Anatomia del vento: conversazione con Gianfranco Di Fiore – Parte 2

Ieri abbiamo pubblicato la prima parte della densa intervista a Gianfranco Di Fiore. Procediamo oggi con la seconda e ultima parte, nella quale ci svincoliamo dai contenuti del suo romanzo e affrontiamo trasversalmente molteplici questioni legate al mondo editoriale: la metodologia cinematografica nella progettazione del romanzo, il lavoro e i maestri dietro la creazione dello stile, il curioso incontro in gioventù con Aldo Busi, gli aneddoti editoriali, il lavoro di editing che è stato fatto sul romanzo, le occasioni mancate di pubblicazione, infine l’esperienza allo Strega con Marcello Fois, e tanti altri aspetti interessanti.

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Quando sarai nel vento: conversazione con Gianfranco Di Fiore – Parte 1

Gianfranco Di Fiore è autore del possente Quando sarai nel vento, che Marcello Fois ha candidato al Premio Strega 2018. Lo dico subito, prima che iniziate a leggere l’intervista: la voce di Di Fiore è tra le più peculiari e interessanti del panorama letterario italiano. L’ho conosciuto al Salone di Torino, presso lo stand del suo editore 66thand2nd, una realtà editoriale da seguire e tenere sott’occhio. Ci siamo ritrovati tempo dopo, ne è nata una conversazione bellissima, andata avanti per ore, stimolante, a 360° su ciò ch’è dentro e fuori il romanzo, sui metodi di scrittura, sui suoi curiosi aneddoti editoriali, sulla sua formazione.

La conversazione è risultata così pregna e densa che abbiamo deciso di dividerla in due parti. Qui parliamo nello specifico di ciò che è all’interno del romanzo: ricordi, preparazione, retroscena, curiosità, contenuti, filosofia, riferimenti e quant’altro abbia dato nutrimento all’opera. Qui invece trovate la seconda parte.
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Com’è stato il Salone del Libro di Torino 2018 – Il nostro reportage

Un giorno, tutto questo. Lo slogan del Salone Internazionale del Libro di Torino, quest’anno, suona un po’ come una promessa sospesa: ognuno può completare la frase come preferisce e caricarla di un diverso significato, lasciandosi ispirare dalla bellissima illustrazione di Manuel Fior.

Per me, questo slogan descrive perfettamente l’improvvisa esplosione di confusione e vitalità che ormai da sei anni il Salone porta nella mia vita, puntuale ad ogni maggio. Un giorno, quasi cogliendomi alla sprovvista, tutto questo mi si materializza davanti: gli stand conosciuti, quelli da scoprire, le scolaresche accampate a pranzare davanti ai padiglioni, i miei autori preferiti che passeggiano mischiati tra la gente comune, la mappa che non ho mai imparato a leggere per bene. Continua a leggere