Tradurre i silenzi: intervista a Claudia Tatasciore, traduttrice di “Darsi del tu”

La raccolta di racconti Darsi del tu, pubblicata quest’anno da Mimesis, è il folgorante esordio letterario della scrittrice ungherese Edina Szvonen, che nel 2015 è stata insignita del Premio Letterario dell’Unione Europea per la sua seconda raccolta Non c’è e non deve esserci (pubblicata sempre da Mimesis nel 2017). Szvoren esplora attraverso questi quindici racconti la difficoltà delle relazioni umane con un linguaggio unico e ricco di sperimentazioni narrative, che ci fa entrare nella disperazione dei personaggi che vivono in un Paese, l’Ungheria, forse ancora alla ricerca di sé stesso dopo la caduta del socialismo. La curiosa carica sperimentale del linguaggio che permea Darsi del tu mi ha spinto a porre alcune domande alla traduttrice in Italia di Edina Szvonen, la magiarista e germanista Claudia Tatasciore, che qui racconta cosa ha significato il lavoro sul testo originale.

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“Teoria dell’eteronomia”, o le innumerevoli solitudini di Fernando Pessoa

Teoria dell’eteronomia, Fernando Pessoa
(Quodlibet, 2020 – Trad. V. Russo)

Accade a volte che i nomi, entità convenzionali par excellence, rappresentino con estrema precisione la natura delle cose che indicano. È il caso di Fernando Pessoa, grande scrittore portoghese del Novecento, il cui nome racchiude forse tutto il suo segreto: in portoghese “pessoa” significa infatti “persona”. Ed egli fu proprio questo: un creatore di persone, in particolare di scrittori. Álvaro de Campos, Ricardo Reis, Alberto Caeiro, Antonio Moira, sono solo alcuni dei suoi innumerevoli eteronimi, autori di cui Pessoa inventò di sana pianta la biografia e di cui scrisse le opere, spesso non condividendone né lo stile né tantomeno le idee. Teoria dell’eteronomia, tradotta da Vincenzo Russo e pubblicata da Quodlibet, raccoglie tutti i frammenti del poeta su questa particolarissima pratica letteraria. 

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“Con passi giapponesi” e la rigorosa immaginazione di Patrizia Cavalli

Con passi giapponesi, Patrizia Cavalli

(Einaudi Editore, 2019)

9471907_3867531Ci sono libri difficili da classificare, che sfuggono a qualsiasi definizione per via dell’unicità della loro natura: Con passi giapponesi di Patrizia Cavalli (pubblicato da Einaudi e in finale al Premio Campiello 2020) è uno di questi. In questo volume una delle principali poetesse italiane affronta la sfida della prosa attraverso sedici brevi testi, “prose poetiche” più che racconti veri e propri, che richiedono diverse letture per poter godere appieno dei loro affascinanti sensi nascosti. Per riprendere uno dei titoli della raccolta, potremmo definire questo libro come un’opera incerta, un mosaico fatto di tasselli diversi tra loro che insieme formano un manifesto poetico sui generis, privo dell’aggressività assertiva propria dei manifesti e intriso di ironia ed estrema sincerità: Cavalli qui mette a nudo tutta sé stessa, la sua vita reale quanto quella immaginaria, forse dimostrando che la distinzione non è poi così fondata.

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“Una persona sensibile” di Topol e il cuore caotico d’Europa

Una persona sensibile, Jáchym Topol
(Keller editore, 2020 – Trad. Laura Angeloni) 

1000-web-9788899911546.MAIN_ (2)Spesso è proprio dalla periferia che provengono le idee più fertili, come se la lontananza dai luoghi dei “grandi fatti” permettesse di leggere quello che accade con sguardo più lucido, anche rispetto a chi vive al centro degli avvenimenti; è proprio dalla periferica (seppur geograficamente centrale) Repubblica Ceca che giunge Una persona sensibile di Jáchym Topol (edito da Keller e tradotto da Laura Angeloni), divertente e raffinata rappresentazione di un’Europa nel caos attraverso le rocambolesche vicende di una famiglia di artisti itineranti sui generis: il papà Micio, poeta dissidente durante il comunismo con un passato in manicomio, la mamma Soňa, senza un occhio, alcolista e tossicodipendente, infine due figli, un ragazzo (che non parla, senza nome) e il suo fratellino (un neonato che non piange, anch’esso innominato). Insomma, una manica di disperati (quasi) senza arte né parte, che sfuggono all’intolleranza scatenatasi in un festival di Bristol e che ritornano in patria, a Poříčí, presso il fiume Sázava, facendo un giro molto lungo: Monaco, Budapest, l’Ucraina e la Slovacchia. Continua a leggere

Gian Arturo Ferrari, un “ragazzo italiano” alla ricerca della propria identità

Ragazzo italiano, Gian Arturo Ferrari
(Feltrinelli Editore, 2020)

ragazzo italianoNon è mai troppo tardi per iniziare a scrivere romanzi, soprattutto per uno che ha alle spalle una vita intera nell’editoria come Gian Arturo Ferrari, ex direttore generale di Mondadori, che esordisce ultrasettantenne con Ragazzo italiano, edito da Feltrinelli e nella cinquina (pardon, sestina) del Premio Strega di quest’anno. Ferrari racconta tre lustri di storia italiana dal dopoguerra sino ai primi anni Sessanta attraverso tre fasi della vita di Ninni, che seguiamo nell’infanzia, nella pubertà e nell’adolescenza; co-protagonisti sono i luoghi della vita di Ninni, i quali rappresentano tre volti dell’Italia di quegli anni: l’Emilia rurale e contadina di Querciano, l’industria lombarda di Zanegrate e infine la Milano che si avvia verso il boom economico.

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“Pignolerie”, le poesie come non ve le hanno mai raccontate

Pignolerie, Alberto Piancastelli
(Quodlibet Compagnia Extra, 2020)

pignolerieProbabilmente ognuno di noi ha avuto un compagno di classe che metteva in discussione gli insegnamenti impartiti dalle nostre care maestre, facendo domande che noi stessi ci ponevamo, ma che non osavamo esternare. Ebbene, Pignolerie di Alberto Piancastelli (Quodlibet Edizioni, Compagnia Extra) dà voce proprio a questo compagno di classe irriverente. Ogni capitolo del libro analizza in modo certosino le classiche poesie della letteratura italiana che abbiamo imparato a memoria a scuola (Foscolo, Carducci, Leopardi e compagnia bella), scoprendovi una marea di incongruenze e assurdità. Esperto di fisica, diritto, zoologia e molto altro, il critico Piancastelli è ossessionato dalla misurazione di ogni dato (non a caso è architetto di professione). Egli tralascia del tutto l’apparato retorico e simbolico del testo poetico, che analizza alla lettera attingendo scrupolosamente da codici giuridici, carte geografiche e leggi fisiche. Procede passo per passo, elabora calcoli e ipotesi come uno scienziato che cerca di indagare un fenomeno naturale. Continua a leggere

Il mondo secondo Savelij, gatto e filosofo

Il mondo secondo Savelij, Grigorij Služitel’
(Francesco Brioschi Editore, 2020 – Trad. Sydney Vicidomini)

bri_il_mondo_secondo_savelij2_388_1_tmbLo sguardo degli animali è misterioso, enigmatico, sembra venire da un mondo completamente altro rispetto al nostro: “Se un leone potesse parlare, noi non potremmo capirlo”, diceva Wittgenstein. Al netto dei nostri ossessivi tentativi di umanizzazione degli animali sembra impossibile dar loro voce, poiché hanno un “linguaggio” che segue altre logiche ed una sintassi differente. In letteratura la scelta di narrare partendo dal punto di vista animale è ardita, perché richiede di assumere un punto di vista sul mondo assolutamente inedito. È questa la sfida che intraprende il giovane russo Grigorij Služitel’ col suo romanzo d’esordio Il mondo secondo Savelij, pubblicato da Francesco Brioschi editore, in cui un gatto ci racconta la sua vita spericolata per le vie di Mosca. Continua a leggere

“Sommersione”, un inferno fatto d’acqua

Sommersione, Sandro Frizziero
(Fazi Editore, 2020)

 

sommesioneSecondo un detto di Eraclito “Per le anime è morte diventare acqua”, e proprio di “anime annacquate” parla il romanzo Sommersione di Sandro Frizziero da poco pubblicato da Fazi, che ci immerge nell’atmosfera nebbiosa e umida di una sottile isola lagunare ricoperta dal mare per dodici ore al giorno. L’Isola è infestata da detriti osceni, umani e non: i residui putridi rilasciati dal mare e soprattutto i suoi abitanti, che continuano a esercitare il cannibalismo dei loro antenati con le maldicenze e l’ipocrisia. Esistenze disperate e senza progetto, che vivono in un luogo in cui tutto è sempre uguale a sé stesso, in cui non c’è futuro diverso dall’inabissamento totale.

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Il “Taccuino” di Graziani – Il mondo di Girolamo (e un po’ anche il nostro)

Taccuino delle piccole occupazioni, Graziano Graziani
(Tunué, 2020)

copertina tunuéDurante questi giorni di clausura forzata mi è stata di conforto la lettura di Taccuino delle piccole occupazioni, romanzo di Graziano Graziani pubblicato da Tunué il 12 marzo, l’ultimo prima che tutto si fermasse per via della pandemia. Il libro parla proprio di una piccola reclusione dal mondo, quella di Girolamo Girolamoni, curioso personaggio del quale si delinea la visione della vita attraverso cinquantacinque brevi capitoli posti in ordine rigorosamente non cronologico. Si tratta di frammenti temporali della vita del protagonista che il lettore ricompone per ricostruirne la personalità. Continua a leggere

“Il dono oscuro”: lo sguardo del buio

Il dono oscuro, John M. Hull 
(Adelphi, 2019 – Trad. F. Pacifico)

Cosa succede quando chiudiamo gli occhi? Gli oggetti scompaiono, perdiamo il senso dello spazio, ci ritroviamo senza riferimenti; siamo racchiusi in noi stessi, impossibilitati a conoscere un mondo di cui ci giungono solo frammenti sonori. Il dono oscuro di John M. Hull (Touching the Rock nella versione originale, da cui nel 2016 è stato tratto il film Notes on Blindness) parla di questa esperienza. È un libro scritto al buio, in cui si scopre una nuova modalità di conoscenza che, nonostante la cecità del narratore, permette di soddisfare la sua inesauribile “voglia di mondo”. È una ricerca in cui, come scrive nella prefazione Oliver Sacks (che definisce il libro ‹‹un capolavoro››): ‹‹ogni cosa è ponderata, esplorata fino al suo limite estremo; ogni esperienza viene sviscerata finché non produce la sua messe di significati››, quasi a “spremere” l’oscurità per poterne carpire il significato. Continua a leggere