Un altro articolo su “L’amica geniale” di cui non si sentiva il bisogno

DISCLAIMER: Questa non è una recensione, non è un articolo serio, ma non è neanche del tutto scherzoso. Come si evince dal titolo, è solo un’altra opinione non necessaria che non riesco a tenere per me stessa. Leggete a vostro rischio e pericolo. No spoiler. 

Decido di scrivere un articolo sulla quadrilogia de L’amica geniale di Elena Ferrante. L’ultimo episodio della serie tv tratta dal primo volume è andato in onda appena tre settimane fa e persino i miei conoscenti più insospettabili ne hanno visto almeno una scena. Non avrei mai pensato di poter intavolare una conversazione su uno dei miei libri preferiti durante il pranzo di Natale, ma è successo persino questo. È comprensibile, dunque, se adesso ho bisogno di scriverne, ma è una decisione pericolosissima. Continua a leggere

Amicizia femminile in letteratura: piccole dee e amiche geniali

A dispetto dei luoghi comuni, il rapporto più intenso per le giovani donne non è quello con il primo amore. È quello con l’amica del cuore. Così recita la quarta di copertina di Piccola Dea, il brillante romanzo d’esordio della statunitense Rufi Thorpe edito in Italia da Sonzogno nel 2015.

Mi riconosco particolarmente in queste parole e ho infatti trepidato nella lettura di questa storia vibrante e dura come se mi coinvolgesse in prima persona. Le tormentate vite delle protagoniste Mia e Lorrie Ann, il loro rapporto viscerale e indissolubile e la struttura stessa della narrazione non hanno potuto che riportarmi alla mente Elena e Lila, le due amiche geniali dell’omonima, tanto chiacchierata quadrilogia di Elena Ferrante.

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A chi il Nobel? Tutto quel che c’è da sapere per non arrivare impreparati

Procediamo con ordine…

1. IL NOBEL ALLA LETTERATURA A UN ITALIANO, È POSSIBILE?
E se fosse la volta buona perché il Nobel alla letteratura tornasse in Italia? Il nostro paese l’ha vinto per sei volte, in media il tempo passato tra un Nobel e l’altro è di circa 17 anni: 25 anni l’attesa maggiore (tra Pirandello e Quasimodo), 8 la minore (tra Deledda e Pirandello). Diciasette anni in media, dicevamo. Beh, da Fo ad oggi sono passati 19 anni, diciamo che per una certa logica statistica, potrebbe capitare da un momento all’altro (o meglio, da un anno all’altro).

Magris il favorito numero uno, Elena Ferrante la possibile sorpresa, Dacia Maraini dietro di loro a concludere il terzetto dei papabili nostrani. Continua a leggere

Due parole su Elena Ferrante

Ho letto il primo romanzo del ciclo dell’Amica geniale di Elena Ferrante quasi tre anni fa. Non avevo mai sentito nominare l’autrice prima di ricevere il primo volume in regalo né ero a conoscenza del mistero che circondava la sua identità. Ho cominciato a leggere senza sapere cosa aspettarmi, ho amato le parole che avevo sotto gli occhi e il modo in cui erano intrecciate sulla carta, la limpida trasparenza con cui lasciavano intravedere la vita palpitante sotto di esse. Ho aspettato intervalli più o meno regolari per leggere i volumi successivi: i prezzi dei cartacei e/o non sono precisamente accessibili, e poi attendere accresceva la sensazione festosa che provavo quando avevo tra le mani il libro successivo, pronto ad essere divorato. Continua a leggere

Un’italiana al Man Booker International Prize

Sono stati annunciati il 13 aprile 2016 i sei romanzi finalisti al Man Booker International Prize per l’anno 2016. Il premio, che si inserisce nel prestigioso quadro del Man Booker Prize per la narrativa in lingua inglese, verrà assegnato, dal 2016 in poi, ad un libro tradotto in inglese e sarà ripartito equamente tra autore e traduttore.

Nella rosa dei sei finalisti spicca il nome della misteriosa italiana Elena Ferrante che concorre al premio con il romanzo Storia della bambina perduta (tradotto in inglese come Story of the lost child) nella traduzione di Ann Goldstein, già nella cinquina finalista del Premio Strega nel 2015 e inserito dal New York Times nella top ten della miglior fiction del 2015. Continua a leggere