L’orrore generazionale nel romanzo di Matteo Grilli

Crocevia di punti morti, Matteo Grilli
(Effequ, 2020)

CroceviaDPM_copertinaLa parte che preferisco di It sono quei capitoli iniziali in cui i ragazzi, ormai diventati grandi, ricevono le chiamate del loro unico amico rimasto a Derry e scoprono che quella cosa con cui hanno combattuto da piccoli è tornata. Adoro quelle pagine perché sono l’inizio della storia, ovviamente, e quindi caricano una tensione che ci farà tirare dritto fino alla fine del romanzo; ma non solo: mi piacciono perché sono dei magnifici ritratti. Raffigurano con poche pennellate la vita di alcuni adulti, lasciando intendere con altrettanta efficacia, senza spiegare troppo, i bambini che sono stati. Continua a leggere

La politica degli scarafaggi, ovvero come McEwan vede la Brexit

Lo scarafaggio, Ian McEwan
(Einaudi, 2020 – trad. di S. Basso)

9788806245818_0_221_0_75Tutti conoscono, sia anche solo per fama, la storia di Gregor Samsa: Franz Kafka ha narrato la sua metamorfosi da commesso viaggiatore a scarafaggio in uno dei racconti più celebri della letteratura del Novecento. Oltre cent’anni dopo, Ian McEwan dà vita al suo fratello spirituale Jim Sams, nato scarafaggio ma misteriosamente tramutato in un essere umano. Jim però non è un lavoratore di media categoria, non ha una routine da pendolare né lo spirito stacanovista e devoto all’ordine sociale di Gregor Samsa. Jim è il primo ministro inglese: ammanicato con gli intrighi di governo, facile all’ubriacatezza, manipolatore e ipocrita per necessità. Continua a leggere

Gian Arturo Ferrari, un “ragazzo italiano” alla ricerca della propria identità

Ragazzo italiano, Gian Arturo Ferrari
(Feltrinelli Editore, 2020)

ragazzo italianoNon è mai troppo tardi per iniziare a scrivere romanzi, soprattutto per uno che ha alle spalle una vita intera nell’editoria come Gian Arturo Ferrari, ex direttore generale di Mondadori, che esordisce ultrasettantenne con Ragazzo italiano, edito da Feltrinelli e nella cinquina (pardon, sestina) del Premio Strega di quest’anno. Ferrari racconta tre lustri di storia italiana dal dopoguerra sino ai primi anni Sessanta attraverso tre fasi della vita di Ninni, che seguiamo nell’infanzia, nella pubertà e nell’adolescenza; co-protagonisti sono i luoghi della vita di Ninni, i quali rappresentano tre volti dell’Italia di quegli anni: l’Emilia rurale e contadina di Querciano, l’industria lombarda di Zanegrate e infine la Milano che si avvia verso il boom economico.

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“Il sistema del tatto” è l’immigrazione di una tribù piemontese

Il sistema del tatto, Alejandra Costamagna
(Edicola Ediciones, 2020)

Costamagna.ok_.1Ania è una ragazza cilena di origini piemontesi, da parte di padre. Un giorno, si ritrova a dover partire per l’Argentina per essere presente agli ultimi momenti del vecchio Augustìn. I due si conoscono: Ania era la chilenita che da bambina passava le vacanze nella località argentina di Campana, e leggeva sempre i libri che Augustìn prendeva in prestito dal suo amico Gariglio. Per Ania, il funerale di Augustìn è anche il riaffacciarsi del suo passato, che inevitabilmente la porta a prendere atto di un presente molto diverso da come lo immaginava. Continua a leggere

La guerra degli sconfitti: I padri e i vinti di Giovanni Mastrangelo

I padri e i vinti, Giovanni Mastrangelo
(La nave di Teseo, 2020)

Screenshot (125)Dal secondo conflitto mondiale fino agli anni ottanta, passando per il dopoguerra e per il terrorismo rosso, nel suo ultimo romanzo Giovanni Mastrangelo segue lo scorrere del Novecento tracciando un ponte con il nostro presente: la lotta partigiana non meno sanguinolenta di quella fascista, le contraddizioni di un’Italia pronta a rinnegare gli ideali fino ad allora sbandierati con orgoglio, la nascita di una nuova borghesia del consumo, la caduta del pensiero di sinistra, soffocato dal dilagare dell’eroina – raccontando un’epoca nei suoi punti cardine, I padri e i vinti svela i prodromi del nostro presente. Continua a leggere

“Il mare è rotondo”: l’amore e le avventure di un ragazzo albanese

Il mare è rotondo, Elvis Malaj
(Rizzoli, 2020)

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La prima volta che vediamo Ujkan è su un gommone, vicino alla costa italiana: tra poco scenderà e cominceranno duecento pagine di un romanzo sull’immigrazione, sulla difficoltà di integrarsi, sui prevedibili ostacoli che ognuno incontra quando è costretto ad andarsene di casa e a ricominciare da qualche altra parte. Ujkan è immobile, guarda il mare; tutti gli altri si sono già tuffati. Scendi, gli dice lo scafista, ma Ujkan non scende. Se ne sta immobile mentre la sua storia lo aspetta a pochi passi.

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Eredità scomode di famiglie disfunzionali

Eredità, di Vigdis Hjorth
(Fazi Editore, 2020 – trad. M. Podestà Heir)

ereditaPossiamo davvero esistere al di là della nostra famiglia o siamo l’inevitabile conseguenza di ciò che ci viene fatto durante l’infanzia?
Questa e altre domande vengono sollevate dalle pagine di Eredità, il romanzo con cui la scrittrice norvegese Vigdis Hjorth ha raggiunto la fama mondiale, ora nelle librerie italiane per Fazi Editore nella traduzione di Margherita Podestà Heir. Continua a leggere

“Il nome della madre”, ovvero come raccontare un’assenza

Il nome della madre, Roberto Camurri
(NNE, 2020)

1790687330Chi ha letto l’opera prima di Camurri, A misura d’uomo, potrebbe divertirsi a cercare somiglianze e differenze con Il nome della madre. Di simile c’è l’ambientazione, Fabbrico, città natale dell’autore, che non sembra mai né bella né brutta, né felice né triste, e i suoi abitanti sono gli abitanti di qualsiasi piccola cittadina italiana, eppure pare quasi che entrambe le storie potrebbero essere raccontate solo tra le sue strade, nei suoi bar, nelle sue case. È simile lo stile, fortemente ancorato a quello che i personaggi vedono, sentono, fanno e pensano. Ma il vero filo rosso tra le due opere è la loro forte aderenza al reale, all’umanità assoluta dei personaggi, al loro essere quasi concreti. Continua a leggere

Le isole di Norman e dintorni

Le isole di Norman, Veronica Galletta
(Italo Svevo – Gaffi, 2020)

isoleQuando la giuria del Campiello ha dichiarato Le isole di Norman vincitore del premio Opera Prima, la mia sorpresa è stata tanta. Proprio in quel momento, stavo tenendo quel libro dalle mani, lo stavo leggendo per farne oggetto della mia prossima recensione. È stata una vittoria inattesa, e un attimo straniante. Continua a leggere

La storia di un mondo e della sua fine: “L’erede di Montezuma” di Carlo Coccioli

L’erede di Montezuma, Carlo Coccioli
(Lindau, 2020)

Prima dell’opera, l’autore. Carlo Coccioli è nato a Livorno il 15 maggio del 1920 e, dopo una lunga e densa vita, è morto a Città del Messico il 3 agosto del 2003. Se questo nome vi dice poco o niente, non c’è da preoccuparsi: non è necessario flagellarsi per la propria mancanza, né annuire in silenzio, fingendo di conoscerlo. Per tutta una serie di motivi (in brevissimo, trattasi di intellettuale politicamente e sessualmente eretico, irrequieto, quasi nomade sul piano letterario, religioso, geografico e allergico, infine, al corporativismo), e nonostante l’apprezzamento di numerosi e più fortunati colleghi (Malaparte, Tondelli, Siti, ma l’elenco potrebbe allungarsi), Coccioli è stato riposto per anni in un angolo del canone italiano. Continua a leggere