Judith Schalansky e le cose perdute

Inventario di alcune cose perdute, Judith Schalansky
(Nottetempo, 2020 – trad. di F. Pantanella)

inventario-di-alcune-cose-perdute-d589In un tempo in cui gli strumenti narrativi prosperano (film, serie tv, fumetti, social, ecc.), e oltre a essere tanti sono anche incredibilmente efficaci, non è banale chiedersi, l’istante prima di mettere le dita sul computer, perché abbiamo deciso di raccontare la storia che abbiamo in testa con la forma del romanzo. Perché proprio il romanzo? A voler essere intellettualmente onesti dovremmo chiedercelo ogni volta che ci mettiamo a scrivere, spazzando via i preconcetti: quali sono le specifiche del libro, quali sono i caratteri che lo rendono autonomo e a suo modo essenziale rispetto agli altri strumenti? Continua a leggere