Frankenstein: la verità storica e le origini italiane

«Con un’ansia che assomigliava all’angoscia, raccolsi attorno a me gli strumenti atti a infondere la scintilla di vita nell’essere inanimato che giaceva ai miei piedi. Era già l’una del mattino; la pioggia batteva sinistra sui vetri e la candela avrebbe presto dato i suoi ultimi guizzi, quando, alla luce che stava per spegnersi, vidi aprirsi i foschi occhi gialli della creatura; un ansito e un moto convulso le agitarono le membra.»*

Con queste parole il dott. Victor Frankenstein descrive al Capitano Walton il momento in cui la sua creatura ha preso vita. L’idea per l’esperimento era venuta a Victor, per sua ammissione, ascoltando teorie sull’elettricità e il galvanismo. Le stesse teorie che avevano ispirato alla diciottenne Mary Shelley il soggetto di quello che sarebbe diventato uno dei classici della letteratura, destinato a cambiare l’immaginario letterario e culturale del gotico e dell’orrore. Proprio queste teorie, che portano il nome del bolognese Luigi Galvani, rappresentano il ponte tra l’Italia e Frankenstein.
Quello che qui racconterò, tuttavia, non ha a che fare semplicemente con teorie scientifiche, e non è estraneo al macabro. Continua a leggere

“Libri liberi”: la libreria dove tutto è gratuito

C’è un posto dove i libri non si vendono e non si comprano. Il suo aspetto è quello di una libreria, e i libri effettivamente ci sono, i più belli sono anche esposti in vetrina, ma non c’è nessun registratore di cassa, perché quei libri sono a disposizione di chi vuole. Ma non come una biblioteca: il libro, se vuoi, rimane a te. È a tutti gli effetti una libreria – piccola, per la verità, solo una stanza – dove i libri non si vendono: circolano, liberamente. Da qui il nome di questo posto magico: LIBRI LIBERI. Continua a leggere