte è solo un evento, e il suo ruolo è recitare il lutto e il cordoglio quando sono le altre persone ad averci a che fare. Gonzalo è un eccezionale necroforo: recita ad alta voce salmi e poesie, empatizza con i famigliari dei morti, e, insomma, fa un lavoro che ama e in cui si diverte. Rispettato da tutti gli altri colleghi, per Gonzalo non c’è differenza tra la vestizione di  un bambino morto in un incidente, la sepoltura di un grassone infartato o la cremazione del corpo di una supermodella famosissima: i morti sono morti e basta, prima o poi finiamo tutti nello stesso posto. Continua a leggere

Un piccolo passo per un uomo: l’ordine e il caos in “Febbre da fieno” di Stanisław Lem

Febbre da fieno, Stanisław Lem
(Voland, 2020 – Trad. L. Pompeo)

Capita che la letteratura di genere riesca a dare i suoi migliori risultati quando si trova a confrontarsi con i limiti che le sue stesse regole le impongono. In ragione della sua struttura “meccanica”, il genere giallo lascia allo scrittore una libertà soltanto relativa nella variazione di intreccio e fabula. Da qui il bisogno avvertito da alcuni autori di servirsi degli stilemi del giallo con lo scopo di scardinarli per intraprendere una riflessione al di là del genere. Febbre da fieno rientra in questa categoria di romanzi. Continua a leggere