dall’editoriale di Viviana Veneruso
Le caverne: luoghi bui, angusti, foderati da ruvide pareti di pietra; chi si inoltra al loro interno deve abituarsi a respirare un clima umido, un’aria madida di condensa. Questo è l’habitat che ospita il tredicesimo numero della nostra rivista. In copertina, ADA ha realizzato per noi un gigantesco ragno il cui addome ha la forma di un cuore umano, all’ingresso di una galleria che sembra invitare il lettore ad entrare.
Sulla soglia di questo numero, l’Ouverture di Graziano Gala, illustrata da Sara Dealbera, ritrae una società in cui è stato conclamato il collasso del sistema editoriale. Si trova comunque il modo di garantirsi platee gremite alle presentazioni di libri, ma è un pubblico assai bizzarro quello che si finisce per coinvolgere: appartiene più alla terra, al mondo-di-sotto – dei ragni e dei vermi – che non a quello degli uomini.
In La processione, scritto da Michela Lazzaroni e illustrato da Gemma Orlando i personaggi ricordano i prigionieri del mito di Platone, ma anche i corpi stipati ne Lo spopolatore di Samuel Beckett. Una parata di uomini obbligati a spostarsi in massa, a sfilare in eterno disposti su file. Indicibile il destino di chi rimane indietro.
È invece uno spazio chiuso in senso letterale quello che si ritrova all’inizio di Gli animali redenti, scritto da Gabriele Magro e illustrato da Arianna Farina: una camera ermetica, attrezzata dal protagonista per custodirvi la balena che ha partorito.
Nella sezione Racconti Erranti, ospitiamo un racconto dal Canada: Lo stesso naso, scritto da Evan Manning, tradotto per noi da Sofia Cavazzoni e illustrato da Giorgia Zecca. Anche qui il mondo narrato sembrerebbe uguale al nostro, se non per inquietanti infiltrazioni di irrealtà. Una storia intrisa di realismo magico su quegli estranei che sono in noi, che talvolta seppelliamo in profondità affinché non ci venga voglia di riesumarli.
Accadimenti e presenze paranormali, qui deformate in chiave grottesca, si ritrovano anche in Quintessenza, racconto di Riccardo Trani accompagnato dall’illustrazione di Alice Tropepi. Il quotidiano di una famiglia viene sconvolto da uno strano fenomeno: un colpo di catarro del bimbo, una volta espettorato, diventa un esserino vivo e gorgogliante. Risalita dal tunnel cavernoso della gola e sputata nel mondo, la creatura sarà oggetto di un amore devoto, goffo e straniante da parte dei suoi ospiti umani.
In Ghirlandaio Enhanced, scritto da Gianluca Furnari e illustrato da Eleonora Castagna, la vicenda raccontata trapassa due piani spazio-temporali: la pittoresca Firenze di fine ‘400 e l’ultratecnologica civiltà del 2088. La storia del pittore rinascimentale e dell’androide che gli fa da assistente è attraversata da antinomie: vi si fronteggiano il reale e il virtuale, l’arte e la tecnologia, l’umano e l’artificio che gli somiglia. In altre parole – per tornare alla caverna da cui siamo partiti – le ombre e gli oggetti reali che quelle ombre le hanno proiettate. Che siano come sagome tremolanti sulle pareti di una grotta o come pitture rupestri che ne colorano le rocce, speriamo che le immaginose scene di questi racconti vi rimangano negli occhi.
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