“E Baboucar guidava la fila”, per una nuova letteratura migrante

E Baboucar guidava la fila, di Giovanni Dozzini
(2018, minimum fax)

e baboucar guidava la filaDietro la frenetica e rassicurante normalità della vita quotidiana nell’Italia sonnacchiosa del 2018 c’è ancora uno spazio in cui ogni gesto è ammantato dalla solennità e dalla difficoltà proprie della trama di un romanzo. In questo spazio vivono i richiedenti asilo. È di questo che parla “E Baboucar guidava la fila”, l’ultima opera di Giovanni Dozzini edita da minimum fax. Continua a leggere

Il ritorno di Murakami in libreria con “L’assassinio del commendatore”

L’assassinio del commendatore, Haruki Murakami
(Einaudi, 2018 – trad. A. Pastore)
 

«Dal maggio di quell’anno fino all’inizio dell’anno seguente vissi in montagna, all’imbocco di una stretta valle. L’estate a fondo valle pioveva senza sosta, ma sulle alture di solito faceva bel tempo. Questo grazie al vento che soffiava da sud, dal mare. Il vento portava nuvole gonfie d’acqua che si abbattevano sulla valle e ne risalivano i versanti scaricando la pioggia di cui erano gonfie. Dato che la casa in cui vivevo si trovava proprio su un crinale, succedeva spesso che nel giardino davanti splendesse il sole, mentre sul retro pioveva a dirotto. All’inizio mi pareva molto strano, ma col tempo mi ci ero abituato, anzi, finii per trovarlo normale». Basta l’incipit per dirlo: è proprio lui, Haruki Murakami.

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“Quante bugie hai detto questa sera”, l’interessante esordio di Alessio Di Girolamo

Quante bugie hai detto questa sera, Alessio di Girolamo
(TerraRossa Edizioni, 2018)

Lettore ideale: chi pensa che la letteratura non debba ammettere censure, né pudori; chi ama le opere di Nabokov e Palahniuk; chi accoglie la sfida di un romanzo che si presta a molteplici (ri-)letture; chi non ha della propria giovinezza un ricordo idealizzato. Recita questo l’aletta posteriore di Quante bugie hai detto questa sera, romanzo d’esordio di Alessio di Girolamo con TerraRossa Edizioni, da poco in libreria. Una presentazione che desta senza dubbio curiosità e che, accoppiata a una copertina dalle tinte piacevolmente pulp e a un titolo evocativo, invoglia a un’attenta lettura.
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Ama soprattutto la vita: “La cattiva strada” di Japrisot

La cattiva strada, Sébastien Japrisot
(Adelphi, 2018 – trad. S. Mambrini)

japrisotQuando La cattiva strada viene pubblicato in Francia per la prima volta il suo autore, che si fa chiamare con lo pseudonimo di Sébastien Japrisot, ha appena 19 anni. Questo dato sarebbe sufficiente a suscitare l’interesse della critica verso un’opera che parrebbe guidata da una penna molto più esperta, ma è anche il 1950 e il volume viene accolto con qualche perplessità: non possiamo biasimare del tutto la critica francese, dato che la storia d’amore raccontata da Japrisot è audace anche per gli standard contemporanei. Continua a leggere

“E tutto divenne luna”, ovvero 19 affascinanti racconti bulgari

E tutto divenne luna, Georgi Gospodinov
(Voland, 2018 – trad. G. Dell’Agata)

Grazie a Voland, Georgi Gospodinov torna nelle librerie italiane con un’opera significativa e sui generis. Si tratta di E tutto divenne luna, una raccolta di 19 racconti poco adatti a un certo “gusto Occidentale”, stando alle critiche che sono state mosse all’autore nel momento in cui la sua fama ha superato i confini nazionali e ha fatto storcere il naso a un paio di colleghi, come fa notare Giuseppe Dell’Agata nella postfazione. In realtà, i suoi sono i racconti perfetti per una società come la nostra: globalizzata e sentimentalista, voyeurista quando si tratta dei popoli che respirano poco più in là del proprio naso e pronta però a prenderne le distanze alla prima occasione.

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Il coraggio delle “Donne che parlano” raccontato da Miriam Toews

Donne che parlano, di Miriam Toews
(Marcos y Marcos, 2018 – trad. M. Balmelli)

Donne-che-parlano_webBolivia, 2011: diventa un caso nazionale la condanna di un gruppo di uomini della colonia mennonita di Manitoba, colpevoli di aver narcotizzato e stuprato sistematicamente per anni le donne della loro comunità. Donne che parlano, l’ultimo romanzo di Miriam Toews edito da Marcos y Marcos nella traduzione di Maurizia Balmelli, è – secondo le parole dell’autrice stessa – insieme una risposta narrativa a questi fatti di vita vissuta e un atto di immaginazione femminile. Continua a leggere

“Le donne di Lazar'”, una saga familiare russa lunga un secolo

Le donne di Lazar’, Marina Stepnova
(Voland, 2018 – trad. C. Piazzetta)

Le donne di Lazar’ è il terzo romanzo di Marina Stepnova, con il quale la scrittrice si è aggiudicata nel 2012 il terzo posto al premio Bol’šaja kniga, il più autorevole dell’intera Federazione Russa, oltre a una menzione nella finale dei premi Russkij Booker, Nacional’nyj bestseller e Jasnaja Poljana. Si tratta, insomma, di una penna già di successo in patria, che con poche opere ha già raggiunto il traguardo della traduzione in ben 24 lingue, fra cui ora c’è anche l’italiano.

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“Gli Undici” di Michon, o l’affascinante storia di un quadro inesistente

Gli Undici, Pierre Michon
(Adelphi, 2018 – trad. G. Girimonti Greco)

Gli Undici di Pierre Michon, uscito in Francia nel 2009 e vincitore del Grand prix du roman de l’Académie française nello stesso anno, è un esperimento narrativo probabilmente senza eguali. Una storia nella storia, che parla della Storia. Ovvero: la vicenda di un pittore, raccontata a propria volta da un uomo di un XXI secolo alternativo al nostro, incentrata su un episodio risalente a un periodo cruciale non solo per le sorti della Francia moderna, ma anche per quelle del resto del mondo.

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L’infinita varietà della vita sulle rive del Bosforo

La casa sul Bosforo, Pinar Selek
(Fandango, 2018 – Trad. A. Tosatti e C. Diez)

coverL’Istanbul di Pinar Selek rivive nelle vicende degli abitanti del quartiere Yedikule, protagonisti de La casa sul Bosforo. Per scrivere questo romanzo, l’autrice ha attinto a piene mani dai propri ricordi d’infanzia e dal proprio vissuto (il padre fu imprigionato dopo il colpo di stato del 1980, lei stessa è stata accusata di essere una dissidente e una terrorista, e vive in esilio dal 2009). Continua a leggere