André Malraux, il mitomane che ha narrato la vertigine di vivere

La condizione umana, romanzo ammantato di mito e di leggenda, è stato un libro di culto per diverse generazioni. Lo dimostrano i nomi illustri di chi lo ha stimato, ma anche il caso di un omicidio avvenuto in Francia nel ’49 a opera di due minorenni. Oggi, tuttavia, resta forse poco dell’eredità del suo autore, che non è stato tutto ciò che aveva detto di essere.


Quando si parla di André Malraux, i confini tra realtà e leggenda si confondono. È stato «il figlio del secolo», tra i favoriti per il Nobel[1], l’eroe rivoluzionario che avrebbe combattuto in Indocina e nella Guerra Civile spagnola, per oltre un decennio Ministro della Cultura e della Propaganda per Charles de Gaulle, autore del «livre du siecle»[2] che è quel La condition humaine considerato tutt’ora in Francia uno dei romanzi più importanti del Novecento[3]; ma è stato anche, prima ancora che tutto questo, un falsario, un baro, un mistificatore, un mitomane; autore, oltre che di romanzi, di un’agiografia personale con cui ha creato il mito di sé.

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Complotti, fascismo e terrore: intervista a Raffaele Alberto Ventura

Dopo il grande successo del 2017 di Teoria della classe disagiata (minimum fax), torna in libreria Raffaele Alberto Ventura con La guerra di tutti. Populismo, terrore e crisi della società liberale (minimum fax). Un libro capace di affrontare tutta la complessità della nostra contemporaneità attraverso un discorso universalmente comprensibile, che mantiene il rigore tipico del saggio ma lo coniuga con una narrazione leggibile come un romanzo. I temi affrontati sono molteplici: cospirazionismo, populismo, terrorismo, il fascismo in Italia e molto altro.

L’originalità dell’approccio di Ventura sta soprattutto in due elementi: nel saper spaziare attraverso le discipline – dalla filosofia all’antropologia, dall’economia al diritto, dalla sociologia alla scienza politica, passando per la semiotica e la comunicazione, al punto da dare un’infinità di spunti di riflessione – e nell’affrontare queste discipline non con la rigidità accademica, bensì in una chiave che potremmo definire, con il dovuto riguardo, “pop”. Per intenderci: ai riferimenti ad Aristotele si affiancano quelli a Civil War della Marvel; alle teorie di Foucault la musica rap o Rihanna; Tom e Gerry sono letti attraverso una prospettiva hobbesiana; V per vendetta e zio Paperone spiegano il grillismo. Se state storcendo il naso, vi dico solo: fidatevi.

Ho incontrato Ventura e abbiamo conversato sui tanti temi del suo ultimo libro. Ne è emersa una lunga e dettagliata intervista. Come vedrete è divisa in quattro capitoli tematici, seguiti da due epiloghi, cosicché, all’occorrenza, possiate scorrerla in ordine sparso per leggere l’argomento che più vi interessa. Continua a leggere

“Volo di paglia”, l’esordio di Laura Fusconi

Volo di paglia, Laura Fusconi
(Fazi, 2018)

9788893254335_0_0_0_75L’estate del 1942 è la terza dell’Italia in guerra, ma nella provincia di Piacenza, tra Verdeto e Agazzano, Tommaso, Camillo e Lia vivono la propria infanzia senza curarsi di quello che sta accadendo nel mondo. La guerra per loro è lontana, indefinita, e a contare di più è ben altro: i loro giochi nel fienile, il mistero e il fascino dei Boschi delle Fate e delle Streghe, la dinamica che s’instaura tra i tre – Camillo è innamorato di Lia, Tommaso è geloso dell’amico e Lia pensa solo a suo padre, Gerardo Draghi, che le sembra non avere interesse né affetto per lei.

Draghi, nella Valle, non è solo un cognome. Gerardo Draghi è il ras della zona, e col suo manipolo di camicie nere semina terrore e violenze. Il suo rivale, in paese, è Bartali, sospettato di avere idee antifasciste. Tra di loro sono frequenti tensioni e provocazioni. E quando Franco, il figlio di Bartali, scompare nel nulla, tutti pensano che sia stato Draghi a farlo sparire, per vendicarsi sull’uomo.

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Premio Strega ’18: “Questa sera è già domani” di Lia Levi

Questa sera è già domani, Lia Levi
(E/O, 2018)

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Per lo speciale sui finalisti del Premio Strega, due settimane fa avevo recensito il più giovane degli autori in gara, Elvis Malaj. Senza mezze misure passo oggi all’autrice più esperta della dozzina, Lia Levi, arrivata alla letteratura solamente all’età di sessantatré anni (Premio Elsa Morante Opera Prima 1994) e che ormai vanta all’attivo un numero imprecisato di romanzi e libri per l’infanzia. Come la maggior parte della sua produzione, anche l’ultimo romanzo, Questa sera è già domanici porta in viaggio nella storia italiana. In particolare a Genova, nel 1938. Continua a leggere

La guerra vista da un bambino in “Amici per paura”, candidato Strega 2017

Amici per paura – Ferruccio Parazzoli
(SEM – Società Editrice Milanese)

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Raccontare della seconda guerra mondiale è sempre una sfida, considerando che molto si sa – o si crede di sapere al riguardo – e che i punti di vista con cui, prima o poi, si sono cimentati i propri potenziali lettori sono già innumerevoli. Nonostante questo, Ferruccio Parazzoli è riuscito millimetricamente nell’intento con il romanzo Amici per paura, edito dalla Società Editrice Milanese e attualmente in concorso per il Premio Strega 2017.

Le vicende sono quelle che coinvolgono dall’interno la capitale italiana nel 1943, scandite in quattro tempi narrativi e in 25 capitoli complessivi, e sono osservate da un narratore esterno onnisciente che segue la prospettiva di Francesco, un bambino per il quale “la guerra è una cosa da eroi immortali“.

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