Come Kundera mi ha cambiato la vita

Elogio di Milan Kundera in occasione dei suoi 90 anni

Con Milan Kundera ho un debito che neanche in dieci vite riuscirei a estinguere. Anzi, più che debito, un mutuo con ipoteca. L’ho scoperto nei verdi, primaverili anni del liceo, quando mi interessavo alla letteratura in maniera ancora acerba e nebulosa. Sguazzavo in un putrido mare di letture prosaiche – a volte anche indecenti – per ragioni che non dipendevano necessariamente dalla mia volontà. Restavo imbrigliato – confuso – nel tentativo di discernere la produzione mainstream dai capolavori: volevo costruirmi un percorso di autori e romanzi che mi insegnassero a leggere prima ancora che a scrivere, ma – ad eccezione di qualche Calvino, Pirandello, Hesse che ci avevano assegnato al ginnasio – il massimo che la gente intorno a me riusciva a consigliarmi e prestarmi era Paulo Coelho, Ken Follett e persino, una disgraziata volta, l’autobiografia di Magdi Cristiano Allam. Continua a leggere

Malaparte e l’inferno umano della ‘Pelle’

Malaparte il maledetto. Malaparte il cattolico. Malaparte il fascista. Malaparte il comunista. Malaparte lo spietato. Malaparte il pietoso. Malaparte tutto e nessuno, voltagabbana, trasformista, camaleonte, convertito, abiurante. Se la letteratura italiana fosse un giardino, Malaparte sarebbe una rosa sgargiante ma decorosa, tronfia ma delicata, che svetta solitaria da un rovo di pruni: tanto bella quanto spinosa; dolcemente profumata ma irta d’aculei.
Non c’è forse autore della letteratura che abbia saputo rappresentare tutta la contraddizione degli opposti quanto il nostro Malaparte. Così vero e così artato, che ha mescolato la realtà storica con la più immaginifica menzogna, fino al punto in cui il loro confine non solo scompare, ma cessa d’essere necessario e previsto, e più non importa cosa sia avvenuto e cosa sia inventato: tutto il reale, ci insegna Malaparte, è un’unica, grande mistificazione. Continua a leggere

Elogio involontario di Milan Kundera

Ovvero: credevo fosse una recensione, invece era un panegirico.
Elogio imprevisto, a partire da una riflessione sulla raccolta Amori Ridicoli, della quale avrei dovuto fare una semplice recensione, ma così non è stato.

Amori Ridicoli di Milan Kundera è stato l’ultimo libro che ho letto nel 2017. Una raccolta di racconti che ha rappresentato l’esordio di uno degli scrittori più importanti del ‘900 e che stimo tra i miei autori preferiti.

Era da un po’ che non leggevo Kundera, forse un paio d’anni, prima dei quali avevo divorato sette suoi libri (cinque romanzi, un saggio e un testo teatrale), ma con la consapevolezza di aver fatto l’errore di non averli letti nell’ordine in cui sono stati scritti. Se in riferimento ad alcuni autori tale premura può rappresentare agli occhi di alcuni una pignoleria, ciò non vale per l’autore boemo. La ragione è insita nella particolare storia biografica di quest’uomo, che separa la sua produzione in due periodi: l’uno praghese e l’altro parigino, tant’è che alcune opere sono state scritte in ceco e altre in francese. (C’è anche una seconda ragione, ma del tutto personale, ovvero voler conoscere abbastanza bene quest’autore da avere coscienza della sua parabola artistica in senso cronologico). Continua a leggere

Una chiacchierata con Marco Rossari: l’umorismo, Nemesio, lo Strega e altre belle cose

Intervista a Marco Rossari, autore de Le cento vite di Nemesio (Edizioni E/O) e in corsa al Premio Strega.
Una chiacchierata interessante su più dimensioni, ricca di spunti di riflessione. Se non avete ancora letto il libro, in questa intervista troverete tutte le buone ragioni per farlo.

G.R. 500 pagine, precise ed esatte, senza arrotondamenti. Devo confessare che di fronte a libri così voluminosi mi trovo a riporre grandi speranze, ma al tempo stesso, grandi pentimenti: la mia abitudine a non abbandonare libri iniziati mi fa subito pentire di averlo scelto, penso ‘Oddio, e se non lo sopporto, con che fatica finirlo?’. E invece è stato uno di quei rari libri in cui vuoi tornare a immergerti dopo una giornata stancante, e le pagine volano via. Un libro che fa compagnia, e non è poi così facile trovare libri, anche tra i capolavori indiscussi, che diano questa sensazione. Personalmente lo trovo un grande merito.

M.R. Be’, ti ringrazio molto. Un lettore mi ha scritto di avere dimenticato la cena sul fuoco e forse questo per uno scrittore è il massimo complimento. Stephen King diceva che il nostro compito è far bruciare l’arrosto. Continua a leggere

Mulan Kundela: capolavori senza tempo

2be2e24da1f74d86b71778262e9d152c_w_h_mw650_mhRomanzo filosofico di infinita leggiadria, allo stesso tempo venato della più feroce critica politica e
parimenti del più lieve candore di una fiaba per bambini. Ci vedrei bene un film d’animazione.
Italo Calvino

Nemico della logica morale, opposto della fisica normale, geometria degli angoli nascosti.
Tuttavia, mancano i colpi al cuore, quel poco tanto di dolore, quell’attitudine di chi ricorda tutto.
Ohohohohoh.
Pietro Citati

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