Un altro articolo su “L’amica geniale” di cui non si sentiva il bisogno

DISCLAIMER: Questa non è una recensione, non è un articolo serio, ma non è neanche del tutto scherzoso. Come si evince dal titolo, è solo un’altra opinione non necessaria che non riesco a tenere per me stessa. Leggete a vostro rischio e pericolo. No spoiler. 

Decido di scrivere un articolo sulla quadrilogia de L’amica geniale di Elena Ferrante. L’ultimo episodio della serie tv tratta dal primo volume è andato in onda appena tre settimane fa e persino i miei conoscenti più insospettabili ne hanno visto almeno una scena. Non avrei mai pensato di poter intavolare una conversazione su uno dei miei libri preferiti durante il pranzo di Natale, ma è successo persino questo. È comprensibile, dunque, se adesso ho bisogno di scriverne, ma è una decisione pericolosissima. Continua a leggere

“Questa Terra” di attese e perdite

Questa terra, Andrew Krivàk
(Einaudi, 2018)

Agli albori degli anni settanta, Jozef Vinich – capostipite di una famiglia di origini slovacche – muore dove ha messo radici: in Pennsylvania. Lascia alle sue spalle Hannah, la figlia, e i due nipoti Sam e Bo. Per qualche ragione, il ramo maschile di questa famiglia appare segnata dalla perdita e dalla violenza: il marito di Hannah diserta la guerra, per poi morire accidentalmente in uno scontro a fuoco nei boschi. Parallelamente, Sam parte per il Vietnam e vi resterà disperso. Ad aspettarlo, la sua ragazza Ruth e il figlio che dovrà nascere. L’unico a non correre rischi è Bo, che non parte per la guerra, non viene coinvolto in scontri e pistolettate. Bo raccoglie l’eredità del nonno e porta avanti la segheria, intaglia il legno e si butta a capofitto nel lavoro. Continua a leggere

Decadenza e tenacia: l’umanità secondo Amos Oz

Finché morte non sopraggiunga, Amos Oz
(Feltrinelli, 2018 – trad.  E. Loewenthal) 

 

ozÈ da poco scomparsa l’icona per eccellenza della letteratura israeliana contemporanea: Amos Oz ha vissuto con entusiasmo i più grandi eventi storici che hanno scosso il suo paese, assumendo senza tentennamenti posizioni pacifiste e di sinistra, e diventando di conseguenza un punto di riferimento imprescindibile. Tutta la sua letteratura è impregnata di una forte identità culturale, testamento artistico di un modo di vivere profondamente intrecciato alle tradizioni e alla sensibilità israeliana. Continua a leggere

Il nostro 2018: bilanci, statistiche e curiosità

Un anno di rivoluzioni

Il 2018 era iniziato con la consapevolezza che l’anno appena trascorso aveva rappresentato grandi cambiamenti. Nel 2017, infatti, il Rifugio dell’Ircocervo aveva cambiato veste: da blog personale, composto da sole due persone, era diventato un blog collettivo, accogliendo alcuni amici.

Ora, a un anno di distanza, ci sembra addirittura di aver appena vissuto un anno non di cambiamenti, bensì di rivoluzioni. Un termine esagerato, forse, ma ai nostri occhi appropriato. Continua a leggere

Le letture davvero memorabili del 2018

Le nostre letture migliori e peggiori dell’anno

Questo è il periodo dell’anno in cui le riviste e i blog letterari si divertono a fare liste e classifiche dei libri migliori pubblicati durante l’anno. Noi non vogliamo essere da meno, ma con due variazioni:

1. Dal momento che riteniamo necessario aver letto un numero statisticamente significativo di libri per poterne decretare i migliori in assoluto del 2018, ci limitiamo a segnalare i migliori tra i libri che ciascuno di noi ha letto quest’anno.
2. Accanto ai migliori, non possiamo far mancare anche i peggiori.

Molti dei libri citati sono usciti nel 2018, ma non solo, e non mancano i classici.
Cliccate su (RECE.) dove presente per leggere la recensione completa. Continua a leggere

Tutte le donne di Lucia Berlin

Sera in paradiso, Lucia Berlin
(Bollati Boringhieri, 2018 – Trad. M. Faimali)

 

berlin

Non fatevi ingannare dalla copertina da romanzo rosa. Sera in paradiso (da poco uscito per Bollati Boringhieri) non è per le signore bene che si intrattengono in spiaggia sotto l’ombrellone. Lucia Berlin ci parla di madri alcolizzate e sole, di ragazzine viziate che vengono violentate e si interrogano sui propri sentimenti, delle figlie dell’emigrazione messicana negli Stati Uniti. Donne sconvenienti, eccessive o smarrite, che hanno imparato a cavarsela da sole, con risultati più o meno soddisfacenti. C’è un umorismo sottile che in un primo momento distrae il lettore per poi restituirgli la crudezza della realtà come un macigno improvviso, pur senza autocommiserazione, senza mai scadere nel patetico o nella retorica. Anzi, il tono è distaccato e forse proprio per questo alla fine risulta più incisivo. Continua a leggere

Il presepe degli sconfitti: “Il tram di Natale” di Giosuè Calaciura

Il tram di Natale, Giosuè Calaciura.   (Sellerio, 2018)

9788838938870Questo è un libro semplice. Semplici l’ambientazione, i personaggi, l’intreccio, riassumibile in una frase o due. Semplice – o, quantomeno, evidente – anche l’intento dell’autore, già noto per il tentativo – come si legge nell’aletta posteriore del volume edito da Sellerio –  di costruire libro dopo libro “un romanzo delle strade che non hanno nome”. In queste cento pagine di Calaciura vivono personaggi che il nome ce l’hanno, ma lo perdono per strada, lo dimenticano, lo cambiano o lo vendono. Il tram di Natale esiste per raccontare le loro storie, trasportarle, non lasciarle seppellire dalla neve – o alle nostre latitudini, più spesso, dalla pioggia – della notte di vigilia.

Continua a leggere

Un Tolkien come non l’avete mai visto in “Lettere da Babbo Natale”

Lettere da Babbo Natale, J.R.R. Tolkien
(
Bompiani, 2017 – trad. M. Respinti)

Se c’è un libro che andrebbe acquistato o regalato in cartaceo per riscoprire la magia del Natale, è quello nato per ragioni familiari in casa Tolkien negli anni che vanno dal 1920 al 1943: Lettere da Babbo Natale, che in Italia è arrivato in numerose edizioni e che per Bompiani è tornato in ristampa di recente. Carta spessa e lucida, illustrazioni e fotografie per un volume che raccoglie effettivamente una magia lunga un ventennio.

Continua a leggere

“Antiche storie, le più antiche che ricordi”: uno sguardo all’Edda poetica

“Ogni uomo dev’essere di media saggezza:
non sia mai troppo sapiente;
nessuno cerchi di scrutare nel proprio destino:
meno preoccupata sarà la sua mente.”
(Hávamál, 56)

03a_Vsp_1
Prime strofe della Völuspá dal Codex Regius 2365

“Edda Poetica” è il titolo che è stato attribuito nel XVII secolo a una silloge di carmi di vario genere contenuti in un codice pergamenaceo della fine del sec. XIII. Il periodo cui risale quest’attribuzione è per l’Europa un’età di recupero antiquario, recupero che in area scandinava assume tratti peculiari e prende il nome di Goticismo. Tra invenzione e ricerca delle proprie radici, gli studiosi si dedicavano alla raccolta di ogni tipo di fonti (documentarie e materiali) che potessero disvelare informazioni inedite sulle proprie Antichità. È su questo sfondo storico-culturale che un vescovo islandese, Brynjólfur Sveinsson, ritrovò il manoscritto, più tardi regalato all’allora re di Danimarca Federico III e ricollocato nella Biblioteca reale di Copenaghen con la segnatura di Codex Regius 2365 4to. Continua a leggere

Leviatania, una favola di mare e di guerra

Leviatania, Stefano Cardoselli
(effequ, 2018)

Leviatania_Prima08-745x1024.jpgSiamo agli inizi del ‘900 e nell’oceano Atlantico si trova una struttura sgarrupata, fatta di lamiere e assi di legno consumate dall’umidità: è il Motel Atlantico, e Gebedia ne è il solitario gestore che ogni giorno indossa il suo scafandro e si inabissa per riparare i deboli sostegni della baracca, così da ritardarne l’inevitabile crollo.

Continua a leggere