Momenti dell’essere: Al Faro di Virginia Woolf

Nel 1939, Virginia Woolf scrive: «Fino a quarant’anni e oltre fui ossessionata dalla presenza di mia madre. Poi un giorno, mentre attraversavo Tavistock Square, pensai al faro: con grande, involontaria urgenza. […] Scrissi il libro molto rapidamente, e quando l’ebbi scritto, l’ossessione cessò». È a questo passo del diario di Virginia Woolf che generalmente si riconduce l’autobiografismo presente in To the Lighthouse (1927), punta di diamante dell’intera produzione woolfiana e tra le più grandi opere del Novecento, a cui l’autrice – sin dall’inizio della stesura – non affibbia la nomea di romanzo, bensì quella più personale di elegia. Continua a leggere