Breve articolo contro la noia

La funzione originaria del racconto è la trasmissione dell’esperienza. Millenni fa, quando non avevamo ancora imparato a coltivare la terra, dipingevamo i muri e ci raccontavamo le avventure della caccia: i più anziani ricordavano ai più giovani cosa fare e cosa non fare se volevano salvare la pelle, e queste lezioni, invece che di teorie generali e astratte, avevano la forma di storie, e cioè in buona sostanza di immagini precise, che fossero disegnate o pronunciate – quanto più potente è un’immagine nella sua specificità, tanto più facile è conservarla nella memoria.

È difficile affermare con certezza fino a che punto questa funzione antropologica del racconto sia sopravvissuta. La Recherche, i fumetti di Topolino, Black Mirror, l’ultimo film di Malick: possiamo dire che sono tutti accomunati dalla finalità di insegnarci a sopravvivere? Forse. Occorrerebbe uno studio amplissimo – un lavoro che di certo non ho gli strumenti né lo spazio per compiere in questo articolo. Tuttavia a mio avviso resta una porzione del problema, una cosa di cui è possibile parlare senza il rischio di generalizzazioni ingenue, un tema specifico nei cui confronti si può avere un atteggiamento tollerante oppure assolutamente contrario: e non mi attardo a dire che il mio è assolutamente contrario. Il tema è questo: la noia. Continua a leggere