Piccole apocalissi: un intenso laboratorio sperimentale

Piccole apocalissi, Livio Santoro
(Edicola Ediciones, 2020)

Le micronarrazioni sono probabilmente tra le cose più complesse da scrivere, oltre che da leggere. Livio Santoro – che io conoscevo essenzialmente come responsabile editoriale della collana Gli Eccentrici, edita dalla casa editrice Arcoiris – ha scritto una magistrale raccolta di micronarrazioni.

I racconti proposti non solo sono il frutto di un lavoro di labor limae estremamente evidente, ma sono anche un bellissimo collage di pezzi di esistenza, a volte assurdi, a volte iper-realistici. Colpisce la bravura con cui l’autore gioca coi generi, spaziando dall’haiku al fantastico alla fantascienza e così via discorrendo: quasi come se ogni micro-racconto fosse un micro-laboratorio letterario (e in ciò è evidente l’influenza della letteratura sudamericana di cui Santoro è esperto). In ogni caso, ciò che emerge da queste brevissime narrazioni è un sentimento sempre diverso, ma estremamente netto e ben delineato. Poche parole, a volte davvero pochissime, ma precise come delle frecce. Continua a leggere

Judith Schalansky e le cose perdute

Inventario di alcune cose perdute, Judith Schalansky
(Nottetempo, 2020 – trad. di F. Pantanella)

inventario-di-alcune-cose-perdute-d589In un tempo in cui gli strumenti narrativi prosperano (film, serie tv, fumetti, social, ecc.), e oltre a essere tanti sono anche incredibilmente efficaci, non è banale chiedersi, l’istante prima di mettere le dita sul computer, perché abbiamo deciso di raccontare la storia che abbiamo in testa con la forma del romanzo. Perché proprio il romanzo? A voler essere intellettualmente onesti dovremmo chiedercelo ogni volta che ci mettiamo a scrivere, spazzando via i preconcetti: quali sono le specifiche del libro, quali sono i caratteri che lo rendono autonomo e a suo modo essenziale rispetto agli altri strumenti? Continua a leggere

Le storie (indubbiamente) vere e verissime di Cavazzoni

Storie vere e verissime, Ermanno Cavazzoni
(La nave di Teseo, 2019)

 

Schermata-2019-10-10-alle-14.56.52La raccolta si apre con una precisa avvertenza, un monito chiaro ed esplicito per tutti i potenziali lettori: in questa sua ultima opera, Cavazzoni intende raccontare la verità, soltanto la verità, nient’altro che la verità. Un’antologia di storie narrate senza alcuna distorsione fantastica, talmente autentiche che lo stesso autore si offre eventualmente di mettere a disposizione del lettore più scettico nome, cognome e contatti di tutti i personaggi coinvolti.

La tentazione di indagare ulteriormente su certe identità un po’ ambigue è alta, ma tutto sommato bastano poche pagine per accertare l’evidenza empirica: le Storie vere e verissime di Cavazzoni sono sicuramente autentiche. E se fanno ridere non è perché l’autore ha selezionato vicende particolarmente buffe, ma perché Cavazzoni è perfettamente in grado di far degenerare la narrazione verso lidi fantastici, irreali e satirici, senza per questo doversi scostare in alcun modo dalla verità dei fatti. Continua a leggere

Bogotà39: un laboratorio della narrativa breve latinoamericana

Bogotà39, AA.VV.
(Edizioni Wordbridge, 2019)

d68bddac-e716-41df-83f9-2347e6051533Le raccolte di racconti di autori vari mi hanno sempre incuriosita e intimorita allo stesso tempo. È possibile trovare autori che ti lasciano senza fiato, quel tipo di sensazione di eccitazione nell’aver scoperto qualcosa di nuovo che nessuno conosce, e che vuoi improvvisamente condividere con tutti. Ma è altresì facile trovare pagine vuote, piene di parole ma senza contenuto, tanto che si può rimanere stupidi del fatto stesso che siano stati inseriti in una raccolta di racconti. Questo accade, a maggior ragione, quando la raccolta di racconti è molto estesa. Così, quando ho ricevuto Bogotà39, le mie sensazioni sono state contrastanti come al solito.

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Le galassie tascabili di Etgar Keret

Un intoppo ai limiti della galassia, Etgar Keret
(Feltrinelli, 2019 – trad. A. Shomroni)

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Quando penso agli scrittori israeliani mi vengono in mente i grandi romanzieri contemporanei: Amos Oz, David Grossman, Abraham Yehoshua. Sono autori molto diversi tra loro, che hanno però in comune un certo amore per le complicazioni strutturali, la tendenza alle storie soffuse – talvolta ai limiti della pedanteria –, nonché l’abitudine a scrivere prevalentemente libri lunghi. Da qualche anno sta però emergendo – anche agli occhi di noi lettori italiani – una nuova generazione di scrittori. Su tutti Etgar Keret: uno che di faccia assomiglia a Mark Ruffalo, e che finora, in contraddizione con la genealogia letteraria che lo precede, ha scritto in sostanza solo brevissimi libri di racconti.

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Nell’antro di Angela Carter

Nell’antro dell’alchimista, Angela Carter
(Fazi Editore, 2019 – trad. S. Basso e R. Bernascone)

coverLa mia conoscenza di Angela Carter risale al 2011, forse al 2012. Il suo nome è rimasto incastrato in un recesso della memoria dopo che l’avevo letto in un racconto su EFP, di cui posso citarvi ancora titolo e trama. Mi ero chiesta chi fosse questa Angela Carter, e perché fosse finita in quella storia (l’idea, vedete, era che in ogni racconto vi fosse un personaggio realmente esistito), dato che non mi sembrava affatto importante.
(È così che ho scoperto anche Wisława Szymborska, ma questa è un’altra storia). Continua a leggere

Ricette semplici per storie complesse

Ricette semplici, di Madeleine Thien
(66thand2nd, 2019 – trad. di M. Baiocchi e A. Tagliavini)

 

519tUTBBSzLUna bambina osserva affascinata il modo in cui il padre cucina il riso. Lei è canadese, lui è immigrato dalla Malesia, e a dividerli c’è un abisso intergenerazionale, oltre che linguistico. Lei lo ama anche se lui è imperfetto: qualche volta estremamente violento, altre semplicemente suo complice. Un uomo capace al tempo stesso di fare miracoli in cucina, insegnando con pazienza come replicare i suoi piccoli capolavori culinari, e di frustare a sangue il suo stesso figlio.

Questo intenso racconto dà il titolo all’intera raccolta: Ricette semplici è la più breve e la più autentica delle storie narrate, una pillola di odio e d’amore che nella sua semplicità sembra assumere dei contorni quasi reali. Ciò è tanto più vero se si considera che la stessa autrice, Madeleine Thien, è figlia di due malesi emigrati a Vancouver. Ricette semplici  è stata la sua opera d’esordio, anche se in Italia l’abbiamo conosciuta prima attraverso i suoi successivi romanzi (per citare qualche titolo, basti pensare a Non dite che non abbiamo niente e l’Eco delle città vuote, entrambe edite dalla casa editrice 66thand2nd). Continua a leggere

Coriandoli il giorno dei morti: il trionfo dell’Umano

Coriandoli il giorno dei morti, B. Traven
(Racconti, 2019 – trad. di Lydia Magliano)

copeAncora oggi il mistero dietro l’identità di B. (Bruno?) Traven è molto fitto. Questo scrittore, vissuto nel Novecento, è uno dei tanti che, nella storia, ha celato (riuscendoci) la sua identità dietro uno pseudonimo; negli anni in cui una delle nostre più grandi romanziere contemporanee ha fatto del suo anonimato una parte – seppur minuscola – del suo successo, il modo in cui Traven è riuscito a fare della sua biografia un racconto avvincente, ha del magistrale. Continua a leggere

Vite surreali di personaggi improbabili

Vite coniugali, di Bernard Quiriny
(L’orma editore, 2019; trad. di N. Petruzzella)

 

e5cd17f9d8556091f490a2a0da37a537_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyQualsiasi raccolta di racconti firmata da Quiriny porta inevitabilmente con sé una serie di aspettative: che sia varia, assurda, ricca di spunti improbabili, con storie brevi, altre brevissime, qualcuna brevissimissima – cinque righe, massimo sei. E poi racconti un po’ più lunghi, ma non meno allucinanti nelle idee folli da cui traggono origine.

E infatti è proprio questo il panorama che ci offre Vite coniugali. Come sempre, dietro un titolo anonimo si nascondono storie fuori dall’ordinario. Prendiamo il celebre club dei sedentari, frequentato solo da persone patologicamente refrattarie ai viaggi, che annualmente organizzano una competizione tra i membri per premiare chi resiste il più a lungo possibile lontano da casa.
O ancora la storia del povero Malone, che non sa rispondere in modo razionale e pertinente alle domande, anche se di suo sarebbe un ottimo interlocutore. Per non parlare poi della città capitale dell’immaginaria Pomenia, dove coabitano due etnie differenti che, per qualche allucinante coreografia cosmica, riescono a non incontrarsi mai, pur vivendo negli stessi quartieri e frequentando gli stessi posti. Continua a leggere

Emanuel Carnevali: la riscoperta di un poeta maledetto italiano

Racconti ritrovati, Emanuel Carnevali
(2019, D Editore – trad. E. J. Pilia)

racconti ritrovati_copertinaIn Se una notte d’inverno un viaggiatore, Italo Calvino afferma che Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto: è quello che è successo ai racconti di Emanuel Carnevali tradotti da Emmanuele J. Pilia e pubblicati da D Editore nella raccolta Racconti ritrovati, da qualche giorno in libreria.

La nota curatoriale che precede i testi sottolinea infatti come questo libro sia frutto di quello che è paragonabile a un vero e proprio lavoro archeologico: sono stati recuperati e a volte tradotti per la prima volta racconti comparsi originariamente su diverse riviste americane, ognuno dei quali è un frammento della più vasta produzione letteraria dell’autore e contribuisce a sollevarla dall’oblio e dalla dimenticanza. Continua a leggere