Maria e il Diavolo, una favola cupa

Come si sta al mondo, Davide Martirani
(Quodlibet, 2018)

coverUna città (una qualunque, senza nome), un appartamento soffocante, una vecchia cui badare, una costellazione di donne dell’Est Europa, più o meno giovani. Il mondo in cui vive Maria, protagonista riservata e obbediente, fa presagire una vicenda sottotono, a una storia di piccole disperazioni, umile, dimessa. Nulla di più lontano dalla realtà. Continua a leggere

“E Baboucar guidava la fila”, per una nuova letteratura migrante

E Baboucar guidava la fila, di Giovanni Dozzini
(2018, minimum fax)

e baboucar guidava la filaDietro la frenetica e rassicurante normalità della vita quotidiana nell’Italia sonnacchiosa del 2018 c’è ancora uno spazio in cui ogni gesto è ammantato dalla solennità e dalla difficoltà proprie della trama di un romanzo. In questo spazio vivono i richiedenti asilo. È di questo che parla “E Baboucar guidava la fila”, l’ultima opera di Giovanni Dozzini edita da minimum fax. Continua a leggere

Schizzi di realtà potenziale: “I sogni di un digiunatore” di Paolo Albani

I sogni di un digiunatore e altre instabili visioni, Paolo Albani
(Exorma, 2018)

Albani_COP_sitoNon è facile cominciare a parlare di un libro tanto sfuggente e tanto insistentemente diverso. Il racconto, già di per sè, è una forma narrativa destinata a lasciare molte domande aperte, ad adombrare più che a rivelare il suo spirito e la sua essenza. Se poi, come ne I sogni di un digiunatore, i racconti assumono la forma di brevissimi schizzi di realtà, di avanzi e ossicini rubati alla tavola imbandita del possibile, senza nessuna pretesa di coerenza nè – figuriamoci! – di senso, allora il primo approccio non può che lasciare disorientati. Il lettore è costretto bruscamente e in maniera ineludibile a compiere una concessione preliminare: stare al gioco che Paolo Albani suggerisce, abbandonandosi alla leggerezza di una comicità ora più colta, ora più popolaresca e surreale, ma sempre assolutamente priva di ogni morale, motivo o rilevanza.

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“Orrore”: horror per errore

Orrore, Pietro Grossi
(Feltrinelli, 2018)

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Non so neppure io perché ho deciso di leggere questo libro. Mi ha attirato con la sua copertina sgargiante dallo scaffale delle novità in biblioteca e mi sono detto: un horror italiano? Non è proprio un genere tipico della nostra letteratura, l’horror. E così, incuriosito, ho iniziato a leggere il romanzo. Non avrei dovuto: in fondo c’erano tante soluzioni più appaganti per sprecare il mio tempo.

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“Paolina”, i suoi amanti e le loro vite infelici

Paolina, Marco Lodoli
(Einaudi, 2018)

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Paolina ha quindici anni, mille pensieri che le affollano la mente, ed è incinta. La sua vita corre a perdifiato verso un bivio, ma ormai non c’è più tempo per riflettere su quale strada sia meglio intraprendere: o tiene il bambino o lo elimina, o va a destra o a sinistra, e se non prende una decisione collasserà contro il niente che affolla la sua esistenza. Niente famiglia, niente scuola, niente ambizioni, niente. Al mondo c’è solo lei, Paolina, con quel feto che le cresce in grembo e la certezza che nessuna scelta sarà mai giusta.

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L’America del rock e un sound sovrannaturale

Josh Ewan, Vito Ricco
(Les Flâneurs Edizioni, 2018)

coverDopo anni di silenzio e lontananza dalle scene, la rockstar Josh Ewan ha pubblicato un nuovo album. Il suo nuovo agente, Oliver, lo spinge a pubblicizzarlo, ma lui si rifiuta. È irremovibile. È convinto, anzi, certo di aver prodotto un album brutto, di un livello inferiore ai precedenti, che l’hanno reso uno dei cantanti più ricchi e celebri della sua epoca.
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“Quante bugie hai detto questa sera”, l’interessante esordio di Alessio Di Girolamo

Quante bugie hai detto questa sera, Alessio di Girolamo
(TerraRossa Edizioni, 2018)

Lettore ideale: chi pensa che la letteratura non debba ammettere censure, né pudori; chi ama le opere di Nabokov e Palahniuk; chi accoglie la sfida di un romanzo che si presta a molteplici (ri-)letture; chi non ha della propria giovinezza un ricordo idealizzato. Recita questo l’aletta posteriore di Quante bugie hai detto questa sera, romanzo d’esordio di Alessio di Girolamo con TerraRossa Edizioni, da poco in libreria. Una presentazione che desta senza dubbio curiosità e che, accoppiata a una copertina dalle tinte piacevolmente pulp e a un titolo evocativo, invoglia a un’attenta lettura.
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Furland®: tra farsa e fraintendimento nel Friuli di Tullio Avoledo

Furland®, Tullio Avoledo
(Chiarelettere, 2018)

furland avoledoUn tizio barbuto abbastanza famoso una volta disse che la Storia si ripete sempre due volte; la prima come tragedia, la seconda come farsa. A dispetto delle apparenze, non è facile dare una valida interpretazione del tema a cui questa frase strizza l’occhio, ossia quello della spettacolarizzazione del dramma. Con la disinvoltura di chi entra con le mani in tasca in un locale sconosciuto, è Tullio Avoledo che – scrivendo Furland® – riesce a dare forma e sostanza alla particolare enfasi che connota il termine farsa sopracitato. Continua a leggere

La distopia siamo noi

Il passato e il presente delle distopie, tra realtà e letteratura

Quando alcuni scrittori, sin dal primo Novecento, iniziarono a concepire il luogo cattivo della letteratura, quale esito della depravazione e corruzione a cui l’umanità sembrava condannata, il futuro appariva indubbiamente una promessa enigmatica quanto drammatica. Quel futuro è già oggi, è il nostro presente se non il nostro passato – lontano è ormai il 1984 – e a ben guardarci intorno, con attenzione, possiamo notare ciò che a primo acchito non ci appare: che il luogo cattivo si annida ovunque intorno a noi, in ogni angolo, in ogni speranza, nascosto in agguato da qualunque direzione.
Viviamo nella “società del rischio”[1], siamo la generazione che, parafrasando Bauman, più di tutte fa esperienza di un eccessivo – quanto immotivato – senso di insicurezza ogni giorno[2]. E vien facile capire quant’è naturale che la distopia proliferi così tanto nella produzione artistica: dalla letteratura al cinema e alla televisione, dall’illustrazione ai videogiochi. Perché tutto oggi è distopia. La distopia siamo noi. Continua a leggere

Viaggio nel Mondo Piccolo di Giovannino Guareschi

La storia comincia subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, in un paesino imprecisato della Bassa*: il meccanico Giuseppe Bottazzi, detto Peppone (nomen omen) è stato eletto sindaco. Non sarebbe un evento eccezionale, se Peppone non fosse il primo sindaco comunista del paese. Eppure l’orientamento politico del sindaco sarebbe un problema, se il parroco fosse un ometto mingherlino, accomodante, interessato soltanto alle anime e alle preghiere; ma Don Camillo è un uomo di tutt’altra pasta: battagliero, atipico, non intende lasciare campo libero ai “bolscevichi”.

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