“Gli dei notturni”: racconti onirici per narrare il Novecento

Gli dei notturni, Danilo Soscia
(minimum fax, 2020)

gli-dei-notturni-2242Due anni fa, appena terminata la sorprendente lettura di Atlante delle meraviglie (minimum fax, 2018), ebbi modo di scrivere: «Soscia è un illusionista che tira fuori dal suo cilindro letterario una meraviglia dopo l’altra, attraverso una scrittura di potente fantasia allucinogena capace di mistificare la realtà». Ero rimasto incantato soprattutto dal modo in cui sapeva riscrivere, reinventare la storia, come un evangelista apocrifo, narrando di personaggi reali, da Hitler a San Francesco, da Che Guevara a Gagarin, da Nietzsche a Gauguin.
Ho dunque accolto con un entusiasmo spropositato la recente pubblicazione della sua nuova raccolta di racconti, questa volta incentrata interamente su uomini e donne reali, attraverso cui fornire un affresco pittorico e inedito del ventesimo secolo. Continua a leggere

Le galassie tascabili di Etgar Keret

Un intoppo ai limiti della galassia, Etgar Keret
(Feltrinelli, 2019 – trad. A. Shomroni)

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Quando penso agli scrittori israeliani mi vengono in mente i grandi romanzieri contemporanei: Amos Oz, David Grossman, Abraham Yehoshua. Sono autori molto diversi tra loro, che hanno però in comune un certo amore per le complicazioni strutturali, la tendenza alle storie soffuse – talvolta ai limiti della pedanteria –, nonché l’abitudine a scrivere prevalentemente libri lunghi. Da qualche anno sta però emergendo – anche agli occhi di noi lettori italiani – una nuova generazione di scrittori. Su tutti Etgar Keret: uno che di faccia assomiglia a Mark Ruffalo, e che finora, in contraddizione con la genealogia letteraria che lo precede, ha scritto in sostanza solo brevissimi libri di racconti.

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Emanuel Carnevali: la riscoperta di un poeta maledetto italiano

Racconti ritrovati, Emanuel Carnevali
(2019, D Editore – trad. E. J. Pilia)

racconti ritrovati_copertinaIn Se una notte d’inverno un viaggiatore, Italo Calvino afferma che Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto: è quello che è successo ai racconti di Emanuel Carnevali tradotti da Emmanuele J. Pilia e pubblicati da D Editore nella raccolta Racconti ritrovati, da qualche giorno in libreria.

La nota curatoriale che precede i testi sottolinea infatti come questo libro sia frutto di quello che è paragonabile a un vero e proprio lavoro archeologico: sono stati recuperati e a volte tradotti per la prima volta racconti comparsi originariamente su diverse riviste americane, ognuno dei quali è un frammento della più vasta produzione letteraria dell’autore e contribuisce a sollevarla dall’oblio e dalla dimenticanza. Continua a leggere