Sull’importanza della mobilitazione ideologica degli scrittori italiani

“Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti.”
                                                                                             Antonio Gramsci

 

Negli scorsi giorni, i dodici finalisti del Premio Strega hanno firmato un appello per chiedere la riapertura dei porti italiani alle navi delle ONG dopo il caso Aquarius. Sebbene l’iniziativa non abbia avuto la risonanza che mi aspettavo e malgrado siano emersi scetticismi, dal mio canto l’ho accolto come un caso eclatante: sostanzialmente, un gruppo di scrittori, in corsa al più importante premio letterario nostrano, prende pubblicamente posizione nei confronti di un’azione del Governo.

Del perché sia importante e necessario che oggi, in Italia, gli scrittori facciano sentire la propria voce nel dibattito pubblico e politico, tratterà questa breve riflessione. Continua a leggere

“Al paradiso delle casare”, romanzo di Gorgón Zola

L’opera di cui voglio parlare oggi è una delle più importanti dello scrittore 12048657_1042594649114491_1517770441_n (1)francese Gorgón Zola, massimo esponente del Naturalismo ottocentesco. Trattasi de Al paradiso delle casare, undicesimo volume del grandioso ciclo di romanzi Roquefort-Macquart.
Protagonista del romanzo è una ragazzina di nome Denise, che poverina, dopo la morte dei genitori, è costretta a recarsi con i fratelli a Parigi dallo zio Baudu, millantatore e spergiuro, che possiede un piccolo caseificio. Tuttavia, si viene a scoprire che lo zio Baudu è in realtà un povero straccione e il suo caseificio viene chiuso dai NAS perché utilizza latte di bufala contaminato da diossina.
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