Tornano le “Classifiche di qualità”

Siamo lieti di annunciare che ritornano le “Classifiche di qualità“, e con orgoglio che Il Rifugio dell’Ircocervo è tra la riviste chiamate ad esprimere il proprio voto.

Le “Classifiche di qualità” erano state istituite dal 2009 al 2013 a opera del festival Pordenonelegge e del premio Dedalus. Dalla consapevolezza che le classifiche di vendita dei libri parlano sempre meno di letteratura – perché  condizionate dalla massiccia presenza di prodotti editoriali costruiti per cavalcare l’interesse del momento – un nutrito gruppo di “grandi lettori” votava periodicamente quelli che a suo avviso erano i migliori libri usciti in quel lasso di tempo.
La rivista culturale L’Indiscreto, edita dalla Casa d’Aste Pananti, ha oggi deciso (col placet dei fondatori della prima versione) di rilanciare sotto il proprio patrocinio una nuova edizione delle “Classifiche di qualità”. Continua a leggere

I 100 migliori libri italiani degli ultimi 200 anni

PRESENTAZIONE

La premessa è d’obbligo: una lista di libri non ha mai pretesa d’essere scienza oggettiva. Nel nostro caso abbiamo cercato di coniugare, come criteri, il giudizio della critica, l’importanza che l’opera ha avuto all’interno del clima culturale e sociale in cui è apparsa, la sua innovazione letteraria, il giudizio medio dei lettori, l’importanza del suo autore, ecc. Sono stati inclusi solo romanzi, racconti e prose saggistiche. Poesia, testi teatrali e saggi avrebbero meritato un discorso a parte.
L’obiettivo di questa lista è far scoprire opere belle e importanti di meritevoli autori che ormai sono immeritatamente poco conosciute, che, come vedrete, si alternano a quei capolavori senza tempo che rendono verdeggiante la nostra letteratura italiana. È anche l’occasione per trovare consigli di lettura.

Accanto a Calvino troverete D’Arrigo, oppure Cavani insieme a Pavese, Anna Banti con Elsa Morante, e così via. Se è vero che Silone, Fogazzaro o Leopardi hanno reso gloriosa la nostra letteratura, vero anche che un simile contributo è da attribuire a Manganelli come a Landolfi, alle opere di Bontempelli come a quelle di Savinio, eccetera.
L’ordine è rigorosamente cronologico, sia per l’impossibilità di un ordinamento cardinale sia per dar un’idea del contesto e della successione in cui queste opere sono apparse. Continua a leggere