André Malraux, il mitomane che ha narrato la vertigine di vivere

La condizione umana, romanzo ammantato di mito e di leggenda, è stato un libro di culto per diverse generazioni. Lo dimostrano i nomi illustri di chi lo ha stimato, ma anche il caso di un omicidio avvenuto in Francia nel ’49 a opera di due minorenni. Oggi, tuttavia, resta forse poco dell’eredità del suo autore, che non è stato tutto ciò che aveva detto di essere.


Quando si parla di André Malraux, i confini tra realtà e leggenda si confondono. È stato «il figlio del secolo», tra i favoriti per il Nobel[1], l’eroe rivoluzionario che avrebbe combattuto in Indocina e nella Guerra Civile spagnola, per oltre un decennio Ministro della Cultura e della Propaganda per Charles de Gaulle, autore del «livre du siecle»[2] che è quel La condition humaine considerato tutt’ora in Francia uno dei romanzi più importanti del Novecento[3]; ma è stato anche, prima ancora che tutto questo, un falsario, un baro, un mistificatore, un mitomane; autore, oltre che di romanzi, di un’agiografia personale con cui ha creato il mito di sé.

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“La stagione delle prugne”: lo sguardo dell’Africa sul Novecento

La stagione delle prugne, Patrice Nganang
(66thand2nd, 2018 – trad. di M. Lapenna)

61811r8i9dLPatrice Nganang è un autore tanto apprezzato in Francia (Prix Marguerite Yourcenar) quanto osteggiato nel suo paese d’origine: in Camerun, infatti, è stato incarcerato e privato dei diritti civili per aver osteggiato il regime. Pur costretto all’esilio, Nganang non rinuncia al legame con la sua patria. Come in altre sue opere, anche la La stagione delle Prugne (pubblicato a novembre) parla della sua terra.

In particolare questo corposo romanzo muove dalla pregevole volontà di affrontare la Grande Storia del Novecento dalla prospettiva africana, e in particolare camerunese. Della Seconda Guerra Mondiale abbiamo letto e visto di tutto, ma forse non abbiamo mai abbracciato il punto di vista africano, dei popoli colonizzati e sacrificati in prima linea nelle file dei grandi imperi europei. Sono i grandi esclusi della storia. Continua a leggere