Se una lingua ha tendenze suicide? L’ultimo romanzo di Adrián Bravi

L’idioma di Casilda Moreira, Adrián N. Bravi
(Exorma, 2019)

BRAVI_Cop_DEF.qxp_Layout 1Adrián N. Bravi è argentino e vive a Recanati, dove lavora come bibliotecario. È ormai da più di una decina d’anni che scrive in italiano; facendolo anche piuttosto bene, a giudicare dalla sua ultima fatica letteraria. Ne L’idioma di Casilda Moreira il possesso della lingua è sicuro, la danza scrittoria condotta con maestria, la trama accattivante: tutto concorre alla costruzione di un libro piacevolissimo che non trovo motivo di sconsigliare ad alcuno. Continua a leggere

“Materia”, il romanzo per chi non ama le letture a senso unico

Materia – la fuga degli elementi, Jacopo La Forgia
(Effequ, 2019)

Materia_NewCover03Materia – la fuga degli elementi è l’esordio targato effequ di Jacopo La Forgia, classe 1990, fotografo, precedentemente apparso su riviste del calibro di Cadillac Magazine e CrapulaClub. Si tratta di un libretto molto agile con una testa di elefante sommersa per metà in copertina, alle spalle la sagoma di una città e una falce di luna in un cielo color terra. Lo diciamo subito: non è un romanzo adatto a chi ama la linearità e desidera riporre un volume con la certezza di aver disambiguato ogni interrogativo. Continua a leggere

“Fedeltà”, o del ritorno di Missiroli

Fedeltà, Marco Missiroli
(Einaudi, 2019)

fedNel bene e nel male, tutti ne parlano, lo leggono, lo cercano, lo criticano e commentano. Fedeltà è l’ultima pubblicazione del pluripremiato scrittore riminese Marco Missiroli, che i più ricordano per il chiacchieratissimo bestseller Atti osceni in luogo privato (Feltrinelli, 2015), ma che è anche autore di altri quattro romanzi (Senza coda, Il buio addosso, Bianco, Il senso dell’elefante) pubblicati (e ripubblicati) da tre editrici diverse tra il 2005 e il 2016. Missiroli ha collezionato una quantità ragguardevole di premi letterari in questo quindicennio; ciò ha comportato come naturale conseguenza il gravare di un carico di aspettative notevole su questo nuovo volume, uscito per Einaudi lo scorso 12 febbraio. Continua a leggere

Storie invernali di lupi e vite sfiorate in una Berlino contemporanea

In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo, Roland Schimmelpfennig
(Fazi, 2019 – trad. Stefano Jorio)

in-un-chiaro-gelido-mattino-di-gennaio-allinizio-del-ventunesimo-secolo-672x1024In uscita oggi per Fazi, In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo si rivela all’altezza del suo titolo affascinante. Il romanzo segue le vicende di una pletora di personaggi diversi, fra i quali sono resi riconoscibili fin dall’inizio gli attori principali. Fra loro si aggira un lupo. Un lupo sfuggente, solitario, che appare e scompare qua e là senza mai lasciarsi guardare troppo a lungo, né tantomeno catturare; sebbene non manchino propositi umani di riuscire in questa impresa. Continua a leggere

“Antiche storie, le più antiche che ricordi”: uno sguardo all’Edda poetica

“Ogni uomo dev’essere di media saggezza:
non sia mai troppo sapiente;
nessuno cerchi di scrutare nel proprio destino:
meno preoccupata sarà la sua mente.”
(Hávamál, 56)

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Prime strofe della Völuspá dal Codex Regius 2365

“Edda Poetica” è il titolo che è stato attribuito nel XVII secolo a una silloge di carmi di vario genere contenuti in un codice pergamenaceo della fine del sec. XIII. Il periodo cui risale quest’attribuzione è per l’Europa un’età di recupero antiquario, recupero che in area scandinava assume tratti peculiari e prende il nome di Goticismo. Tra invenzione e ricerca delle proprie radici, gli studiosi si dedicavano alla raccolta di ogni tipo di fonti (documentarie e materiali) che potessero disvelare informazioni inedite sulle proprie Antichità. È su questo sfondo storico-culturale che un vescovo islandese, Brynjólfur Sveinsson, ritrovò il manoscritto, più tardi regalato all’allora re di Danimarca Federico III e ricollocato nella Biblioteca reale di Copenaghen con la segnatura di Codex Regius 2365 4to. Continua a leggere

Il sincretismo cristiano-pagano nelle leggende islandesi

Di tutti i paesi scandinavi, probabilmente l’Islanda è quello che suscita – da sempre – più curiosità. Remoto, piccolo, dominato da una natura aspra, dal ghiaccio e dal fuoco, situato in un’area che la mentalità classica, mediterraneocentrica, ha reputato per lungo tempo inabitabile: una terra di prodigi e creature fantastiche, a metà strada tra le Isole dei Beati e un mondo escluso dalla civiltà europea. Continua a leggere

“Elmet”, una storia d’amore e di violenza ai margini della società

Elmet, Fiona Mozley
(Fazi, 2018 – trad. Silvia Castoldi)

elmetQuello descritto in Elmet è un mondo violento. Violento e ossimorico. Un mondo dove la brutalità non esclude l’amore e viceversa. Il titolo è in sé significante: Elmet è stato il nome dell’ultimo regno celtico rimasto indipendente fino al Medioevo in Inghilterra, per la precisione nello Yorkshire. La giovane autrice, Fiona Mozley, al suo debutto (un debutto stellato: il romanzo è stato finalista al Man Booker Prize 2017), è una dottoranda in Storia Medievale, originaria dei luoghi in cui ambienta la sua storia: la sua evidente conoscenza della materia che plasma dà un ulteriore spessore agli eventi, consentendo fruizioni leggermente diverse ma ugualmente godibili ai lettori che conoscano gli stereotipi di cui le fonti classiche hanno sempre rivestito i Celti* e agli altri. Continua a leggere

Perché ci ostiniamo: una chiacchierata col traduttore Fulvio Ferrari

Fulvio Ferrari è un germanista e scandinavista attualmente in carica come docente di Filologia Germanica presso l’Università di Trento. Parallelamente all’insegnamento, esercita il mestiere di traduttore dal 1982, volgendo in italiano testi di lingua norvegese, svedese, tedesca e nederlandese. Ha tradotto numerose opere per varie case editrici: Mondadori, Lindau, ma soprattutto Iperborea. L’abbiamo contattato per chiedergli di parlarci della sua più recente uscita Iperborea, vale a dire Perché ci ostiniamo dell’autore svedese contemporaneo Fredrik Sjöberg (luglio 2018).

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Un tuffo nel soprannaturale di Cortázar: Bestiario

Bestiario, Julio Cortázar
(Einaudi, 2014 – Trad. F. Nicoletti Rossini, V. Martinetto)

cortazar2«Chi non legge Cortázar è spacciato. Non leggerlo è una malattia molto seria e invisibile, che col tempo può avere conseguenze terribili». (P. Neruda)

Julio Cortázar (1914-1984) è stato un autore argentino, innamorato della letteratura europea. È rivelatore scoprire che fra i suoi scrittori preferiti ci siano state personalità del calibro di Edgar Allan Poe, Arthur Rimbaud, Henry James, Franz Kafka. Pur essendosi dedicato anche ad altri generi di scrittura, fu particolarmente versato nel racconto fantastico, ed è a questa categoria che sono riconducibili gli otto scritti riuniti nella raccolta “Bestiario”. L’edizione Einaudi contiene anche due saggi d’autore – “Alcuni aspetti del racconto” e “Del racconto breve e dintorni” – illuminanti circa la metodologia seguita nel processo scrittorio. Consideriamola più da vicino. Continua a leggere

“Mani”: un On the road in Grecia tra Kerouac, Erodoto e Pausania

Mani – Viaggi nel Peloponneso, Patrick Leigh Fermor
(Adelphi, 2004 – Trad. F. Salvatorelli)

maniPatrick Leigh Fermor è una piacevolissima scoperta. L’esistenza avventurosa sua e di Joan – compagna di vita e di viaggio, dedicataria del testo – meriterebbe un articolo a sé. Inglesi, di buona famiglia, entrambi arruolati nella seconda guerra mondiale, talvolta con incarichi anche di rilievo – con una grande passione per i viaggi e per il mondo ellenico. Mani, come da sottotitolo, racconta di uno di questi viaggi, compiuto nella zona più arretrata, ostica, isolata e fiera della Grecia: l’estremo sud del Peloponneso, la regione del Mani, montuosa e aspra, che termina nel Capo Matapan. Continua a leggere