“Mani”: un On the road in Grecia tra Kerouac, Erodoto e Pausania

Mani – Viaggi nel Peloponneso, Patrick Leigh Fermor
(Adelphi, 2004 – Trad. F. Salvatorelli)

maniPatrick Leigh Fermor è una piacevolissima scoperta. L’esistenza avventurosa sua e di Joan – compagna di vita e di viaggio, dedicataria del testo – meriterebbe un articolo a sé. Inglesi, di buona famiglia, entrambi arruolati nella seconda guerra mondiale, talvolta con incarichi anche di rilievo – con una grande passione per i viaggi e per il mondo ellenico. Mani, come da sottotitolo, racconta di uno di questi viaggi, compiuto nella zona più arretrata, ostica, isolata e fiera della Grecia: l’estremo sud del Peloponneso, la regione del Mani, montuosa e aspra, che termina nel Capo Matapan. Continua a leggere

“La treccia” di Laetitia Colombani: un début prodige

La treccia, Laetitia Colombani
(Editrice Nord, 2018 – Trad. C. Turla)

 

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“La treccia” è un libro che non ho scelto. Mi è stato regalato da un’amica; la prima cosa che ho pensato, curiosamente, quando l’ho scartato, è che probabilmente io non l’avrei comprato. Con questo non voglio dire che la mia amica non mi conosca; aveva dei motivi per sceglierlo. Intendo dire invece che la copertina dai toni pastello, abbinata al deciso contrasto di rosso e nero di titolo e sottotitolo (“tre donne – tre continenti – tre destini intrecciati”) e alla fascetta che decantava l’esordio da record dell’autrice, non mi ispirava particolarmente la lettura. Ho dovuto parzialmente ricredermi. Continua a leggere

Niels Lyhne: il ritratto di una e mille nostalgie

Niels Lyhne, Jens Peter Jacobsen
(Iperborea, 2017 – Trad. M. Svendsen Bianchi)

NIELS2Jens Peter Jacobsen doveva essere una persona malinconica. Solo le persone malinconiche sanno descrivere così bene la loro malinconia. E la nostalgia, che è sua parente stretta. E i lettori malinconici sanno rendersi conto di quando una malinconia è raccontata da un proprio simile. Io sono un prototipo di lettore malinconico. Continua a leggere