“Azzorre”: il pellegrinaggio laico di Cecilia M. Giampaoli

Azzorre, Cecilia M. Giampaoli
(Neo Edizioni, 2020) 

È l’8 febbraio del 1989 quando un aereo partito da Bergamo e diretto in Repubblica Dominicana si prepara a far scalo a Santa Maria, piccola isola dell’arcipelago delle Azzorre. E sono le 13:08 quando lo stesso aereo si schianta su un versante del Pico Alto, una collina che si alza per soli 590 metri sopra il livello del mare. Nessun sopravvissuto: muoiono equipaggio e passeggeri, in tutto 144 persone. Tra queste, il padre di Cecilia (lei in quegli istanti si trovava a scuola, faceva le elementari, aveva sei anni).

Nel giugno 2014, dopo venticinque anni di vita senza un padre, Cecilia Maria Giampaoli decide di tornare (chissà perché vien da scrivere “tornare”, Cecilia sull’isola non c’era mai stata prima, eppure il suo viaggio ha qualcosa a che fare col ritorno, con nostos e algos, insomma con la nostalgia) sull’isola di Santa Maria. Sei anni dopo, nel giugno del 2020, leggiamo il racconto di quel viaggio nel suo esordio, Azzorre, appunto, pubblicato dalla vulcanica (già che siamo in tema) Neo Edizioni. Continua a leggere

Gian Arturo Ferrari, un “ragazzo italiano” alla ricerca della propria identità

Ragazzo italiano, Gian Arturo Ferrari
(Feltrinelli Editore, 2020)

ragazzo italianoNon è mai troppo tardi per iniziare a scrivere romanzi, soprattutto per uno che ha alle spalle una vita intera nell’editoria come Gian Arturo Ferrari, ex direttore generale di Mondadori, che esordisce ultrasettantenne con Ragazzo italiano, edito da Feltrinelli e nella cinquina (pardon, sestina) del Premio Strega di quest’anno. Ferrari racconta tre lustri di storia italiana dal dopoguerra sino ai primi anni Sessanta attraverso tre fasi della vita di Ninni, che seguiamo nell’infanzia, nella pubertà e nell’adolescenza; co-protagonisti sono i luoghi della vita di Ninni, i quali rappresentano tre volti dell’Italia di quegli anni: l’Emilia rurale e contadina di Querciano, l’industria lombarda di Zanegrate e infine la Milano che si avvia verso il boom economico.

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La storia di un mondo e della sua fine: “L’erede di Montezuma” di Carlo Coccioli

L’erede di Montezuma, Carlo Coccioli
(Lindau, 2020)

Prima dell’opera, l’autore. Carlo Coccioli è nato a Livorno il 15 maggio del 1920 e, dopo una lunga e densa vita, è morto a Città del Messico il 3 agosto del 2003. Se questo nome vi dice poco o niente, non c’è da preoccuparsi: non è necessario flagellarsi per la propria mancanza, né annuire in silenzio, fingendo di conoscerlo. Per tutta una serie di motivi (in brevissimo, trattasi di intellettuale politicamente e sessualmente eretico, irrequieto, quasi nomade sul piano letterario, religioso, geografico e allergico, infine, al corporativismo), e nonostante l’apprezzamento di numerosi e più fortunati colleghi (Malaparte, Tondelli, Siti, ma l’elenco potrebbe allungarsi), Coccioli è stato riposto per anni in un angolo del canone italiano. Continua a leggere

“Pignolerie”, le poesie come non ve le hanno mai raccontate

Pignolerie, Alberto Piancastelli
(Quodlibet Compagnia Extra, 2020)

pignolerieProbabilmente ognuno di noi ha avuto un compagno di classe che metteva in discussione gli insegnamenti impartiti dalle nostre care maestre, facendo domande che noi stessi ci ponevamo, ma che non osavamo esternare. Ebbene, Pignolerie di Alberto Piancastelli (Quodlibet Edizioni, Compagnia Extra) dà voce proprio a questo compagno di classe irriverente. Ogni capitolo del libro analizza in modo certosino le classiche poesie della letteratura italiana che abbiamo imparato a memoria a scuola (Foscolo, Carducci, Leopardi e compagnia bella), scoprendovi una marea di incongruenze e assurdità. Esperto di fisica, diritto, zoologia e molto altro, il critico Piancastelli è ossessionato dalla misurazione di ogni dato (non a caso è architetto di professione). Egli tralascia del tutto l’apparato retorico e simbolico del testo poetico, che analizza alla lettera attingendo scrupolosamente da codici giuridici, carte geografiche e leggi fisiche. Procede passo per passo, elabora calcoli e ipotesi come uno scienziato che cerca di indagare un fenomeno naturale. Continua a leggere

Guardare fuori dalla finestra: sul romanzo di Ilaria Rossetti

Le cose da salvare, Ilaria Rossetti
(Neri Pozza, 2020)

9788854520448_0_0_545_75Notti magiche, il film del 2018 diretto da Paolo Virzì, si chiude con quello che vorrebbe essere una specie di testamento a tutti i giovani che oggi si mettono a scrivere storie – che siano film o romanzi ha poca importanza. È un testamento breve, contenuto in una sola frase attribuibile, a quanto pare, a Furio Scarpelli, uno dei più grandi sceneggiatori del cinema italiano, che in coppia con Agenore Incrocci ha scritto capolavori immensi come I soliti ignoti, La grande guerra, C’eravamo tanto amati, La terrazza – giusto per citarne alcuni. La frase è questa: “Guardare fuori dalla finestra, sempre”. Continua a leggere

“Raggia”, “scantu” e “surci”: ecco la Sicilia di Linda Barbarino

La Dragunera, Linda Barbarino
(il Saggiatore, 2020)

In un video pubblicato dalla sua casa editrice, il Saggiatore, Linda Barbarino siede al tavolo da pranzo, apre un’agenda e ne estrae una vecchia lettera, custodita con cura evidente. All’interno della lettera, quasi un telegramma, il mittente afferma, «da conosciuto a sconosciuta, alle sue scontentezze di provinciale esiliata», dicendo di non poterle dare altro che «un illusorio conforto a parole», rassicurandola sul fatto che «sarà il tempo a compierla, a darle coscienza di maturità e di persona». Continua a leggere

“Sommersione”, un inferno fatto d’acqua

Sommersione, Sandro Frizziero
(Fazi Editore, 2020)

 

sommesioneSecondo un detto di Eraclito “Per le anime è morte diventare acqua”, e proprio di “anime annacquate” parla il romanzo Sommersione di Sandro Frizziero da poco pubblicato da Fazi, che ci immerge nell’atmosfera nebbiosa e umida di una sottile isola lagunare ricoperta dal mare per dodici ore al giorno. L’Isola è infestata da detriti osceni, umani e non: i residui putridi rilasciati dal mare e soprattutto i suoi abitanti, che continuano a esercitare il cannibalismo dei loro antenati con le maldicenze e l’ipocrisia. Esistenze disperate e senza progetto, che vivono in un luogo in cui tutto è sempre uguale a sé stesso, in cui non c’è futuro diverso dall’inabissamento totale.

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Dialoghi con Anchise – Walter Siti (seconda parte)

La letteratura deve avere uno scopo? Come cambia la vita vincere il Premio Strega? E l’invidia per i colleghi o l’ambizione influenzano il modo di scrivere? E che consiglio può dare agli aspiranti scrittori?
Questo e anche molto altro nella seconda parte dell’intervista a Walter Siti (qui trovate la prima) per il progetto Dialoghi con Anchise: una vera e propria lezione di letteratura.
Potete anche scaricare la versione integrale per leggerla su altri dispositivi:  PDF  MOBI – EPUB

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Dialoghi con Anchise – Walter Siti (prima parte)

Diamo il via al progetto Dialoghi con Anchise, un ciclo d’interviste letterario-generazionali agli scrittori italiani più influenti degli ultimi vent’anni. Avevamo illustrato il progetto in questo articolo. Non si poteva che iniziare da un maestro: ecco dunque l’intervista a Walter Siti, a cura di Michele Maestroni e Pierpaolo Moscatello. Di seguito la prima parte; la seconda è già disponibile QUI.
Potete anche scaricare la versione integrale per leggerla su altri dispositivi:  PDF  MOBI – EPUB

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Dialoghi con Anchise: il nostro nuovo progetto

Dialoghi con Anchise è un nuovo progetto su cui puntiamo molto: un ciclo di interviste con i più grandi autori italiani. Ma di che si tratta nello specifico? A quale esigenza risponde? E perché questo nome? Ce lo racconta l’ideatore Pierpaolo Moscatello, in attesa dell’uscita, domani, della prima intervista rivolta a un vero maestro, già vincitore del Premio Strega. Continua a leggere