“Pignolerie”, le poesie come non ve le hanno mai raccontate

Pignolerie, Alberto Piancastelli
(Quodlibet Compagnia Extra, 2020)

pignolerieProbabilmente ognuno di noi ha avuto un compagno di classe che metteva in discussione gli insegnamenti impartiti dalle nostre care maestre, facendo domande che noi stessi ci ponevamo, ma che non osavamo esternare. Ebbene, Pignolerie di Alberto Piancastelli (Quodlibet Edizioni, Compagnia Extra) dà voce proprio a questo compagno di classe irriverente. Ogni capitolo del libro analizza in modo certosino le classiche poesie della letteratura italiana che abbiamo imparato a memoria a scuola (Foscolo, Carducci, Leopardi e compagnia bella), scoprendovi una marea di incongruenze e assurdità. Esperto di fisica, diritto, zoologia e molto altro, il critico Piancastelli è ossessionato dalla misurazione di ogni dato (non a caso è architetto di professione). Egli tralascia del tutto l’apparato retorico e simbolico del testo poetico, che analizza alla lettera attingendo scrupolosamente da codici giuridici, carte geografiche e leggi fisiche. Procede passo per passo, elabora calcoli e ipotesi come uno scienziato che cerca di indagare un fenomeno naturale. Continua a leggere

Baldwin Unchained: su Dio, sull’amore e sulla libertà universale

La prossima volta il fuoco, James Baldwin
(Fandango Libri, 2020) – Trad. Attilio Beraldi

La prossima volta il fuoco è la quarta pubblicazione di un libro di James Baldwin (1924-1987), in edizione italiana, da parte di Fandango Libri, dopo La stanza di Giovanni nel 2017, Se la strada potesse parlare nel 2018, e Un altro mondo nel 2019. La scelta di Fandango di pubblicare in lingua italiana l’intera opera di Baldwin si inserisce all’interno di un’atmosfera di rinnovato interesse internazionale nei confronti dello scrittore originario di Harlem: in particolare, grazie al successo di critica e di pubblico del film I Am Not Your Negro (2016) di Raoul Peck, candidato al premio Oscar come miglior documentario e incentrato sulla figura e sull’opera di Baldwin, il mondo accademico e i lettori di tutto il mondo stanno riscoprendo l’autore harlemita non più solo in quanto fenomeno letterario ma sotto una nuova luce legata al suo essere uno scrittore politico essenziale per poter rileggere e comprendere la modernità in chiave postcoloniale, ossia analizzando il razzismo imperante come fenomeno strutturale alle relazioni sociali capitalistiche e in quanto dispositivo di sfruttamento delle masse subalterne attraverso cui il sistema neoliberista riesce a riprodurre sé stesso.

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“Jón”, la natura e il futuro dell’Islanda

“Jón & le missive che scrisse alla moglie incinta mentre svernava in una grotta & preparava il di lei avvento & dei nuovi tempi”, Ófeigur Sigurðsson
(Safarà Editore, 2020 – trad. S. Cosimini)

jonÈ possibile che non abbiate mai sentito nominare Jón Steingrímsson prima d’ora, ma in Islanda questo pastore vissuto nel Settecento è una vera e propria celebrità. Nato in una famiglia povera nel nord del Paese nel 1728, Jón completò gli studi grazie a un benefattore colpito dalla sua viva intelligenza e divenne diacono in un monasterio. La sua vicenda si fa poi avventurosa: l’amministratore del monastero, violento e alcolizzato, muore misteriosamente e pochi mesi dopo Jón ne sposa la ricca vedova, Þórunn.

La coincidenza tra gli eventi, unita al fatto che Þórunn partorisce una figlia evidentemente concepita prima del matrimonio, favorisce le accuse che incolpano il diacono dell’omicidio dell’amministratore. Jón, pur assolto da tutte le accuse, decide di lasciare la sua terra e di trasferirsi a sud del Paese. Qui la sua figura entra nell’epica popolare quando, il 20 luglio 1783, la colata lavica del vulcano Laki si ferma appena prima di distruggere la chiesa in cui Jón stava tenendo un appassionato sermone: da allora sarà noto come pastore del fuoco. Continua a leggere

Intervista ad Andrea Pomella sul suo ultimo romanzo: “I colpevoli”

icolpevoliibsDopo Anni luce, selezionato nella dozzina del Premio Strega 2018, e L’uomo che trema, memoriale della propria malattia o, come l’autore definisce la depressione maggiore, «cattivo umore», lo scrittore romano Andrea Pomella torna in libreria con I colpevoli (Einaudi, 2020). Nel romanzo l’autore affronta il suo percorso di riconciliazione con la figura paterna allontanatasi ben trentasette anni prima a seguito di un divorzio burrascoso, costruendo così la sua personale lettera al padre e indagando concetti quali colpa, tradimento, vergogna alla luce della propria condizione di figlio prima perso, poi ritrovato. In quest’intervista l’autore ci racconta alcuni aspetti del suo libro, oltre che della sua scrittura.

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Rosso di luna – la figura di Salomè nell’opera di Wilde

salome“C’era un sapore agre sulle tue labbra. Era il sapore del sangue?… Ma forse era il sapore dell’amore. Si dice che l’amore abbia un sapore agre.”

Queste le ultime parole che Salomè pronuncia prima che il sipario cali sul finale: scritta in lingua francese nel 1891 durante un soggiorno a Parigi, Salomè di Oscar Wilde è insieme una storia di trasformazione e di de-formazione, intrisa di toni cupi e aspetti macabri. L’opera, prima di poter salire sui palcoscenici europei, fu per anni vittima di censura. Wilde aveva sì scelto per soggetto il racconto biblico, ma nel svilupparlo ne aveva esaltato gli aspetti più crudi e perversi, rimodellando la storia del martirio di Giovanni (qui Iokanaan) sul personaggio della ragazza piuttosto che su quello della madre Erodiade. Continua a leggere

Guardare fuori dalla finestra: sul romanzo di Ilaria Rossetti

Le cose da salvare, Ilaria Rossetti
(Neri Pozza, 2020)

9788854520448_0_0_545_75Notti magiche, il film del 2018 diretto da Paolo Virzì, si chiude con quello che vorrebbe essere una specie di testamento a tutti i giovani che oggi si mettono a scrivere storie – che siano film o romanzi ha poca importanza. È un testamento breve, contenuto in una sola frase attribuibile, a quanto pare, a Furio Scarpelli, uno dei più grandi sceneggiatori del cinema italiano, che in coppia con Agenore Incrocci ha scritto capolavori immensi come I soliti ignoti, La grande guerra, C’eravamo tanto amati, La terrazza – giusto per citarne alcuni. La frase è questa: “Guardare fuori dalla finestra, sempre”. Continua a leggere

I nostri primi 5 anni

Quando l’estate arriverà, e non manca che un mese, Il rifugio dell’ircocervo compirà cinque anni. È un traguardo che a dire il vero lascia basiti. Cinque anni possono sembrare pochi, ma se pensiamo a com’eravamo cinque anni fa, a com’era questo posto cinque anni fa, a quanto noi siamo cambiati, e con noi il rifugio (e l’ircocervo stesso, nelle sue diverse versioni), allora tutto acquisisce una nuova dimensione. Ecco che cinque anni subito appaiono più lunghi e densi, quasi come un’altra vita.

Da oggi, il sito, il logo e i nostri canali social hanno una nuova veste grafica, realizzata al solito da Sara Dealbera. L’ircocervo s’accinge a soffiare sulla sua candelina. Da oggi, e per le prossime settimane che ci accompagneranno all’estate, seguiranno delle iniziative, perché l’Ircocervo esige santificare le feste. Tanto buono e caro, gli si vuol bene, ma ha la tendenza a voler stare al centro dell’attenzione. Anche lui un vezzo deve pur averlo, no? Glielo concediamo.

Sarà un modo per condividere con tutti voi la gioia di questo traguardo. Lo attenderemo insieme,  ripercorrendo ciò che sono stati questi cinque anni, e, chissà, magari provando a riservarvi anche qualche altra sorpresa più avanti.
Intanto da domani, ogni weekend, sui nostri canali social faremo una rassegna degli articoli che in qualche modo hanno tracciato la storia della rivista, dal 2015 a oggi.

Restate sintonizzati…

La libertà di un taglio che sanguina: “La parte del fuoco” di Marco Rovelli

 La parte del fuoco, di Marco Rovelli
(TerraRossa Edizioni, 2020)

La-parte-del-fuoco_coverLa vicenda contenuta ne La parte del fuoco è molto semplice: Karim è un immigrato tunisino, che, dopo la morte di suo padre e l’insoddisfazione per il lavoro presso un ufficio, ha abbandonato il resto della sua famiglia per cercare un nuovo inizio in Italia. Ci è arrivato per mare, lungo quell’infernale viaggio che le cronache stanno ricominciando a ricordarci. Elsa, invece, appartiene a un mondo diverso: è figlia di una famiglia benestante del Veneto, si sente ingabbiata in un mondo che non sa darle affetto e stimoli: anoressica e autolesionista, ha passato l’adolescenza in una clinica psichiatrica. Karim ed Elsa si incontrano per caso, e da quello sfiorarsi conflagra il loro riconoscersi. Continua a leggere

“Novantanove notti nel Lowgar” a raccontare storie

Novantanove notti nel Lowgar, Jamil Jan Kochai
(Einaudi, 2020)

9788858433218_0_0_626_75Novantanove notti nel Lowgar è l’esordio letterario di un gioavane autore di origini pakistane. Io questo dettaglio l’ho scoperto solo a lettura conclusa, e mi sembra doveroso specificarlo qui come premessa. Per la precisione, Jamil Jan Kochai è nato in un campo profughi afgano in Pakistan, ma è cresciuto negli Stati Uniti e ha iniziato a dedicarsi alla letteratura direttamente in inglese, reinterpretando la sua cultura d’origine in un romanzo profondo e maturo, difficilmente assimilabile all’idea di un’opera prima.

Novantanove notti nel Lowgar ci porta infatti nella provincia afgana del 2005, nel pieno delle rappresaglie statunitensi post 11 settembre. Il giovanissimo Marwand e i suoi fratelli ritornano per novantanove giorni nella loro terra d’origine, dopo anni passati in America. Continua a leggere

The fall, il collasso della civiltà

The fall issue 1-6, Jared Muralt
(Tintenkilby Verlag, 2019-2020)

0224c4b1c6aef27db79ce2e276b9343fConosco la mano di Jared Muralt da qualche anno, fin da quando mi imbattei in alcuni disegni pubblicati sul suo profilo Instagram*. Neanche a dirlo, me ne innamorai subito. Proprio attraverso questo canale (e altri, come il suo sito internet**) sono venuto a conoscenza dei progetti fumettistici di Muralt, dai precedenti The end of bon voyage Hellship (Tintenkilby Verlag, 2015) – che ancora, ahimè, non ho potuto leggere – fino alla recente serie The Fall, la cui pubblicazione è iniziata nel 2019. Proprio durante questo periodo di confinamento appena trascorso ho deciso di leggere i primi sei albi spillati che attualmente costituiscono la serie, e quello che ho trovato all’interno delle prime pagine è stato senza dubbio curioso: ero a conoscenza delle tematiche post-apocalittiche del fumetto, ma non mi sarei mai aspettato che il crollo della civiltà nella storia fosse derivato proprio da una pandemia di influenza.

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