«Muore (applausi)»: esegesi di un aforisma

Proseguono le celebrazioni dei cent’anni di Gesualdo Bufalino. L’articolo di oggi indaga il rapporto tra personaggio e autore nelle sue opere, prendendo a confronto anche scrittori come McEwan, Capote, soprattutto Pirandello. È firmato da Alessandro Cinquegrani, professore associato all’Università Ca’ Foscari di Venezia, saggista, autore di articoli e monografie su Bufalino, collaboratore di numerose riviste tra cui l’Indice dei libri del mese, nonché già finalista al Premio Calvino e candidato al Premio Strega col romanzo Cacciatori di frodo (Miraggi, 2012).

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«Sia come vuoi, Tu che mi spii» – Bufalino e la poesia

Il primo articolo con cui indaghiamo la cosmologia dell’opera di Bufalino, in occasione del suo centenario, approfondisce l’universo poetico e teologico dell’Amaro Miele, raccolta del 1982 che “rappresenta una parte fondamentale del laborioso e stratificato cantiere sorto attorno al nucleo di Diceria dell’untore”.
Lo ha scritto per noi Alessandro Zaccuri, già docente all’Università Cattolica di Milano, collaboratore per le pagine culturali dell’Avvenire, curatore della serie Crocevia per NN Editore nonché stimato romanziere. Con Il signor figlio (Mondadori, 2007) ha vinto il Premio Campiello – Selezione Giuria dei Letterati, e con Lo Spregio (Marsilio, 2016) si è aggiudicato il Premio Comisso e il Premio Mondello.

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Auguri Don Gesualdo – Cent’anni di Bufalino

Il 15 novembre del 1920, a Comiso in provincia di Ragusa, nasceva Gesualdo Bufalino, seduttore di spettri, voce unica e inimitabile del Novecento italiano, tra le espressioni più alte di quel che significa fare Letteratura. In occasione del suo centenario, dedichiamo al grande scrittore siciliano una settimana di articoli firmati da scrittori, critici, studiosi per indagare la cosmologia dell’opera bufaliniana.

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Nella mente della scrittrice: Valentina Durante

Enne, di Valentina Durante
(Voland, 2020)

Giorgia Tribuiani, già autrice di Guasti (Voland) e collaboratrice con la Bottega di narrazione di Giulio Mozzi, inaugura la nuova rubrica “Nella mente dello scrittore“: interviste a scrittori e scrittrici che partono dalle loro opere per poi discutere del lavoro scrittorio vero e proprio: abitudini creative, le logiche dietro alle scelte linguistiche e di stile, e tutti aspetti “fisici” della narrazione come processo artigianale. L’ospite del primo appuntamento è Valentina Durante.

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La casa delle madri: l’esordio di Daniele Petruccioli

La casa delle madri, Daniele Petruccioli
(TerraRossa Edizioni, 2020)

La-casa-delle-madri_fronteLe emozioni non mentono mai. Non mentono perché nascono da impulsi sensoriali e percettivi che, scaturendo in reazione a stimoli esterni, dal profondo ci urlano qualcosa di genuino, vero su noi stessi. Di conseguenza, è possibile affibbiare alla Letteratura – e all’Arte in generale – lo scopo apparentemente semplice di saperci emozionare, di instaurare con noi una relazione intima ed esclusiva in cui potersi riconoscere e, al tempo stesso, mettere in discussione. Se a fine lettura possiamo dire che un libro ci appartiene, allora quel libro è riuscito nell’intento più nobile a cui poteva aspirare. Personalmente, posso affermare che La casa delle madri mi appartiene.

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“I più grandi” musicisti della Guinea Bissau e le loro storie

I più grandi, Sylvain Prudhomme
(66thand2nd – trad. di A. D’Elia)

Siamo nella Guinea Bissau, una terra politicamente instabile, calda e colorata. Couto suona nei Super Mama Djombo, una band “sovversiva” che ha fatto la sua fortuna negli anni ’70. Ora non è più il chitarrista giovane e forte di un tempo, come non sono più giovani e forti i suoi compagni, ma i Super Mama Djombo rimangono un’istituzione e gli appassionati continuano a frequentare i concerti, le loro canzoni vengono mandate continuamente in radio, anche se una parte dei membri del gruppo originale si è allontanata per cercare fortuna fuori dalla Guinea Bissau.

I più grandi racconta una giornata nella vita di Couto: la sera ci sarà un grande concerto, l’evento che riunirà i vecchi e i nuovi membri, ma la giornata comincia nel peggiore dei modi, con una notizia destinata a sconvolgere la vita della band e dei suoi innumerevoli fan. Dulce è morta. Dulce, la celebre cantante del gruppo, che ha lasciato i Super Mama Djombo per assecondare la stabilità di un matrimonio conveniente, ma che è stata anche l’anima e il cuore della band, la ragione del loro successo. Dulce, il primo grande amore di Couto, mai dimenticato del tutto.

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L’orrido minimo necessario – L’ospite e altri racconti di Amparo Dávila

L’ospite e altri racconti, Amparo Dávila
(Safarà, 2020 – Trad. G. Zavagna)

davilaUna caratteristica della narrativa di qualità è quella di ispirare sempre nuove storie. Dopo aver letto un buon libro, può capitare che il lettore immagini delle situazioni alternative che sarebbero potute accadere all’interno dell’opera, perché in sintonia con lo stile, il genere e il tipo di personaggi narrati. Un’opera di qualità è in grado di stimolare l’immaginazione dei suoi lettori, forse anche di lasciare un segno nella letteratura a venire. Non sono in grado di prevedere se e quanto influente sarà L’ospite e altri racconti di Amparo Dávila, ma posso dire di aver fatto esperienza del suo fascino: sono convinta che la raccolta, per lo meno nell’immediato presente, meriti l’attenzione del pubblico Continua a leggere

La voce narrante dai margini: intervista (tardiva) a Jonathan Bazzi

Febbre, Jonathan Bazzi
(2019, Fandango)

Di Febbre di Jonathan Bazzi si è già detto tanto: il romanzo è stato vincitore di numerosi premi, finalista allo Strega 2020 ed è stato definito come un piccolo caso editoriale dell’ultimo anno e mezzo.
Nel suo libro di esordio, Jonathan racconta la sua storia, che è quella di un ragazzino cresciuto a Rozzano (un quartiere molto difficile della periferia milanese) e insieme quella di un giovane uomo che, un giorno, scopre di essere sieropositivo. I due piani narrativi si alternano, e l’effetto che ne deriva è quello di un racconto fortemente incentrato sulla sfera del dolore personale e dello sviluppo dell’io per mezzo di esso.

Ho voluto impostare questa (tardiva) intevista in primis per focalizzare alcuni aspetti di Febbre che, nei tam-tam delle recensioni e dei confronti con l’autore sospinti dal successo del romanzo, forse non sono stati individuati come meritavano. In particolare, il punto di congiunzione tra autobiografismo e rispecchiamento collettivo (elemento che, dato il plauso generale a Febbre, sembra perfettamente riuscito); il rapporto tra il dolore personale e la voce per rappresentarlo; infine, in che modo i pattern più formali come i piani narrativi rispecchiano una certa idea che Bazzi ha della sua realtà.

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Il Canto dei Nibelunghi: riscoprire un caposaldo della letteratura tedesca medievale

I Nibelunghi – La leggenda, il mito, Davide Bertagnolli
(Meltemi, 2020)

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Il Canto dei Nibelunghi, o Nibelungenlied in lingua originale, è un poema epico composto in alto-tedesco medio attorno agli inizi del XIII secolo. Nato dalla rielaborazione di materiale narrativo preesistente, a circolazione principalmente orale, formatosi in un periodo di tempo compreso fra i secc. V-VIII – materiale comprensivo di miti, racconti, leggende, ma anche vicende di un passato ‘storico’ più o meno lontano –, nel Nibelungenlied confluiscono elementi anche molto diversi, tra motivi cortesi, fiabeschi, temi folkloristici e topoi eroici. Davide Bertagnolli, docente di Filologia Germanica presso l’Università di Bologna, in questo volumetto agile ma dal solido rigore scientifico (sottoposto a double bind peer review) edito Meltemi si propone non solo di fornire una guida rapida agli specialisti, ma anche di offrire a chiunque sia interessato alla materia un approfondimento accessibile e completo. E ci riesce magnificamente.

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L’America in fiamme nei reportage di Ben Fountain

America brucia ancora. Reportage sulla campagna presidenziale 2016,
Ben Fountain
(minimum fax, 2020; trad. di A. Martinese)

Nell’attesa che si compia la beata speranza e venga il nostro salvatore Joe Biden (sì, più o meno), America brucia ancora è stata un’utile lettura per confrontare, come una traduzione con il testo a fronte, ciò che sta succedendo in queste settimane Oltreoceano, in attesa dell’ election day di martedì prossimo, e ciò che già era accaduto quattro anni fa, quando il mondo si era svegliato con la notizia sconvolgente e inattesa dell’elezione di Donald Trump a 45° Presidente degli Stati Uniti d’America. Un esito del tutto imprevisto che ha dato seguito a una letteratura sterminata di articoli, studi, analisi, retrospettive da parte di scrittori, giornalisti, sociologi, politologi. Eppure, per quanto si sia già scritto tanto, le ragioni che hanno portato circa 63 milioni di persone a votare un tale personaggio – violento, misogino, volgare, razzista, ma ha anche dei difetti – restano un quesito che suscita ancora interesse e curiosità.

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