“Sedici parole” per raccontare una doppia assenza

Sedici parole, Nava Ebrahimi
(Keller Editore, 2020 – Trad. Angela Lorenzini)

Sedici parole è la storia di Mona, ghostwriter sui trent’anni di stanza a Colonia in Germania, e del suo ritorno in Iran, Paese d’origine, a causa della morte inaspettata della sua “maman bozorg” (una delle sedici parole che significa “nonna” in persiano): sommersa dai ricordi, dagli amori sospesi e dai silenzi di un Iran inafferrabile e avvolto dai misteri, Mona, nonostante il desiderio di ritornare al più presto alle libertà della vita occidentale, deciderà di prolungare la sua permanenza oltre il rito funebre, e di intraprendere la rotta verso Bam, città antica resa spettrale da un terremoto che l’ha ridotta in macerie, accompagnata dai due vecchi amori Ramin e Siavash, il primo presente fisicamente, il secondo unicamente nei pensieri e nei ricordi, e dalla sua “maman“. Per Mona sarà solo l’inizio di una sorta di viaggio temporale alla scoperta di sé stessa e della propria identità.

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Quando l’idillio si rompe, il barbaro ride

La risata del barbaro, Sema Kaygusuz
(Voland, 2020 – Trad. di Giulia Ansaldo)

In un alberghetto sul Mar Egeo, i numerosi vacanzieri si stanno godendo le loro meritate ferie. C’è chi gioca a okey, chi prende il sole sulla spiaggia leggendo, chi preferisce starsene sul molo a chiacchierare con i soli piedi a bagno. Sembra che niente possa scalfire l’atmosfera idilliaca che si respira all’Hotel Colomba Blu, almeno fino a quando, una sera durante una passeggiata in solitaria, Turgay, ospite insieme a sua moglie, non si arrischia a svuotare la propria vescica in mare, provocando lo sconcerto di chi assiste alla scena.

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La vita vissuta dietro l’orrore: “La moglie del Colonnello”

La moglie del Colonnello, Rosa Liksom
(Iperborea, 2020 – trad. D. Sessa)

Quando studiavo storia, non ho mai dedicato più di un pensiero fugace a personaggi come Eva Braun e Claretta Petacci: la parte razionale e riflessiva di me ha sempre saputo che dovevano esser state delle persone con pensieri, emozioni e sentimenti complessi; ma l’altra parte, quella irrazionale e severa, non riusciva a dare spessore in alcun modo alle donne che avevano abbracciato gli ideali di Hitler e Mussolini fino alla morte. Non mi sono mai avvicinata alla letteratura e alla cinematografia sul loro conto e non mi aspettavo che La moglie del colonnello, recente uscita di Iperborea firmata da Rosa Liksom e tradotta da Delfina Sessa, mi mettesse con forza nella testa della compagna di un gerarca nazifascista.

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Dio nella macchina: La fabbrica dell’Assoluto di Karel Čapek

La fabbrica dell’Assoluto, Karel Čapek
(Voland, 2020 – a cura di Giuseppe Dierna)


assolutoA buona ragione, lo scrittore, giornalista e drammaturgo Karel Čapek viene tutt’oggi considerato uno degli autori cechi più importanti della prima metà del Novecento. Dopo l’opera teatrale R.U.R. (1920-21), in cui compare per la prima volta il fortunato termine robot (dal ceco robota, che significa ‘lavoro forzato’), Čapek torna a trattare la fantascienza con La fabbrica dell’Assoluto (Voland, 2020), uscito prima a puntate su rivista e poi in volume nel 1922 col sottotitolo di Romanzo-feuilleton.

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Il romanzo dei “miseri sbalorditi mortali” di Ade Zeno

L’incanto del pesce luna, Ade Zeno
(Bollati Boringhieri, 2020)

ade-zeno-lincanto-del-pesce-luna-9788833932194-4-355x540Mi auguro che L’incanto del pesce luna vinca il Campiello: il romanzo di Ade Zeno, già finalista di questo premio, è infatti una delle migliori pubblicazioni del 2020, nonché un romanzo di altissimo livello.

Il protagonista della storia è Gonzalo, cerimoniere presso la Società per la Cremazione. Per lui la morte è solo un evento, e il suo ruolo è recitare il lutto e il cordoglio quando sono le altre persone ad averci a che fare. Gonzalo è un eccezionale necroforo: recita ad alta voce salmi e poesie, empatizza con i famigliari dei morti, e, insomma, fa un lavoro che ama e in cui si diverte. Rispettato da tutti gli altri colleghi, per Gonzalo non c’è differenza tra la vestizione di  un bambino morto in un incidente, la sepoltura di un grassone infartato o la cremazione del corpo di una supermodella famosissima: i morti sono morti e basta, prima o poi finiamo tutti nello stesso posto. Continua a leggere

Tra «bloomsburiani» e metamorfosi in La signora trasformata in volpe

La signora trasformata in volpe, David Garnett
(Adelphi, 2020 – trad. di S. Pareschi)

lady into foxDopo alcune edizioni italiane dal 1957 in poi, Adelphi ripubblica, con la traduzione di Silvia Pareschi, il racconto dell’autore inglese David Garnett La signora trasformata in volpe. La short-story, uscita per la prima volta nel 1922, nasce come prodotto di una fantasticheria: pare che Garnett immaginasse spesso sua moglie nelle sembianze di una volpe, e il titolo all’inizio doveva essere semplicemente The Metamorphosys of Mrs Tebrick, ma poi, influenzato dall’incisione Daphne mouée en laurier contenuta in un libro di Ovidio che aveva a casa, l’autore scelse il più evocativo Lady Into Fox [1].

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Intervista ad Andrea Pomella sul suo ultimo romanzo: “I colpevoli”

icolpevoliibsDopo Anni luce, selezionato nella dozzina del Premio Strega 2018, e L’uomo che trema, memoriale della propria malattia o, come l’autore definisce la depressione maggiore, «cattivo umore», lo scrittore romano Andrea Pomella torna in libreria con I colpevoli (Einaudi, 2020). Nel romanzo l’autore affronta il suo percorso di riconciliazione con la figura paterna allontanatasi ben trentasette anni prima a seguito di un divorzio burrascoso, costruendo così la sua personale lettera al padre e indagando concetti quali colpa, tradimento, vergogna alla luce della propria condizione di figlio prima perso, poi ritrovato. In quest’intervista l’autore ci racconta alcuni aspetti del suo libro, oltre che della sua scrittura.

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Il mondo secondo Savelij, gatto e filosofo

Il mondo secondo Savelij, Grigorij Služitel’
(Francesco Brioschi Editore, 2020 – Trad. Sydney Vicidomini)

bri_il_mondo_secondo_savelij2_388_1_tmbLo sguardo degli animali è misterioso, enigmatico, sembra venire da un mondo completamente altro rispetto al nostro: “Se un leone potesse parlare, noi non potremmo capirlo”, diceva Wittgenstein. Al netto dei nostri ossessivi tentativi di umanizzazione degli animali sembra impossibile dar loro voce, poiché hanno un “linguaggio” che segue altre logiche ed una sintassi differente. In letteratura la scelta di narrare partendo dal punto di vista animale è ardita, perché richiede di assumere un punto di vista sul mondo assolutamente inedito. È questa la sfida che intraprende il giovane russo Grigorij Služitel’ col suo romanzo d’esordio Il mondo secondo Savelij, pubblicato da Francesco Brioschi editore, in cui un gatto ci racconta la sua vita spericolata per le vie di Mosca. Continua a leggere

Di profeti e di audaci: “Anatomia di un profeta” di Demetrio Paolin

Anatomia di un profeta, Demetrio Paolin
(Voland, 2020)

Anatomia di un profetaAnatomia di un profeta non è un romanzo. È un romanzo soltanto nella misura in cui Demetrio Paolin rinuncia alla pretesa di spiegare in termini filologico-teologici un testo che ha la pretesa di rivelare delle verità in termini mistici – il libro biblico dedicato a Geremia. Anatomia di un profeta non è ed è tante cose insieme – un breviario, un prosimetro, uno Zibaldone di autofiction. Il tutto a dispetto di un’idea di fondo chiara e semplice: dal suicidio dell’undicenne Patrick scaturiscono le riflessioni che hanno segnato la vita di un Paolin personaggio. Continua a leggere

Da dove nasce la molestia: “Forme di lontananza” di Edurne Portela

Forme di lontananza, Edurne Portela
(Lindau, 2020)

41EZwjcrOhL._SX308_BO1,204,203,200_Come si arriva a molestare la propria moglie? Come si arriva a subire violenze dal proprio marito? Qual è il principio di quel cataclisma che finisce per ingoiare la vita di una donna? Se lo chiede Alicia, giovane ricercatrice di un’università newyorkese, emigrata dai paesi baschi spagnoli, mentre si chiude a chiave in camera sua, terrorizzata e annichilita. Se lo domanda anche suo marito Matty, un uomo che alterna una cinica freddezza all’amore più dolce, fermo in ascolto e in attesa, dall’altra parte della stessa porta. Cerca, invece, di capirlo Edurne Portela, autrice di questo romanzo intitolato Forme di lontananza. Continua a leggere