Breve articolo contro la noia

La funzione originaria del racconto è la trasmissione dell’esperienza. Millenni fa, quando non avevamo ancora imparato a coltivare la terra, dipingevamo i muri e ci raccontavamo le avventure della caccia: i più anziani ricordavano ai più giovani cosa fare e cosa non fare se volevano salvare la pelle, e queste lezioni, invece che di teorie generali e astratte, avevano la forma di storie, e cioè in buona sostanza di immagini precise, che fossero disegnate o pronunciate – quanto più potente è un’immagine nella sua specificità, tanto più facile è conservarla nella memoria.

È difficile affermare con certezza fino a che punto questa funzione antropologica del racconto sia sopravvissuta. La Recherche, i fumetti di Topolino, Black Mirror, l’ultimo film di Malick: possiamo dire che sono tutti accomunati dalla finalità di insegnarci a sopravvivere? Forse. Occorrerebbe uno studio amplissimo – un lavoro che di certo non ho gli strumenti né lo spazio per compiere in questo articolo. Tuttavia a mio avviso resta una porzione del problema, una cosa di cui è possibile parlare senza il rischio di generalizzazioni ingenue, un tema specifico nei cui confronti si può avere un atteggiamento tollerante oppure assolutamente contrario: e non mi attardo a dire che il mio è assolutamente contrario. Il tema è questo: la noia. Continua a leggere

Siamo fatti di solo sangue e violenza

La nuova violenza illustrata, Nanni Balestrini
(2019, Bollati Boringhieri)

copertinaLa nuova violenza illustrata è il tassello finale dell’attività poetica del compianto Nanni Balestrini, venuto a mancare lo scorso maggio. Questa estrema testimonianza costituisce, nella mente del poeta, il proseguimento ideale e definitivo del suo La violenza illustrata, risalente al 1976 (ritoccato da Balestrini in due successive edizioni, nel 2001 e nel 2011). Dieci componimenti, composti tra il 2012 e il 2018, pubblicati separatamente in varie sedi, ora raccolte in un progetto editoriale che vanta la curatela di Andrea Cortellessa. Continua a leggere

Descartes e la solitudine, tra mente e corpo: intervista a Daniele Ramadan

Ho conosciuto Daniele Ramadan grazie al suo romanzo Solo, il falso inedito di Descartes. L’esperimento letterario portato avanti dal progetto Vite Riflesse – collana di libri per i tipi di Mimesis Edizioni in collaborazione con l’Università di filosofia di Firenze – credo trovi in questo romanzo un esempio davvero intelligente di come letteratura e filosofia possano unirsi, il che è un’impresa sempre difficile. L’intervista che ho chiesto a Daniele Ramadan, che trovate in questo articolo, è nata grazie ai mille spunti filosofici che regala il suo lavoro. Continua a leggere

Immaginario fiabesco e apocalisse in Alessandro Bertante

Pietra nera, Alessandro Bertante
(nottetempo, 2019)

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Pietra nera è il secondo volume di una trilogia, ma non è necessario saperlo. Non ho letto Nina dei lupi, primo capitolo della saga di Piedimulo, e questo non mi ha precluso la possibilità di appassionarmi a Pietra nera e di comprendere e apprezzare la storia che viene raccontata.
Non ho usato casualmente i termini “appassionarmi” e “storia”: ciò che subito emerge dal romanzo è la grande abilità narrativa di Bertante, capace di raccontare una storia pura, di narrare finanche con un respiro epico e dovizia di dettagli tumultuose scene di battaglia, di assedi, di duelli. L’opera è composta dunque da una trama avvincente, un ritmo frenetico e una lingua che agevola la lettura. Si tratta di caratteristiche che spesso, secondo un pregiudizio tutto italiano, fanno tacciare un romanzo di anti-letterarietà – vai a capire perché, poi – e di altre fantasiose definizioni (L’amica geniale è diventata per molti una soap opera, ad esempio). Bertante – grazie a Dio – non si lascia persuadere da simili fandonie: Pietra nera è un romanzo tanto avventuroso quanto letterario. Continua a leggere

Ettore & Fernanda, un’avventura braidense

Ettore & Fernanda, Paolo Bacilieri
(Coconino Press – Fandango, 2019)

Milano, febbraio 1928.
Ettore Modigliani è il direttore della Pinacoteca di Brera da ormai vent’anni e ha appena assunto la giovane Fernanda Wittgens come “operaia avventizia”: la nuova impiegata si mette subito all’opera, confermando (e dimostrando giorno dopo giorno) la sua bravura, la sua passione, la sua risolutezza. Modigliani trova nella Wittgens una collaboratrice perfetta (capace e instancabile), e tra i due nasce presto un rapporto indissolubile di sincera amicizia e stima reciproca.

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Il silenzio che distrae di Stefano Dal Bianco

Distratti dal silenzio, Stefano Dal Bianco
(2019, Quodlibet)

 

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Il dibattito che si svolge attorno alla poesia contemporanea spesso non conduce ad una radice quadrata della materia, ma è piuttosto un ribattere ampliando i punti, toccando gli stessi nodi, che ritornano sempre e restano inconclusi: ad esempio il valore della poesia, la necessità di aderire ad una forma, cosa sia la lirica oggi.

Stefano Dal Bianco, con Distratti dal silenzio – diario di poesia contemporanea, offre qualcosa di raro, cioè uno spaccato lungo più di trent’anni di militanza poetica e di interrogazioni non solo sulla valenza della poesia oggi – tema che viene solo circumnavigato – quanto, anche, sul cosa sia la poesia stessa, di cosa si compone, di quali tradizioni, e, specialmente, cosa sia lo stile, che è l’argomento cruciale che ritorna costantemente in quasi tutti gli interventi raccolti. Continua a leggere

“La ragazza che levita”: l’arte di farsi prendere sul serio dagli uomini spiegata da Barbara Comyns

La ragazza che levita, Barbara Comyns
(2019, Safarà Editore – trad. C. Pascotto)

La_ragazza_che_levita_CoverPer la prima volta in Italia nella traduzione di Cristina Pascotto per la casa editrice Safarà, La ragazza che levita è il romanzo più importante di Barbara Comyns, eclettica autrice la cui vita stessa è una piccola opera d’arte.

Nata nel 1907 in un contesto famigliare burrascoso, non ebbe la possibilità di istruirsi canonicamente, la sua letteratura nasce del tutto spontaneamente e la definisce come outsider artist. Continua a leggere

Educazione sentimentale in strada Furio Muratori

La vita dispari, Paolo Colagrande
(Einaudi, 2019)

coverTra i finalisti della 57esima edizione del Premio Campiello troviamo anche Paolo Colagrande con La vita dispari. Nel romanzo, un anonimo narratore raccoglie la testimonianza e i ricordi dello zio Vilmer Gualtieri riguardanti un suo amico d’infanzia, tale Buttarelli detto Buz (e questo è tutto ciò che sapremo di lui, non ne scopriremo mai il nome), partendo da una sua apparizione incredibile perché successiva all’effettivo momento della sua morte.
Si approfitta poi di questo evento per ritornare – non senza digressioni e circonvoluzioni – all’infanzia di Buttarelli e raccontarne la formazione.
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Brother di David Chariandy non convince

Brother, David Chariandy
(Chiarelettere, 2019 — trad. Federica Aceto)

copertinaMichael e Francis sono due giovani fratelli, nati e cresciuti nel Park, un quartiere popolare canadese. La loro vita è quella dei ragazzi della strada, tanti come loro in quel piccolo mondo fatto di sogni giovanili infranti, lotte tra gang, tentativi di vivere la giornata, violenza e povertà. Francis è il fratello maggiore, un modello che Michael cerca sempre di seguire e recuperare quando, ormai più maturo, il primo prende una via diversa, lontano dalla sua casa e da una madre all’apparenza forte e severa, ma che cela infinito amore ed enormi debolezze. Continua a leggere

Il gotico di “Arruina” e il Grande Romanzo Meridionale

Arruina, Francesco Iannone
(Il Saggiatore, 2019)

Arruina-350x485Il sud non è una storia semplice. È una pietra sfaccettata che ogni volta che la lasci cadere atterra su un lato diverso. Non è facile da raccontare. È una materia inafferrabile, e forse proprio per questo nei romanzi degli scrittori meridionali, senza eccezioni, si trova sempre, dosata in quantità diverse, l’ambizione di afferrarla. È come il mito del Grande Romanzo Italiano: siamo in cerca di un Grande Romanzo Meridionale, e con ogni probabilità non diremo mai di averlo trovato. Continua a leggere