Buio, il labirinto (fin troppo) misterioso di Anna Kańtoch

Buio, Anna Kańtoch
(Carbonio Editore, 2020 – traduz. di Francesco Annichiarico)

Kantoch_Buio_CoverSiamo nel 1935. Una donna di cui non scopriremo mai il nome sta per essere dimessa da un sanatorio sulle rive del Mar Baltico. Non ci è dato sapere l’esatto motivo del suo ricovero, né la terapia che ha seguito per ottenere il via libera dai medici. In questa casa di cura, che ricorda per atmosfera quella del film A cure for wellness (2016) di Gore Verbinski, tutti si adoperano per far sentire gli ospiti a proprio agio, come se fossero vacanzieri invece che pazienti; è dunque un luogo in cui, tra urla contenute e tintinnii di tazze da tè, predomina l’apparenza.

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La potenza narrativa di Olga Tokarczuk

Guida il tuo carro sulle ossa dei morti, Olga Tokarczuk
(Bompiani, 2020 – trad. di S. De Fanti)

c2bce7bde9e34aeaa9f882d97404746bNel presentare, in quarta di copertina, questo romanzo di Olga Tokarczuk, Bompiani parla di noir e soprattutto thriller. Con tutta probabilità, lo fa nel tentativo di risultare allettante a una certa, vasta porzione di pubblico, tuttavia con l’effetto distorto di allontanare chi non pratica questi generi, e cioè il vero lettore ideale dell’opera.
Ecco, io, che mai avevo letto prima la Premio Nobel polacca, e che non sono solito leggere thriller, mi sono approcciato a Guida il tuo carro sulle ossa dei morti con una certa diffidenza. E devo dire: per fortuna che alla diffidenza ho fatto prevalere la curiosità, perché si tratta di un romanzo interessantissimo e che col thriller non ha nulla a che fare. Continua a leggere

“Solaris”: se la fantascienza filosofica incontra la mitologia greca

Il titolo Solaris non sarà certo nuovo ai cultori della fantascienza né tanto meno ai cinefili: i primi conosceranno questo romanzo di Stanisław Lem, pubblicato nel 1961, come uno dei classici del genere; i secondi avranno probabilmente visto la trasposizione di Tarkovskij del 1972. Io, in verità, l’ho conosciuto in procinto di partire per Cracovia, la città di Lem, ma questa è un’altra storia… importa che ho scoperto un romanzo definito non a torto tra i più belli, intelligenti e inquietanti del Novecento[1], nel quale l’ambientazione fantascientifica, innervata da reminiscenze di mitologia greca, diventa lo scenario perfetto per indagare filosoficamente e psicologicamente un oggetto ancor più complesso, inafferrabile e affascinante dell’universo stesso: l’essere umano – con la sua riserva di limiti. Continua a leggere