Le storie (indubbiamente) vere e verissime di Cavazzoni

Storie vere e verissime, Ermanno Cavazzoni
(La nave di Teseo, 2019)

 

Schermata-2019-10-10-alle-14.56.52La raccolta si apre con una precisa avvertenza, un monito chiaro ed esplicito per tutti i potenziali lettori: in questa sua ultima opera, Cavazzoni intende raccontare la verità, soltanto la verità, nient’altro che la verità. Un’antologia di storie narrate senza alcuna distorsione fantastica, talmente autentiche che lo stesso autore si offre eventualmente di mettere a disposizione del lettore più scettico nome, cognome e contatti di tutti i personaggi coinvolti.

La tentazione di indagare ulteriormente su certe identità un po’ ambigue è alta, ma tutto sommato bastano poche pagine per accertare l’evidenza empirica: le Storie vere e verissime di Cavazzoni sono sicuramente autentiche. E se fanno ridere non è perché l’autore ha selezionato vicende particolarmente buffe, ma perché Cavazzoni è perfettamente in grado di far degenerare la narrazione verso lidi fantastici, irreali e satirici, senza per questo doversi scostare in alcun modo dalla verità dei fatti. Continua a leggere

“La lingua batte dove il dente duole”, parola di Camilleri e De Mauro

La lingua batte dove il dente duole – A.Camilleri, T.De Mauro
(Laterza)

51y1jivdwrl-_sx326_bo1204203200_La lingua italiana è, fra quelle neolatine, la più recente e la più antica allo stesso tempo. Recente perché formalizzata da nemmeno due secoli, eppure antichissima perché già presente in nuce in innumerevoli opere letterarie, libretti musicali e parlate locali diventati veri e propri dialetti.

Riflettono al riguardo, in un continuo e affascinante dialogo, due illustri intellettuali del panorama contemporaneo: Andrea Camilleri e Tullio de Mauro.

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Proseguono le cronache del grande show di Baricco con “Il nuovo Barnum”

Il nuovo Barnum – Alessandro Baricco
(Feltrinelli)

9788807492037_quartaDa qualche mese è in libreria l’ultima pubblicazione di Alessandro Baricco per Feltrinelli, Il nuovo Barnum, terzo volume dopo una coppia di omonimi. L’idea di fondo di questo format inedito e affascinante è rimasta la stessa per tutt’e tre le volte: all’interno ci si ritrova davanti a una miscellanea di articoli di giornale apparsi ora su Wired e ora su La Repubblica, e tutti riferibili contemporaneamente al giornalismo, alla letteratura e a un nucleo che ha a che fare essenzialmente con l’esistenza.

L’ordine di apparizione della singola materia trattata non è di sicuro quello cronologico. A volte sembra consequenziale, a volte contrastivo, a volte buffo, a volte assurdo, a volte casuale e nulla più.

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Nel suo nuovo libro, D’Avenia racconta come Leopardi può salvare la vita

L’arte di essere fragili – Alessandro D’Avenia
(Mondadori)

Fu un cacciatore di bellezza, intesa come pienezza che si mostra nelle cose di tutti i giorni a chi sa coglierne gli indizi, e cercò di darle spazio con le sue parole, per rendere feconda e felice una vita costellata di imperfezioni.cover

È così che Alessandro D’Avenia – il professore di lettere più noto e più amato dagli italiani – presenta il suo “Giacomo”, un Leopardi molto differente da quello che spesso viene presentato fra i banchi di scuola e a cui si pensa immediatamente nel recitare qualche verso de L’infinito o de Il passero solitario. Nonostante, infatti, il più delle volte si associ al poeta di Recanati una visione pessimistica dell’esistenza e del rapporto fra uomo e natura, secondo l’autore di questo lungo dialogo a tu per tu con l’intellettuale dell’Ottocento, c’è ben altro della sua figura da tenere in considerazione e che, come suggerisce il sottotitolo, può addirittura salvare la vita.

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