Marta Zura-Puntaroni: l’autoritratto imperfetto di una generazione perduta

Noi non abbiamo colpa, Marta Zura-Puntaroni
(Minimum Fax, 2020)

Qualcuno, non ricordo esattamente chi, ha scritto che il ricordo che lascia un libro è più importante del libro stesso. Un libro rimane nella mente e nel cuore quando la lettura ci trasmette emozioni, che siano luminose o oscure, attraverso la possibilità di connettere le esperienze individuali all’interno di una vicenda umana collettiva, che potremmo anche definire storica e sociologica. Quando leggendo ci viene da pensare: «Questo sono io!», «Come conosco questo stato d’animo» o ancora «Anche io avrei agito così», in quel preciso istante avvertiamo i brividi sulla pelle e il battito cardiaco accelerato, ci sentiamo empaticamente compresi e legati a qualcun altro; e che cos’è d’altronde la letteratura se non il modo più autentico che abbiamo per sentirci meno soli al mondo?

Continua a leggere