Malaparte e l’inferno umano della ‘Pelle’

Malaparte il maledetto. Malaparte il cattolico. Malaparte il fascista. Malaparte il comunista. Malaparte lo spietato. Malaparte il pietoso. Malaparte tutto e nessuno, voltagabbana, trasformista, camaleonte, convertito, abiurante. Se la letteratura italiana fosse un giardino, Malaparte sarebbe una rosa sgargiante ma decorosa, tronfia ma delicata, che svetta solitaria da un rovo di pruni: tanto bella quanto spinosa; dolcemente profumata ma irta d’aculei.
Non c’è forse autore della letteratura che abbia saputo rappresentare tutta la contraddizione degli opposti quanto il nostro Malaparte. Così vero e così artato, che ha mescolato la realtà storica con la più immaginifica menzogna, fino al punto in cui il loro confine non solo scompare, ma cessa d’essere necessario e previsto, e più non importa cosa sia avvenuto e cosa sia inventato: tutto il reale, ci insegna Malaparte, è un’unica, grande mistificazione. Continua a leggere

Pratolini mostra al mondo che il vero amore è dei poveri

Cronache di poveri amanti

Vasco Pratolini

cronache di poveri amanti_copertinaAlcune volte, i libri destinati a cucirmisi addosso e a intervenire radicalmente sul mio modo di percepire il mondo li riconosco fin dalle prime pagine, altre ho bisogno di arrivare alla fine prima di capire quanto una lettura è stata importante per me.

Le Cronache di poveri amanti di Pratolini mi hanno catturata subito: sono bastate poche righe a vedere via del Corno, la strada di Firenze in cui il romanzo è ambientato, e a convincermi che avrei lasciato una parte del mio cuore con i suoi stravaganti abitanti.  Continua a leggere