“Lo Smeraldo”: il futuro distopico di Mario Soldati

Lo smeraldo, Mario Soldati
(Prima edizione: Mondadori – 1974)

phpThumb_generated_thumbnailPersonalmente, da lettore, mi piace spesso andare alla ricerca di alcune opere remote, insolite, singolari e di cui si è persa traccia. Molti sono i grandi autori del nostro ‘900 che contano titoli con queste caratteristiche nella loro vasta produzione. Tra costoro c’è Mario Soldati, che fu in grado di essere un eccellente scrittore tanto quanto uno stimato regista (ha partecipato anche alla regia di Ben-Hur, colossal del ’59 vincitore di 11 Premi Oscar). Nella sua produzione c’è un’opera atipica, Lo Smeraldo: un romanzo visionario, onirico, surreale, distopico e post-apocalittico insieme; che indaga l’angoscia e l’incertezza per un futuro che appare di distruzione e desolazione (già nel 1974 come ancora oggi) attraverso una cornice affascinante di scienze occulte e divinazioni. Continua a leggere

Se una lingua ha tendenze suicide? L’ultimo romanzo di Adrián Bravi

L’idioma di Casilda Moreira, Adrián N. Bravi
(Exorma, 2019)

BRAVI_Cop_DEF.qxp_Layout 1Adrián N. Bravi è argentino e vive a Recanati, dove lavora come bibliotecario. È ormai da più di una decina d’anni che scrive in italiano; facendolo anche piuttosto bene, a giudicare dalla sua ultima fatica letteraria. Ne L’idioma di Casilda Moreira il possesso della lingua è sicuro, la danza scrittoria condotta con maestria, la trama accattivante: tutto concorre alla costruzione di un libro piacevolissimo che non trovo motivo di sconsigliare ad alcuno. Continua a leggere

Quattro ragazzini entrano in una banca…

Quattro ragazzini entrano in una banca, Matthew Rosenberg e Tyler Boss
(Panini Comics, 2019)

M4KID001ISBN_0Paige, Berger, Stretch e Walter sono quattro ragazzini, e sono amici pur avendo caratteri radicalmente diversi: Paige è una leader nata, carismatica e tenace; Berger è un caciarone, non sta mai zitto e combina un sacco di guai; Stretch è quieto, riflessivo; Walter è introverso e appassionato di scienze (in particolar modo, di chimica). Sono un classico gruppetto affiatato, che passa le giornate alla maniera tipica dei ragazzini degli anni ’80: giocano di ruolo oppure ai cabinati, vanno a mangiare pizza, studiano (chi più, chi meno), tengono testa ai bulli della scuola e poi decidono di svaligiare una banca. 

Continua a leggere

Il riscatto di un’estate infinita: Molto mossi gli altri mari

Molto mossi gli altri mari, Francesco Longo
(Bollati Boringhieri, 2019)

copertinaMichele è un ragazzo che non si è mai spostato dalla baia di Santa Virginia; è l’unico, tra tutti i suoi amici, che in quella località trascorre anche quelle stagioni che non sono l’estate, quando i turisti sono in città a trascorrere la loro vita di sempre, i loro giardini diventano così incolti da sembrare selve e l’unico respiro che si sente è quello del mare. È una vita di attesa, quella di Michele: un’esistenza che ritorna a pulsare solamente coi primi calori di maggio, quando la baia si ripopola e le sue amicizie rispuntano per le vacanze: l’insofferente Silvia, il carismatico Guido, il Cicogna e i suoi libri, e soprattutto Micol, la ragazza ebrea da cui dipendono i tormenti amorosi e il senso dell’esistenza del protagonista. Tuffi in mare, scherzi, partite a ping-pong, escursioni e sbronze sono il combustibile con cui l’infanzia brucia sotto il sole della baia fino a settembre, quando anche le ultimi braci si estinguono e il fiore della giovinezza di Michele si richiude per l’inverno, in attesa di una nuova estate. Continua a leggere

Come diventare adulti nell’arco di una sola estate

La fine dell’estate, Serena Patrignanelli
(NNE, 2019)

la fine dell'estateNel Quartiere indefinito di una Città senza nome, la Guerra sta portando via gli uomini, i gessetti delle scuole, gli insegnanti, i soldi, l’infanzia. Mentre le strade si svuotano, i ragazzini vivono la più lunga estate della loro vita: giocano come bambini e pensano come adulti, si approcciano ai sentimenti e alla sessualità, scoprono il mondo, l’indipendenza e la solitudine. Continua a leggere

“Materia”, il romanzo per chi non ama le letture a senso unico

Materia – la fuga degli elementi, Jacopo La Forgia
(Effequ, 2019)

Materia_NewCover03Materia – la fuga degli elementi è l’esordio targato effequ di Jacopo La Forgia, classe 1990, fotografo, precedentemente apparso su riviste del calibro di Cadillac Magazine e CrapulaClub. Si tratta di un libretto molto agile con una testa di elefante sommersa per metà in copertina, alle spalle la sagoma di una città e una falce di luna in un cielo color terra. Lo diciamo subito: non è un romanzo adatto a chi ama la linearità e desidera riporre un volume con la certezza di aver disambiguato ogni interrogativo. Continua a leggere

“Il giuramento”, l’appassionata rivelazione della forza di un uomo

Il giuramento, Claudio Fava
(ADD editore, 2019)

coverNel 1931, il regime fascista coniò un giuramento di fedeltà da sottoporre ai docenti universitari di tutta Italia. Su 1250, solo dodici insegnanti rifiutarono. Claudio Fava prende ispirazione da questo evento per stilare il suo elogio di uno dei dodici: Mario Carrara, insegnante di Antropologia Criminale e Medicina Legale all’università di Torino.
Continua a leggere

Emanuele Altissimo e la tecnica del palleggio narrativo

Luce rubata al giorno, Emanuele Altissimo
(Bompiani, 2019)

65fb0fa0a3704dbca4728f95d3d4fd37-MZ72WGGYA chi scrive capita di provare l’odio letterario: una forma frustrante e genuina di ammirazione. È quello che ho provato leggendo per la prima volta Altissimo. Si trattava, nello specifico, di due racconti recuperati dal web: il primo parlava di un bambino che non sa leggere l’orologio, nel secondo c’erano dei serpenti in una lavatrice. Erano racconti brevissimi, in cui poco o niente veniva detto – seguivano con eleganza la filosofia della scrittura-iceberg: una piccola punta visibile, il resto sotto la superficie – e proprio per questo funzionavano da dio. Se la scrittura fosse una partita a scacchi, diciamo, Altissimo sarebbe uno che vince in tre mosse secche.
Continua a leggere

Abuso e violenza nella Taranto di “Adesso tienimi”

Adesso tienimi, Flavia Piccinni
(2019, TerraRossa Edizioni)

Adesso-tienimi_fronte-copertina«Sono nata a Taranto. 500 milioni di debiti e 90,3% della diossina che uccide l’Italia. Vivo in via Cagliari 32/A, in una villetta bianca con il cancello di ferro battuto arrugginito. Fumo due pacchetti di Chesterfield blu al giorno, mangio solo caramelle gommose senza zucchero e popcorn al formaggio. Nel tempo libero guardo la televisione o piango. Ho due amiche, Iolanda e Giulia. Avevo un fidanzato, prima che si ammazzasse.» 

Comincia così Adesso tienimi, il romanzo d’esordio di Flavia Piccinni, con un incipit secco e travolgente che trascina di colpo il lettore nella vita della protagonista Martina e rende difficile staccarsi dal libro fino all’ultima riga. Continua a leggere

Il quattordicesimo quaderno italiano è uscito

Quattordicesimo quaderno italiano 
(2019, marcos y marcos, in Quaderni di poesia contemporanea)

quattordicesimo-quaderno-italiano_webFinalmente l’appuntamento è giunto, il Quattordicesimo quaderno italiano (marcos y marcos, 2019) è giunto. Un’antologia che raccoglie le giovani voci italiane di poeti in transizione dalla fascia emergente a quella di affermati, in cui troviamo (in ordine alfabetico): Cardelli, Donaera, Gallo, Iemma, Lotter, Steffano, Vivinetto. Un’antologia, quest’anno, che propone un’idea di come la forma della poesia stia cambiando, sfociando verso il solco dettato dalla linea lombarda, cioè verso quella forma prosastica, che quasi tutti gli autori presenti in questo libro hanno affrontato. Inoltre, la terra da cui ciascun poeta proviene si impasta nella lingua fino all’uso del dialetto comunale, come in Steffan, o a livello paesaggistico come nella Lotter. Continua a leggere