Nella provincia del perturbante: la poesia di Pasquale Del Giudice

Piste ulteriori per oggetti dirottati, Pasquale Pietro Del Giudice
(Edizioni Ensemble, 2019)

Incredibilmente distopico seppur rassicurante è l’universo disegnato dalla mente di Pasquale Pietro Del Giudice nella sua raccolta poetica d’esordio dal titolo Piste ulteriori per oggetti dirottati, pubblicata nel 2019 da Edizioni Ensemble. Attraverso un’idea di poesia molto originale, almeno per quanto riguarda il contesto italiano, Del Giudice invita il lettore a sconfinare in un mondo solo in apparenza surreale, una realtà parallela in cui gli oggetti sono umanizzati e gli umani oggettivizzati. È solo esplorando simbioticamente queste “piste ulteriori” del cosmo oggettuale che si può percepire l’essenza del mondo, lasciando spazio alle possibilità veritative dell’immaginazione. Come fa notare esplicitamente l’autore attraverso uno dei testi-manifesto della raccolta:

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Piccole apocalissi: un intenso laboratorio sperimentale

Piccole apocalissi, Livio Santoro
(Edicola Ediciones, 2020)

Le micronarrazioni sono probabilmente tra le cose più complesse da scrivere, oltre che da leggere. Livio Santoro – che io conoscevo essenzialmente come responsabile editoriale della collana Gli Eccentrici, edita dalla casa editrice Arcoiris – ha scritto una magistrale raccolta di micronarrazioni.

I racconti proposti non solo sono il frutto di un lavoro di labor limae estremamente evidente, ma sono anche un bellissimo collage di pezzi di esistenza, a volte assurdi, a volte iper-realistici. Colpisce la bravura con cui l’autore gioca coi generi, spaziando dall’haiku al fantastico alla fantascienza e così via discorrendo: quasi come se ogni micro-racconto fosse un micro-laboratorio letterario (e in ciò è evidente l’influenza della letteratura sudamericana di cui Santoro è esperto). In ogni caso, ciò che emerge da queste brevissime narrazioni è un sentimento sempre diverso, ma estremamente netto e ben delineato. Poche parole, a volte davvero pochissime, ma precise come delle frecce. Continua a leggere

La via per l’esordio: le esperienze di scrittori e editori a confronto

Chi ci legge da un po’ sa quanto siamo attenti al panorama degli esordi, e quanto desideriamo mettere l’aspirante scrittore nelle condizioni di conoscere quello che è opportuno e quello che non è opportuno fare per cercare la via della pubblicazione (come avevamo spiegato in una imprescindibile intervista).

Per questo stesso proposito, quando mi sono trovato ad approfondire la conoscenza dell’iniziativa Il futuro davanti (una serie di incontri individuali di scouting che fanno sedere un giovane autore alla scrivania di un importante editore), ho subito pensato che potesse essere non solo un buon consiglio pratico per chi volesse pubblicare la sua opera prima, ma anche un ottimo spunto per indagare come avviene l’incontro tra un autore e un editore, cosa fa la differenza, quali fattori intervengono e qual è il punto di vista di un editore nei confronti della massiccia “offerta” di opere da parte di esordienti e aspiranti scrittori.

Abbiamo intervistato organizzazione, editori e partecipanti che sono arrivati alla pubblicazione, i quali ci hanno raccontato la loro esperienza.
Hanno risposto: Martino BALDI (coordinatore dell’iniziativa), Claudio CECIARELLI (editor E/O), Andrea DONAERA (autore NNE), Vanni SANTONI (editor Tunué) e Giorgia TRIBUIANI (autrice Voland)

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“Per chi è la notte” tra amicizia e orrore

Per chi è la notte, Aldo Simeone
(Fazi editore, 2019)

coverPer poter parlare di Per chi è la notte è necessario che io parta dalla fine. Più precisamente, dai ringraziamenti. È in questa sezione che l’autore svela l’interessante genesi del romanzo.
Il libro, infatti, nasce da una suggestione, da una vicenda storica che ben si presta come base per un racconto. Il paese di Bosconero si ispira infatti a Fabbriche di Careggine, un paese fantasma della provincia di Lucca. Il piccolo borgo di origine medievale, ormai quasi spopolato, fu abbandonato nel 1947 e sommerso dalle acque, a causa della costruzione di una diga, nel 1953. Ma se questa premessa può far scattare qualcosa nel lettore, e fargli pensare a Resto qui di Marco Balzano – anch’esso incentrato su un paese sommerso, in questo caso Curon –, Per chi è la notte non si limita ad arricchire la realtà, ma getta un ponte verso il sovrannaturale e il folklore.
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Il gotico di “Arruina” e il Grande Romanzo Meridionale

Arruina, Francesco Iannone
(Il Saggiatore, 2019)

Arruina-350x485Il sud non è una storia semplice. È una pietra sfaccettata che ogni volta che la lasci cadere atterra su un lato diverso. Non è facile da raccontare. È una materia inafferrabile, e forse proprio per questo nei romanzi degli scrittori meridionali, senza eccezioni, si trova sempre, dosata in quantità diverse, l’ambizione di afferrarla. È come il mito del Grande Romanzo Italiano: siamo in cerca di un Grande Romanzo Meridionale, e con ogni probabilità non diremo mai di averlo trovato. Continua a leggere

“Il poeta muto e altro”: L’esordio di Vittorio Parpaglioni

Il poeta muto e altro, Vittorio Parpaglioni
(I Quaderni del Battello Ebbro, 2019)

Il poeta muto e altro è il libro di esordio di Vittorio Parpaglioni, giovane poeta proveniente dalla Capitale. Molte sono le tematiche che vengono toccate all’interno del libro, tra cui spicca il tema dalla giovinezza di memoria rimbaudiana, evidente dagli stilemi che palesano questo substrato. Il libro si divide in due sezioni: la prima delle prose poetiche, il poeta muto, e la seconda di poesie. Continua a leggere

“Friday Black”: se l’umanità è perduta, tanto vale riderci sopra

Friday Black, di Nana Kwame Adjei-Brenyah
(Sur, 2019 – traduzione M. Testa)

 

Friday BlackBlack Friday, il venerdì nero. Un’usanza di origini americane esportata in tutte le principali società capitalistiche del mondo: ecco allora che una volta l’anno i negozi offrono le loro merci a prezzi stracciati, in un’unica giornata di acquisti folli che inaugura lo shopping natalizio e svuota le riserve dei magazzini. Il Black Friday è il simbolo del capitalismo più sfrenato, la festa anti-spirituale della mercificazione, il carnevale delle grandi corporation, e il titolo perfetto per una raccolta di racconti satirici e grotteschi come quella di Nana Kwame Adjei-Brenyah. Continua a leggere

“Materia”, il romanzo per chi non ama le letture a senso unico

Materia – la fuga degli elementi, Jacopo La Forgia
(Effequ, 2019)

Materia_NewCover03Materia – la fuga degli elementi è l’esordio targato effequ di Jacopo La Forgia, classe 1990, fotografo, precedentemente apparso su riviste del calibro di Cadillac Magazine e CrapulaClub. Si tratta di un libretto molto agile con una testa di elefante sommersa per metà in copertina, alle spalle la sagoma di una città e una falce di luna in un cielo color terra. Lo diciamo subito: non è un romanzo adatto a chi ama la linearità e desidera riporre un volume con la certezza di aver disambiguato ogni interrogativo. Continua a leggere

Emanuele Altissimo e la tecnica del palleggio narrativo

Luce rubata al giorno, Emanuele Altissimo
(Bompiani, 2019)

65fb0fa0a3704dbca4728f95d3d4fd37-MZ72WGGYA chi scrive capita di provare l’odio letterario: una forma frustrante e genuina di ammirazione. È quello che ho provato leggendo per la prima volta Altissimo. Si trattava, nello specifico, di due racconti recuperati dal web: il primo parlava di un bambino che non sa leggere l’orologio, nel secondo c’erano dei serpenti in una lavatrice. Erano racconti brevissimi, in cui poco o niente veniva detto – seguivano con eleganza la filosofia della scrittura-iceberg: una piccola punta visibile, il resto sotto la superficie – e proprio per questo funzionavano da dio. Se la scrittura fosse una partita a scacchi, diciamo, Altissimo sarebbe uno che vince in tre mosse secche.
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