Quel grande autore che avevamo quasi perso: la riscoperta di Ezio Sinigaglia

Su Ezio Sinigaglia e la riscoperta del romanzo Il Pantarei,
in libreria dopo 34 anni per TerraRossa Edizioni

La letteratura italiana ne ha visti di grandi autori venire allo scoperto quasi per miracolo, nonché tardivamente. Subito penso a due scrittori immensi.
Il primo, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, pur assiduo frequentatore di salotti letterari, non vide mai pubblicato Il Gattopardo, che Vittorini rifiutò sia per Einaudi sia per Mondadori, e che solo dopo la morte dell’autore ottenne pubblicazione, grazie all’intercessione di Giorgio Bassani.
Il secondo, Salvatore Satta, illustre giurista, pubblicò solamente opere di diritto, con la sola eccezione del De profundis – un libello di storia e di costume; non intese mai pubblicare Il Giorno del Giudizio: quello che sarebbe diventato il suo celebre romanzo fu ritrovato casualmente tra le sue carte dopo la morte, e sarebbe poi stato festeggiato come un capolavoro, tradotto in tutto il mondo.

Poi ci sono i casi di Guido Morselli, ripudiato e mai compreso in vita, e osannato solo dopo il suicidio, a seguito del quale Continua a leggere

“Lascia fare a me”: in Uruguay con Kafka

Lascia fare a me, Mario Levrero
(La Nuova Frontiera, 2018; trad. E. Tramontin)

 

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Levrero (1940-2004) è uno scrittore di culto dell’Uruguay
, ma ancora poco conosciuto e tradotto in Italia. Di fatti la pubblicazione di Lascia fare a me in estate non ha lasciato indifferenti gli amanti della letteratura sudamericana. La sua opera è il risultato di un apparentemente bizzarro ircocervo: nel calore brioso, tipico dell’anima latina, confluiscono un gusto giocoso per il poliziesco e una profonda ammirazione per Kafka. Si tratta di una commistione dall’effetto imprevedibile, come ben emerge da questo romanzo. Levrero ci porta dunque del Sudamerica più misero e inesplorato, in quella che può essere metaforicamente intesa una ricerca del genio e del talento. Continua a leggere