26 anni e già per la terza volta allo Strega: intervista a Claudio Volpe

Nato a Catania nel 1990, Claudio Volpe è tra i più giovani autori del panorama letterario italiano. Viene candidato allo Strega già nel 2012, poco più che ventenne, nientemeno che da Dacia Maraini, la quale da subito scommette sul suo talento. Il suo romanzo d’esordio, Il vuoto intorno, sorprende molti critici per la maturità dimostrata da uno scrittore così giovane. Arriva in finale anche al Premio Flaiano.
Quest’anno Volpe è allo Strega per la terza volta, un traguardo ancor più eccezionale se si prende in considerazione la sua età. Il suo romanzo, La traiettoria dell’amore, è edito da Laurana.
Di queste ed altre cose abbiamo parlato con lui. Continua a leggere

I 100 migliori libri italiani degli ultimi 200 anni

L’obiettivo di questa lista non è costituire un canone avere una pretesa che non sia semplicemente quella di dare consigli di lettura e invitare a conoscere la letteratura italiana in profondità, al di là dei soliti grandi nomi. Se è vero che Pirandello, Svevo o Leopardi hanno reso gloriosa la nostra letteratura, vero anche che un simile contributo è da attribuire a Manganelli come a Landolfi, alle opere di Bufalino come a quelle di Malaparte, ecc.

Vogliamo qui far scoprire a chi ancora non le conosce quelle grandi opere che eppure sono meno conosciute, rinomate e lette dai più, e che, come vedrete, si alternano ai capolavori senza tempo che noi tutti conosciamo. Infatti la presenza di alcuni titoli desterà probabilmente sorpresa in qualcuno. Alcune di esse hanno avuto un ruolo molto importante nel panorama letterario in cui sono apparse, ma oggi sono in gran parte dimenticate (si pensi a Il mulino del Po di Bacchelli, romanzo cardine di un autore stimatissimo nel primo Novecento, tanto da essere stato candidato più volte al Premio Nobel). 

Come criteri abbiamo cercato di coniugare: il giudizio della critica, l’importanza che l’opera ha avuto all’interno del clima culturale e sociale in cui è apparsa, la sua innovazione letteraria, il giudizio medio dei lettori, il prestigio di chi l’ha scritta, ecc. Sono stati inclusi solo prose narrative. Poesia, testi teatrali e saggi meriterebbero un discorso a parte.

L’ordine è rigorosamente cronologico e non di valutazione, sia per l’impossibilità (e la mancanza da parte nostra di volontà) di un ordinamento cardinale sia per dar un’idea del contesto e della successione in cui queste opere sono apparse.

 

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Opere fuori lista degne di menzione (in ordine cronologico) (anch’essa parziale)

  • A ciascuno il suo, Leonardo Sciascia 1966
  • Altri Libertini, Pier Vittorio Tondelli 1980
  • Atlante occidentale, Giovanni del Giudice 1985
  • Casa d’altri, Silvio D’Arzo 1952
  • Cinque storie ferraresi, Giorgio Bassani 1956
  • Giù la piazza non c’è nessuno, Dolores Prato 1980
  • Il bell’Antonio, Vitaliano Brancati 1949
  • Il clandestino, Mario Tobino 1962
  • Il disertore, Giuseppe Dessì 1961
  • Il fratello italiano, Giovanni Arpino 1980
  • Il garofano rosso, Elio Vittorini 1948
  • Il ponte della Ghisolfa, Giovanni Testori, 1956
  • Il re di Girgenti, Andrea Camilleri 2001
  • Io venìa pien d’angoscia a rimirarti, Michele Mari 1990
  • L’esclusa, Luigi Pirandello
  • L’innocente, Gabriele D’Annunzio 1892
  • L’ora di tutti, Maria Corti 1962
  • La grande sera, Giuseppe Pontiggia 1989
  • La lunga vita di Marianna Ucrìa, Dacia Maraini 1990
  • La penombra che abbiamo attraversato, Lalla Romano 1964
  • Le cosmicomiche, Italo Calvino 1965
  • Le quattro ragazze Wieselberger, Fausta Cialente 1976
  • Le stelle fredde, Guido Piovene 1970
  • Lettere da Capri, Mario Soldati 1954
  • Materada, Fulvio Tomizza 1960
  • Menzogna e sortilegio, Elsa Morante  1948
  • Metello, Vasco Pratolini 1955
  • Narrate, uomini, la vostra storia, Alberto Savinio 1942
  • Narratori delle pianure, Gianni Celati 1985
  • Nascita e morte della massaia, Paola Masino 1945
  • Pane e vino, Ignazio Silone 1955
  • Rubé, Giuseppe Antonio Borgese 1921
  • Stella mattutina, Ada Negri 1921
  • Trionfo della morte, Gabriele D’Annunzio 1894
  • Troppi paradisi, Walter Siti 2006
  • Un anno sull’altipiano, Emilio Lussu 1938
  • Un uomo finito, Giovanni Papini 1913
  • Una vita, Italo Svevo 1892
  • Vita nei campi, Giovanni Verga 1897
  • Zebio Còtal, Guido Cavani 1961

A chi il Nobel? Tutto quel che c’è da sapere per non arrivare impreparati

Procediamo con ordine…

1. IL NOBEL ALLA LETTERATURA A UN ITALIANO, È POSSIBILE?
E se fosse la volta buona perché il Nobel alla letteratura tornasse in Italia? Il nostro paese l’ha vinto per sei volte, in media il tempo passato tra un Nobel e l’altro è di circa 17 anni: 25 anni l’attesa maggiore (tra Pirandello e Quasimodo), 8 la minore (tra Deledda e Pirandello). Diciasette anni in media, dicevamo. Beh, da Fo ad oggi sono passati 19 anni, diciamo che per una certa logica statistica, potrebbe capitare da un momento all’altro (o meglio, da un anno all’altro).

Magris il favorito numero uno, Elena Ferrante la possibile sorpresa, Dacia Maraini dietro di loro a concludere il terzetto dei papabili nostrani. Continua a leggere