Classifica dei maggiori scrittori italiani (meno noti)

Classifica dei maggiori scrittori italiani meno noti
da leggere nella vita

Essere stato un grande scrittore, forse rivoluzionario, sicuramente da leggere, conoscere, amare, eppure, a distanza di anni o decenni dalla morte, essere sconosciuto ai più e relegato in una nicchia.

Parlando dei migliori scrittori italiani, qualcuno penserebbe ai soliti Pirandello, Levi, Sciascia, Eco e chi più ne ha più ne metta. Ma non è fare questi nomi che rientra tra i nostri intenti; invece l’intento di questa classifica è dare lustro a quella porzione della letteratura italiana (ci siamo incentrati su quella contemporanea), per certi versi più ignota ma altrettanto lodevole e grandiosa. Continua a leggere

La Storia, metafora più grande

“Un infinito numero”, di Sebastiano Vassalli

Come in altra occasione avevo anticipato, ho letto Un infinito numero di Sebastiano Vassalli, divorato circa dieci giorni fa tra una andata e un ritorno in treno. Le mie aspettative non sono affatto state deluse: sapevo di starmi approcciando a uno dei più valenti scrittori italiani contemporanei e questo libro me l’ha confermato. Continua a leggere

Breve riflessione su Sebastiano Vassalli

Sapere della morte di Sebastiano Vassalli mi ha colpito particolarmente. Eppure non faceva parte di quegli autori che porto nel cuore, di quegli scrittori che ami e che riempiono di libri la tua casa. Anzi. Oggi, data della sua scomparsa, stavo per iniziare il mio primo suo libro. L’avevo comprato esattamente una settimana fa, una settimana prima della sua morte: “Un infinito numero”

Ebbene, quel che mi ha scosso, della sua scomparsa, è stata questa strana coincidenza: come sestavo per conoscerlo, scoprire di lui, scoprire la sua arte e l’avevo di fronte, ma nell’attimo stesso di porgergli la mano, lo vedo svanire, e questo “rapporto”, questa “conoscenza” restano così interrotti, in bilico, sospesi, nell’attimo stesso in cui stavano per realizzarsi.
Tra l’altro, avrei potuto persino avere l’occasione di vederlo personalmente, tra poco più di un mese, a Venezia, dove il Premio Campiello l’avrebbe onorato del prestigioso premio alla carriera.

Di lui mi avevano attratto l’aspetto storico dietro ognuno dei suoi libri, questo riscoprire la storia. E non nascondo che ad avermi incuriosito sia stata anche la particolare considerazione che avevano di lui all’estero: non a caso è stato candidato quest’anno al Premio Nobel da un’università proprio svedese, e in Svezia aveva tenuto una serie di incontri e presentazioni, suscitando l’attenzione dell’Accademia.
Ripenso a questa strana coincidenza, ora che sfoglio le pagine del suo libro. Non sono persona che trova un senso alle coincidenze, o meglio non sempre, men che meno credo possano avere un significato in questo caso.

Eppure, mi sento turbato, come da un senso di incompiuto, come se avessi perso un’opportunità. Quel che poi penso è che l’eternità è il privilegio concesso agli artisti.

20150727_163048-1