L’atomismo letterario, da Gospodinov a Manganelli

L’uomo è un essere senza inizio.
Gode, infatti, della particolare fortuna di non ricordare la genesi precisa della sua storia, su qualsiasi piano intersociale la si consideri: dall’infanzia, alla nascita della propria specie, dall’inizio del tutto. Immerso in questo divenire, l’uomo si ritrova come ad un inizio di un film: con una backstory soffusa alle spalle, senza sapere perché il regista o lo sceneggiatore abbia deciso che la sua pellicola ontologica avesse inizio in quel punto preciso. Una presa di coscienza del tutto casuale.

Partendo da questo presupposto, bisogna convenire, poi, che forse per contrappasso a questa particolarissima amnesia connaturata, l’uomo sia portato a creare opere finite: che hanno un principio, quindi una conclusione. Le strutture narrative sono l’esempio esatto del gioco tra finitezza e infinitezza. Infatti sorreggono in modo fisico l’impalcatura romanzata del libro, tutto il condominio di immagini e arabeschi letterari. Solitamente godono anche di poca attenzione nell’analisi di un’opera letteraria, passando giustamente in secondo piano rispetto alla critica classica.

L’esigenza di questo articolo è scrivere di alcune opere, collegate tra loro, che scardinano e rivoluzionano la struttura romanzesca, nonché l’intuizione dello schema narrativo [1] di stampo vogleriano. Quindi indagare una linea narrativa non convenzionale: l’ atomismo letterario. Continua a leggere

Classifica dei maggiori scrittori italiani (meno noti)

Classifica dei maggiori scrittori italiani meno noti
da leggere nella vita

Essere stato un grande scrittore, forse rivoluzionario, sicuramente da leggere, conoscere, amare, eppure, a distanza di anni o decenni dalla morte, essere sconosciuto ai più e relegato in una nicchia.

Parlando dei migliori scrittori italiani, qualcuno penserebbe ai soliti Pirandello, Levi, Sciascia, Eco e chi più ne ha più ne metta. Ma non è fare questi nomi che rientra tra i nostri intenti; invece l’intento di questa classifica è dare lustro a quella porzione della letteratura italiana (ci siamo incentrati su quella contemporanea), per certi versi più ignota ma altrettanto lodevole e grandiosa. Continua a leggere