Happy hour, le conseguenze di un’ora felice

Happy hour, Ferruccio Parazzoli
(Rizzoli, 2019)

«Non si può aver tutto, se non quando non si ha più niente»1 fa dire Pirandello a uno dei personaggi de I giganti della montagna. Cosa abbia a che vedere questa frase con un’opera di narrativa uscita lo scorso dicembre, è una domanda alla quale sono costretta a rispondere in maniera più semplice di quanto vorrei: un’associazione libera. Quando, nel nuovo romanzo di Parazzoli, ho letto: «La capacità di soffrire è segno di buona salute»2, il pensiero mi è schizzato via da tutt’altra parte – alla frase di Pirandello, appunto. Eppure, in fin dei conti, non credo che il mio istinto abbia sbagliato di troppo la mira: le famose “maschere” pirandelliane non sono altro che una delle facce del perbenismo occidentale, specialmente italiano e milanese, oggetto della critica di Parazzoli.

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“Modi incompiuti di morire”: storia di una vita incompiuta

Modi incompiuti di morire, André Timm
(Tuga edizioni, 2019)

coverSantiago ha tredici anni e vive con i genitori in un piccolo paese. Ha un migliore amico di nome Lupi e una migliore amica, Agnes. Frequenta la scuola, pratica il nuoto (più per obbligo che per vera passione). Eppure, nelle prime pagine di Modi incompiuti di morire lo vediamo rubare la pistola del padre con l’intento di uccidersi, ed è solo un attacco di sonno a impedirgli di mettere in atto il suo piano. Continua a leggere