Ha ancora senso scrivere saggi?

FinfinNel primo capitolo de La fine della fine della terra, una raccolta di saggi di Jonathan Franzen pubblicata l’anno scorso da Einaudi, l’autore americano si interroga sulla dimesione del saggio critico contemporaneo. Quella che segue è una mia riflessione, conseguente a una lettura che ha suscitato in me una semplice domanda: «ha ancora senso, oggi, scrivere un saggio?».
Per Franzen viviamo nell’epoca d’oro del saggio in quanto, scimmiottando i social media, anche il saggio parte dell’assunto che «anche la più piccola micronarrazione soggettiva meriti non solo un’annotazione privata, come in un diario, ma una condivisione con altra gente». Continua a leggere

Mio padre, il pornografo: lo specchio della genitorialità

Mio padre, il pornografo, Chris Offutt
(2019, minimum fax – trad. R. Serrai)

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C’è un luogo in cui le persone riversano tutti i rimpianti e le ambizioni, le promesse e le paure: i loro rapporti coi genitori.

Spesso, più di quanto ci faccia piacere ammettere con noi stessi, i genitori sono il mito da abbattere e l’ambizione da raggiungere: viviamo nell’eterna dicotomia di emanciparci da loro – dicendo a noi stessi: Io non sono come Te – e di renderli orgogliosi, facendo ciò che hanno fatto loro, magari meglio. Continua a leggere

Dalla miseria al Nuovo Mondo: si chiude l’epopea dei De Boer

La terra promessa, Matteo Righetto
(Mondadori, 2019)

 

coverNelle ultime pagine de L’ultima patria avevamo lasciato i fratelli De Boer, la Jole e il giovane Sergio, su un treno diretto a Padova, rassegnati ad abbandonare la terra natia. La terra promessa, il romanzo che conclude la cosiddetta Trilogia della Patria, riprende da questo stesso punto.
Dopo un viaggio massacrante i De Boer sono arrivati a Genova; lì stringono amicizia con un’altra famiglia di emigranti, con cui si imbarcano verso l’America (la terra promessa del titolo). Continua a leggere