Modus Legendi 2020: “Eclissi” di Ezio Sinigaglia

Eclissi, Ezio Sinigaglia
(Nutrimenti, 2016)

Ezio-Sinigaglia_EclissiIl suo progetto puntava dritto all’oscurità per cogliervi una luce. Era inesplicabile a lui stesso. Eppure era il progetto più forte e preciso che avesse mai formulato in vita sua.

Nella storia dell’astronomia, l’avventura è spesso parte integrante del viaggio verso la conoscenza: gli scienziati, tendenzialmente ingenui e impreparati, si sono imbattuti nel corso dei secoli nelle vicissitudini più assurde e intricate per riuscire a osservare i fenomeni più rari.

Anche Eclissi, il romanzo di Ezio Sinigaglia pubblicato da Nutrimenti nel 2016 e vincitore dell’edizione 2020 di Modus Legendi, è, a suo modo, la storia di un viaggio e di un’avventura. Continua a leggere

“La parola magica” per liberarsi dall’alcol (e dalla solitudine)

La parola magica, Anna Siccardi
(NNE, 2020)

9973645_4469834Tutto comincia da un elenco di dodici punti che ricorda vagamente una serie di imperativi religiosi scritti da penitenti: sono i dodici passi degli alcolisti anonimi, qualcosa a metà tra l’ammissione di colpe passate e una serie di buoni propositi per il futuro, da rispettare in nome di un Potere Superiore non meglio definito. La parola magica non parla di alcol – non solo, almeno – ma i dodici capitoli che lo compongono sono ispirati ai passi degli alcolisti anonimi, a tratti in modo quasi citazionistico, altre volte in termini più liberi. Un percorso di rinascita, quindi, che comincia da «Abbiamo ammesso di essere impotenti di fronte all’alcol e che le nostre vite erano divenute ingovernabili», fino a concludersi con «Avendo ottenuto un risveglio spirituale come risultato di questi passi, abbiamo cercato di portare questo messaggio ad altri alcolisti e di mettere in pratica questi principi in tutte le nostre attività.» Una storia a lieto fine, insomma. Continua a leggere

“Sommersione”, un inferno fatto d’acqua

Sommersione, Sandro Frizziero
(Fazi Editore, 2020)

 

sommesioneSecondo un detto di Eraclito “Per le anime è morte diventare acqua”, e proprio di “anime annacquate” parla il romanzo Sommersione di Sandro Frizziero da poco pubblicato da Fazi, che ci immerge nell’atmosfera nebbiosa e umida di una sottile isola lagunare ricoperta dal mare per dodici ore al giorno. L’Isola è infestata da detriti osceni, umani e non: i residui putridi rilasciati dal mare e soprattutto i suoi abitanti, che continuano a esercitare il cannibalismo dei loro antenati con le maldicenze e l’ipocrisia. Esistenze disperate e senza progetto, che vivono in un luogo in cui tutto è sempre uguale a sé stesso, in cui non c’è futuro diverso dall’inabissamento totale.

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Al settimo cielo – La leggerezza ne Il levitatore di Adrián N. Bravi

Il levitatore, Adrián N. Bravi
(Quodlibet, 2020)

levitatoreChe sia possibile scrivere con ambizioni di tipo letterario in una lingua che non è la propria, ce lo dimostra l’immenso numero di autori che si servirono del latino quando il latino non era più la lingua madre di nessuno – così come ce lo dimostrano casi simili già più vicini al nostro presente; cito i primi che mi vengono in mente: ancora per il latino Giovanni Pascoli, per il francese Samuel Beckett, per l’italiano Rodolfo Wilcock e, circostanza al limite, Alessandro Manzoni, se consideriamo che Manzoni era milanese, non fiorentino, e che a suo tempo nella Penisola non esistevano né una nazione unificata né un idioma comune. A questi e ad altri nomi si aggiunge quello di Adrián N. Bravi, argentino trasmigrato in Italia, nella cui scrittura convivono insieme la nostra lingua e l’immaginario tipico della narrativa “rioplatense”, come lui usa definirla. Continua a leggere

Storia putativa del più inconsueto romanziere americano vivente

Topeka School, Ben Lerner
(Sellerio, 2020 – trad. di M. Testa)

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Alcuni anni fa mi sono imbattuto in un libro che in quel momento era al centro di una tempesta di commenti, e mentre leggevo, steso sul letto di camera mia, attento a maneggiare il volume con cura per non rovinare la carta vergata degli spigoli, non lo sapevo. Mi approcciavo alla narrativa, e cerco di farlo ancora, con la maggiore purezza possibile: solo nella mia bolla, leggevo e basta, estraneo a quello che si diceva. Il libro si chiamava Nel mondo a venire, l’aveva scritto Ben Lerner, un americano; pochi mesi dopo l’avevo già dimenticato.

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Il senso profondo delle cose nascoste

Calce o delle cose nascoste, Raffaele Mozzillo
(effequ, 2019)

CalceCOVER02Svizzera, anni Sessanta del Novecento: con la stretta sulle norme migratorie che si fa sempre più serrata, imprenditori e lavoratori del Paese, terrorizzati di perdere il lavoro a causa degli stranieri italiani, continuano a gridare «prima gli svizzeri!», leitmotiv di quegli anni e slogan infelice di tanta politica nostrana fino a poco tempo fa. L’apice della xenofobia elvetica fu raggiunto con un referendum del 1970 che, se fosse passato, avrebbe costretto numerosi emigrati italiani a fare le valigie e tornare a casa. Il referendum non passò, ma ciò non mutò il clima d’odio che contraddistinse quel triste periodo da cui prende piede il nuovo romanzo di Raffaele Mozzillo, Calce o delle cose nascoste (effequ), che, a partire da questo particolare contesto politico-sociale, ci ricorda di un momento storico in cui ad essere visti come «sporchi brutti e cattivi» eravamo proprio noi italiani.

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Il “Taccuino” di Graziani – Il mondo di Girolamo (e un po’ anche il nostro)

Taccuino delle piccole occupazioni, Graziano Graziani
(Tunué, 2020)

copertina tunuéDurante questi giorni di clausura forzata mi è stata di conforto la lettura di Taccuino delle piccole occupazioni, romanzo di Graziano Graziani pubblicato da Tunué il 12 marzo, l’ultimo prima che tutto si fermasse per via della pandemia. Il libro parla proprio di una piccola reclusione dal mondo, quella di Girolamo Girolamoni, curioso personaggio del quale si delinea la visione della vita attraverso cinquantacinque brevi capitoli posti in ordine rigorosamente non cronologico. Si tratta di frammenti temporali della vita del protagonista che il lettore ricompone per ricostruirne la personalità. Continua a leggere

Tra storia e memoria: Marta Barone e la ricostruzione di un padre

Città sommersa, Marta Barone
(Bompiani, 2020)

«La leggenda tenta di spiegare l’inspiegabile», scrive Kafka in Prometeo, «e dal momento che proviene da un fondo di verità, deve finire nuovamente nell’inspiegabile».

Pare avere simile origine la fiamma che illumina la Città sommersa (Bompiani, 2020) di Marta Barone, scrittrice torinese già autrice di libri per ragazzi, che al suo esordio nella narrativa “adulta” si assesta tra i dodici semifinalisti del Premio Strega. Spiegare l’inspiegabile è, del resto, l’intenzione arcaica di ogni storia, come ben sanno i due protagonisti di questo romanzo, ovvero Marta, figlia, trentenne e voce narrante, e Leonardo Barone, padre, defunto, e oggetto dell’indagine. Perché se è vero che tutti i romanzi sono, in qualche modo, dei romanzi gialli, ne la Città sommersa quello dell’investigazione si impone come corso d’acqua principale da cui si dipanano i diversi effluenti dell’indeterminatezza del ricordo, dell’inattendibilità della parola, dell’ineffabilità dell’essere umano.

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“Mamma è matta, papà è ubriaco” e anche gli altri non sono proprio normali

Mamma è matta, papà è ubriaco, Fredrik Sjöberg
(Iperborea, 2020 – trad. di A. Berardini)

 

9788870916188_0_221_0_75Oltre alla scrittura, gli interessi e le passioni di Fredrik Sjöberg sono pressoché infiniti. Nella sua vita si è dedicato, a falsi alterne o in contemporanea, alla filatelia, al birdwatching, alla botanica, alla storia dell’arte, all’entomologia e a chissà quali altre branche del sapere umano che suscitano costantemente la sua irrequieta curiosità. Nonostante lui stesso cerchi spesso di sminuire la portata della sua conoscenza, è evidente che la testardaggine e la passione che mette in ciascuno di questi hobby lo portano a collezionare un repertorio di saperi ampio e incredibilmente approfondito. Ciascuno dei quali viene poi riversato nei suoi romanzi, che sono sempre una via di mezzo tra narrazioni fascinose e racconti concreti di fatti storici, traendo spunto dalla realtà che lo circonda e dalle sue svariate conoscenze. Continua a leggere

“Configurazione Tundra”, dove devi diventare come l’acqua

Configurazione Tundra, Elena Giorgiana Mirabelli
(Tunuè, 2020)

71Ht2IyZFeLUna città-mondo che è strutturata lungo un’unica, incessante linea; le cui case sono più scatole, e gli abitanti vi abitano come insetti: meramente per la propria sopravvivenza, senza senso di identità o appartenenza. Un sistema di ottimizzazione urbana e individuale nato e progettato a un certo punto della storia del progresso umano, teorizzato dalla brillante e asettica mente di Marta Fiani, madre e ingegnere del pensiero. Lo scopo di Tundra è uno e inderogabile: sistematizzare ogni aspetto della vita umana, renderlo calcolo, schema, in modo da prevenirne anomalie, errori, sprechi. Perché solo così la felicità può essere raggiunta. Continua a leggere