L’arte, il male, la musica: conversazione con Andrea Tarabbia

Tarabbia - Madrigale senza suono cop.inddLa prima volta che ho sentito parlare di Gesualdo da Venosa, musicista assassino della sposa, è stato grazie all’omonima canzone di Franco Battiato, con testo del filosofo Manlio Sgalambro. Il senso della canzone dovrebbe fare riferimento a un rapporto tra arte e morale, sull’utilizzo di quest’ultima come lente per interpretare la prima. E così, la figura di Gesualdo, genio della musica ma anche autore di un efferato delitto, mi aveva sempre incuriosito. Quando ho scoperto che Andrea Tarabbia, autore che nel tempo avevo imparato ad apprezzare e stimare, aveva scritto un romanzo proprio sul principe Carlo Gesualdo, ne sono stato entusiasta. Il suo Madrigale senza suono ci porta nella Napoli a cavallo tra il ‘500 e il ‘600. Un romanzo dalle tinte fosche e gotiche, di demoni e di streghe; un perturbante gioco di specchi che indaga i temi del dolore e dell’arte, del male e del rapporto padri-figli, nel quale l’unica certezza è l’assenza di certezze.

Partiamo dal principio. Qual è il primo ricordo che hai di Carlo Gesualdo? E perché hai deciso di scriverne un romanzo?

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Svelata la cinquina del Premio Campiello. Misterioso pseudonimo vince Opera Prima

Svelati ieri, nell’aula magna dell’università di Padova, i 5 finalisti della LIV edizione del Premio Campiello, nel corso della seduta pubblica in cui la giuria del premio ha espresso le sue preferenze.

A presiedere la conferenza, il Presidente di Confindustria Veneto Roberto Zuccato,  il Presidente del Comitato di Gestione Valentino Vascellari, il Presidente della giuria lo storico Ernesto Galli della Loggia e i membri della Giuria dei Letterati, tra cui Philippe Daverio e Roberto Vecchioni. Continua a leggere