“La custodia dei cieli profondi” e il Matto che se ne assume l’onere

La custodia dei cieli profondi, Raffaele Riba
(66thand2nd, 2018)

 

La custodia dei cieli profondiGabriele nella sua vita è stato un figlio, un fratello, un custode, forse persino un padre. Ora è il Matto, e da matto ci racconta la storia sua, della sua famiglia e di quel “pianeta periferico” chiamato Cascina Odessa, che in realtà non è altro che una casa costruita dal nonno, lontano dalle grandi metropoli e dalla vita cittadina. Qui si consumano le tre fasi dell’esistenza di un uomo che nella sua intelligenza e sensibilità non riesce comunque ad abbandonare le radici su cui è cresciuto, nonostante il resto del mondo muti e si evolva in qualcosa di nuovo e distante. Continua a leggere

Viaggio nel Mondo Piccolo di Giovannino Guareschi

La storia comincia subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, in un paesino imprecisato della Bassa*: il meccanico Giuseppe Bottazzi, detto Peppone (nomen omen) è stato eletto sindaco. Non sarebbe un evento eccezionale, se Peppone non fosse il primo sindaco comunista del paese. Eppure l’orientamento politico del sindaco sarebbe un problema, se il parroco fosse un ometto mingherlino, accomodante, interessato soltanto alle anime e alle preghiere; ma Don Camillo è un uomo di tutt’altra pasta: battagliero, atipico, non intende lasciare campo libero ai “bolscevichi”.

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“Come belve feroci”, il titolo perfetto per il romanzo di Alemanno

Come belve feroci, Giuseppe Alemanno
(Las Vegas Edizioni, 2018)

 

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La famiglia Sarmenta viene colpita da una violenta tragedia: Paolo e Enza Sarmenta vengono brutalmente squartati da Costantino Ròchira. Della famiglia Sarmenta si salvano il figlio Massimo, gli zii e il cugino Salvo.
Comincia così, senza giri di parole né fronzoli, il romanzo della fuga e della vendetta dei superstiti Sarmenta contro Ròchira. Un romanzo ambientato nella Puglia più profonda, ma che potrebbe tranquillamente essere l’America spietata dei romanzi di McCarthy, considerando le tinte pulp e noir che prende questa storia così spietata e grottesca, che ricorda per certi versi il film “Non è un Paese per vecchi”.  Continua a leggere

Frankenstein: la verità storica e le origini italiane

«Con un’ansia che assomigliava all’angoscia, raccolsi attorno a me gli strumenti atti a infondere la scintilla di vita nell’essere inanimato che giaceva ai miei piedi. Era già l’una del mattino; la pioggia batteva sinistra sui vetri e la candela avrebbe presto dato i suoi ultimi guizzi, quando, alla luce che stava per spegnersi, vidi aprirsi i foschi occhi gialli della creatura; un ansito e un moto convulso le agitarono le membra.»*

Con queste parole il dott. Victor Frankenstein descrive al Capitano Walton il momento in cui la sua creatura ha preso vita. L’idea per l’esperimento era venuta a Victor, per sua ammissione, ascoltando teorie sull’elettricità e il galvanismo. Le stesse teorie che avevano ispirato alla diciottenne Mary Shelley il soggetto di quello che sarebbe diventato uno dei classici della letteratura, destinato a cambiare l’immaginario letterario e culturale del gotico e dell’orrore. Proprio queste teorie, che portano il nome del bolognese Luigi Galvani, rappresentano il ponte tra l’Italia e Frankenstein.
Quello che qui racconterò, tuttavia, non ha a che fare semplicemente con teorie scientifiche, e non è estraneo al macabro. Continua a leggere

“L’uomo che uccise don Chisciotte” e il film che ha fatto rivivere il romanzo

È stato sulla bocca di critici e appassionati fin dal momento in cui è arrivato al Festival di Cannes, dopo 25 anni di traversie e di casualità sfortunate, eppure non è ancora chiaro se L’uomo che uccise don Chisciotte sia un film realmente di spessore, o solo l’ennesima, visionaria impresa di un Terry Gilliam che del genere fantastico e surreale è un vero e proprio mago.

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“Magellano”: il romanzo della prima circumnavigazione del globo

Magellano, Gianluca Barbera
(Castelvecchi, 2018)

 

9788832823462_0_0_0_75Sono sempre stato affascinato dalle storie di mare, che fossero i viaggi di Ulisse o degli argonauti, oppure quelli raccontati da Stevenson e Conrad; da quei romanzi epici e avventurosi, che ti facciano sentire il vento salso dell’oceano sul viso, che ti proiettino nella lotta atavica tra l’uomo e la natura. Per queste ragioni sono stato attirato dall’ultimo romanzo di Gianluca Barbera, pubblicato da Castelvecchi poco prima dell’estate. La storia di un viaggio per mare si fonde qui con la grande Storia e con la vita di un esploratore quale Magellano. Continua a leggere

Cereali al neon, un mondo illuminato dall’asincronìa

Cereali al neon, Sergio Oricci
(Effequ, 2018)

La realtà è aumentata a tal punto da rendere esigua la fantasia.
E ora che non ho più niente da inventare,
invento uno spettatore. […]
Noi siamo giovani illuminati da una realtà a risparmio energetico.
(Giovani illuminati – Eugenio in via di gioia)

 

SergioOricciCerealialneonA parte la citazione iniziale, vorrei cominciare premettendo che, mentre leggevo questo romanzo, non riuscivo a togliermi dalla testa una canzone che mi piace tantissimo: La punta dell’iceberg, ancora una volta degli Eugenio in via di gioia (band italiana che forse conosco solo io, assieme ai parenti dei componenti). Durante la lettura ogni tanto troverete qualche citazione da questa canzone in corsivo, andate a dare un ascolto magari, oltre che comprare il libro. Continua a leggere

Governare la rivoluzione del nostro tempo: il digitale secondo Baricco

The Game, Alessandro Baricco
(Einaudi, 2018)

 

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Leggendo un qualunque scambio di tweet fra Trump e Kim Jong Un il primo pensiero che romba nella testa di tutti è quello del disastro nucleare; tuttavia ne potrebbe sorgere anche un altro, più subdolo, che suonerebbe così: “non è che le recenti innovazioni tecnologiche ci hanno spinto, a nostra insaputa, a gestire la politica estera con i 280 caratteri di Twitter?” Continua a leggere

Head Lopper, ovvero: le psichedeliche gesta del Falciateste

HEAD LOPPER & THE ISLAND or A PLAGUE OF BEASTS
e
HEAD LOPPER & THE CRIMSON TOWER,
Andrew MacLean
(Image Comics, Inc., 2016 e 2018)

Premessa: di seguito si farà riferimento ai due volumi delle edizioni americane di Head Lopper editi da Image Comics, Inc. rispettivamente nell’ottobre del 2016 (che raccoglie gli spillati #1-4) e nell’aprile del 2018 (#5-8).  A settembre 2018, il primo volume della serie è stato pubblicato da Panini Comics anche per il mercato italiano: tale pubblicazione non sarà presa in considerazione, ma si ritiene comunque opportuno segnalarne la presenza.

– Now let’s go kill some things!
-Gladly.

HeadLopper_01-1Norgal il Falciateste è un guerriero. Non parla molto e del suo passato non si sa alcunché. Quello che si sa è che ha una folta barba bianca e muscoli poderosi con i quali riesce a far danzare la sua grande spada, e che condivide le sue avventure con Agatha, la testa parlante della Strega Blu che prima di incontrare la suddetta lama era l’intera Strega Blu. La loquace fattucchiera è solo una delle vittime del Falciateste, perché il mondo fantastico raccontato da Andrew MacLean è ricolmo di minacce, quindi di nemici, quindi di teste che devono essere tagliate, e bene o male la storia presenta questa semplice impostazione a caratteri generali. Tuttavia, sarebbe totalmente sbagliato (oltre che indegno) ridurre quest’opera a una sola escalation di violenza e di azione, perché la lettura, oltre a divertimento e adrenalina, è in grado di regalare ben altro

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“Le donne di Lazar'”, una saga familiare russa lunga un secolo

Le donne di Lazar’, Marina Stepnova
(Voland, 2018 – trad. C. Piazzetta)

Le donne di Lazar’ è il terzo romanzo di Marina Stepnova, con il quale la scrittrice si è aggiudicata nel 2012 il terzo posto al premio Bol’šaja kniga, il più autorevole dell’intera Federazione Russa, oltre a una menzione nella finale dei premi Russkij Booker, Nacional’nyj bestseller e Jasnaja Poljana. Si tratta, insomma, di una penna già di successo in patria, che con poche opere ha già raggiunto il traguardo della traduzione in ben 24 lingue, fra cui ora c’è anche l’italiano.

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